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Pierfranco SpazianiAbbiamo tutti un Dragone Blu da piangere

E’ terminato il primo Basho dell’era p.A. (post Asashoryu). Abbiamo di nuovo un solo Yokozuna regnante (e dominante) e la consapevolezza che non sarà facile batterlo. Hakuho si è imposto da gigante, mettendo in campo la sua classe, i suoi muscoli e la sua arte intimidatoria, lasciando a Baruto la soddisfazione dei riconoscimenti per la tecnica (Gino-sho) e lo spirito combattivo (Kanto-sho), oltre alla incontenibile gioia della promozione ad Ozeki.
Gli Ozeki giapponesi superstiti, dopo il ritiro di Mouliex-Aiace-Chiyotaikai, hanno mostrato tutti i limiti del loro sumo d’annata, mentre i talenti stranieri si sono arresi fin troppo presto. Resta il bravo neo-Ozeki Baruto, al suo miglior risultato di sempre, però non è come battere Hakuho e correre per lo yusho.
Harumafuji tradisce molte speranze con troppo anticipo e non può neanche regalarci la gioia di un kettei-sen tra Hakuho e Baruto.. I risultati numerici, poi, ci raffigurano la costante frattura tra il Sanyaku e la sua base d’appoggio, i primi Maegashira, tanto che ormai diventa quasi comica la ricerca dei rincalzi a metà banzuke ed oltre. Per trovare il primo k-k, infatti, bisogna arrivare a M3, mentre il secondo non lo si vede prima di M5. In mezzo, come di consueto, una valle di lacrime, appena mitigata dalle attenuanti tecnico-anagrafiche a discolpa di Wakanosato e Kyokutenho.
Con la contemporanea perdita di uno Yokozuna ed un ex-Ozeki, per quanto quest’ultimo fosse ormai un Sekiwake in fase più che calante, i punteggi dei giovani rikishi più ambiziosi e rampanti avrebbero dovuto migliorare nettamente, invece abbiamo riscontrato ben poca crescita, con i due Ozeki d’importazione inchiodati sul 10-5 ed incapaci di sconfiggere avversari decisamente meno quotati; impensabile, ovviamente, attaccare il dominatore mongolo, anche se Harumafuji non ha deposto le armi facilmente. Kotooshu ha perso da Aminishiki e Tosayutaka, prima di cedere anche a Baruto, e queste sconfitte gli sono costate la speranza di combattere per lo yusho. A conti fatti, comunque, i loro rispettivi yusho restano episodici e lontani nel tempo, specie quello di Kotooshu, e l’assenza del Grande Mago Mongolo non ha dato loro quella motivazione che in molti speravano di vedere tradotta sul dohyo in maggior determinazione e volontà di arrivare almeno al Senshuraku con i numeri adatti a pretendere un kettei-sen.

Ho sentito motli esperti dire che si è trattato di un Torneo noioso e privo di particolari emozioni; la noia legata al dominio di un solo rikishi è un fattore al quale dovremo abituarci, a meno di esplosioni di campioni nel breve termine.
La noia non ci ha accompagnati durante la lunga reggenza di Asashoryu, sebbene vincesse molto e -a volte- molto facilmente, perchè gli Ozeki erano tonici e portavano a casa degli yusho (primo periodo) e perchè abbiamo visto sorgere niente meno che uno dei più forti Yukozuna moderni.
Con l’assenza di Asashoryu e la carenza di antagonisti di valore, però, rischiamo fortemente di assistere ad una lunga teoria d’incontrastate affermazioni fotocopia da parte di Godzilla-Hakuho. Ciò non toglie che Hakuho sia un grandissimo campione e che meriti ogni suo yusho, ma il sumo deve contemplare anche spettacolarità, coraggio e tensione agonistica, altrimenti decade l’interesse e tutto si riduce, come detto, ad una parata di vittorie piuttosto monotone. Di positivo c’è che potremo commentare il sumo di un solo Yokozuna mongolo, senza dover specificare ogni volta l’ordine temporale delle loro promozioni: un bel vantaggio! Ci dovremo anche abituare all’assenza dei caustici commenti della Dama Innominabile, dato che la Signora Uchidate si è ritirata al pari del suo bersaglio fisso, e questo riporta il sumo alla normalità fortemente voluta dal Kyokai e dallo YDC.

Dal punto di vista tecnico, questo tredicesimo yusho di Hakuho ha visto una maggioranza di soluzioni in proiezione e di ribaltamento, come nello stile più consono alle doti dello Yokozuna. Negli ultimi sette bouts, infatti, troviamo ben tre uwatenage, due sukuinage, un oshidashi ed uno yoritaoshi. In totale, poi, tre soli yorikiri. Hakuho ha dato prova di grande controllo soprattutto nei confronti diretti con i potenziali pretendenti allo yusho ed ha condotto con intelligenza tutte queste sfide. La cosa più rimarchevole l’ha mostrata contro Harumafuji, a mio giudizio, quando ha mantenuto la concentrazione al massimo livello e non si è lasciato condizionare dalla vittoria di Baruto, pronto a tornare sul dohyo per un kettei-sen tra giganti. Hakuho ha dovuto parare gli attacchi calibrati dell’Ozeki conterraneo ed è entrato nella difesa di quest’ultimo con un tempismo strepitoso, forte del vantaggio di peso e della maggior resistenza allo sforzo prolungato.

Un piccolo commento lo rivolgo anche ai vincitori delle categorie inferiori.
A giudicare dalle descrizioni anagrafiche, non si può certo dire che il sumo sia al riparo dall’invecchiamento: fatta eccezione per la Jonokuchi, dove gareggiano ragazzini del liceo, gli altri yusho sono andati a rikishi piuttosto maturotti e questo non depone a favore del ricambio generazionale. Kimurayama (Juryo) ha 28 anni, Sensho (Sandanme) ne ha 26 e Chiyonishiki (Jonidan) 27.
Solo tra i Makushita, terza forza del sumo, si è fatto onore un bulgaro di 23 anni, Aoiyama, il quale ha esordito nel sumo solo a luglio 2009; potrebbe essere un buon segnale, basta non ricordare che alla sua età Asa era già Yokozuna…

Dell’Haru Basho sono certo che si tornerà a parlare nei prossimi commenti, mentre a me sta a cuore riprendere il filo del discorso su ciò che ha preceduto quest’ultimo Torneo, dato che ha avuto una rilevanza planetaria e storica. E poi, visto che è finita un’era che ci ha visti tutti testimoni, non sarebbe possibile giubilarla senza un’ultima valutazione dello strano epilogo che l’ha conclusa.

Lasciatemi dire che la buriana scatenata dal ritiro di Asashoryu ha portato alla luce molti argomenti che voi tutti avete evidenziato e dibattuto con passione e competenza sociologica, oltrechè sportiva. I fatti accaduti hanno messo in rilievo costumi e modi di pensare che in Giappone sembrano abituali e non censurati in pubblico, come l’uso di ubriacarsi sistematicamente, e, per una volta ancora, abbiamo tutti fatto i conti con l’evidente ed epocale contrasto tra il comportamento protocollare nipponico e le ipocrisie del sistema, che conosce e tollera -nascondendole sotto il tappeto, come la governante disonesta- le proprie debolezze.
Siamo carne, dicevano i nostri avi latini, e per i rikishi la carne è tanto più abbondante rispetto ai normali cittadini da ingenerare un’esagerazione incontrollabile in ogni manifestazione dell’essere umano che risiede sotto l’impenetrabile maschera del fiero lottatore di sumo. Anche il sumo stesso, a pensarci bene, non è altro che una continua esagerazione: nella ritualità, nei personaggi, nel rigore autocelebrativo e nell’ostinato isolamento culturale. E’ tutto talmente esagerato che rischia di non avere futuro.

Prendiamo ad esempio il caso di Asashoryu: in quale altra disciplina sportiva il campione in carica si ubriaca insieme al suo coach durante le fasi finali di un torneo, di un Gran Premio, di un Campionato del Mondo o di un’Olimpiade? Nel sumo, lo sappiamo, ogni yusho equivale ad un oro olimpico o mondiale, ragione per cui il paragone con altri sport è fin troppo stretto. Tutta la vicenda è abnorme e forzatamente inconcepibile, ai nostri occhi, e lascia molto perplessi per il contesto generale in cui si è svolta e per le contraddizioni che ne sono emerse. Fosse tutto vero e chiaro come ci è stato raccontato, nessuno dubiterebbe della decisione salomonica di far ritirare Asa senza cancellarlo dalla storia del sumo, ma proprio l’epilogo scelto dalla regia del Kyokai sembra la cosa più esagerata e paradossale in assoluto.

Come dicevo, ogni appassionato di sumo, me compreso, ha portato avanti le proprie tesi accusatorie o difensive, a seconda dei punti di vista, ma mi è sembrato che siano stati omessi alcuni elementi di valutazione che potrebbero risultare utili alla comprensione dell’intera storia.
Fin dalla sua promozione a Yokozuna, Asashoryu ha manifestato dei comportamenti che non si addicevano a quanto prescritto dalla liturgia del sumo, a partire dalle intemperanze sul dohyo, più volte censurate, fino ad arrivare alle gravi inadempienze caratteriali nella sfera del privato, che poi tanto privato non è, visto che ogni singolo momento della vita di uno Yokozuna viene gestito e regolato dall’Oyakata e dai dirigenti del Kyokai, oltre ad essere monitorato dallo YDC. Asashoryu ha compiuto vari peccati, già citati nella breve biografia presente da anni sul sito, ed ha continuato a trasgredire le regole in modo provocatorio e plateale, giungendo a subire l’unica squalifica comminata ad uno Yokozuna. Poi ci sino stati i momenti di grave imbarazzo provocati dallo scandalo montato a suo carico a proposito della compravendita dei bouts, cosa che ha aggravato l’insofferenza del Giappone nei suoi confronti.
L’umiliazione della squalifica aveva fatto pensare ad un ritiro forzato ed inevitabile, date le notizie sullo stato depressivo del Grande Mago, ma poi Asa si è ripreso ed ha ripreso il suo spazio, nel bene e nel male. A peggiorare le cose, forse, è intervenuta anche la separzione coniugale, giunta inaspettata.

Con il suo straripante ed inopportuno temperamento, Asashoryu ha diviso l’opinione pubblica ed ha fatto parlare del sumo come mai in passato, benchè l’interessamento del pubblico fosse più dettato dagli episodi negativi che dai risultati e dai gesti sportivi. L’utimo atto, se guardiamo bene, non è più clamoroso di altri, anche molto simili, ma è un punto di non ritorno nelle relazioni tra Asashoryu ed il resto del mondo. Nessuno avrebbe potuto difenderlo oltre, e qui nasce il vero problema interpretativo: le circostanze, i fatti e l’esito sono genuini oppure artificiali, creati ad arte? Non sorvegliare il proprio pupillo, e patrimonio, costituisce una colpa gravissima a carico dell’Oyakata, eppure questa volta Takasago non ha trattenuto Asa entro i confini del lecito, come si era premurato di fare in passato, e dietro questo strano comportamento ognuno può leggere ciò che vuole. Asa era più che recidivo ed aveva un curriculum irrimediabilmente macchiato, però il sumo stava attraversando un momento di grande popolarità ed incertezza agonistica, oltre ad un impareggiabile duello di talenti, eppure si è deciso di porre fine a tutto questo con una determinazione che non si era vista in passato, neanche quando poteva essere più che legittimamente messa in pratica.

Per il sumo è sembrato trattarsi di una liberazione, una purificazione liberatoria giunta in un momento di massima euforia per la vittoria di gennaio ed il superamento di Kitanoumi nell’albo d’oro del sumo. Asashoryu andava fermato perchè troppo vicino alle Colonne d’Ercole rappresentate dai record di Chiyonofuji e Taiho, ultimi baluardi nipponici da opporre all’invasione mongola.
Asa era in forma splendida, avrebbe potuto combattere per altri 4/5 anni ad altissimo livello e vincere quegli 8 yusho che ne avrebbero fatto il più grande di sempre, anche se solo sul dohyo.

Categoria: Haru Basho 2010

Pierfranco SpazianiHakuho in trionfo

Hakuho vince l’Haru basho con un perentorio 15-0 e conferma di essere superdominante. Anche su Harumafuji, capace di tenerlo sul dohyo per un lunghissimo bout di grande pathos. Baruto si consola con un 14-1 che potrebbe già valergli la promozione.
Tutti i Sanyaku in k-k tranne Toyonoshima, mentre per i primi gradi dei Maegashira è il solito pianto.
La carestia di emozioni e di forze fresche non promette molto bene per il futuro prossimo; speriamo che Harumafuji e Baruto possano colmare le voragini aperte dall’inevitabile declino degli Ozeki e dal ritiro di Asashoryu.

Categoria: Haru Basho 2010

MarcoMiceliDi yokozuna ce n’e’ uno solo

sottotitolo: purtroppo per noi.

Dopo undici giornate lo yokozuna conquista la beata solitudine in cima alla classifica e ristabilisce le gerarchie, in virtu’ della vittoria nello scontro diretto col rivale Baruto. Brutta sconfitta per Harumafuji, superato da uno straordinario Kotomitsuki e ormai quasi fuori dalla lotta per lo yusho.

Lo scontro del giorno fra Hakuho (11-0) e Baruto (10-1) segna un altro grande capitolo della saga dello yokozuna. Il tachi-ai di Hakuho e’ molto intelligente e gli consente di entrare con entrambe le braccia nella guardia di Baruto che si trova subito in netto svantaggio. I due stazionano a centro dohyo con il mongolo attento a mantenere il suo mawashi ben distante dal braccio sinistro del rivale. Baruto capisce che l’incontro e’ segnato e che non puo’ certo contare sulla debole presa destra esterna per vincere, cosi’ tenta il colpo a sorpresa: con un rapido movimento prova ad infilare il suo braccio sinistro all’interno del destro di Hakuho per guadagnare una presa interna. Una manovra del genere avrebbe avuto sicuramente successo con un lottatore piu’ basso, ma la stazza di Hakuho costringe il sekiwake ad inarcare leggermente la schiena per poter entrare dall’alto nella guardia avversaria. Questo movimento sbilancia leggermente Baruto e invita Hakuho all’attacco. L’attacco infatti arriva puntuale e lo yokozuna sbilancia Baruto con un paio di strattoni prima di partire per l’inesorabile avanzamento. Arrivato a bordo dohyo, l’estone prova a puntare i piedi, ma Hakuho lo sorprende con un colpo da maestro ed invece di procedere con lo yorikiri, molla la presa sinistra e sfodera la specialita’ della casa: uwatenage con contorno di zensho. 12ma vittoria di Hakuho su 13 incontri con Baruto.

Inaspettatamente arriva anche la seconda sconfitta per Harumafuji (9-2) che getta alle ortiche le sue possibilita’ di yusho perdendo con Kotomitsuki (8-3). L’inizio dell’incontro e’ all’insegna dell’oshi-sumo e Kotobroncio cerca di respingere gli tsuppari del velocissimo maghetto mongolo che, improvvisamente, cambia strategia. Harumafuji si fionda infatti sull’avversario, ancora con un attacco “dal basso” (come ieri), trova una presa interna destra e parte in avanzamento. L’incontro sembra segnato, ma Kotobroncio, ormai sul tawara cerca lo shitatenage della disperazione, a cui Haruma risponde con una contro-proiezione che sembra decisiva, ma ecco che succede quello che non ti aspetti: Kotomitsuki danza sul piede sinistro ad un centimetro dal tawara, ritrova l’quilibrio e riconquista il centro-dohyo, poi, fra gli applausi, sfrutta la sua presa interna destra per sbilanciare l’avversario con un paio di strattoni e chiudere per yorikiri. Incontro molto bello, ma occasione sprecata da parte di Harumafuji.

Purtroppo non ho potuto seguire gli altri incontri di vertice, da registrare comunque il ritorno al successo di Kotooshu (8-3) su Homasho (7-4), la vittoria di Kisenosato (6-5) su Aran (1-10) e quella di Toyonoshima (5-6) su Kyokutenho (1-10). In classifica, dietro Hakuho e Baruto, Harumafuji si trova in compagnia delle due sorprese del torneo, Miyabiyama e Tokitenku

Categoria: Haru Basho 2010

MarcoMiceliDieci e lode

Decima giornata e decima vittoria per la coppia di testa formata da Hakuho e Baruto, tallonati ad una lunghezza dal solo Harumafuji. Si allontana dalla vetta il buon Tokitenku che oggi ha incassato la seconda sconfitta consecutiva.

Hakuho non deve faticare piu’ di tanto per superare il volenteroso Tosayutaka (1-9) che, dopo aver incassato un tachi-ai devastante, prova ad avanzare, ma subisce il facile sukuinage dello yokozuna.

Il bout della giornata e’ certamente lo scontro fra i titani dell’est, Baruto e Kotooshu (7-3). I due appaiono molto concentrati nella fase di preparazione, ma e’ l’estone ad avere la meglio al tachi-ai. Baruto arpiona il collo di Kotooshu che pero’ risponde molto bene e riesce a divincolarsi con grande destrezza, cercando subito la presa al mawashi. Baruto non si fa sorprendere e risponde con una doppia presa (interna-destra esterna-sinistra). I due si prtano a centro dohyo e si preparano alla prova di forza decisiva, dopo un breve periodo di studio Baruto rompe gli indugi, va in apnea e si produce in un poderoso sollevamento con avanzamento. Kotooshu accenna un difesa sul tawara, ma non puo’ che arrendersi allo yorikiri del futuro ozeki (eh si’ ragazzi…a questo punto mi sbilancio!). In ogni caso, davvero un incontro molto bello, condito dal sorriso raggiante di Barutone.

Alla zensho-coppia risponde comunque molto bene Harumafuji (9-1), che oggi si produce in un fantastico “attacco dal basso” ai danni del malcapitato Toyohibiki (1-9). Il povero M5 si trova subito costretto ad alzare la guardia dopo il tachi-ai, per difendersi dagli attacchi al collo dell’ozeki, ma prima ancora di capire cosa gli stia accadendo si trova con la gamba destra arpionata dal braccio proteso del maghetto mongolo che si flette in avanti e va in progressione chiudendo con un incredibile watashikomi. Straordinario!

Toyonoshima (4-6) viene sconfitto da Wakanosato (3-7), e adesso deve guardarsi le spalle dai due komusubi, entrambi vicenti.

Categoria: Haru Basho 2010

MarcoMiceli6 per 4

La sesta giornata dell’Haru basho si chiude con 4 rikishi a punteggio pieno. Curiosamente i 4 di testa appartengono tutti al lato piu’ nobile del banzuke (Est), ma e’ certamente insolito vedere il nome di Tokitenku (M13!) affiancato ad Hakuho, Harumafuji e Baruto.

I tre sanyaku imbattuti hanno molto impressionato in queste prime giornate: Hakuho sfoggia il solito atteggiamento dominante (oggi si e’ sbarazzato di Aran con estrema facilita’), Harumafuji appare molto concentrato e sempre pronto a trovare una posizione vantaggiosa sin dal tachi-ai (vedi l’incontro odierno con Tamawashi), mentre Baruto sta adoperando al meglio il suo fantomatico “attacco dall’alto” (e oggi ne ha fatto le spese il piccolo Toyonoshima).
Il ritiro per infortunio di Goeido offre una bella stella bianca al buon Kotooshu, che resta cosi’ ad una sola lunghezza dalla cima della classifica.
Piuttosto altalenanti le prestazioni dei komusubi e decisamente deludenti i primi maegashira, con l’eccezione di Kotoshogiku (che domani affrontera’ Hakuho)

Categoria: Haru Basho 2010

MarcoMiceli2a giornata flash

Procede tutto secondo pronostico in questo inizio di Haru basho 2010. L’assenza di Asashoryu, come previsto, pesa almeno quanto la sua presenza ed i rikishi, consci di avere una sconfitta in meno da subire, appaiono decisamente responsabilizzati.
Senza tentennamenti Hakuho (2-0) si sbarazza di Kakuryu utilizzando la sua arma preferita, l’uwatenage, e si mostra sempre molto concentrato e conscio del proprio ruolo di favoritissimo.
Baruto (2-0), sorprende ancora tutti col secondo yorikiri vincente, questa volta ai danni del povero Goeido (0-2)! Malgrado l’estone possa contare al momento su un solo pollice “opponibile”, le sue progressioni non lasciano scampo (la mano sinistra appare sempre un po’ alta, ma la presa destra e’ saldissima).
Bene anche Harumafuji (2-0) che dopo Kisenosato, si sbarazza dell’altro rikishi della Naruto, Wakanosato. Sorprendente il vecchio Kaio (2-0) che propone un sumo molto efficace e solidissimo e chiude per yorikiri dominando su Kyokutenho (0-2).
Kotooshu (1-1) perde ancora una volta ad opera della sua “sfuggente Nemesi” Aminishiki (1-1, autentica bestia nera per il bulgaro), mentre Kisenosato (1-1) si produce in un bell’incontro (vinto per yorikiri) con Kotomitsuki (1-1).

Categoria: Haru Basho 2010

Pierfranco SpazianiUn banzuke spoglio

Pubblicato il primo banzuke senza Asashoryu: non accadeva da quasi 11 anni. Lo spazio dedicato allo Yokozuna Ovest è desolantemente vuoto, ma dovremo farci l’abitudine, ormai.
Le mia prima nota sul nuovo ordine dei rikishi è di carattere frivolo: nei primi otto ranghi, partendo dal vertice, ben sette rikishi su quindici hanno uno shikona che inizia con la lettera K, mentre in totale sono 11 come quelli che iniziano con la lettera T.
Desta curiosità l’approdo di Toyonoshima tra i Sekiwake al fianco di un Baruto fermamente intenzionato a riempire la casella lasciata libera dal ritiro di Chiyotaikai.
Aminishiki è ancora Komunsubi, quasi a testimoniare il cronico disastro delle forze di rincalzo negli ultimi anni.
Harumafuji e Kotooshu hanno il compito di scortare Hakuho verso lo yusho, ma voglio augurarmi che vogliano cercare di reggere almeno fino al Nakabi.
Per tutti, comunque, un match in meno da perdere, quello con il Grande Mago Mongolo, ed una speranza in più di ottenere un decoroso kachi-koshi.

Categoria: Haru Basho 2010