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Pierfranco SpazianiBuone Feste

Carissimi ed affezionati sumocultori,
si conclude un 2008 vivace e foriero di eventi decisamente rilevanti. Abbiamo visto il primo rikishi europeo sollevare la Coppa dell’Imperatore, fatto di strabiliante impatto mediatico planetario, ed abbiamo assistito all’ascesa di un nuovo Ozeki, per di più proveniente da quella terra desertica e ricca di storia che è la Mongolia, vera fucina di Campioni. Può darsi che in passato, la butto lì, si siano verificati degli strani incroci genetici con i giapponesi, ignari di dover subire, a distanza di secoli, una massiccia invasione di quella minuscola parte di territorio, di appena 4 metri e mezzo di circonferenza, che proprio non si aspettavano di veder conquistata.

Attendiamo fiduciosi, ma senza immagini televisive, il nuovo anno del sumo, punto d’incontro tra amici che vivono a distanza una passione originale e, agli occhi dei più, bizzarra: ma quando abbiamo iniziato ad appassionarci a questa affascinante disciplina non ci siamo posti alcun problema, anche a costo di dover spiegare mille e mille volte in cosa consista la nobile arte di quei corpulenti e meravigliosi danzatori sul dohyo.

Siamo i custodi di una fede che vorremmo condividere con più persone possibile, e sono certo che i tanti che ci seguono senza apparire troveranno, prima o poi, lo spunto per indirizzarci la loro opinione e le loro impressioni: li attendiamo con impazienza.

Auguri a mandorla a tutti voi!

Categoria: Kyushu Basho 2008

MarcoMiceliEspulsi i responsabili della morte di Tokitaizan

Si e’ concluso con tre condanne (pene dai 2 anni e mezzo ai 3 di reclusione) il processo ai compagni di heya del povero Takashi Saito, giudicati colpevoli di aver torturato il 17enne lottatore della Tokitsukaze beya (la condanna, dunque, non e’ per omicidio). La corte ha inoltre sentenziato che l’ex oyakata Tokitsukaze e’ stato il primo responsabile e mandante dell’azione di violenza, anche se il processo che lo vede coinvolto si concludera’ (presumibilmente) solo ai primi di marzo.
Come stabilito mesi fa da Musashigawa, che aveva dichiarato di volersi affidare alla giustizia ordinaria (piuttosto che instituire una commissione d’indagine interna per valutare le responsabilita’ dei rikishi), il Kyokai ha immediatamente preso atto della sentenza espellendo a vita i tre lottatori dall’associazione. Musashigawa ha inoltre rinnovato le sue condoglianze alla famiglia di Tokotaizan.

Categoria: Kyushu Basho 2008

MarcoMiceliRiflessioni di fine anno 2: largo ai giovani!

Cari amici sumofanatici, dopo le interessanti riflessioni di Marco DD sull’approccio psicologico e le motivazioni di Hakuho, contrapposte a quelle del “cannibale” Asashoryu, in questo mio post-basho vorrei soffermarmi su quella generazione di rikishi che aspira a soppiantare la vecchia guardia dei campioni. Vi allietero’ (beh…ci provero’) con delle personali considerazioni tecniche su tre giovani protagonisti del Kyushu basho: Ama, Baruto e Kisenosato, tre lottatori che ambiscono ad occupare, in pianta stabile, la tenda dei sanyaku. Sarebbe importante approfondire anche alcuni aspetti psicologici di questi tre campioni visto che, come sappiamo, la determinazione e la voglia di vincere, cosi’ come la presunzione o l’accidia (stanno fischiando le orecchie di Kotooshu?) hanno un peso fondamentale, ma voglio qui soffermarmi solo su alcune peculiarita’ tecniche, rimandando ad un’altra occasione un’analisi piu’ completa.
In realta’, per motivi anagrafici, lo stesso Hakuho (nato nel marzo 1985) dovrebbe far parte della schiera delle giovani promesse, ma la sua ascesa rapidissima, da vero predestinato del sumo, gli ha fatto bruciare le tappe.

L’antitesi di Hakuho, sotto questo aspetto, e’ Ama (nato nell’aprile dell’84). Il cammino del neo-ozeki e’ stato piu’ lento e costellato da (piccoli) passi falsi. Il maghetto mongolo ha cercato a lungo la giusta alchimia, il giusto equilibrio fra le sue innate doti di velocita’ e coordinazione e la necessita’ di acquisire maggiore potenza. Abbiamo visto un Harumafuji (dimenticavo che ora dobbiamo chiamarlo cosi’) a volte troppo pesante e lento ed altre volte cosi’ veloce da perdere il controllo dei suoi stessi movimenti. Harumafuji, pero’, ha fatto tesoro di ogni errore ed ha affinato la sua preparazione fino a raggiungere un equilibrio davvero invidiabile (anche se perfettibile). E’ sintomatico come Ama abbia combattuto i suoi bout migliori nella seconda settimana del torneo, quando piu’ di un rikishi accusava segni di fatica e stanchezza (penso per esempio a Baruto).
Da un punto di vista tecnico il neo-ozeki e’ proprio un piacere per gli occhi: la sua straordinaria coordinazione (di gambe e braccia), unita ad un’impareggiabile rapidita’, gli permette tecniche al limite della fantascianza. L’uso intensivo del nodo-wa, la velocita’ negli arretramenti e negli spostamenti laterali e la prontezza con cui riesce a spostare il peso del corpo, cambiando piede perno per preparasi alle proiezioni o innescare veloci rotazioni sono le sue armi piu’ efficaci. Non a caso, negli ultimi 6 tornei, le vittorie ottenute con proiezioni, okuridashi o hatakikomi sono state piu’ di quelle ottenute per yorikiri (23-19). D’altra parte il numero di yorikiri vincenti resta comunque notevole (il 31% delle vittorie del 2008) per un lottatore della stazza di Ama, capace di adottare questa tecnica anche contro avversari piu’ dotati fisicamente (si veda ad esempio il bout con Wakanosato, che pesa 161 kg, alla 10ma giornata). Inutile soffermarsi su come questo costituisca un’ulteriore freccia nella gia’ affollatissima faretra del mongolo. E’ chiaro pero’ che e’ proprio sulla potenza che Ama deve ancora lavorare, se vuole procedere sulla via del miglioramento. Contro lottatori meno ingenui di Wakanosato lo yorikiri puo’ rivelarsi una scelta suicida ed il suo sumo di avanzamento in presa non e’ ancora all’altezza degli avversari piu’ blasonati. Ovviamente stiamo parlando di difetti di un ozeki che e’ gia’ ad altissimi livelli e che credo sapra’ primeggiare fra i suoi nuovi compagni di rango nel 2009.

Passiamo dunque a Baruto (nato nel novembre 84), capace di un ottimo 9-6 al suo debutto da sekiwake. Ironicamente (ma non credo che Baruto trovi la cosa molto divertente), il punto di forza del gigante della Onoe Beya coincide con la sua maggiore debolezza, il che e’ tanto affascinante da un punto di vista metaforico e filosofico, quanto seccante da quello pratico. Il sekiwake puo’ contare su una sovrumana potenza muscolare e su una stazza che gli permette di sovrastare (letteralmente) quasi ogni avversario. D’altra parte, oltre agli avversari, soffrono anche le articolazioni e i tendini dell’estone, costretti a gestire un peso eccessivo. I continui infortuni hanno rallentato la carriera di Baruto che, a soli 24 anni si trova gia’ logoro nel fisico. Ad ogni modo Baruto ha imparato a sfruttare la sua potenza con la massima intelligenza: la presa esterna dall’alto che ha sfoderato con piu’ insistenza al Kyushu basho si e’ rivelata molto efficace. Baruto, al contrario di Harumafuji, e’ un lottatore di yotsu sumo classico con una spiccata predilezione per lo yorikiri (il 43% delle sue vittorie del 2008 e’ stato ottenuto con questo kimarite, percentuale molto alta rispetto alla media dei sanyaku e raggiunta solo da Kaio e Kotomitsuki). Baruto si trova pero’ in grossa difficolta’ in incontri di oshi-sumo e quando incontra specialisti di questo stile e’ costretto a cercare la presa (come ha fatto brillantemente alla 10ma giornata del Kyushu contro Chiyotaikai) o la…resa (l’estone aveva perso 4 dei 5 incontri precedenti con Chiyo ed il suo score con Miyabiyama e’ un misero 3-5). Altro aspetto in cui Baruto puo’ migliorare e’ la velocita’ di gambe, ancora non al livello dei migliori, probabilmente a causa dei problemi fisici di cui parlavamo prima.

Scendiamo per il banzuke e passiamo al piu’ giovane dei tre, Kisenosato (nato nel luglio 86), autore di uno straordinario 11-4 coronato da prestazioni esaltanti, come la vittoria su Ama e quella su Baruto. La potenza mostrata da Kisenosato in questo Kyushu basho mi ha ricordato il Kaio dei tempi migliori e la sua estenuante battaglia con Baruto ha mostrato come anche sotto il profilo della resistenza il 22enne abbia raggiunto altissimi livelli. Lo stile di Kisenosato e’ straordinariamente completo visto che l’ex (e prossimo) sanyaku eccelle sia nello yotsu sumo che nell’oshi sumo, come testimonia l’equilibrio fra vittorie per yorikiri/yoritaoshi (22) e quelle per oshidashi/oshitaoshi (15) in questo 2008. A testimonianza di questo eclettismo si vedano le belle vittorie per yorikiri su Baruto o Kakizoe ed il trionfo per oshidashi su Chiyitaikai alla 9a giornata, in cui Kisenosato ha mostrato grande velocita’ e coordinazione nel movimento di spalle e braccia combinato a quello delle gambe, bloccando gli tsuppari di Chiyo con movimenti precisissimi, mentre al contempo lo colpiva avanzando.
Altro grande pregio della promessa nipponica e’ la sua capacita’ di rispondere ai tentativi di proiezione: Kisenosato e’ velocissimo a ritrovare l’equilibrio anche quando viene portato in rotazione e spesso, anche facendo perno su un solo piede, riesce ad accorciare le distanze ed a rintuzzare i tentativi di nage. Sono proprio i nage, pero’, l’anello debole nella catena offensiva di Kisenosato che non ha ancora affinato la sua capacita’ di effettuare proiezioni vincenti o efficaci (solo 3 vittorie quest’anno per uwatenage/uwatedashinage piu’ due sukuinage). Credo che il limite principale del M4 risieda in una certa incapacita’ di innescare rapidi cambiamenti di equilibrio quando si trova sotto pressione. In queste circostanze e’ richiesta una grande coordinazione fra il braccio “trainante”, il bacino ed i muscoli laterali inferiori della schiena che devono sobbarcarsi lo spostamento dei pesi e le gambe che devono accompagnare il movimento. Kisenosato non manca certo delle doti necessarie a migliorarsi sotto questo profilo. Sono convinto che se Kisenosato sapra’ superare queto limite tecnico, arricchendo al contempo il suo arsenale di tecniche vincenti, potra’ raggiungere l’”ozekato” molto rapidamente.

In conclusione, il tanto atteso ricambio generazionale sembra ormai alle porte: Hakuho ha aperto la strada ed una nuova generazione di campioni, guidata da Ama, sta per insediarsi ai vertici del banzuke. Non dimentichiamoci poi di Goeido (coetaneo di Kisenosato), Kotoshogiku (e’ dell’84) e Toyonoshima (dell’83), pronti ad abbandonare il ruolo di outsider per qualcosa di piu’ prestigioso. Insomma, in attesa del ritorno di Asashoryu, gli elementi per sperare in un 2009 coi fiocchi ci sono tutti!

Categoria: Kyushu Basho 2008

MarcoMiceliWakanoho non si smentisce…e si smentisce!

Il “non” del titolo si riferisce alla clamorosa inattendibilita’ ed incoerenza dell’ex lottatore russo, ormai diventato una sorta di macchietta da commedia dell’arte, mentre la frase dopo i puntini di sospensione e’ una chicca appena arrivata dal Giappone: Wakanoho ha sottoscritto una dichiarazione che attesta che tutte le sue affermazioni sullo scandalo yaocho erano soltanto bugie!!!
Il legale di Wakanoho ha spiegato che il suo assistito ha depositato un documento in tribunale in cui dichiara di avere rilasciato “informazioni false e del tutto prive di fondamento” ai giornalisti dello Shukan Gendai! Il russo confessa quindi di non assere a conoscenza di irregolarita’ o scorrettezze nel mondo del sumo!

La clamorosa retromarcia dell’ex maegashira 1 dara’ sicuramente una scossa alla causa intentata dal Kyokai agli editori dello Shukan Gendai…

Categoria: Kyushu Basho 2008

MarcoMiceliHarumafuji e’ il nouvo ozeki

Con votazione unanime Davaanyam Byambadorj e’ stato ufficialmente nominato ozeki!
Ama, per l’occasione, ha deciso di cambiare il suo nome in Harumafuji e con questo nome si presentera’ all’Hatsu basho in gennaio. Per tutti coloro che in questi ultimi anni hanno evocato il modello di Chiyonofuji come riferimento per la crescita del 24enne mongolo il suffisso del nuovo nome assume un significato particolarmente incoraggiante. Ama…pardon…Harumafuji e’ il settimo gaijin (ed il terzo mongolo) promosso al rango di ozeki.

Categoria: Kyushu Basho 2008

Marco Di DonfrancescoRiflessioni di fine anno

Prima del Senshuraku avevo maturato una convinzione, condivisa anche con Pierfranco, secondo la quale nella parte nobile del Sanyaku si stava aprendo un “vuoto” (“voragine” il termine utilizzato da Pierfranco) per la concomitanza di due elementi: le difficoltà fisiche, e probabilmente non solo fisiche, di Asashoryu con conseguente mancata partecipazione del primo Yokozuna mongolo agli ultimi tre basho (due iniziati e terminati anzitempo, l’ultimo neanche iniziato), dall’altro una sorta di involuzione tecnico-tattica, e forse anche fisica, di Hakuho, capace di andare con continuità allo yusho, ma senza dominare come in passato.
Ed in questo vuoto stava per infilarsi Ama, grazie ad un Kyushu quasi perfetto, compromesso alla quarta giornata più che nel kettei-sen.
Lo Shenshuraku mi ha consegnato, invece, una “differente” chiave di lettura. Come già accaduto del resto anche in passato, quella di Hakuho non è una vera involuzione ma più che altro una mancanza di stimoli che si ripercuote oltre misura sulla sua condotta sul dohyo. Lo Yokozuna della Miyagino va come uno “schiacciasassi” quando riesce a finalizzare la sua condotta al raggiungimento di un obiettivo ben preciso (lo yusho, l’annientamento di un contendente, …), vacilla paurosamente quando si trova privo di riferimenti.
Hakuho non sembra avere i tratti dello Yokozuna solitario, del dominatore a prescindere, ovvero la caratteristica principale del suo predecessore. Asashoryu ha di fatto per anni instaurato un regno del terrore demotivando i suoi avversari prima ancora che salissero sul dohyo. Hakuho sembra il primo a demotivarsi in assenza di avversari che lo costringano ad andare, sul dohyo, oltre la semplice presenza fisica.
Non è, a mio avviso, un caso che abbiamo visto il miglior Hakuho in occasione del raggiungimento della tsuna e nella contrapposizione ad un Asashoryu in condizioni fisiche sufficienti da consentirgli di candidarsi allo yusho; il peggior, anche se comunque vincente, Hakuho quando si è ritrovato senza un vero avversario, in carne ed ossa o nelle spoglie di un obiettivo da raggiungere, con cui confrontarsi.
Non è altresì un caso che Hakuho abbia recuperato sè stesso nel kettei-sen, nel quale è riuscito, in pratica, a individuare un target verso cui indirizzare tutto il suo immenso potenziale. Quello del kettei-sen non è stato infatti l’Hakuho opaco di questo Kyushu, ma uno dei migliori Hakuho dell’anno, l’Hakuho che era necessario per avere la meglio su un Ama forse mai visto prima.
Difficile pronosticare il rendimento nell’immediato dello Shin-Ozeki Ama, quello che però mi arrischio a pronosticare è che in assenza di un ritorno efficace di Asashoryu o di una conferma su questi livelli di Ama, continueremo a vedere un Hahuko vittorioso ma non brillante e ad avere questa sensazione di vuoto al vertice.
Riesce infatti difficile individuare nel Sanyaku rikishi capaci di rendimenti sufficientemente costanti da poter entrare nel carnet degli stimoli di Hakuho. Kotooshu è capace solo di exploit impronosticabili, Kotomitsuki è di fatto un Ozeki di carriera, Kaio e Chiyotaikai pronti per la pensione, Baruto troppo giovane e con troppi limiti fisici per aspirare alla tsuna.
Probabilmente una vittoria di Ama al kettei-sen avrebbe fatto molto bene, dal punto di vista psicologico, ad un Asashoryu del quale è davvero difficile, in questo particolare momento, tracciare un profilo. Asashoryu è, o per lo meno io mi auguro sia ancora, per la prima volta di fronte ad una scelta per lui epocale: continuare o smettere.
Da una parte onori, soldi, appagamento, problemi fisici, “nausea” di uno YDC spesso immotivatamente ostile, volontà di una vita “non condizionata”, dall’altra il sumo, un vero e proprio modello di vita per il quale si sa di essere nati e si è combattuto duramente; è questo, molto probabilmente, il bout che si sta svolgendo nella psiche di Dolgorsuren Dagvadorj.
La lotta sembra impari, ma, come abbiamo imparato, sul dohyo spesso Davide e Golia si scambiano i ruoli.

Categoria: Kyushu Basho 2008

Pierfranco SpazianiHakuho vince il kettei-sen

Hakuho batte Ama al termine di un bout durisssimo e che dimostra, qualora ve ne fosse ancora bisogno, che il sumo ha trovato un altro campione in grado di competere per lo yusho. Lo Yokozuna trionfa grazie al sumo che preferisce, fatto di forza, pieno dominio dell’equilibrio e capacità di applicare perfettamente i kimarite classici di questo tipo di impostazione. Quando è stato chiamato a doversi difendere con delicati spostamenti laterali, Hakuho ha sofferto come non mai, ma sul terreno della lotta di posizione con i piedi a terra (e senza spostamenti di punti d’appoggio) ha trovato sempre la giusta misura.

Non è stato facile, e questo grazie al talento ed al coraggio di Ama, prossimo Ozeki e consacrato a divenire l’antagonista più ostico degli Yokozuna, se Asashoryu tornerà sul dohyo.
Ama non esce affatto ridimensionato, al contrario, però può rammaricarsi di non aver saputo e potuto, in quanto Hakuho non gliel’ha permesso, disputare un match più dinamico ed in punta di fioretto, come predilige.

Al tachi-ai Ama cerca la distanza e la velocità, mentre Hakuho lascia intendere immediatamente che si trarrerà di un confronto che vuole gestire alla sua maniera, di fisico e costante demolizione dell’avversario. La prima parte del progetto sembra andare in porto quando le braccia di Ama non trovano una buona presa sul mawashi dello Yokozuna, mentre quast’ultimo entra con disinvoltura nella difesa del Sekiwake ed inizia ad impostarsi per un tentativo di tsuridashi, cosa che puntualmente avviene per ben due volte. Ma i due rikishi sono troppo lontani dal tawara e questo consente ad Ama di resistere ai sollevamenti di Hakuho. Ama rientra nel match e trova addirittura la presa interna con la mano destra, entrando in una breccia lasciata sguarnita da Hakuho. Entrambi rifiatano e stimano le ripettive riserve d’energia, quasi agli sgoccioli. Poi avviene la svolta. Ama decide di compiere un tentativo di hikiotoshi, a mio parere, mentre Hakuho si porta basso con il bacino e toglie le mani dal mawashi di Ama per un attimo.
E’ il momento decisivo del kettei-sen: Hakuho si alza, Ama rimane basso, Hakuho porta il braccio destro sopra la testa di Ama e stringe il Sekiwake in una presa ascellare al collo, posizione che condanna Ama a non poter governare più in alcun modo i propri movimenti. Hakuho ha solo bisogno di un minimo di tempo per accertarsi di non rischiare sorprese, poi arma l’uweatenage che spegne i sogni di Ama e gli consegna lo yusho.

Troppo Hakuho, in un contesto del genere. Ama poteva far meglio, almeno in avvio. Resta la soddisfazione per un Kyushu Basho tenuto vivo fino all’ultimo e per la prossima chiamata nella ristretta cerchia degli Ozeki, onore che pochissimi riescono a meritare.

Tutti gli altri risultati passano in secondo piano, ovviamente, sebbene Kotooshu abbia scampato la minaccia kabodan, Toyonoshima sia certo di tornare Komusubi e Kisenosato abbia dimostrato di saper fare 11-4 anche nel banzuke che conta. E Takamisakari, relegato nei bassifondi, tornerà a combattere con i migliori grazie al suo 10-5.

Categoria: Kyushu Basho 2008

Pierfranco SpazianiLassù qualcuno ci Ama

Nel mio ultimo intervento, la settimana scorsa, ero votato alla rassegnazione di vedere Hakuho alzare un’altra Coppa dell’Imperatore senza aver messo in campo tutto il potenziale che ne ha fatto uno dei più temibili Yokozuna della storia. Non avevo fiducia nelle possibilità di rimonta di Ama, povero peccatore senza fede che non sono altro. Avrei dovuto sentire il lontano ronzio delle parole di un profetico amico dal lontano Giappone, Simon Siddall, il quale era già stato in grado, in passato, di mettere in discussione un Torneo che sembrava abbondantemente deciso a tre giornate dalla fine. Non ho tenuto in considerazione l’opzione Ama, lo ammetto, ed ora attendo il verdetto di domani con un fremito di piacere che di sicuro accompagnerà l’attesa di tutti i fans del sumo.
Ama-Baruto e Hakuho-Kotomitsuki saranno i confronti che potrebbero decidere la destinazione dello yusho oppure portare i duellanti al kettei-sen.

Ama (12-2) è riuscito a spostare l’equilibrio del Kyushu Basho da grande rikishi, con una mentalità vincente che solo poche volte abbiamo individuato sul dohyo, specie negli ultimi tempi. Ora è un atleta maturo, non c’è più alcun dubbio in proposito. La sua performance numerica gli dovrebbe garantire l’accesso al secondo rango più importante del sumo, divenendo il terzo mongolo ad essere promosso Ozeki. Oggi, impegnato in una sfida pericolosissima, ha battuto Kotomitsuki (9-5) senza sbagliare nulla, neanche la riflessione intermedia nella gestione del bout, cosa davvero difficile. Dopo un tachi-ai aggressivo da parte di entrambi, infatti, Ama ha attaccato con veemenza l’Ozeki giapponese e lo ha quasi portato oltre il punto di non ritorno, ma Kotononsonopropriounpivello si è opposto con ostinazione alla soluzione immediata, trovandosi, però, esposto alla seconda azione del Sekiwake in una posizione di netto svantaggio, avendo prestato letteralmente il fianco all’iniziativa altrui. Ama si è sistemato con attenzione, ha calibrato l’intervento e si è portato in avanti con la situazione in pieno controllo. Lo shitatenage conclusivo ha sancito il pieno merito del Sekiwake mongolo e la sua legittima aspettativa di promozione.

Hakuho (12-2) ha rispolverato la versione più cattiva del suo sumo ed ha inflitto una durissima sconfitta a Chiyotaikai (8-6), sempre colpevole di non compiere variazioni sul tema dello tsuppari. Godzilla-Hakuho non ha avuto esitazioni e si è avventato implacabilmente sull’Ozeki, forse con la testa già rivolta al match di domani. La potenza di Hakuho lascia comunque aperta una considerazione già fatta sulla sua strana insicurezza in alcuni frangenti, come se venisse meno la concentrazione a causa dell’assenza di Asashoryu. E’ un’impressione diffusa, realistica e poco qualificante, ma è avvalorata da tutti quei momenti di tentennamento tattico verificatisi nel corso del Torneo, come svelato da Ama nel confronto diretto.

Siamo vicini ad un momento sicuramente importante, e che forse potrebbe diventare storico: lo yusho di Ama, infatti, significherebbe una tale varietà di vincitori in un anno solare non riscontrabile da molti anni, con la bella novità di due debuttanti assoluti.

Categoria: Kyushu Basho 2008

Marco Di DonfrancescoTredicesima giornata flash: calma piatta a Fukuoka

Giornata interlocutoria, in vista del rush finale, quella odierna. Vincono sia Ama che Hakuho, che fra i due è quello che si trova maggiormente in difficoltà. Degna di nota l’affermazione di Kisenosato su Baruto al termine di un bellissimo match.

Parte bene Kotooshu (6-7) che cerca di imprigionare le braccia di Hakuho (11-2) all’interno delle proprie e si inclina di busto per mettere al sicuro il proprio mawashi. La spinta del bulgaro, che continua a lavorare di braccia, è più potente di quella del mongolo che è spinto verso il tawara. Lo Yokozuna si cava d’impiccio riuscendo ad andare in presa interna al mawashi dell’Ozeki, che tenta di infilare il proprio braccio destro all’interno di quello di Hakuho, ma così facendo perde l’appoggio sul piede destro e finisce in terra.

Miyabiyama (9-4) esegue il solito tachi-ai a suon di tsuppari per tenere lontano Ama (11-2). Lo scopo dello Sceriffo è evidente: tenere il folletto mongolo lontano dal proprio mawashi e provare a disorientarlo con i ripetuti colpi al volto. Ama tenta di accorciare la distanza ma i colpi di sbarramento del M7 non glielo consentono e gli creano anche qualche problema. Il Sekiwake mongolo è però lesto a cambiare tattica e a portare a sua volta degli tsuppari dal basso verso l’alto. Facile a questo punto la chiusura per oshidashi.

Kotomitsuki (9-4) e Chiyotaikai (8-5) si esibiscono in un bellissimo tachi-ai fatto di reciproci tsuppari velocissimi e tecnicamente apprezzabilissimi. Dall’energico scambio di “schiaffoni” non emerge una supremazione dell’uno rispetto all’altro. Le cose cambiano quando agli tsuppari si aggiunge lo spostamento laterale, che premia Chiyo più lesto a costringere l’avversario allo sbilanciamento.

Rispetta le previsioni uno dei bout più attesi della giornata. Va subito alla doppia presa interna Kisenosato (9-4) che cerca di sollevare Baruto (8-5). Il Sekiwake si sottrae sfruttando la presa esterna sinistra e compiendo uno spostamento laterale che gli consente lo scambio di lato e la doppia presa esterna da sopra le spalle. I due rikishi restano a lungo a centro dohyo a rifiatare. Il primo a ripartire è Kisenosato che prova nuovamente il sollevamento che però Baruto rintuzza facilmente. Nuova fase statica ed è questa volta l’estone ad andare al sollevamento con spostamento laterale. Kisenosato è portato con entrambi i piedi sul bordo del tawara, ma riesce incredibilmente a conservare l’equilibrio inarcando dapprima la schiena e quindi buttandosi in avanti per interrompere l’azione dell’avversario. Baruto è sorpreso, cede spazio sul dohyo, concede il fianco a Kisenosato e non è in grado di ripetere a sua volta il miracolo. Il bout va con pieno merito al M4 giapponese.

Kotoshogiku (8-5) effettua il tachi-ai con le braccia a protezione del mawashi ed il busto ben inclinato in avanti per non concedere la presa a Goeido (3-10). Il Komusubi è costretto ad indietreggiare, ma facendolo si muove bene di spalle e braccia sottraendo parzialmente l’appoggio al M3 che, a sua volta, privo di presa si scompone e finisce in terra (tsukiotoshi).

Kachi-koshi per Aminishiki (8-5) che è più reattivo al tachi-ai rispetto a Dejima (6-7). Il komusubi va subito alla doppia presa centrale e si appoggia di busto sull’avversario per sbilanciarlo. Dejima si lascia sorprendere, perde l’equilibrio e finisce rapidamente oltre il tawara (oshidashi).

Partenza al rallentatore per Toyonoshima (8-5) che va al contatto con le braccia conserti a protezione del mawashi. Kyokutenho (9-4) si appoggia sul piccolo M4 con il busto e lo spinge all’indietro. Privo di presa, Toyonoshima è costretto a retrocedere ed inarcare il busto all’indietro. La differenza di altezza gli è però fatale ed deve subire l’oshidashi.

Mette nel mirino il kachi-koshi in doppia cifra Takamisakari (9-4) che ha la meglio per tsukiotoshi su Kokkai (8-5).

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Marco Di DonfrancescoDodicesima giornata flash: quando i ruoli si invertono

Ha i sapori dell’universo parallelo quanto accaduto oggi sul dohyo di Fukuoka. Non che desti sorpresa l’affermazione di Ama su Hakuho, non è la prima e non sarà l’ultima, ma il modo con il quale i due rikishi si sono affrontati, al limite dello scambio di lato e di identità, sicuramente si. Con la vittoria odierna Ama va probabilmente oltre l’obiettivo dichiarato della promozione e si pone come il candidato più autorevole allo yusho.
La sconfitta dello Yokozuna rimette tra l’altro in gioco Kotomitsuki e lascia qualche speranza residua a Miyabiyama nonostante la sconfitta odierna.

Ama (10-2) infligge la seconda sconfitta di questo Kyushu ad Hakuho (10-2) non limitandosi alla vittoria ma varcando i confini del dominio assoluto. Il tachi-ai del Sekiwake non è di astuzia ma di potenza pura. I due rikishi sembrano essersi scambiati di identità tant’è inusuale il tachi-ai. Come detto, Ama, grazie ad una maggiore potenza, costringe da subito Hakuho all’indietreggiamento. Lo Yokozuna è costretto ad allungare le braccia per difendersi e provare a tenere a distanza l’incalzante Sekiwake. Ama va però velocemente alla presa al mawashi, porta in avanti l’anca e manda a gambe levate Hakuho con uno shitatenage da manuale. Non ho timore nel confessare che non mi aspettavo una condotta così lineare ed una supremazia così marcata da parte di Ama, sicuramente il rikishi più efficace oggi presente sul dohyo di Fukuoka. Non ci fosse stata l’inopinata sconfitta con Goeido alla quarta (quella con Kisenosato ci poteva stare), oggi avremmo probabilmente assistito all’incoronazione di un nuovo Ozeki.

Portentoso il tachi-ai di Chiyotaikai (7-5) che non concede la difesa di tsuppari a Miyabiyama (9-3). Acquisito il vantaggio al tachi-ai Chiyo, tenendo le braccia ben allungate ed appoggiate sulle spalle dell’avversario, spinge poderosamente su tutte e due le gambe per dare consistenza e potenza alla propria progressione e quindi getta in malo modo giù dal dohyo il povero Sceriffo. La sconfitta di Hakuho consente comunque al vecchio Miyabiyama di continuare a coltivare qualche piccola speranza.

Finalmente un bel tachi-ai ed una condotta tecnico-tattica in attacco per Kotooshu (6-6). L’Ozeki bulgaro inclina il busto, allunga le braccia in avanti e tenta subito l’hatakikomi su Dejima (6-6). Il M5 non abbocca, accorcia la distanza e va in spinta sull’avversario. Kotooshu non molla però il contatto, indietreggia fin sul bordo del tawara senza perdere l’equilibrio, continua lo spostamento laterale fino a riguadagnare il centro del dohyo dove assesta quindi la spinta di braccia decisiva con la quale manda il rotazione Dejima. Bout finito che poi accompagna oltre il bordo del dohyo.

Kotomitsuki (9-3) maltratta Baruto (8-4) che così esce di fatto dalla lotta per lo yusho. In uscita dal tachi-ai l’estone concede la presa al braccio sinistro all’ozeki che fa perno sulle proprie gambe per costringere alla perdita di equilibrio l’avversario con un kotenage da manuale (potente e volocissimo al tempo stesso). La piroetta sembra efficace, ma Baruto mostra buona reattività, recupera equilibrio e posizione frontale e prova ad affrontare l’Ozeki. Kotomitsuki non sta però a guardare, davvero mobilissimo riguadagna la posizione laterale, afferra il Sekiwake al mawashi e porta un uwatedashinage che manda Baruto a gambe levate.

Kisenosato (8-4) riesce ad innervosire Aminishiki (7-5) che dapprima rifiuta il tachi-ai e quindi si esibisce in una falsa partenza per ben due volte. Il quarto tentativo è quello buono. Il Komusubi tiene la linea delle spalle più bassa e mette a segno la presa centrale al mawashi. Kiseonosato lavora di braccia per spezzare il vantaggio di Aminishiki che è però bravo ad andare, anche se in modo un po’ scomposto, in progressione diagonale. Kisenosato è costretto a spostarsi sul dohyo ma una volta giunto sul bordo del tawara deve subire la spinta finale in tuffo di Aminishiki e cedere il punto (okuridashi).

A dir poco irruento il tachi-ai di Kotoshogiku (8-4) che si getta a testa bassa su Toyonoshima (8-4). Il piccolo M1 non riesce ad opporsi in modo adeguato all’impatto ed alle spinte di braccia dell’avversario e deve quindi cedere rapidamente per oshidashi. Davvero una bella prova di forza quella che consegna a Kotoshogiku il kachi-koshi.

Chiudo con una nota di “colore”. Davvero impressionante la mole (252 kg per 191 cm) del 24enne J3 Yamamotoyama (7-5). Come spesso però accade nel sumo la mole non è decisiva a priori ed il giovane Juryo deve arrendersi al più piccolo, ma più agile, M13.

Categoria: Kyushu Basho 2008