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Pierfranco SpazianiPost Basho Report

Asashoryu e HakuhoYou can’t fight a tide…and Hakuho is a sumo tide!
Questo pensiero di Simon Siddall di Sumotalk, espresso nel nostro continuo epistolario elettronico, mi è sembrato il giusto avvio di una serie di considerazioni sul Nagoya Basho.
La marea non si può combattere, è vero, e prima o poi Hakuho supererà gli argini eretti dallo YDC e che lo trattengono dal diventare il 69° Yokozuna nella storia del sumo. Poteva accadere a Nagoya, come sappiamo, ma anche stavolta ci si è messo di mezzo Asashoryu, colpevole di aver brillato in modo accecante, come già accaduto per i tentativi di promozione di Kaio e Tochiazuma. La situazione oggettiva in cui si trova Hakuho è però radicalmente diversa: ha appena 21 anni e continua a migliorare il proprio rendimento (cosa non più possibile per gli altri ex-candidati), dimostrandosi all’altezza del rango cui aspira. Non solo. Hakuho possiede una versatilità tecnico-tattica che lo avvicina molto ad Asashoryu, vale a dire al prototipo del rikishi capace di imporsi con dinamismo fisico ed intelligenza. Come spiegare, allora, le due sconfitte di luglio? Semplice: Asasekiryu e Miyabiyama hanno trovato il modo di tenere a distanza Hakuho. Asasekiryu ha colpito a freddo, con una splendida uscita dal tachi-ai che ha fatto rimbalzare all’indietro l’avversario e creato lo scompiglio nei suoi piani tattici, mentre Miyabiyama ha disinnescato la presa al mawashi dell’Ozeki “legando” con le braccia che stringevano e facevano leva all’interno, impedendo il contatto ravvicinato e costringendo Hakuho ad un fatale attimo di vuoto operativo. Due belle interpretazioni dello stesso tema, due incertezze che hanno prolungato la permanenza di Hakuho nel purgatorio degli Ozeki. Tutto il resto lo ha fatto Asashoryu…

Questo diciassettesimo yusho ha poco di cabalistico e molto di sostanziale, per lo Yokozuna. Giunge dopo il ritiro di maggio e le scommesse sulla sua effettiva condizione fisica, e viene da pensare che le notizie frammentarie ed incerte dei giorni precedenti il Torneo siano state diffuse ad arte per confondere le acque. Mentre Hakuho incassava il suo paio di sconfitte, Asashoryu superava con impeto i primi 14 ostacoli che il calendario gli aveva imposto, arrivando alla certezza matematica della vittoria con una giornata d’anticipo. Non me lo sarei aspettato, viste le premesse, e questo mi porta a definire l’impresa di Asashoryu come un passaggio particolarmente rilevante della sua carriera, essendo stato il primo rikishi a bissare il successo in un 2006 segnato da ben due infortuni. Ripeto una solfa già sentita: quando certe cose le vedi fare ad Asashoryu sembrano facili, quasi scontate, ma allora perchè agli altri non riescono? Ci sono due diverse spiegazioni:
-Teoria della solitudine: Asashoryu è un rikishi pressochè imbattibile in quanto non vi sono avversari in grado di ostacolarlo;
-Teoria della ragion pura: Asashoryu è un rikishi pressochè imbattibile perchè affronta i suoi avversari con la convinzione di essere il più forte, da vero Yokozuna (spiegherò poi questo concetto apparentemente pleonastico).

AsashoryuLa prima teoria è molto cara ai residui oppositori del Grande Mago Mongolo (alcuni lo ignorano deliberatamente…) e non necessita di ulteriori commenti, se non quello che, per restare nell’impostazione idrologica che ho dato a questo pezzo, fa acqua da tutte le parti. Domanda: perchè Miyabiyama non ha battuto anche Asashoryu? Risposta: perchè Asashoryu ha fatto sì che Miyabiyama non potesse combattere come voleva e si è spostato leggermente di lato per evitare i pericolosi attentati dello tsuppari a braccia larghe del Sekiwake. Dal particolare all’universale: difficilmente vediamo Asashoryu subire passivamente un avversario, anche in caso di sconfitta. Lancio un’estrema provocazione. Asashoryu ha quasi 26 anni e potrebbe combattere ancora per 7/8 stagioni: calcolando che ci sono più di 40 Tornei a disposizione, assegniamogli una trentina di yusho sulla parola e non facciamolo più combattere, tanto vince sempre lui… Cosa ne penserebbero Taiho, Chiyonofuji, Kitanoumi e Takanohana? No, amici miei, non è così che si risolvono le discussioni intorno al sumo!

AsashoryuVenendo alla seconda teoria (ma non escludo affatto che ne possiate formulare altre), ritengo che sia utile ripassare alcune idee sulla presenza scenica dello Yokozuna. In un piacevolissimo incontro con il nostro comune amico Marco, si è parlato a lungo della condizione psicologica di chi debba affrontare un rikishi dominante. Se la difficoltà di preparare il match deriva dalla consistenza del bagaglio tecnico dell’avversario, le cose devono essere viste nella prospettiva di tirare fuori il meglio dal proprio. Asashoryu (come, in parte, Hakuho) conduce il bout da prima del tachi-ai, imponendo una concentrazione difensiva che può superare quella offensiva. Dobbiamo convincerci che anche i leggendari Yokozuna del passato sono rimasti sul trono del sumo grazie al loro talento, fatto di vigore fisico, tecnica ed intimidazione. Un vero Yokozuna incute timore e rispetto, è assodato, ma deve sempre dare il massimo ed aspettarsi che gli avversari lo affrontino con l’intenzione di far volare i cuscini degli spettatori. Gli allori si ottengono sul dohyo e bisogna sempre ricordarsi che la sacra circonferenza non ammette una vita di rendita.

Nagoya ha fornito altri argomenti di riflessione. Hakuho ha il miglior ruolino di marcia del banzuke, nel 2006, ed avrebbe meritato qualcosa di più, a mio modo di vedere. Non mi riferisco alla mancata promozione, di cui ho già parlato nel commento alla giornata finale, bensì al mancato playoff di gennaio. In quel momento Hakuho era in condizione di bruciare le tappe e di ottenere la promozione nel Torneo di maggio; il mancato intervento degli arbitri nel match contro Tochiazuma glielo ha impedito, e dico questo infrangendo la mia promessa di non tornare a polemizzare sull’accaduto. Lo dico perchè credo che l’ingiustizia consumata in quell’ottava giornata dell’Hatsu Basho abbia un peso specifico superiore all’uranio arricchito, vista con il senno di poi. Con i risultati che ha ottenuto in seguito Hakuho sarebbe già Yokozuna, regole o non regole, e Nagoya non gli avrebbe dato altro dispiacere che la mancata conquista del… terzo yusho.

AsashoryuAltra considerazione. Hakuho ha raccolto il terzo 13-2 della stagione, cui si deve aggiungere il 14-1 di maggio. Da quando Asashoryu è diventato Yokozuna, nel gennaio del 2003, soltanto in due occasioni lo yusho è stato vinto con un record inferiore al 13-2: è accaduto nell’Haru Basho di quell’anno, Torneo in cui Asashoryu debuttava come Yokozuna, e vinse Chiyotaikai con 12-3, e nel Nagoya Basho successivo, con Kaio che vinse lo yusho sempre con 12-3 ed Asashoryu che si ritirò per infortunio. Dopo di allora non è più accaduto. Questo significa che due sconfitte sono il limite massimo consentito per sperare nello yusho, magari con un playoff, e nemmeno il 14-1 porta immediatamente alla vittoria, com’è accaduto a maggio di quest’anno. Con 13-2 Asashoryu ha sempre vinto, mentre altri Yokozuna non ci sono riusciti, come riportato nel seguente riepilogo:
Il posto dell'arbitro
Yokozuna 13-2 yusho/yusho vinti 13-2 Runner-Up o meno

Taiho 11/32 2

Chiyonofuji 6/31 4

Kitanoumi 8/24 5

Takanohana 7/22 4

Asashoryu 8/17 0

Musashimaru 6/12 5

Akebono 6/11 6

Banzuke a NagoyaUn discorso a parte lo dedico al banzuke di luglio. Raramente ho visto i primi Maegashira rimediare tante sconfitte da chiudere con un deficit così pauroso. Kotoshogiku (3-12), Kyokushuzan (3-12), Hakurozan (2-13), Kyokutenho (6-9) e Kakizoe (4-11) hanno deluso su tutti i fronti, sconfessando la loro lusinghiera classifica. Hakurozan e Kakizoe hanno battuto, rispettivamente, Kotooshu e Chiyotaikai, ma viene da pensare che si sia trattato di un puro scherzo del destino. Cinque rikishi che mettono insieme soltanto 18 vittorie non lo si vedeva da tempo, anche se ultimamente l’effetto ascensore si è fatto sentire in modo deciso. Mi riferisco al fenomeno di rapida salita ed altrettanto repentina discesa del banzuke da parte di alcuni rikishi, ribattezzati dal sottoscritto “rikishi yo-yo”, i quali percorrono con estrema disinvoltura il loro tragitto in doppio senso di marcia. La mobilità del banzuke è un fatto fisiologico e dipende molto dai risultati improvvisi, ma produce anche degli scompensi nel calendario dei Tornei e nella consistenza di certi incontri.

AsashoryuGli Ozeki giapponesi si sono difesi ad oltranza, con Tochiazuma e Chiyotaikai infortunati a metà Torneo e Kaio che ha trovato alcuni spunti d’orgoglio. L’Ozeki che rappresenta la Vecchia Europa, il bulgaro Kotooshu, è rimasto nell’anonimato che lo accompagna da mesi.

La condizione generale degli Ozeki giapponesi era parsa buona, all’inizio, con Tochiazuma che aveva infilato 8 vittorie di seguito combattendo nel suo tipico stile aggressivo e robusto, tanto che la posizione kabodan appariva immeritata. Dopo l’infortunio non c’è stato più confronto e le ultime 7 giornate sono scorse via come un doveroso impegno di firma. Nessuna vittoria contro i colleghi di grado, solo le due affermazioni contro i Sanyaku incontrati prima dell’infortunio, il Komusubi Kisenosato ed il Sekiwake Kotomitsuki. Alcuni bouts mi sono piaciuti: contro Kotoshogiku, Kisenosato e Kotomitsuki si è visto un Tochiazuma abbastanza carico, tanto da poter procedere con le sue armi convenzionali. Dopo l’infortunio, invece, ha perso (e male) contro il gotha del banzuke, permettendo anche una bella esibizione a Chiyotaikai e Kaio, forse per spirito di cameratismo.

ChiyotaikaiLe braccia di Chiyotaikai hanno funzionato a dovere e l’Ozeki della scuola Kokonoe avrebbe sicuramente incamerato 10 o 11 vittorie, se non fosse stato menomato. Lo score finale di 9-6 riflette l’andamento delle ultime 5 giornate, quando tutti gli avversari sono riusciti a neutralizzare lo tsuppari di Chiyotaikai, ma fino a quel momento il suo sumo dinamico e spettacolare aveva fatto sperare in una competizione allargata a più protagonisti. Alla decima giornata, infatti, Chiyotaikai era davanti ad Hakuho ed aveva sconfitto Kotooshu, Miyabiyama e Tochiazuma, mentre Hakuho non si era ancora confrontato con gli altri Ozeki nè, ovviamente, con lo Yokozuna. Un certo rammarico lo deve aver provato, Chiyotaikai, nel constatare l’allontanamento forzato dalla zona-yusho.
L’episodio più rilevante del suo Torneo resta, comunque, la lite verbale con Roho alla settima giornata, evento quasi sacrilego, nel sumo.

KaioKaio ha nobilitato la sua performance con alcune vittorie sui Sanyaku, mostrando, per contro, i limiti del suo stato fisico ogni volta che gli avversari lo portavano sul piano della resistenza o della velocità. Kaio soffre l’attacco portato quando non ha stabilizzato le gambe sul dohyo e non ha più l’autonomia necessaria a sostenere combattimenti che vadano oltre una certa durata: le sconfitte contro Kotooshu e Kisenosato hanno messo in luce entrambe le situazioni. Le sue vittorie sono, invece, il frutto di un’azione di tecnica classica e che non richieda un eccessivo dispendio di energie, condizioni in cui Kaio ha il vantaggio di far valere il sumo che gli è più congeniale, fatto di potenza e stabilità della presa al mawashi.
Tutto il pubblico di Nagoya lo ha incitato e sostenuto con affetto, probabilmente perchè il prossimo anno Kaio potrebbe non salire su quel dohyo.

KotohoshuLa narcolessia che ha colpito Kotooshu non accenna a svanire: l’Ozeki europeo ha concesso una vittoria perfino all’ectoplasma di Hakurozan. Forse è il caso d’interpellare uno sciamano che lo liberi dal maleficio di cui sembra preda, tanto è grande il divario tra il rikishi che contendeva lo yusho ad Asashoryu e quello che vediamo oggi sul dohyo. Non voglio infierire, credetemi, ma mi trovo in forte imbarazzo narrativo ogni volta che devo commentare il sumo di Kotooshu. Se ne sono dette tante, su di lui, e ricordo ancora l’alzata di scudi dei suoi tifosi quando lo si criticava per l’eccessivo ricorso alla tattica rinunciataria ed attendistica: almeno quella era una tattica e portava dei risultati, dico io! Ora c’è molta improvvisazione ed altrettanta confusione. Un Ozeki della sua età dovrebbe spaccare il mondo e gareggiare con Hakuho nella sfida verso la tsuna, cosa di cui si era prematuramente parlato l’anno scorso, e non arrivare al senshuraku con il kachi-koshi in bilico. Stavolta gli è andata bene per gentile concessione di Tochiazuma, ma temo che, di questo passo, lo vedremo presto kabodan. Forza, Kotooshu: rendici nuovamente orgogliosi di essere rappresentati nel mondo del sumo come europei e come tuoi tifosi!

La crisi di risultati di Kotooshu (e di altri Ozeki) potrebbe dare spazio alle rinnovate ambizioni di Miyabiyama, il quale aveva pregustato la promozione che poi non è arrivata. Ancora un Torneo positivo, per il Sekiwake della scuola Musashigawa, ed il prossimo potrebbe valergli il ritorno tra i valletti dello Yokozuna. Le ultime 5 vittorie di fila hanno dimostrato che Miyabiyama è in palla, ma già alla nona giornata era giunta la prestigiosa e meritata vittoria su Hakuho. Lo hanno fermato le troppe sconfitte contro gli Ozeki, a mio parere, ed in questo il calendario non l’ha aiutato: avesse battuto Kaio, Chiyotaikai o Kotooshu, si ritroverebbe in un affollatissimo ranking d’immediato rincalzo ad Asashoryu. Bella ed esemplare la vittoria su Baruto.

Kotomitsuki resterà Sekiwake, è cosa certa: ha strappato il kachi-koshi ed i Komusubi stanno peggio di lui. Molte pause, nel cammino del rikishi eternamente imbronciato, ma anche qualche titolo di incoraggiamento, come le vittorie su Kaio, Chiyotaikai e Kisenosato. Anche per lui il successo sul giovane estone, episodio che potrebbe non ripetersi in futuro… Non mi sono piaciute le sconfitte con Miyabiyama e Roho, troppo perentorie per essere vere. Contro Asashoryu ha rischiato l’infortunio.

Dopo il veloce ritiro di Asasekiryu, killer di Hakuho, Kisenosato ha difeso in solitudine l’onore dei Komusubi, sempre alle prese con il baratro dell’immediata retrocessione. La giovane speranza nipponica se l’è cavata con un risicato kachi-koshi ed una certa dignità, se non altro per aver battuto Kaio e Kotooshu. Tutti gli altri Sanyaku lo hanno sovrastato, ma Kisenosato ha portato a termine l’operazione salvezza e potrà ripartire da lì, a settembre.

barutoBaruto ha rafforzato il proprio ruolo di outsider, dopo il buon esordio tra i Makuuchi, ma ha commesso molte ingenuità tattiche. Lo ha ammesso a fine Torneo ed ha dichiarato anche di aver avuto sempre e soltanto l’obiettivo del record positivo. Dovrebbe essere il prossimo Komusubi, salvo sorprese, e la prospettiva di dover immediatamente affrontare tutti i Sanyaku lo deve portare ad allenarsi molto duramente. La materia grezza c’è, ma occorrerà un grande lavoro di affinamento per vederlo in assetto stabilmente minaccioso. Baruto lascia a desiderare nell’uscita dal tachi-ai, quando i rikishi più smaliziati caricano a testa bassa portandolo facilmente fuori equilibrio, vista la sua statura. Gravissima la sconfitta patita da Hakurozan alla quarta giornata.

KokkaiTornato a combattere nelle retrovie, Kokkai ha di nuovo trovato un buon risultato: il 10-5 finale lo riporta alle pendici del Sanyaku, se non oltre, e gli fornisce quel morale di cui ha decisamente bisogno. Lo stile è sempre lo stesso, un pò rozzo e da rodeo, ma l’efficacia offensiva del georgiano non deve essere sottovalutata. Quando se n’è presentata la necessità, Kokkai ha saputo combattere anche in presa, come nel famoso match vinto con Asashoryu, ma 5 vittorie su 10 sono arrivate per hatakikomi, segno della ben nota propensione al sumo di spinta.

Un cenno lo voglio dedicare anche a Tokitenku, autore di una buona prova complessiva ed abbastanza convincente sotto il profilo della tecnica, a Roho, in positivo nonostante la sospensione per la rissa con i giornalisti, ed ai due intrusi di rito, Tamanoshima e Tamakasuga, entrambi vincitori su Baruto e portatori sani di un ottimo 11-4 finale. La gioia di Luca per l’exploit di Tamakasuga ha coinvolto tutto il Piemonte…

Vi lascio con l’augurio di un buon riposo estivo ed un grande ringraziamento per la temperanza dimostrata nell’essere riusciti a leggermi fin qui: lascio a Julien il compito di intrattenervi con il suo altrettanto copioso reportage fotografico e descrittivo dell’entusiasmante escursione giapponese.

Categoria: Nagoya Basho 2006

Pierfranco SpazianiNotizie su Hakuho

Hakuho ha ripreso ad allenarsi duramente in vista dell’Aki Basho di settembre. Durante la prima sessione di lavoro ha impressionato tutti i presenti con poderose spinte ai danni di Tokitenku ed altri rikishi. Hakuho ha anche annunciato che si presenterà a Tokio con un mawashi di colore blu scuro, meno brillante e più adatta al ruolo di Ozeki, secondo lui.

Categoria: Nagoya Basho 2006

Pierfranco SpazianiGiornata finale

Esistono gli UFO? C’è vita su Marte? Quando ero bambino e l’esplorazione del cosmo muoveva i primi passi, con le missioni russe ed americane a farci sognare un futuro da astronauti, queste domande dominavano le discussioni tra scienziati e davano lo spunto agli scrittori di fantascienza ed a David Bowie. Oggi sappiamo molto su Marte e gli altri pianeti del nostro sistema solare (non molto, in realtà, su David Bowie…), ed abbiamo le idee chiare sugli UFO, ma un’altra domanda ci toglie il sonno: esiste un secondo Yokozuna in Giappone? La risposta non è semplice. Alcuni studiosi avevano annunciato una grande rivelazione, pochi giorni fa, ma le prove sperimentali e le ricerche di laboratorio non hanno avuto esito. Si era parlato di un’imminente scoperta ed era stato diffuso un comunicato che palava di un mongolo allertato per la scelta dello stile da adottare, ma tutto è stato messo a tacere. Da indiscrezioni raccolte per vie traverse, ma di una certa attendibilità, risulta che sia stato aperto un X-File sull’argomento e sembra che ci sia stato un avvistamento collettivo, dalle parti di Nagoya. Io l’ho visto, ve lo giuro, ma non voglio passare per un visionario in cerca di celebrità. Se non ci credete, leggete l’ultima puntata del racconto che ho scritto in questi giorni per voi.

Doveva essere il Torneo di Hakuho e della sua consacrazione nell’Olimpo del sumo: è stato, invece, il Torneo di Asashoryu, salito sul dohyo di Nagoya con il gomito destro in via di guarigione e molti dubbi sulla tenuta fisica. L’ultimo atto del Nagoya Basho ha ribadito un concetto ormai chiaro come il sole che ci sta soffocando: esiste un banzuke ed apprezziamo molti dei rikishi che lo compongono, specialmente i Sanyaku, ma il sumo dei due protagonisti del match finale e dell’intero Torneo è ben altra cosa.
La storia dei bouts tra Asashoryu ed Hakuho è costellata di prodezze reciproche e vittorie strappate con grande impegno; il successo di Hakuho di domenica scorsa ha scritto un’altra pagina di grande sumo, in cui abbiamo colto la bellezza intrinseca di questo sport. Agonismo, tecnica e forza fisica hanno disegnato un confronto che ha visto Hakuho prevalere dopo un lungo scambio di attacchi e risposte. Asashoryu ha preso immediatamente il comando delle operazioni ed è entrato nella difesa di Hakuho con una serie di movimenti rapidissimi e tesi allo sbilanciamento, operazione quasi riuscita, per poi andare stabilmente in presa. I due rikishi mongoli si conoscono a memoria, ma Asashoryu ha colto di sorpresa Hakuho con un sollevamento quanto mai spettacolare, facendo temere una conclusione plateale e letteralmente inusuale, nei loro confronti. Lo Yokozuna si trovava però in posizione troppo centrale, all’interno del dohyo, per cui il tentativo di tsuridashi non ha avuto seguito, consentendo ad Hakuho il ripristino della situazione per lui ideale, vale a dire la presa al mawashi con la mano destra e la possibilità di spingere uno Yokozuna leggermente affaticato. Non c’è stato calo di ritmo, solo una fase di ricerca del miglior modo per sferrare l’attacco, con piedi e braccia in continuo movimento frontale e laterale. Hakuho ha avuto il sussulto vincente ed è riuscito a portare lo Yokozuna in arretramento, con una vigorosa trazione integrale che ha costretto Asashoryu a tentare di resistere in appoggio al tawara, condizione retta fino al conclusivo affondo dell’Ozeki. Asashoryu è caduto ed Hakuho gli è finito sopra, come sempre avviene in questi casi. Lancio abbondante di cuscini, compreso quello di Julien, e gioia immensa per Hakuho: è stato in quel momento che tutti i presenti, e gli spettatori telematici, hanno visto il secondo Yokozuna sul dohyo!

Credetemi: la decisione contraria alla promozione di Hakuho mi ha davvero contrariato. Posso solo immaginare che il pretesto del mancato playoff sia servito a mascherare un dietrofront dettato da altre motivazioni interne allo YDC. Se la promozione era stata annunciata come quasi certa due giorni prima, non capisco perchè il ripensamento sia giunto pochi minuti dopo la fine del bout vinto da Hakuho. Forse ha influito negativamente il doppio infortunio occorso a Tochiazuma e Chiyotaikai, per cui le vittorie conseguite nei loro confronti possono essere state giudicate meno importanti e conclusive, oppure si è ritenuto che l’Ozeki abbia superato con eccessiva difficoltà alcuni avversari, ma il 13-2 di Hakuho era l’obiettivo proclamato da mesi e la vittoria su Asashoryu sembrava dovesse perfezionare l’iter della pratica. Così non è stato. Le due sconfitte erano state accettate a priori, Hakuho è giunto secondo battendo Asashoryu e, soprattutto, ha combattuto da Yokozuna: peccato.

E’ stato il Torneo di Asashoryu, presentatosi alla premiazione raggiante. Ha vinto lo yusho compiendo un percorso senza sbavature ed imponendosi con grande carisma. I suoi primi impegni sono stati assolti con studiata rapidità, onde prevenire eccessive sollecitazioni al braccio infortunato. Una volta capito di avere il titolo in tasca, Asashoryu si è comportato saggiamente, dosando le proprie energie con molta maturità ed esperienza. La trasparente agilità con cui si è portato in zona di sicurezza potrebbe aver influito addirittura sulla mancata promozione di Hakuho, inducendo gli organi deliberanti del sumo alla considerazione che lo Yokozuna abbia combattuto così bene da non rendere possibile alcun paragone con il promesso-promosso. E’ una mia illazione senza pretese e potrebbe essere causata dai peperoni che non ho digerito ieri sera, però qualche idea sul sumo me la sono fatta, in questi anni, e ritengo che il ragionamento sia compatibile con il sistema giudicante giapponese.

Piccola rassegna degli altri bouts.
Qualcosa è volato sul dohyo di Nagoya intorno alle 10,25 italiane. Vi ricordate l’incipit delle avventure di Superman? La gente osservava per la prima volta il supereroe ed esclamava: “E’ un uccello? E’ un aereo? No, è Superman!”. Nel nostro caso si trattava di Chiyotaikai, fatto planare da Kaio in maniera circense. Un ribaltamento inaspettato e quasi coreografico, più da wrestling che da sumo. I due Ozeki hanno concluso con un 9-6 in linea con le loro usuali prestazioni.
Tochiazuma ha raccolto il kachi-koshi e poi non ha fatto altro che perdere, menomato dall’infortunio. Kotooshu lo ha battuto impostando il tachi-ai con un leggero ritardo e combattendo come un Ozeki: esiste un kachi-koshi più premeditato?
Miyabiyama e Tamanoshima hanno dato vita ad un confronto a viso aperto, serrato e gradevole. Vittoria per lo Sceriffo, il quale raggiunge il 10-5 sperato senza ottenere la promozione. Anche per lui rinvio a settembre, come gli esami di riparazione dei miei tempi.
Roho si è pentito pubblicamente ed ha chiesto scusa per l’intermezzo da Rambo-san. Agguanta il kachi-koshi nonostante la sospensione dal Torneo e promette più disciplina ed osservanza delle regole rituali.
Baruto ha battuto Kisenosato tornando a fare qualcosa di buono. Si è detto dispiaciuto per la scarsità del suo sumo. Scuse accettate con riserva. Kisenosato trattiene a stento il grado di Komusubi.
Takamisakari chiude col make-koshi in un palazzo festante: cosa sarebbe il sumo senza di lui?
Tochinonada ha battuto Kokkai con qualche dubbio interpretativo. A mio giudizio un mono ii non avrebbe scandalizzato nessuno.
Bel match tra Ama e Takekaze. Per il mongolo solo applausi, a Takekaze un 9-6 confortante.
Altri momenti piacevoli sono stati i bouts tra Iwakiyama e Toyozakura, con il primo che ha chiuso 9-6 e combattuto discretamente, e tra la matricola Daimanazuru e l’esperto Tosanoumi, il quale ha vinto con sforzi ansimanti.

Vi lascio nella speranza che possiate godervi le vostre vacanze e continuare a seguire il sito: ci sarà tanto da vedere e da leggere.

Categoria: Nagoya Basho 2006

Julien BurattoPer aria gli ozeki

Avete notato che tutti gli ozeki hanno fatto dei bei voli ieri ??


Ecco la prima delle mie foto fatte sul posto.

Categoria: Nagoya Basho 2006

Pierfranco SpazianiRimandata la promozione di Hakuho

E’ ufficiale: Hakuho non è stato promosso Yokozuna. La notizia è giunta immediatamente da Julien e mi scuso per non averla data in tempo reale, ma al momento della telefonata da Nagoya ero già a bagno…
Sembra che lo YDC non abbia giudicato favorevolmente il mancato playoff con Asashoryu.
Rinvio a settembre anche per Miyabiyama, al quale non è bastato il 10-5 per ritornare Ozeki.

Categoria: Nagoya Basho 2006

Pierfranco SpazianiHakuho batte Asashoryu

Giornata finale del Nagoya Basho con l’attesa sfida tra i due rikishi della Mongolia: ha vinto Hakuho ed ora attendiamo la sua promozione a Yokozuna. E’ stato un match bellissimo, combattuto con tutte le risorse disponibili. Asashoryu ha avuto due possibiltà per vincere, portando Hakuho fuori equilibrio ed alzandolo dal dohyo, ma il giovane Ozeki ha saputo resistere e poi attaccare. Sumo di grande livello, finalmente.

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Pierfranco SpazianiQuattordicesima giornata

La diretta da Nagoya è terminata. Bevo l’ultimo bicchiere d’acqua, raccolgo chiavi, occhiali (da vicino, da lontano, per guidare e per non riconoscere le persone per strada) e giornali e mi preparo a raggiungere la spiaggia. Al mio arrivo, tutti i miei adepti mi chiedono: “Cos’ha fatto Asashoryu?”. Non ci crederete ( o forse non farete fatica a farlo…), ma ho talmente riempito la testa di tutti coloro che hanno l’avventura di conoscermi di nomi, termini e racconti che ormai il sumo è entrato nelle conversazioni quotidiane anche di chi non ne ha mai visto una sola immagine. Mi sono anche esibito in una parodia di shiko e di tachi-ai, suscitando l’ilarità dei turisti tedeschi ed olandesi presenti ed esponendomi all’impietoso giudizio delle mie figlie e delle loro amiche. Insomma, ho fatto di tutto, ma alla fine ho vinto io: in riva al mare si parla anche di sumo. Parliamone, dunque, e teniamo aperta la linea con Julien, fortunato spettatore di un Torneo afoso e segnato dagli infortuni.

Asashoryu ha vinto il Nagoya Basho ed il suo diciassettesimo yusho con estrema tranquillità e con un giorno d’anticipo. Non c’è stata discussione, non abbiamo mai visto lo Yokozuna in difficoltà e l’avversario più vicino è a due punti di distanza, eppure il Torneo ha ancora molto da offrire. La giornata finale, o senshuraku, potrebbe segnare l’avvento di un secondo Yokozuna e di un nuovo Ozeki: tutto sarà deciso nei due incontri cruciali, Asashoryu – Hakuho e Miyabiyama – Tamanoshima. Com’era logico ritenere, la maggiore aspettativa si è venuta a creare intorno alla sfida tra mongoli. La discussione che domina le pagine dei siti dedicati al sumo è molto vivace e riguarda la strategia di Asashoryu nei confronti del connazionale Hakuho. C’è chi ritiene che Asashoryu intenda lasciare volentieri via libera ad Hakuho per poter finalmente lottare contro un’altro Yokozuna, cosa che convaliderebbe maggiormente le sue future prestazioni, e ci sono opinioni discordanti, basate sulla competitività assoluta dello Yokozuna e sulla sua volontà di raggiungere anche il record di zensho yusho, vale a dire i Tornei vinti con 15-0. Ognuno di noi potrà farsi un’idea sull’argomento, ma io ho il vantaggio di poterla scrivere e la facoltà di farvela leggere.

Trovo molto interessanti tutte le tesi esposte in questi giorni, da quella squisitamente agonistica e quella socio-economico-culturale, perchè espresse da profondi conoscitori del sumo e della vita giapponese in generale. Mi è sembrata particolarmente interessante l’opinione di Mike Wesemann di Sumotalk, il quale attribuisce alla promozione di Hakuho un significato di supremazia nazionalistica, intendendo la presenza di due Yokozuna mongoli come un fatto eclatante per le colossali differenze esistenti tra il Giappone, colosso industriale e finanziario d’oriente, e la Mongolia, inesplorata e bellissima terra di pastori nomadi ed economia al primo accenno di sviluppo. Accettando questa premessa, Asashoryu avrebbe l’interesse a condividere con Hakuho il vertice del banzuke, cosa dimostrabile con il saluto il lingua mongola rivolto dallo Yokozuna, in televisione, a tutti i suoi fans in patria. D’altro canto, Asashoryu rimane un combattente puro, legato alle rigide regole del rango e del ruolo simbolico che riveste, per cui non potrebbe mai compiere un atto volontariamente benefico nei confronti del proprio conterraneo.

La mia opinione è che il match con Hakuho potrebbe trovare uno Yokozuna appagato e ben disposto a consegnare la tsuna a chi ha dimostrato di meritarsela. Un rivale come Hakuho può solo incentivare il sumo e le ambizioni di Asashoryu, ponendo fine a quelle voci che lo descrivono come un campione incompleto perchè senza veri antagonisti. Ma il dohyo non ha mai mentito, nei confronti di Asashoryu, e non possiamo incolpare lui per i mancati successi di Tochiazuma o Kotooshu, mentre abbiamo visto che , senza di lui, l’unico a trovare il la gloria è stato proprio Hakuho. Da qui nasce la mia convinzione che si tratterà di un match vero, duro e senza scambi di cortesie, nel pieno rispetto della solennità che ho richiamato giorni fa.

La cronaca della giornata è stata sinteticamente esposta nel solito commento-flash e vi garantisco che non c’è molto di più da rilevare. Apprestiamoci a vivere il senshuraku con intensa passione.

Buona domenica.

Categoria: Nagoya Basho 2006

Pierfranco SpazianiAsashoryu vince il Nagoya Basho

Asashoryu (14-0) non fallisce il match-point contro Chiyotaikai (9-5) e si aggiudica lo yusho. Match senza sussulti e con lo Yokozuna in perfetto controllo. Chiyotaikai non accenna nemmeno allo tsuppari e la presa del Grande Campione mongolo risulta vincente.
Hakuho (12-2) batte Kaio (8-6) e vede la promozione: domani grande sfida con Asashoryu.
Kotooshu (7-7) resta in vita per il kachi-koshi battendo Futeno (6-8).
Kokkai (10-4) schianta Tochiazuma (8-6).
Bello e vibrante il match tra i Sekiwake Miyabiyama (9-5) e Kotomitsuki (8-6). Miyabiyama vince e spera ancora nella promozione ad Ozeki.
Kisenosato e Baruto ottengono il kachi-koshi battendo Roho e Tamakasuga.
Anche Dejima si porta a casa il record positivo.

Categoria: Nagoya Basho 2006

Pierfranco SpazianiTredicesima giornata flash

Asashoryu (13-0) batte Kaio (8-5) ed un cuscino atterra sul dohyo: sarà di Julien? Lo Yokozuna potrebbe chiudere i conti domani.
Hakuho (11-2) resiste allo tsuppari di Chiyotaikai (9-4), vincendo il terzo derby tra Ozeki.
Miyabiyama (8-5) agguanta il kachi-koshi battendo uno zoppicante Tochiazuma (8-5): per il Sekiwake esistono ancora speranze di promozione.
Roho (7-4-2) abbatte il fantasma di Kotooshu (6-7) e si avvicina al kachi-koshi, nonostante la sospensione.
Kokkai (9-6) ingaggia un rodeo con Kotomitsuki (8-5) e torna a colpire alla sua maniera: oooolè!
Tamanoshima (11-2) sanziona l’ingenuità di Baruto (7-6), mantenendosi incollato ad Hakuho.
Mettendo insieme le vittorie dei Maegashira 1, 2 e 3 (escluso Roho), non si raggiungono quelle di Asashoryu: deprimente!

Categoria: Nagoya Basho 2006

Pierfranco SpazianiDodicesima giornata

Dopo aver combattuto la mia battaglia quotidiana con il server del Kyokai, durata più di un’ora, sono riuscito a collegarmi con Nagoya. Nel frattempo ero al telefono con Julien ed ascoltavo la sua descrizione degli incontri che scorrevano via, i suoi programmi per la cena con gli amici, le risate in sottofondo di Naoko per le nostre battute su vari argomenti e qualche lamentela delle mie impiegate. Alla fine l’uomo ha ribadito di essere superiore alla macchina e la mia cocciutaggine ha avuto la meglio sui dispetti dell’universo informatico: carbonio batte silicio.
Avevo già compiuto le prime operazioni preparatorie, come la carrellata sulla rassegna stampa giapponese, la lettura del commento di Sumotalk e la consultazione del sito ufficiale del Kyokai. Stavo cercando notizie sulle condizioni di Tochiazuma e Chiyotaikai, usciti malconci e zoppicanti dai rispettivi incontri persi il giorno prima, ma non vi era traccia di ritiri o quadri clinici. Sono rimasto sorpreso, data l’apparente gravità dei due incidenti, ma ho accolto con grande soddisfazione la certezza di rivederli sul dohyo. Poi è iniziata la diretta.

La giornata ha fornito alcune indicazioni: Asashoryu è sempre in testa, Kotooshu è sempre più fuori di testa, Hakuho lotta per la promozione, Baruto non ha lottato affatto, Tochiazuma e Chiyotaikai sono rimasti mentalmente a casa, Roho attende l’ingaggio per un film western e Takamisakari è l’unico rikishi a scatenare i boati del pubblico muovendo soltanto la falangetta del dito mignolo. Tutto questo mentre il sumo trova spazio sulle pagine web del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport, stessa famiglia, con la pubblicazione di alcune foto di Asashoryu e di Hakuho: niente male!

Le vittorie dello Yokozuna e di Hakuho hanno dato la forma più prevedibile alla classifica ed i loro avversari, Kotooshu e Tochiazuma, non hanno opposto particolari obiezioni. Asashoryu deve aver pensato di trovarsi di fronte la controfigura dell’avversario che lo aveva battuto e costretto al playoff lo scorso anno, dato che un Kotooshu così remissivo non è che un lontano parente del rikishi che gli aveva procurato più di un incubo. La dodicesima vittoria dello Yokozuna è giunta facilmente, impegnando il 50% del suo potenziale. L’Ozeki bulgaro rischia di essere kabodan a settembre, condizione che rispecchierebbe in pieno le sue ultime prestazioni, mentre Asashoryu potrebbe arrivare allo yusho con una giornata d’anticipo. Questa semplice constatazione pone in risalto la differenza sostanziale tra un vero campione ed uno presunto: Asashoryu è sempre lì, forte della sua impareggiabile destrezza nell’adattarsi a tutte le circostanze con tecniche e doti atletiche felicemente coniugate in un fisico tagliato per il sumo, mentre Kotooshu è lentamente regredito ad un ruolo secondario che ha poco a che fare con il rango di Ozeki.

Hakuho ha avuto lo stesso lavoro ordinario con Tochiazuma, mantenendo viva la speranza della promozione. Non se ne parla molto, ma l’avvenimento principale di questo Nagoya Basho potrebbe essere proprio l’investitura del secondo mongolo al massimo livello del sumo. Lo scontro diretto con Asashoryu sarà fondamentale, a mio giudizio, in quanto fino a quel momento i due rikishi rimarranno distanziati da due punti in classifica e l’Ozeki ha l’assoluta necessità di chiudere con 13-2. Una sconfitta contro lo Yokozuna rinvierebbe tutto a settembre: Hakuho può farcela, lo ha già ampiamente dimostrato, ma a quel punto Asashoryu sarebbe nella posizione privilegiata di poter decidere le sorti del giovane compatriota e potrebbe dare tutto il meglio di sè per impedirne la promozione. I rapporti fra i due fenomeni mongoli hanno vissuto fasi alterne, come sappiamo, e la tensione di un match così importante darebbe un senso di solennità all’intero Torneo. Ora Asashoryu parla del rivale con ammirazione e rispetto, ma fino a poco tempo fa ogni loro incontro rappresentava una sfida che andava ben oltre l’evento in sè, con atteggiamenti reciproci che facevano trasparire tutta la rivalità esistente. Hakuho si è sempre considerato all’altezza dello Yokozuna, lo ha battuto più volte e gli ha conteso lo yusho di marzo, ma ora lo affronta da rikishi affermato, con una Coppa dell’Imperatore in bacheca e la tsuna a portata di mano. Le due sconfitte di Nagoya gli pesano molto e potrebbero portarlo al tachi-ai con Asashoryu con troppa pressione addosso, ma un’aspirante Yokozuna ha l’obbligo di superare questo genere di prove: auguriamoci di assistere ad un grande evento.

Gli altri Ozeki, intanto, fanno quello che possono, vale a dire meno di ciò che sarebbe giusto aspettarsi da loro.
Kaio ha raggiunto il sospirato kachi-koshi battendo Kyokutenho, poco presente per tutto il Torneo, mentre Chiyotaikai ha perso da un vispo Kotomitsuki. Anche per il Sekiwake la missione è compiuta: kachi-koshi e grado mantenuto. Obiettivo più vicino anche per Miyabiyama, il quale ha mandato Baruto a spianare il dohyo. Alti e bassi, per l’estone, come da copione. Miyabiyama potrebbe ancora ottenere la promozione ad Ozeki, ma non sono permessi più errori.

A domani.

Categoria: Nagoya Basho 2006