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Pierfranco SpazianiPost Basho Report

E’ stato il Torneo della svolta epocale: esattamente due anni fa ricevevo la prima email da Julien ed iniziava la mia collaborazione con Sumo.it. Circa un anno fa, invece, conoscevo Marco ed aveva inizio il nuovo corso del nostro sito, con un maggior assortimento di commenti. Tutto ciò avveniva con Asashoryu imperante e scarsamente contrastato.
Oggi, con dell’avvento del 69° Yokozuna, possiamo affermare che la nostra testimonianza sportiva contribuirà a dare il senso di quanto accaduto e potrà finalmente registrare un confronto che mancava da quasi quattro anni. Infatti, due Yokozuna non si vedevano sul dohyo da molto tempo, tutto il tempo che ha consentito ad Asashoryu di stabilire un altro primato. Ma le statistiche dicono anche che lo Yokozuna Asashoryu non aveva mai ceduto due Tornei consecutivi, come prontamente rilevato da Marco, e forse era proprio questo il segreto della sua spettacolare solitudine. Li ha ceduti, come sappiamo, e li ha ceduti all’unico rikishi in grado di reggere il confronto in modo inequivocabile.

Dopo il Grande Slam di Asashoryu, questo è il momento di più alto profilo che mi capiti di commentare. Tra l’altro, l’incoronazione di Hakuho è stata suggellata dal fantastico match con Asashoryu, uno dei più intensi cui abbia mai assistito. Vorrei partire proprio dall’ultimo match del Natsu Basho e cercare di compiere, a modo mio, una valutazione sul passato, il presente ed il futuro del sumo.

Quando i due mongoli si sono presentati sul dohyo e si sono guardati negli occhi, è accaduto ciò che non accadeva da molto tempo: lo Yokozuna in carica ha capito che quella sarebbe stata la sua ultima apparizione come unico detentore delle insegne del potere supremo. Di fronte a lui, nella piena consapevolezza della solennità del momento, si è parato il predestinato, colui che aveva stupito quanto lo Yokozuna stesso fin dal suo primo apparire tra i Makuuchi. Ed Asashoryu, al termine di un Torneo chiuso in vistoso calando, ha voluto onorare nel migliore dei modi l’avversario che si accingeva a compiere la grande impresa.
Ma come è giunto Hakuho a questo grande risultato? Tralasciando le ultime tracce polemiche sul kettei-sen di marzo, è apparso evidente a tutti come Hakuho abbia modificato quasi tutti i suoi parametri di combattimento, dal tachi-ai ai kimarite, passando attraverso un’evoluzione fisica e tattica che lo ha condotto a dominare tutti gli avversari con una padronanza assoluta del proprio potenziale. Hakuho ha praticamente abbandonato la presa centrale al mawashi con la mano sinistra, divenuta troppo prevedibile, e si è impadronito dell’unico elemento che mancava al suo corredo di rikishi, vale a dire l’intimidazione pura, quella che aveva già consentito ad Asashoryu, Akebono, Takanohana e Chiyonofuji di salire sul dohyo con il vantaggio psicologico di chi riesce a condizionare la condotta dell’avversario. Questa peculiarità non era stata ancora pienamente acquisita da Hakuho, giovane rikishi con un temperamento troppo acerbo e votato all’emulazione, a volte inopportuna, del grande compatriota; Julien ha fornito la corretta chiave di lettura dell’apprendimento attraverso l’imitazione del modello di riferimento, ragione per cui il lungo clinic di Hakuho potrebbe servire d’esempio per altri rikishi che vogliano riferirsi proprio al nuovo Yokozuna, questa volta.

Ora non ci sono più dubbi nè tentennamenti: non vedremo più uno sfidante incompleto e nervoso perdersi nelle insidie dell’ansia da prestazione e desideroso di stupire a tutti i costi, specialmente al cospetto del Grande Mago. Hakuho è dovuto passare attraverso una prova decisiva che ha voluto superare a modo suo, con quell’henka tanto discutibile quanto redditizio, ma una volta raggiunta la determinazione necessaria ad affrontare il secondo tentativo di promozione, ed ottenuta la candidatura ufficiale dal Kyokai, ha liberato tutte le sue energie nel perseguimento dell’obiettivo finale. Lo zensho yusho non lascia punti oscuri, la sua vittoria su Asashoryu lo legittima e lo abilita ad una grande carriera da Yokozuna: vederlo compiere il primo cerimoniale mi ha emozionato, lo confesso.

Un Torneo perfetto, quello del neo-Yokozuna. Asashoryu a parte, non si riscontrava uno zensho yusho dall’Aki 1995, autore lo Yokozuna Takanohana: anche questo è un fatto rilevante e che dà la misura del ruolo che Hakuho avrà d’ora in avanti.
Però, se ricordate, avevo rilevato più volte il fatto che Hakuho fosse giunto alla tsuna in ritardo, più o meno di un anno. Se parliamo di giudizi arbitrali parziali a proposito del match Asashoryu-Aminishiki, non possiamo dimenticare il verdetto di Hakuho-Tochiazuma dell’Hatsu 2006. Fu molto irritante ed impedì ad Hakuho di giungere al grande traguardo già a Nagoya, dove sarebbe stato sicuramente promosso anche senza lo yusho. La dietrologia è nociva e poco simpatica, lo so, ma non posso dimenticare il fastidio provato in quell’occasione. Ritengo che Hakuho, invece, possa aver provato quel fastidio con effetto ritardato, in quanto dev’essersi reso conto dell’ampiezza del torto subìto soltanto dopo la mancata promozione di Nagoya. Non a caso, dopo Nagoya aveva mostrato una flessione ed una fragilità che non erano apparse nei primi impegni dell’anno, nemmeno nel playoff di marzo perso contro Asashoryu, fino a giungere al banale infortunio che gli ha sbarrato la strada a fine 2006 e lo ha penalizzato alla prima uscita di quest’anno: la consegna della tsuna, oltre al prestigio intrinseco dell’evento storico, ha il potere taumaturgico di annullare qualsiasi rammarico rivolto al passato.

Potrà sembrarvi strano, ma Nagoya 2006 segna, a mio giudizio, un momento basilare anche della carriera Asashoryu. Da quel momento in poi, infatti, le successive vittorie sono state vissute nell’attesa dell’inevitabile avvento di Hakuho. Era argomento di discussione con Marco, Julien ed Alessandro, se n’è parlato a lungo in tutti i siti dedicati al sumo ma chi ne aveva la certezza assoluta, fino a farsene quasi un’ossessione crescente, era proprio Asashoryu. Per lui, guerriero abituato a non fare prigionieri, l’idea di aver riconosciuto in Hakuho l’antagonista che prima o poi avrebbe reclamato la metà del regno ha costituito un assillo che non aveva mai provato, tantomeno nelle temporanee sfuriate di Kaio e Tochiazuma. Ora che tutto si è compiuto, Asashoryu può tornare a pensare soltanto a combattere per sè stesso, incurante del marcamento a uomo che ha praticato in questi ultimi mesi.
Immagino, senza dovermi sforzare poi tanto, l’angoscia del guerriero il quale, pur avendo vinto la battaglia di marzo alla 13a giornata, si è ritrovato ad aver perso il primo playoff. Asashoryu ha capito di avere il fiato corto e si è dato dell’imbecille per aver gettato al vento i primi due bouts, così determinanti quanto banali.
Ma sarebbe accaduto comunque, perchè Asashoryu non combatteva più con la naturalezza e la serenità che l’avevano accompagnato per tanti anni. Ce ne siamo accorti tutti, estimatori e, soprattutto, detrattori. Questi ultimi, desiderosi come non mai di vederlo soccombere sotto i colpi del vendicatore Hakuho, non si sono negati la perfida soddisfazione di tornare a negare ogni merito allo Yokozuna in difficoltà, rilanciando il patetico proclama dell’inesistenza di avversari al suo livello fino al tanto atteso trionfo di Hakuho: c’è d’aspettarsi che ora riprendano la stessa solfa per minimizzare le gesta del binomio mongolo.

E dire che per metà Natsu siamo stati ammaliati dall’ipotesi di un senshuraku con i due rivali a punteggio pieno, degno finale di una tenzone tornata ad avere quei toni epici tanto cari ai giapponesi (ed anche a noi, perchè no?). La tempra di Asashoryu sembrava poter reggere anche questa nuova avventura e schiuderci ancora le porte del paradiso del sumo, il luogo dove solo gli Yokozuna combattono per lo yusho… invece, ad un certo punto, il granitico eroe delle steppe mongole ha iniziato a sgretolarsi sotto i colpi dell’ineluttabile destino che si stava avverando e che prendeva, di volta in volta, le sembianze di Aminishiki, Chiyotaikai, Kaio e Kotooshu.
Asashoryu s’è infuriato, ha calciato via cuscini e maltrattato inservienti, ha urlato tutta la sua tensione alle telecamere, ma in cuor suo sentiva la marea che montava, quella marea che non si può fermare. Ha combattuto al meglio delle sue attuali possibilità, dissotterrando l’ascia di guerra rimasta chissà dove, ma Hakuho gli è apparso inarrestabile e concentratissimo sull’obiettivo, e così, a meno di un anno di distanza dall’allucinazione di cui ero stato vittima a Nagoya, ho veramente visto due Yokozuna sul dohyo di Tokio.

Ho detto che Asashoryu potrà riprendere la sua corsa con animo più leggero, però ogni suo progetto futuro dovrà necessariamente passare attraverso il superamento del nuovo Yokozuna. Quest’ultimo, da parte sua, sembra seriamente intenzionato a perpetuare i successi che gli sono valsi la tsuna e non vorrà certo interrompere il magico stato di grazia in cui si trova, a patto che sappia gestire anche l’enorme responsabilità che si è caricato sulle spalle.
Ritengo che il duello tra Yokozuna possa valorizzare al massimo le affermazioni di entrambi e servire da esempio a chi ritenga di avere i mezzi tecnici ed atletici, il coraggio e l’ambizione di tentare lo stesso percorso. Vi è qualcuno all’orizzonte che possa compattare tali caratteristiche? A giudicare dai kachi-koshi di maggio, sembra che i nomi sul proscenio non offrano garanzie di attendibilità, se non altro per ciò che riguarda l’anagrafe e la consistenza duratura di certe prestazioni. Non mi sento di puntare sul pur bravo Kotomitsuki, non voglio sentir parlare di Kotooshu (almeno non fino a quando continuerà a fare la comparsa di lusso) e vi prego di perdonarmi se salto a piè pari il solito commentino sull’orgoglio di Kaio e la prestanza atletica di Chiyotaikai. Gli Ozeki giapponesi erano già tali quando sorse l’astro di Asashoryu ed hanno appena visto transitare quello di Hakuho, mentre l’Ozeki bulgaro ha smarrito la mappa che indica la strada verso la gloria. Anche se tutti e tre hanno preso lo scalpo di Asashoryu, fatto davvero eccezionale, ritengo che facciano bene ad incorniciare questo fotogramma e dimenticare in fretta le circostanze che lo hanno generato, altrimenti potrebbero mettersi in testa che la pacchia continui anche a Nagoya. Una bevuta tra amici, qualche vanteria per i fotografi e presto a nanna.

Anche la credibilità di Kisenosato è parzialmente andata a farsi friggere ed il giovanotto vede altri farsi avanti al suo posto, sebbene Homasho abbia deluso e Tochiozan gli sia stato degno compare. Mi sembra che Homasho abbia, comunque, qualche numero in più degli altri sul piano tecnico, ma con il make-koshi si allontanerà dal Sanyaku.
Possiamo puntare su Ama? La questione è seria e delicata. Ama rimane Sekiwake salendo sull’ultimo treno per il kachi-koshi, spesso telecomandato, e non raccoglie quei risultati che lo vedrebbero spiccare il volo verso la Grande Barriera. Ci vogliono anche i chili, nel sumo, ed Ama non riesce a metterne su abbastanza senza perdere agilità e fantasia.
Per tutti gli altri decorati di maggio provenienti dalle posizioni di retrovia, il messaggio è sempre lo stesso: confermatevi e vi daremo credito. Baruto compreso.

Categoria: Natsu Basho 2007

Pierfranco SpazianiAnteprima

Vi comunico che Radio 3, il canale radiofonico culturale della Rai, sta preparando una trasmissione interamente dedicata al sumo, con particolare riguardo al fenomeno Asashoryu.
Si tratta di un evento senza precedenti e che dimostra la grande popolarità acquisita dal sumo grazie all’eco internazionale del Grande Campione mongolo.
Il programma dovrebbe andare in onda la domenica mattina verso le 10,30; mi riservo di fornirvi la data esatta appena mi verrà comunicata.

Categoria: Natsu Basho 2007

Marco Di DonfrancescoDalla Monarchia al Diumvirato

Il Natsu che si è appena concluso verrà sicuramente consegnato agli annali della storia del sumo, dato che ha sancito la consacrazione di un nuovo Yokozuna, evento che non si ripeteva da più di 4 anni (risaliva infatti al gennaio 2003 l’ultima conquista della tsuna ad opera di Asashoryu) e che si è verificato solo 69 volte in tutto.
A partire dal luglio prossimo, quindi, i banzuke saranno più bilanciati per la presenza di uno Yokozuna anche nella parte west e la quindicesima giornata di ogni onbasho sarà caratterizzata, di regola, dallo scontro fra i due Yokozuna mongoli Asashoryu ed Hakuho.

Hakuho arriva alla tsuna nel modo migliore (con uno zensho yusho) e riscattando l’henka del Playoff dello scorso Haru, che gli aveva consegnato sì lo yusho, ma che aveva anche, innegabilmente, lasciato l’amaro in bocca a molti di noi.
Il percorso netto (completamento naturale dell’impressione di assoluto dominio data dal neo-Yokozuna) riempie infatti di contenuti il secondo yusho consecutivo del mongolo (tre in tutto i titoli conquistati finora), che così entra nell’Olimpo del Sumo dalla porta principale e senza sfruttare la più volte manifesta benevolenza dello YDC, già più che incline a concedergli la tsuna, anche in assenza dell’affermazione assoluta sul dohyo del Kokugikan.
Quest’anno, dopo il deludente 10-5 dell’Hatsu (ma il mongolo era al rientro dopo aver saltato il Kyushu per infortunio ed aver concluso in modo fallimentare, con uno striminzito 8-7, il precedente Aki), Hakuho ha cambiato marcia a partire dalla seconda giornata dell’Haru: la sconfitta con Kisenosato fa in una certa qual misura da spartiacque nel rendimento del rikishi mongolo che di lì in avanti ha concesso 1 solo bout (ma ad Asashoryu) sui 30 disputati (se includiamo anche il Playoff di marzo).

Hakuho arriva alla tsuna a poco più di 22 anni, dopo essere stato preso in considerazione per la promozione dallo YDC già a partire da Nagoya 2006. La mancata concessione della tsuna a seguito del 13-2 di luglio, aveva, però, determinato una sorta di crollo psicologico del giovane mongolo che si era prodotto in una serie di risultati davvero deludenti (visti gli avversari che lo avevano costretto alla sconfitta).
Con il Natsu arriva però evidentissimo il cambiamento. L’Ozeki, che si presenta sul dohyo in condizioni fisiche davvero impressionanti (molto più massiccio che in precedenza) non perde più un colpo (dimostrando tra l’altro di aver superato quella sorta di monocordicità tecnico-tattica che gli avevamo criticato nel recente passato) e si dimostra avversario al quale Asashoryu non è probabilmente più avvezzo da troppo tempo.

L’ascesa di Hakuho alla tsuna non può infatti esimersi dal parallelo con il “nuovo” atteggiamento sul dohyo di Asashoryu.
All’esplosione di Hakuho ha fatto da contro altare una nuova ed inconsueta (ma soprattutto impensabile, visti i precedenti) “fragilità” psicologica dello Yokozuna. Asashoryu, per molti scosso dalle “chiacchiere di sumopoli”, molto più probabilmente indispettito dall’atteggiamento ostile di gyoji e shimpan (e quindi del Kyokai) e sicuramente preoccupato per lo strapotere manifestato sul dohyo dal suo contendente, ha di botto “mollato” e si è prodotto in alcuni bouts sconclusionati, come mai gli avevamo visto fare.
Asashoryu è tornato sè stesso solo in occasione del confronto con Hakuho dello Shensuraku, dando vita ad un incontro davvero spettacolare e di altissimo livello. Una sconfitta con Hakuho ci può sempre stare; lo Yokozuna aveva infatti già perso in passato (4 volte per l’esattezza) con il giovane mongolo, ma sempre per la bravura dell’avversario e così è stato anche in quest’ultima occasione.

Il Natsu di Asashoryu è sicuramente deludente nei numeri. Per trovare un altro 10-5 dobbiamo tornare al suo primo onbasho (Haru 2003) da Yokozuna (strana coincidenza che abbia ripetuto lo stesso score in occasione della sua ultima apparizione da Yokozuna solitario); peggio aveva fatto solo con il 9-6 dell’Aki 2004 (lasciamo stare i basho nei quali si è ritirato o ha rimediato squalifiche).
Da uno Yokozuna ci si aspetta sempre che lotti per lo yusho (così come che gli Ozeki vadano con regolarità oltre le 11 affermazioni), ma non mi sentirei di dire che Asashoryu non lo abbia fatto anche in occasione di questo onbasho di maggio.
Fino alla 12a giornata il Dragone Blu era ancora nettamente in corsa almeno per il Playoff. La sconfitta con Chiyotaikai lo ha indubbiamente messo fuori dai giochi e lo ha scaricato psicologicamente (non ci fosse stata la contestabilissima e non chiarissima sconfitta alla 10a con Aminishiki le cose sarebbero state, forse, diverse e magari lo Yokozuna avrebbe continuato a lottare fino allo scontro diretto con Hakuho).

A mio modo di vedere ci può stare che anche uno Yokozuna (che è pur sempre un uomo) arrivato ad un certo punto molli, specie in circostanze particolari come questa. Perchè non mi si venga a dire che Asashoryu abbia accolto benevolmente la conquista della tsuna da parte di Hakuho. L’Asashoryu guerriero, che ci ha mirabilmente descritto Julien, avrà avuto un vero e proprio travaso di bile (a me sarebbe successo di sicuro) alla constatazione che non sarebbe più (e ribadisco più!) stato l’unico ed incontrastato Yokozuna. Concepibili (ed, almeno per me, perdonabili) quindi i passaggi a vuoto delle ultime giornate (e ricordiamo comunque che lo Yokozuna è pur sempre sceso dal dohyo a capo chino di fronte ad Ozeki e non rikishi di rango minore).

Difficile prevedere a questo punto cosa accadrà nell’immediato futuro. Ad un certo punto del basho Asashoryu ha mostrato una vistosissima fasciatura al braccio destro (e non è la prima volta che lo vediamo in queste condizioni a partire dal Natsu 2006), ma la vera entità del probabile infortunio non la conosciamo (e forse non la conosceremo mai) e quindi non possiamo stimarne l’impatto sulle future prestazioni del rappresentante della Takasago Beya.
L’arrivo di questo nuovo Yokozuna non è però (purtroppo) la punta dell’iceberg di un ricambio generazionale. Il banzuke è, da troppo tempo, pieno di vecchi leoni mai minacciati seriamente da nuove leve capaci di andare oltre il ruolo di sporadiche meteore.
I risultati di questo Natsu ne sono l’emblema: Chiyotaikai e Kaio entrambi in doppia cifra; il vecchio Kotomitsuki seriamente candidato al rango di Ozeki; il kanto-sho che va al vetusto ex-Ozeki Dejima, che si produce addirittura in un rilucente 12-3 finale; gli altri premi che vanno ad Asasekiryu ed Aminishiki, certo non due ragazzini alle prime armi.
Per l’ennesima volta, poi, ci troveremo a fare calcoli e commentare ingressi nel Sanyaku “non proprio ortodossi”, con un Aminishiki che potrebbe (con un semplice 9-6) balzare addirittura da M4 a Komusubi, visto che sia Toyonoshima che Kotoshogiku sono andati in make-koshi e che, come ormai avviene da troppo tempo, i Maegashira di primissimo livello hanno di nuovo fallito clamorosamente la prova.

Che questa “povertà” del banzuke abbia in misura consistente favorito l’affermazione di Hakuho credo sia oggettivo. Ai suoi tempi Asashoryu arrivò alla tsuna condividendo il dohyo con Musashimaru, Takanohana, Musoyama ed i giovani e già vincenti Kaio, Chiyotaikai e Tochiazuma. Tutti rikishi che non trovano equivalenti fra quelli che calcano oggi le sabbie del Paese del Sol Levante.

Quello che ci potrebbe aspettare è pertanto un altro lungo periodo dominato da due Yokozuna invece che da uno solo. Di sicuro una situazione nuova per Asashoryu, da troppo abituato a confrontarsi con avversari non del suo livello, e, per gli stessi motivi, una situazione favorevole per il neo-Yokozuna Hakuho.

Categoria: Natsu Basho 2007

Pierfranco SpazianiSenshuraku flash

Se lo spettacolo offerto oggi dai due massimi esponenti del sumo verrà confermato in futuro, possiamo prepararci a godere di un lungo periodo di grande appagamento sportivo. Hakuho (15-0) ed Asashoryu (10-5) hanno onorato il dohyo con un combattimento d’altri tempi, una fantastica battaglia tra due giganti del sumo.
Asashoryu, che viene dato per infortunato, estrae dal cilindro la concentrazione giusta per affrontare il nuovo Yokozuna e ci regala una performance che aspettavamo da due mesi, Hakuho non ha più alcuna paura residua e supera Asashoryu con tutta la classe e la potenza di cui dispone.
Tachi-ai perfettamente sincronizzato e schermaglia di tsuppari che trova i due rikishi sempre a centro dohyo. Presa interna conquistata e difesa da Hakuho ed inizio dei tentativi di vittoria. Entrambi danno fondo alle proprie capacità e s’impegnano a cercare sollevamenti e sbilanciamenti: prima Hakuho, poi Asa e di nuovo Hakuho. Quando si ritrovano di nuovo alle righe di partenza, Hakuho compie un chiaro movimento di innesco dell’uwatenage spostando il piede d’appoggio posteriore in avanti e cercando di puntare l’anca contro il bacino di Asashoryu. Non essendovi la possibilità di realizzare l’idea, Hakuho torna in posizione d’attesa per qualche secondo, ma poi ritenta la manovra e trova il varco nella difesa dello Yokozuna: uwatedashinage, per l’esattezza, data la posizione delle braccia di Hakuho.
L’acclamazione del 69° Yokozuna può avvenire con tutti gli onori.

Kaio (10-5) batte Kotooshu (9-6) con un piccolo henka camuffato. Kotooshu subisce un tottari immediato e poco realistico, a mio giudizio.

Ma che bravo Kotomitsuki (12-3) nel coordinare la difesa ed il successivo attacco nei confronti di Chiyotaikai (10-5). Match di alto livello e meritatissima vittoria per Kotomitsuki, il quale ingaggia il duello di tsuppari e poi blocca l’Ozeki in modo esemplare. Chiyotaikai si dimena e si mette di spalle, consentendo a Kotomitsuki di vincere per okuridashi.

Ama (8-7) cerca e trova il k-k nel derby mongolo contro un pimpante Asasekiryu (12-3). Buono il tachi-ai per entrambi, con Ama che si sposta in modo da far flettere leggermente in avanti l’avversario e produrre poi la spinta verso il tawara. Asasekiryu viene colto impreparato e non ha più spazio per organizzare un’opposizione alle spinte del Sekiwake.
Ama è salvo, Asasekiryu in attesa di conoscere la consistenza della sua promozione.

Dejima (12-3) non concede nulla a Kotoshogiku (7-8) ed evita anche un movimento laterale al tachi-ai che avrebbe potuto farlo andare in crisi. L’attacco del Maegashira 10 viene accusato senza risposta da parte dell’ormai ex-Komusubi.

Delusi e deludenti, Homasho (5-10) e Kisenosato (6-9) danno vita ad un bout molto applaudito e sinceramente ben combattuto. Dovevano essere i rincalzi del Sanyaku, invece sono entrambi in m-k. Kisenosato risolve con buon tempismo ed un piacevole uwatenage.

Wakanosato (10-5) trova la doppia cifra con una buona prestazione ai danni di un Tokitenku (8-7) già in positivo. Il mongolo ha salvato la classifica dopo un cattivo inizio, l’ex-Sekiwake salirà di molto nel banzuke.

Miyabiyama (9-6) non può fare a meno di vincere contro il penosissimo Kokkai (3-12) di questo Natsu Basho. Spintoni senza tregua per entrambi ed epilogo con il georgiano sotto il controllo dell’altro ex-Sekiwake.

Tamanoshima (6-9) e Tochiozan (6-9) sono altri due rikishi che hanno disputato un torneo deludente e che verranno retrocessi. Oggi vince Tamanoshima.

Ritorno alla luce per Roho (10-5) e chiusura in sordina per Aminishiki (9-6) in un bout di pochissimi secondi ed ancor meno contenuti.

Takekaze (8-7) si vede concedere il k-k da un già soddisfatto Ryuo (10-5) e si candida per un posto dietro i Sanyaku. Takekaze ha combattuto bene per tutto il torneo, mettendo sempre in evidenza il proprio sumo scorbutico.

Trova la doppia cifra anche il bravo Futeno (10-5) contro Kakuryu (6-9), dal quale mi aspettavo di più. Nessuna difficoltà nel condurre il match in porto con un esercizio da keiko per il rikishi in amaranto.

Takamisakari (9-6) ci regala l’ultimo sprazzo di sumo inconsueto contro Hokutoriki (9-6). Dopo un tachi-ai non particolarmente definito, Hokutoriki mette in difficoltà Takamisakari e lo spinge quasi fuori, se non fosse per uno strano movimento a liberarsi della pressione da parte nostro amico miope. C’è un momento in cui non è più nel match, ma poi torna a combattere e trova il modo di portare l’avversario oltre il tawara. Chiusura con un buon premio in denaro.

Tosanoumi (8-7) arriva al k-k combattendo molto duramente con Iwakiyama (6-9).

Baruto chiude il ritorno tra i Juryo con 14-1.

Categoria: Natsu Basho 2007

Julien BurattoE’ arrivato il momento

Finalmente Asashoryu non è più da solo, c’è un secondo Yokozuna.
Era da un po’ di tempo che aspettavo questo momento.

Speravo in Kotohoshu molti mesi fa ed ho sognato di vedere la cerimonia di Hakuho quando ero a Nagoya durante l’estate del 2006, ma entrambi i miei sogni sono rimasti tali per molto tempo.
Per quanto tutti noi ci siamo accalcati a scrivere che questo sumo era noioso, che non succedeva mai niente e che il livello degli incontri era ai minimi storici, devo registrare quanto fossimo in errore: col senno di poi, spero – amici – che sarete daccordo con me nel rivedere questi ultimi basho come tra i più esaltanti e articolati degli ultimi anni.

Abbiamo assistito, ed ancora assistiamo, ad un salto generazionale nel mondo del sumo e non grazie alla promozione di Hakuho, ma per il merito di un paese che sta evolvendo e nei suoi mutamenti ci propone cambiamenti radicali, ma difficili da notare per chi non vi si concentrasse con la dovuta mentalità leopardiana.

Nella storia il sumo si era già aperto agli stranieri, agli Yokozuna gaijin e a personalità catalizzatrici. Asashoryu pur essendo un puro evento fatto lottatore, rappresenta il mutamento di una cultura del fare sumo; il punto mi sembra essere lo “spirito” del rikishi. Asashoryu è un guerriero, un atleta che mette davanti alla sua voglia di vincere un incontro, la voglia di vincere una piccola guerra.
Quella guerra che ben è rappresentata dal sumo: il combattimento “uno contro uno” dei grandi eroi, ben lontana dal nostro concetto di guerra romana “a mò di mischia” sul campo di combattimento, tutti contro tutti, suddivisi solo per il colore della cresta sull’elmo della corazza.
Asashoryu ha riportato l’arte della guerra nel sumo contrariando non poco lo spirito giapponese del trasformare ciò che è umano e grezzo in una forma di arte stilistica “del dettaglio” e del gesto.
Il gesto, la purezza, la semplicità di un gesto si trasformano nella violenta gestualità fisica di una pura dote meccanica inserita in un genio di capacità tecnica e istintualità esplosiva.
Insomma, se la potatura di un albero in Giappone diventa l’arte dei bonsai, Asashoryu è quel giardiniere che nulla sa della direzione più giusta con cui tagliare un ramo morto, ma che quando prende in mano un paio di forbici lo fa nel modo istintivamente giusto e il suo ramo reciso è perfettamente sezionato.
Se l’esercizio costante e ripetuto portano alla perfezione istintiva, Asashoryu ne è l’esempio per dono di nascita, e se qualcuno non concorda con me, che si vesta di mawashi e mi attenda al tachiai.

Premesso quindi che il nuovo evento che vedrà Hakuho ai vertici tra i più grandi del sumo nulla ha a che vedere con il grande Asashoryu, devo descrivere perchè sono contento che lui e non altri siano giunti a questi livello ora.
Hakuho ha iniziato la sua storia di lottatore imitando Asashoryu in alcuni gesti ed in alcune smorfie, ponendo i suoi piedi sulle orme di un mongolo che prima di lui aveva scalato l’Olimpo ed aveva preso il trono più alto. Come criticarlo ? Avrei fatto lo stesso, perchè gli esempi più grandi sono quelli che devono essere seguiti ed esaltati senza la paura dell’essere presi in giro per scimmiottamento: che nessuno osi schernire chi segue l’esempio del primo della classe. La nostra ricerca dell’individualità a tutti i costi ci porta alla diversificazione e ad un accrescimento della fantasia in modo esponenziale, ma questo non è per forza il modo giusto di affrontare le cose. Seguire un esempio, un grande esempio, può essere un modo onorevole e consapevole di percorrere una strada cercando di migliorare quei piccoli errori che magari il “maestro” ha compiuto nella sua salita.
Lo dimostrò Aristotele seguendo Platone, lo ha dimostrato Hakuho rincorrendo Asashoryu.
Hakuho ha studiato alla scuola del “fratello maggiore” ed è arrivato ad un passo dal successo (nagoya 2006), ma non aveva abbastanza personalità per poter andare oltre: la sedia di Asashoryu non poteva essere occupata da due persone e la personalità del mongolo campione è abbastanza ingombrante. Hakuho è dovuto scendere di un gradino in quell’occasione, cercare una nuova strada per salire e trovare una sedia tutta per lui.
Hakuho ha abbandonato la sfrontatezza adolescenziale del voler dimostrare al mondo che lui può battere Asashoryu sul piano fisico e di lotta (cosa che può fare ma che non gli riesce sempre) e con il torneo di marzo Hakuho e il suo “henka” ha fatto il grande salto psicologico: “per diventare campione mi basta battere il campione due volte, non dimostrare a tutti che sono figo”.
Non so se fosse stato davvero questo il pensiero di Hakuho prima di far mettere la mani di Asashoryu in terra; quello che ho capito è che da quel momento l’henka è stato un punto di crescita fisica e intellettuale del “giovane” mongolo che ora è pronto e maturo per sedere affianco ad Asashoryu.
Non certo come “simbolo di pura lotta” come è Asashoryu, ma bensì come esempio di crescita tecnica e psicologica di grande lottatore: Hakuho.

Non mi rimane quindi che gioire per il sumo, per tutti noi appassionati e per Hakuho che diventa, per stile e per carattere, Yokozuna.
Ultimi per importanza, i suoi risultati negli incontri. Primo, lo stile. Un grande nuovo lottatore. Non sappiamo se lo YDC gli darà la corda, ma mi sento abbastanza “confidente” che visto lo stile e le modalità con le quali Hakuho ha affrontato questi incontri non avranno altra scelta, anche se dovesse perdere un incontro… (ma prevedo un 15-0 per lui).

Per il futuro ? Spero solo che Hakuho ci mostri un grande sumo, grande tecnica e sopratutto una levatura morale degna del suo ruolo e la coscienza dell’importanza del posto che andrà a ricoprire.

Categoria: Natsu Basho 2007

Pierfranco SpazianiQuattordicesima giornata flash

La marea non si può fermare, dicevamo lo scorso anno, ed Hakuho dimostra di essere una marea del sumo.
Formidabile prova di equilibrio tattico e gestione fisica anche contro Chiyotaikai: Hukuho lo lascia sfogare senza accusarne i colpi, quasi recitando un copione assimilato da tempo, per poi aggredirlo e disporne senza difficoltà. Chiyotaikai è quasi incredulo, Hakuho non infierisce.

Kotooshu coglie una soddisfazione che gli mancava da tanto ed infligge un duro colpo al disastrato Asashoryu, ormai senza riferimenti tattici e scarico con i nervi. Non sono soddisfatto di come lo Yokozuna stia affrontando questo momento, ma credo che lo YDC non mancherà di sottolinearlo. Kotooshu, comunque, non poteva aspettarsi di meglio e, fatta una piccola retromarcia iniziale, agguanta lo Yokozuna e lo ribalta come ai bei tempi (e chissà che non possano tornare).

Kotomitsuki parte come una furia e batte Kaio in velocità: Kaio non ha difese valide da opporre ed esce dal dohyo sotto la spinta del Sekiwake.

Grandissimo rischio iniziale per Ama contro Takekaze: il mongolo viene sbilanciato lateralmente e finisce quasi per toccare terra. Rimessosi i assetto di gara, Ama porta Takekaze fuori dal cerchio abbastanza facilmente. Ora il kachi-koshi è possibile.

Anche Kotoshogiku tiene aperta la speranza del k-k battendo Kisenosato nel suo tipico stile d’attacco progressivo e con ritmici colpi di bacino.

Tokitenku conquista un meritato k-k battendo per hatakikomi Kakuryu.

Homasho delude le mie aspettative e perde con Wakanosato con un altro hatakikomi.

Dejima s’arrende ad Aminishiki per okuridashi, ma il suo bottino è già notevole.

Finisce presto a terra Takamisakari per mano di Ryuo, molto concreto e per nulla influenzato dallo show del nostro miope amico. Il k-k di Takamisakari è incamerato, la doppia cifra di Ryuo è una piacevole sorpresa.

Ottimo Asasekiryu contro Roho: il match è di pura forza e senza prese al mawashi, visto che i due si bloccano reciprocamente le braccia tenendole alte e protese in avanti. Roho parte con una prima offensiva e mette Asasekiryu in grande tensione difensiva, ma il mongolo si assesta con le gambe ed inizia il lavoro di spinta verso il tawara, coronando l’opera con un logico yorikiri.

Perdono Miyabiyama da Tochinonada e Futeno da Hokutoriki, con quest’ultimo a schivare l’ingenuo attacco frontale di Futeno. Peccato, perchè il match era stato condotto bene.

Categoria: Natsu Basho 2007

Marco Di DonfrancescoTredicesima giornata flash

Sempre più vicino allo yusho Hakuho per la concomitanti sconfitte di Asashoryu, che si arrende anche a Kaio, e Chiyotaikai, battuto da Kotooshu, che arriva al kachi-koshi.
A contendere lo yusho (matematicamente) al finora imbattuto Ozeki mongolo i soli M10 Dejima e M8 Asasekiryu (gli unici con due sole sconfitte a due giornate dal termine).
Molto buona l’affermazione di Hakuho, impegnato da un ottimo Kotomitsuki, che deve però alla fine arrendersi alla potenza fisica dell’Ozeki (ancora per poco) mongolo.
A rischio Ama, oggi sconfitto da Tokitenku, ed in make-koshi Homasho.

Bel confronto di forza fra Asashoryu (10-3) e Kaio (9-4). I due rikishi restano a lungo a centro dohyo entrambi in presa cercando il momento più opportuno per assestare il colpo vincente. Alla fine è Kaio a trionfare riuscendo a piazzare l’uwatedashinage che gli è più congeniale. Ho visto in difficoltà (ed in difesa) per tutta la durata del bout lo Yokozuna e sempre in controllo l’Ozeki, che impreziosisce con questa affermazione di prestigio il suo ottimo Natsu.

Parte bene Kotomitsuki (10-3) e mette in difficoltà Hakuho (13-0) che oppone più volte la spalla (destra) per rintuzzare gli attacchi del Sekiwake. I due Sanyaku si scambiano dei buoni colpi a centro dohyo e quindi tentano entrambi la presa al mawashi, che riesce però al solo Hakuho. Kotomitsuki cerca, senza successo, di guadagnare una posizione più favorevole ma Hakuho va improvvisamente in progressione, solleva di peso l’avversario e lo deposita oltre il tawara.

Kotooshu (8-5) non concede l’arma preferita a Chiyotaikai (10-3), accorcia subito la distanza e quindi dispone a proprio piacimento dell’Ozeki giapponese, forse appagato dall’affermazione di ieri su Asashoryu. Va al kachi-koshi alla 13a giornata il bulgaro e per l’ennesima volta scampa (seppur senza grossi meriti) all’ipotesi kabodan.

Henka di Tokitenku (7-6) nel derby fra mongoli con Ama (6-7). Precipita ad una sola lunghezza dal make-koshi il Sekiwake, che non potrà più permettersi passi falsi nelle ultime due giornate, se vorrà conservare il rango appena acquisito.

Precipita in make-koshi Homasho (5-8) che si lascia imbrigliare da Tochiozan (5-8) al tachi-ai, prova ad opporsi al tentativo dell’avversario, ma deve alla fine cedere per oshitaoshi (mi dispiace Pierfranco … tu sai perchè).

Va a Dejima (11-2) il bout con Takamisakari (8-5). Il M10 esce in vantaggio dal tachi-ai e costringe Takamisakari sul bordo del tawara. Qui il M7 riesce in una mossa davvero spettacolare ed, afferrato l’ex-Ozeki per il tronco, riesce ad imporgli una rotazione di 180° scambiando la posizione. Takamisakari non riesce però a chiudere e deve arrendersi al contrattacco di Dejima.

Continua inarrestabile anche la marcia di Asasekiryu (11-2) che oggi concede davvero poco spazio ad Aminishiki (8-5).

Va a Roho (9-4) la sfida con l’ex-Sekiwake Hokutoriki (8-5). Il russo afferra al tronco l’avversario e lo porta oltre il tawara senza incontrare, a dire il vero, troppa resistenza.

In quota kachi-koshi sia Miyabiyama (8-5) che Wakanosato (8-5).

Dopo il brillantissimo 8-0 iniziale, non si arresta la scia di sconfitte di Futeno (9-4), che oggi si arrende anche a Ryuo (9-4).

Si laurea campione fra i Juryo alla 13a giornata Baruto (12-1) oggi vittorioso su Hakuba (6-7). L’estone è solo J11; non è detto che la vittoria sia sufficiente per farlo risalire fra i Maegashira.

Categoria: Natsu Basho 2007

Marco Di DonfrancescoDodicesima giornata

Reputo che il commento di oggi possa esulare dall’esasperato tecnicismo della descrizione dei singoli bout e riempirsi i polmoni, anch’esso, della nuova aria che sta già soffiando sul Kokugikan di Tokyo.
Hakuho sarà Yokozuna (ma questa è una novità già ampiamente annunciata)!
L’elemento di novità sta nel fatto, che a meno dei prodigi di una oltremodo ostica Amaterasu, l’Ozeki mongolo entrerà nel Tempio degli Yokozuna (e quindi di diritto nella leggenda del sumo) direttamente dalla porta d’ingresso!

Più volte, nei miei commenti passati, mi sono dichiarato a dir poco integralista. Ho sempre mal digerito (tranne che in pochissime circostanze) le evoluzioni dialettiche con le quali il Kyokai ha tracciato e consacrato scorciatoie: l’unica regola che riconosco è quella delle 2 vittorie consecutive!
La sconfitta odierna di Asashoryu rende in pratica vano il confronto diretto fra i due mongoli che in questo momento rappresentano indubbiamente la massima espressione del sumo giapponese.
Lasciandosi gettare giù dal dohyo da Chiyotaikai, Asashoryu ha, non solo simbolicamente, ceduto metà del suo scranno al suo antagonista.
Per la prima volta nella storia del sumo avremo 2 Yokozuna mongoli (non gayjin perchè questo era già avvenuto con gli hawaiani).

Che il dominio incontrastato di Asashoryu fosse venuto a noia a molti è indubbio. Che il Dragone Blu chiudesse due tornei consecutivi con almeno due sconfitte (difficile infatti pronosticare a questo punto lo score finale dello Yokozuna) è invece una assoluta rarità (se non una novità in assoluto).
Ma cosa caratterizzerà questa nuova aria che si respira al vertice del Makuuchi è difficile prevederlo.
Hakuho prendereà il sopravvento come ha fatto in questo storico torneo di Maggio mettendo fine all’era-Asashoryu per proclamare l’inizio della propria?
I due rikishi si stabilizzeranno su un livello di rendimento tale che la maggior parte dei tornei si chiuderanno al Playoff come ai tempi di Takanohana, Musashimaru ed Akebono?
Asashoryu ritornerà a cannibalizzare i dohyo di tutto il Paese del Sol Levante relegando Hakuho al ruolo del Wakanohana di turno?

L’età dovrebbe favorire Hakuho (Asashoryu compirà 27 anni il prossimo 27 settembre, Hakuho ne ha da poco compiuti 22), ma non possiamo di certo dimenticare l’esempio di Chiyonofuji (che vinse la maggior parte dei suoi 31 yusho dopo aver compiuto 30 anni).
L’ascesa di Hakuho è stata velocissima (diverrà Yokozuna a 6 anni di distanza dal suo debutto), ma non tanto quella di Asashoryu che impiegò solo 4 anni e 2 mesi per diventare Yokozuna.

Di sicuro con la giornata odierna qualcosa è cambiato. L’unico augurio che possiamo farci è quello che il cambiamento sia foriero di spettacolo ed emozioni.

Categoria: Natsu Basho 2007

Marco Di DonfrancescoUndicesima giornata flash

Grande, grandissimo Asashoryu che fa fare a Kotomitsuki la figura del principiante con uno dei suoi famosi colpi ad effetto.
Mantiene la lunghezza di vantaggio Hakuho, che si impone in un bel bout su un reattivo Kaio. Affermazione più difficile del previsto per l’Ozeki mongolo.
Vince anche Chiyotaikai, cui Kisenosato non offre adeguata resistenza.
Perde ancora Kotooshu, che oggi si lascia gettare giù dal dohyo da Takekaze, mentre si afferma, dopo ripetizione, Homasho su Ama. A rischio la permanenza nel rango per il neo-Sekiwake mongolo.
Il premio per la condotta più spettacolare va sicuramente a Takamisakari che si impone in modo limpidissimo su Futeno.

Asashoryu (10-1) non concede davvero nulla a Kotomitsuki (9-2) e resta sul dohyo solo qualche frazione di secondo. Al tachi-ai lo Yokozuna, con un velocissimo e strepitoso, movimento di braccio e spalla manda a vuoto il tentativo di presa del Sekiwake (Asashoryu infila il proprio braccio destro sotto quello sinistro di Kotomitsuki e quindi lo fa roteare rischiando di disarticolare la spalla del Sekiwake). Kotomitsuki si ritrova sbilanciato e con lo Yokozuna sul proprio fianco destro e non può far altro che subire la spinta di Asashoryu che lo relega fuori dal dohyo.

Parte bene Hakuho (11-0) a suon di tsuppari e costringe Kaio (8-3) all’indietreggiamento. L’Ozeki giapponese è però bravo a sgusciare lateralmente e riguadagnare il centro dohyo andando anche in presa al mawashi del mongolo. Hakuho resta a lungo con il braccio sinistro ciondolante tentando più volte di agguantare il mawashi del pari-rango. Il primo a cercare la chiusura è Kaio che entra con la spalla destra nella guardia dell’Ozeki mongolo. Hakuho, però, si pianta in terra, inarca la schiena, rintuzza il tentativo e quindi parte a sua volta in spinta costringendo alla resa Kaio.

Molto nervoso Kisenosato (4-7), autore anche di una falsa partenza, che cede rapidamente agli tsuppari di Chiyotaikai (9-2).

Nuova sconfitta per Kotooshu (7-4), che finisce fra il pubblico per l’azione di Takekaze (6-5). Non ho però visto il tachi-ai e posso, quindi, solo riferire sulla conclusione del bout.

Mono-ii nel bout fra Homasho (5-6) ed Ama (5-6). I due rikishi si affrontano a viso aperto scambiandosi le prese. Il più potente è però il M1 giapponese che riesce a rovesciare in terra il Sekiwake cadendogli nel contempo sopra. Il consulto degli shinpan proclama la ripetizione. Per quanto mi riguarda, avevo visto il sedere di Ama toccare terra prima della spalla di Homasho.
Nel rematch si impone rapidamente Homasho che riesce ad andare in presa al mawashi al tachi-ai e a caricare a testa bassa schiacciando il terra sotto il proprio peso l’avversario.

Si impone di potenza Toyonoshima (3-8) nel match fra delusi che lo ha visto contrapposto al georgiano Kokkai (2-9).

Fallisce il kachi-koshi Aminishiki (7-4), che si lascia sconfiggere da Kotoshogiku (5-6). I due rikishi vanno entrambi in presa alta al tronco al tachi-ai ma è il Sekiwake a partire in progressione per primo. Il M4 si ritrova ben presto con i piedi sul bordo del tawara, che riesce a percorrere lateralmente per un buon quarto prima che Kotoshogiku riesca a sollevarlo e depositarlo fuori dal dohyo.

Quello che tutto sommato non ti aspetti accade nel bout fra Takamisakari (7-4) ed il lanciatissimo Futeno (9-2) di questo Natsu. Il M7 effettua (una volta tanto) un buon tachi-ai, non concede la presa all’avversario ed anzi assesta la propria (sinistra esterna). Strattone davvero energico e Futeno viene fatto piroettare sul dohyo (neanche indossasse il tutù al posto del mawashi!!). Takamisakari a questo punto lo afferra alle spalle, lo spinge verso il tawara e lo sbatte letteralmente in terra con un movimento combinato di braccio ed anca. Davvero spettacolare e limpidissima, oltre che tecnicamente pregevolissima, l’affermazione del nostro Takamisakari.

Nel confronto al vertice ha la meglio Dejima (9-2) su Asasekiryu (9-2). Molto probabile un bel kachi-koshi in doppia cifra (oltre che un bel salto in avanti in classifica) per entrambi, a questo punto.

Vanno in kachi-koshi anche il M16 Hokutoriki (8-3), oggi vittorioso per oshidashi su Tochinonada (5-6), ed il M14 Ryuo (8-3), che sconfigge Roho (7-4).

Fra i Juryo vince ancora Baruto (10-1). A due lunghezze dall’estone il solo Kahio (8-2). Goeido (4-7) ha la meglio sul vecchio Jumonji (4-7) e continua nella quasi disperata rincorsa al kachi-koshi.

Categoria: Natsu Basho 2007

Marco Di DonfrancescoDecima giornata flash (by Pipposhu)

Ecco le mie umilissime opinioni tratte dal mio blog.

Cos’è lo Shin-Tai? Lo Shin-Tai, nel linguaggio tecnico del Sumo, può essere tradotto come “corpo morto”. Questa regola fa si che in certe, rare, occasioni, a vincere non sia chi esce dal Dohyo per ultimo ma chi, pur toccando terra prima, esegue l’azione d’attacco lasciando il rivale senza alcuna possibilità di far niente che non sia precipitare a terra. In questo caso, qualora il difendente, grazie a particolari evoluzioni atletiche, riuscisse a toccar terra dopo dell’offendente, egli non risulterebbe comunque vincitore ma sconfitto perchè, secondo la teoria del “corpo morto”, le sue evoluzioni non sarebbero utili a nulla se non a ritardare una difesa comunque impossibile e priva di costrutto che non sia quello di cadere comunque sull’attacco altrui, ma con una frazione di ritardo. Del resto, si dice, l’offendente potrebbe aver messo il piede in fallo proprio per evitare cadute troppo rovinose al collega-rivale. Ebbene, questa regola ambigua (che è tale perchè non si capisce mai con certezza assoluta quanto gratuita sia la caduta di un rikishi in azione difensiva o quanto sia dovuta ad una tattica propositiva) lascia molte perplessità a più di un osservatore e soprattutto le lascia oggi, dopo che lo Yokozuna Asashoryu si vede assegnata la sconfitta contro Aminishiki al termine del loro match.

Asashoryu (9-1) parte bene in attacco, schiacciando verso il basso la spinta proiettata a capo chino di Aminishiki, si sposta di lato per afferrarne il braccio sinistro con la propria morsa destra e portando al contempo la mano sinistra dietro il capo di Aminishiki (7-3) ormai prono e prossimo allo sbilanciamento in avanti. Ma il Maegashira resiste allo sbilanciamento portato in velocità grazie ad una rotazione all’indietro da parte di Asashoryu, saltella sulla gamba sinistra mantenendo l’equilibrio e, approfittando proprio dell’arretramento di Asashoryu in Kotenage, spinge alla disperata lo Yokozuna, effettuando un autentico tuffo in avanti per buttar fuori il campione, come da foto. La mossa disperata riesce ed Asashoryu, spinto all’indietro, esce dal Tawara…ma lo fa volando. Asa, infatti, capisce per tempo l’inevitabile e invece di continuare a trascinare i piedi, salta all’indietro verso il fossato alle sue spalle, per far si che il suo corpo atterri in ritardo rispetto ad Aminishiki, ormai pancia a terra tra Tawara e Rakida dopo aver portato il suo strano Yoritaoshi! Ora: il punto sta tutto qui. Chi tocca terra per primo? La pancia di Aminishiki o il sedere di Asashoryu? Riguardando l’immagine decine e decine di volte posso giurare che davvero non si capisce chi tocchi prima. Il dubbio in questione normalmente darebbe al Gyoji l’opportunità di convocare il Mono-Ii per il conciliabolo di rito coi cinque Shimpan ed eventualmente, in accordo con loro, anche di chiamare la ripetizione dell’incontro, cioè il Tori-Naoshi, ma non stavolta, come praticamente sempre nel caso di Asashoryu, perchè il Gyoji decide per l’immediata vittoria di Aminishiki, pur bravo e tonico nella sua resistenza come già contro Kotooshu, per una decisione che ci lascia perplessi. Asashoryu, infatti, non era in semplice posizione di difesa ma si trovava dove si trovava proprio per l’esatto contrario, avendo appena terminato una bella mossa in Kotenage nel tentativo, poi fallito, di atterrare Aminishiki. Il suo arretramento curvilineo, del resto, era il compendio di tale strategia; un’azione che integrava il già citato Kotenage con un Hikiotoshi persino vigoroso (la mano sinistra di Asa poggia decisamente sul capo chino di Aminishiki) laddove, lo sappiamo, l’Hikiotoshi si effettua quasi sempre con lieve arretramento sulla spinta avversaria! Ciò detto, è davvero possibile assegnare la vittoria ad Aminishiki elidendo la difesa dello Yokozuna con un ambiguissimo Shin-Tai? Riteniamo di no. No, insomma, perchè Aminishiki si lancia in contrattacco sicuro (e disperato…quasi non poteva far altro) ma Asashoryu non fa diversamente, visto che il tentativo di Kotenage e di Hikiotoshi al contempo è proprio suo. E no, perchè tale mossa non può dar susseguenza ad uno Shin-Tai, visto che in quel frangente Asashoryu tutto è tranne che “corpo morto” in caduta libera e Aminishiki cade su traino avversario e non per accompagnare gratuitamnte l’uscita dello Yokozuna!

Ma tant’è…gli arbitri e il Kyokai non muoiono di simpatia nei confronti del grande campione mongolo e ad Asashoryu tocca accettare l’ennesima decisione opinabile a suo danno senza poter reagire. Che il mongolo lo sappia…oltre al rikishi avversario, Asa sul Dohyo ha sempre un secondo avversario.

Lanciato il dardo avvelentato, concludo questa parentesi riferita alla 10a giornata del Natsu-Basho segnalando innanzitutto la decima vittoria di Hakuho che, contro Tochiozan (4-6) parte con Tachi-Ai ben corposo ad assorbire l’attacco del giapponese, poi pressa in spinta l’avversario ben più leggero, lo costringe all’arretramento e d’improvviso passa da una presa esterna ad una interna, facendo passare il suo braccio sinistro sopra la spalla avversaria e poi dentro la guardia dello stesso Tochiozan, per afferrarlo con Kotenage ed abbatterlo repentinamente dopo aver spostato il baricentro con veloce cambio di direzione. Pochi istanti, insomma, e Tochiozan cede di schianto, per Kotenage, al grande Hakuho (10-0) adesso primo in classifica da solo.

Altri Ozeki in gara sono Chiyotaikai (8-2) e Kaio (8-2 anch’esso). Il primo sconfigge il secondo grazie alla solita salva di Tsuppari che costringono Kaio a tentare un aggiramento mal riuscito prima, e un affondo cieco poi, ma senza riuscirvi. Sulla carica disorientata di un Kaio ormai frastornato dagli Tsuppari di “Chiyo”, infatti, il campione della Kokonoe Beya arretra per affondare in terra Kaio, sconfitto dunque con Tsukiotoshi.

Un Ozeki decisamente meno in condizioni è Kotooshu, campione che oramai sembra aver perso ogni spinta emotiva verso l’eccellenza sportiva. Il Tachi-Ai di Ama (5-5) è infatti fulmineo ed in una frazione di secondo il Sekiwake mongolo gli è addosso, a toccarlo sul viso con un braccio per poi afferrarlo con l’altro ed aggirarlo subito. Kotooshu dà l’impressione di non aver nemmeno capito cosa stia accadendo perchè Ama ora gli è già di fianco e, col braccio in presa, porta l’Uwatenage decisivo. Il bulgarone (7-3) è ancora semiaccovacciato, si gira in una semipiroetta abbastanza rugginosa, quasi a cercare di tenere il passo di questo Ama andante, ma poi cede e precipita al suolo, sconfitto con gravosa facilità dall’ottimo avversario mongolo. Complimenti sinceri a questo Sekiwake, rikishi mai domo e sorprendente una volta di più, ma è davvero triste vedere un Ozeki ridotto a certe disfatte.

Kotomitsuki? Ancora una prova da autentico maestro, quella del Sekiwake giapponese, che prima affronta un Tachi-Ai bello compatto, poi evita eccessi di spinta dopo aver notato l’abile contomossa di un Kisenosato bravo ad elidere la presa larga avversaria, e infine si lascia andare ad un corpo a corpo a spasso per il Dohyo, fino a piazzare la spinta decisiva in Yorikiri dopo aver aperto la guardia di Kisenosato (4-6). Bravo Kotomitsuki dunque (9-1) che pareggia lo score di Asashoryu e si pone, quasi da solo, sulla scia del principe Hakuho.

Quasi da solo, perchè in realtà ci sono due rikishi che nelle retrovie del Banzuke tengono perfettamente il passo di Asashoryu e Kotomitsuki. Si tratta del mongolo Asasekiryu (9-1) quest’oggi vincitore con dinamico Oshidashi sul pur barvo Hokutoriki (7-3) e Futeno (9-1 pure lui) vincitore nello scontro diretto contro “Missile” Dejima (8-2) grazie ad un solidissimo Yorikiri. Difficile immaginare una rincorsa continua nei confronti di Hakuho da parte di questi due pur bravi rikishi, ma l’applauso i Maegashira in questione se lo meritano lo stesso.

Per finire, alcune flebili noticille: Takamisakari (6-4) perde contro Hochiyama (5-5) con splendido Utchari (rotazione su Yorikiri avversario) dopo un incontro bellissimo e un Mono-Ii evidentemente molto più richiesto di quello mai chiamato ad Asashoryu; lo “Sceriffo” Miyabiyama va 5-5 liquidando con Hatakikomi Tochinohana (2-8 e Make-Koshi per lui) mentre Roho (7-3) batte l’”inutile” Otsukasa (0-10) con Oshidashi. Tokitenku? Il mongolo vince per Hikiotoshi contro Kotoshogiku (4-6) centrando il 5-5 mentre Kokkai crolla Make-Koshi (2-8) perdendo contro Takekaze (5-5) per Kubinage. Stesso Make-Koshi per Tamanoshima, che mette fine alle sue pene contro Homasho (4-6) per via di uno Yorikiri spinto con ottima esecuzione. Wakanosato (5-5) batte infine Ryuo (7-3) con Hatakikomi e dopo un bel Tachi-Ai da parte dell’atleta della Miyagino Beya, mossa che porta il mongolo in progressione fino alla finta decisiva dell’ex Sanyaku.

Categoria: Natsu Basho 2007