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Pierfranco SpazianiCommento post-Basho

La conclusione dell’Hatsu Basho ha ispirato molti commentatori a proclamare l’inizio di una nuova stagione del sumo, basandosi più sulla sconfitta di Asashoryu che sulla vittoria di Tochiazuma e le ottime prestazioni di Hakuho ed altri rikishi. In Giappone si è percepito un senso di liberazione dalla schiavitù imposta dallo Yokozuna negli ultimi due anni, senza considerare che il torneo ha mostrato una varietà di prestazioni al di sopra della media, come non accadeva da tempo.
Mi sembra che esista un “comune senso del furore”, inteso come slancio collettivo verso l’opposizione allo Yokozuna, e lo yusho di Tochiazuma ha decretato l’apertura delle candidature alla contrapposizione al potere assoluto di Asashoryu.
In questi giorni, inoltre, si parla del dimagrimento di Kaio e delle dichiarazioni propositive di Tochiazuma, ma ritengo sia giusto fare un passo indietro e ripassare insieme quello che è successo.

Abbiamo vissuto un gennaio molto elettrizzante, assistendo ad un Torneo che ci ha tenuti in tensione fino all’ultimo bout, e le considerazioni che ne sono seguite, da varie fonti, indicano il consenso del pubblico e degli organi dirigenti del sumo; il gradimento televisivo è in forte aumento, l’entusiasmo popolare è tornato a circondare il sumo e si è creata un’atmosfera di forte aspettativa per marzo. Tochiazuma è riuscito a svettare dopo tanto tempo e si è meritato la chiamata dello Yokozuna Deliberation Council, come ormai tutti sappiamo, avvicinando finalmente la promozione al massimo livello del sumo; la regola lo impone, dato che due yusho da Ozeki valgono la tsuna, ed i giapponesi sperano di riuscire nell’operazione fallita lo scorso anno con Kaio. Per molti di voi, come ho potuto constatare nei molti e graditissimi commenti ricevuti, si tratta di una decisione affrettata, ma lo “statuto” del sumo ha le sue codifiche, anche quando un rikishi riemerge da un periodo di lunga astinenza dai successi.
Ricordiamoci che il sumo pre-Asashoryu era un affare tra Musashimaru, Kaio, Tochiazuma e Chiyotaikai, più o meno, e la lunga eclissi di risultati degli Ozeki dipende solo dallo strapotere dello Yokozuna mongolo: dal ritiro di Musashimaru (dicembre 2003) Asashoryu ha concesso solo due yusho agli avversari, tenendoli alla larga dalla tsuna.

Tochiazuma ha grandi doti tecniche, questo è certo, ed ha compiuto un grande miglioramento nel non perdere incontri banali, come gli era capitato spesso negli ultimi tempi, smarrendosi in una specie di involuzione tattica prolungata; gli è bastato controllare alcuni degli avversari più ostici, e sfruttarne i punti deboli, per averne ragione, oltre alla ghiottissima occasione di trovarsi di fronte un Asashoryu menomato dall’infortunio alla spalla destra. E’ stato pronto a cogliere tutte le situazioni a lui favorevoli ed a farle rendere al massimo, combattendo un sumo fisico ma anche molto intelligente: in un paio di casi, tra i più evidenti, ha saputo evitare l’attacco ostinato ed improduttivo per attendere l’errore altrui, inducendolo, a volte, con esperienza.
Sono mancate le fiammate da star, è vero, ma una condizione ottimale gli ha permesso di incutere un certo timore agli avversari, consapevoli di dover rischiare qualcosa di troppo per metterlo in seria difficoltà. Eravamo disabituati al suo sumo concreto e senza fronzoli, e forse non ne inquadriamo l’esatta dimensione, viziati dai numeri di Asashoryu, ma Tochiazuma è meno spettacolare e decisamente più pragmatico, quando la salute fisica glielo consente: lo score finale di 14-1 non ammette repliche.

Ho speso molte lodi per Hakuho, come tanti di voi, e mi spiace non averlo visto arrivare al play-off, ma non ha potuto contare sull’aiuto dello Yokozuna, nell’ultimo match del Torneo, e forse questa circostanza gli ha lasciato l’amaro in bocca, sebbene abbia esibito, finalmente, un sumo costantemente ad alto livello. Se per Tochiazuma si è aperta la strada per il massimo livello del sumo, per Hakuho potrebbe essere iniziata la scalata verso la promozione ad Ozeki, dopo un primo tentativo non riuscito.
A Tokio ha perso il match diretto contro Tochiazuma, sul cui esito abbiamo ampiamente discusso, e quel mancato acuto gli è costato molto caro, a ragion veduta, ma ha sconfitto magistralmente Asashoryu, dimostrando a tutti che non intende ripetere gli errori del passato e vuole, invece, affermarsi con decisione agli occhi dello Yokozuna Deliberation Council.
Di Hakuho, mi è piaciuta soprattutto la pressione sull’avversario, esercitata spesso al tachi-ai con la presa bassa al centro del mawashi: ho visto molta sicurezza, in questo atteggiamento, e sono certo che il Sekiwake mongolo abbia acquisito una maggiore personalità. Ora lo aspettiamo alla conferma, con la sua classe innata e la giusta concentrazione in ogni bout.

Sulla prestazione di Asashoryu, per quanto ammiri il Marvel Mongolian, non posso esimermi dall’evidenziarne lo stato “terrestre”, che lo ha tenuto a debita distanza dal vertice. Per quello che si è visto, non sappiamo se sarebbe stato in grado di andare oltre anche se non si fosse infortunato, in quanto, per una volta, la sua condizione non è apparsa esuberante. La striscia vincente non poteva prolungarsi all’infinito, è palese, così lo Yokozuna avrà considerato lo stop fisiologico, come qualcosa che prima o poi doveva arrivare. Rispetto all’Aki Basho del 2004, l’unica altra pausa dell’ultimo biennio, le cose sono andate in maniera decisamente diversa: non è paragonabile la serie di 6 sconfitte subite allora, quando Asashoryu si trovava in uno stato di euforia post-matrimoniale, e lo score di gennaio rispecchia la flessione che pochi avevano previsto, ma che molti ritenevano potesse verificarsi. Diversamente da altre volte, non ho ravvisato segnali di insofferenza, sul volto dello Yokozuna, bensì una dolorosa considerazione d’incapacità nel contrastare gli avversari più quotati, ad eccezione di Kotooshu, e gli outsiders carichi di entusiasmo, come Kokkai, all’inizio, ed Ama, dopo l’infortunio.

Per quanto riguarda Kotooshu, bisogna dare atto che alcuni si erano dichiarati non troppo convinti della sua competitività, almeno per quanto riguardava il Torneo di gennaio, ed il neo-Ozeki non ha voluto smentire questi pareri. Ha chiuso con uno poco lusinghiero 10-5, rispetto al passato recente, e non è stato mai in corsa per lo yusho, compromettendo le sue chances con due sconfitte iniziali, subite dagli altri europei in vista, Roho e Kokkai. Nel finale, poi, ha infilato tre bouts negativi contro Tochiazuma, Asashoryu ed Hakuho, cancellando ogni speranza di rientrare in gioco; praticamente, ha mancato tutti gli incontri di rilievo, quasi come lo Yokozuna, e mi chiedo cosa sarebbe successo se avesse incontrato Ama, Hokutoriki e Tokitsuumi, tanto per chiudere il numero dei rikishi più in forma a Tokio. La sua performance complessiva non ha avuto quello smalto che lo aveva portato alla ribalta delle cronache giapponesi ed europee, forse per un eccessivo carico di responsabilità ed una serie di sbalzi umorali, tipici del suo carattere. E’ sembrato più macchinoso del solito, ed in certi combattimenti non ha avuto il ritmo adatto a far valere le sue principali caratteristiche tecniche, come l’equilibrio difensivo e la presa in sbilanciamento.
Quello che Kotooshu non può permettersi, è di considerare la promozione ad Ozeki come un punto d’arrivo, cercando piuttosto di migliorare ancora nella mobilità laterale e prendendo ad esempio la tecnica di Hakuho, sempre reattivo ed con l’iniziativa in mano.

Validissima la prova di Ama, vera antitesi dello stereotipo del lottatore di sumo: se venisse pubblicizzata la sua immagine, così lontana dall’idea che tutti hanno dei rikishi, sono certo che troveremmo molti curiosi che si avvicinerebbero al sumo. La sua tenacia è pari al bagaglio tecnico di cui dispone, e sono rimasto impressionato dalla sua crescita agonistica, elemento fondamentale per superare ogni suo avversario. La grande combattività di Ama si è abbinata alla sua abilità nel ribattere con l’agilità alle azioni di forza dei rikishi che lo sovrastano come massa fisica, permettendogli di assumere il ruolo di vera incognita del banzuke, dato che le sue vittorie non possono più essere considerate casuali. Ama assomiglia più ai rikishi europei, come modo d’intendere il sumo, che a quelli giapponesi: certo, ogni suo match è una battaglia apparentemente impari, ma ritengo di aver ben indicato la sua ascesa nel prologo all’Hatsu Basho.

Esaminando la classifica finale, balza agli occhi la performance di Hokutoriki e, ancor più, quella di Tokitsuumi.
Per quanto riguarda il primo, si è trattato di un rimbalzo che non vedevamo da lungo tempo, ed avvenuto partendo da una posizione medio-bassa; ha seminato il panico nella parte inferiore del banzuke, con una serie di belle vittorie che mi hanno ricordato le sue gesta del marzo 2004, e si è arreso soltanto ai Sanyaku ed a Tokitsuumi, suo compagno di ventura. In compenso, Hokutoriki ha battuto Kokkai, Roho, Futeno, Aminishiki e Kitazakura, tutti giunti al kachi-koshi e, perciò, sicuramente in forma.
Tokitsuumi, da parte sua, era appena risalito dai Juryo ed ha contribuito a creare lo scompiglio tra i Makuuchi, togliendosi la soddisfazione di battere Kotomitsuki, Ama, Roho e Wakanosato e raggiungendo uno score superiore a molti Sanyaku, come Hokutoriki. Per quest’ultimo, la forza fisica e l’impeto agonistico sono sicuramente state le armi vincenti, mentre Tokitsuumi ha fatto qualcosa di più dal punto di vista puramente tecnico, a mio parere: molti incontri sono stati davvero piacevoli da vedere, anche alcuni di quelli con rikishi di bassa classifica, a testimonianza del buon contesto generale del Torneo.

Decisamente positivo anche il Torneo disputato da Roho, il quale ha però lasciato sul dohyo troppe occasioni per migliorare ulteriormente il suo kachi-koshi, perdendo alcuni incontri alla sua portata. L’ho appezzato nelle prime giornate, a parte le sconfitte con Asashoryu e Tochiazuma, ma ritengo che non abbia inquadrato al meglio alcuni avversari come Aminishiki e Tokitsuumi, che avrebbe potuto battere se avesse combattuto con maggior attenzione.

La classifica impone una nota su Wakanosato, li grande decaduto del Torneo: il suo 10-5 finale lo risolleva dall’esilio alla periferia della Makuuchi Division, restituendogli la credibilità venuta meno a causa dei suoi problemi fisici. Lo ritroveremo nella prima fascia dei Maegashira, a marzo, e sono sicuro che salirà ancora. Wakanosato ha tanta classe ed esperienza, pur non essendo mai andato oltre il rango di Sekiwake, ma ha i mezzi per riaffacciarsi tra i Sanyaku, se continuerà ad esprimere un buon sumo.

Buoni cenni di risveglio anche da parte di Futeno, giunto ad un 9-6 abbastanza incoraggiante: conosco molti commentatori che lo accreditano di grandi potenzialità, ed io stesso lo ritengo un buon rikishi, ma spesso lo vedo in difficoltà nella fase tattica del match, subendo degli yorikiri di pura potenza che potrebbe evitare. Il suo problema è la continua alternanza di risultati positivi e negativi, che ne fanno uno dei tanti yo-yo del banzuke.

Anche Aminishiki, Kitazakura e Kasugao rientrano nei miei favori, avendo disputato un Torneo degno di nota, anche se le vittorie di Aminishiki assumono un prestigio maggiore, perchè ottenute contro avversari di livello più elevato.
Di Kitazakura, invece, ho gradito la determinazione e lo spirito combattivo, doti da consolidare in futuro.
Kasugao è partito male, ma ha ripreso animo con sei vittorie consecutive, battendo alcuni dei rikishi menzionati nella lista d’onore, come Tokitsuumi, Wakanosato e lo stesso Aminishiki.

Per quanto riguarda gli aspetti deludenti dell’Hatsu Basho, vi rimando alla presentazione del prossimo Torneo, considerando che dovrei parlare, più che altro, di Ozeki e Komusubi, ed ormai si è fatto tardi…

In conclusione, desidero ringraziare tutti voi per la straordinaria attenzione che avete mostrato nei confronti del nostro sito, con interventi e commenti molto competenti, che dimostrano preparazione ed un entusiasmo: Julien ed io ci auguriamo che alcuni di voi si sentano in grado di condividere l’onere dei commenti per il prossimo Torneo, magari alternandoci nelle giornate.
Vi invito a contattarmi tramite pierfranco@sumo.it .

Sayonara.

Categoria: Hatsu Basho 2006

Pierfranco SpazianiL’Europa avanza!

Forse non tutti lo hanno letto, ma c’è un altro ragazzo europeo che si è fatto onore a gennaio: si tratta di Gagamaru, 18 anni, proveniente dalla Georgia, il quale ha vinto la Jonokuchi Division, che corrisponde al primo livello del sumo pre-professionistico. Se il giovane georgiano farà strada, affiancherà il compatriota Kokkai.
La Makushita Division, invece, è stata vinta dall’estone Baruto, tornato a respirare l’aria dei Juryo per il Torneo di marzo.

Categoria: Hatsu Basho 2006

Pierfranco SpazianiMiti da sfatare

Quante volte vi è capitato di leggere La Settimana Enigmistica e di trovarvi qualche notizia strana? Non sempre è possibile accertarne la veridicità, specialmente se non c’è l’interesse a farlo, ma nel numero 3851, a pagina 32, ho trovato il quiz “Siete sportivi?”, e la seconda domanda riguardava il sumo: esistono categorie di peso? La risposta è corretta, non ne esistono, ma poi si accenna al massimo peso raggiunto da un atleta, e qui mi è caduto un mito: viene detto che si è arrivati a 225 kg, cosa non vera, come tutti i fans sanno benissimo.
Poco male, in fondo, ma rimane la soddisfazione di aver colto in fallo una fonte tradizionale di argomenti bizzarri e poco riscontrabili.

Categoria: Hatsu Basho 2006

Pierfranco SpazianiPromozioni e ritorni tra i Juryo

Nel banzuke di marzo avremo delle novità: le anticipazioni sono relative ai Juryo. Torna l’estone Baruto e viene promosso il mongolo Kakuryu. Ora gli stranieri sono 15, tra Makuuchi e Juryo, un record assoluto nella storia del sumo, e possiamo credere che aumenteranno ancora nel prossimo futuro.

Categoria: Hatsu Basho 2006

Pierfranco SpazianiLatest news

Vi mettiamo a disposizione il testo originale delle ultime considerazioni dello Yokozuna Deliberation Council, apparse oggi, affinchè possiate prendere visione diretta delle dichiarazioni riportate. E’ evidente l’incidenza dell’infortunio patito da Asashoryu, così come risulta chiara l’intenzione di portare Tochiazuma alla promozione a Yokozuna il più presto possibile. Ecco il report:

YDC comments on Tochiazuma, Asashoryu, and Kotooshu
“You have to clearly differentiate between Asashoryu’s sumo before he was injured and after he was injured,” said Ms. Uchidate, surprisingly sympathetic towards the Yokozuna. “We are hoping for the birth of a Japanese Yokozuna. I’d like Tochiazuma to go in that direction. If he gets 13 wins and a yusho he will be certain of the promotion, ” added Chairman Ishibashi. As for Asashoryu, he said : “His 11-4 performance was unavoidable after he suffered that accident [on day 12]“. Takasago-oyakata revealed today that Asashoryu suffered a muscle tear in his upper right arm on day 12. Regarding Kotooshu, Chairman Ishibashi commented, “His hips are still too high. As a shin-Ozeki, he just barely fulfilled the obligation of an Ozeki.” Kitanoumi rijicho: ” If Tochiazuma gets a 13-2 record and loses in a playoff, it should be enough for a promotion.” There is even a general agreement among YDC members that a 12-3 yusho will be enough.

Categoria: Hatsu Basho 2006

Pierfranco SpazianiGiornata finale & dintorni

Sono colpevole: non cerco attenuanti, non ho giustificazioni da poter vantare o scuse particolari da proporvi. Ho avuto un brutto week-end, tutto qui. Ho seguito le ultime due giornate del Torneo con gli analgesici accanto al mio computer, pronto a farne un uso smodato per tentare di attenuare il fastidioso, per così dire, mal di testa che ha partecipato allo svolgimento del mio sabato e della domenica che ne ha fatto seguito, impedendomi di rispettare i miei obblighi nei vostri confronti. Cercherò di rimediare con questa relazione tardiva, se siete disposti a perdonarmi…

Ha vinto Tochiazuma, come tutti sanno, ma nelle ultime due giornate di gare l’Ozeki ha imposto una dittatura tecnica che assume un valore superiore al titolo puro e semplice, frutto di una ritrovata condizione psico-fisica che lo porta di nuovo agli splendori del passato, dopo un lunghissimo periodo vissuto da spento comprimario. Alla soglia dei trent’anni, Tochiazuma compie un percorso quasi perfetto, come non gli accadeva dal novembre del 2003, e cerca di arrivare là dove altri, come Kaio, non sono giunti, vale a dire la conquista del titolo di Yokozuna. Questo Hatsu Basho potrebbe essere il punto di partenza di una nuova primavera agonistica, per lui, preparata con cura e determinazione: tra i suoi tanti estimatori, esisteva un senso di frustrazione prolungata, che scaturiva dal biennio senza acuti e vissuto all’ombra di un Asashoryu doppiamente indigesto, per via della sua tirannia di risultati e del fatto che nessun giapponese riuscisse a scalzarlo dal trono. Tochiazuma era tra i più accreditati ed amati campioni giapponesi, ma non riusciva più ad imporsi, anche a causa di alcuni problemi fisici patiti nel corso del 2005. Ora le cose sono cambiate, anzi ristabilite, e Tochiazuma si riappropria del ruolo di anti-Yokozuna, ricoperto da Kotooshu negli ultimi Tornei dello scorso anno.

Le ultime due giornate lo hanno visto protagonista di un paio di netti successi, contro Hokutoriki ed Asashoryu, che hanno sancito la sua superiorità oltre ogni possibile incertezza, specialmente nel match contro lo Yokozuna. Da questo dipendeva, infatti, la possibilità di un play-off con Hakuho, ma l’Ozeki ha risolto la pratica in due secondi netti, stendendo Asashoryu come mai era accaduto, non era certo il miglior Asashoryu, quello che ha subito tale punizione, ma Tochiazuma non ha badato a spese, puntando
dritto sul mongolo e scaricandogli addosso tutta la sua voglia di successo. Lo Yokozuna non ha retto neanche l’impatto iniziale, segno di un problema al braccio destro che lo ha colpito nel match perso da Hakuho, ma obiettivamente la lotta contro Tochiazuma non aveva pronostico, data la differenza di forma dei due rikishi. Anche sabato, nel match vinto su Hokutoriki, Tochiazuma non ha offerto alcun riferimento al rikishi-rivelazione, ne ha subito alcuna pressione, come d’abitudine: da questo punto di vista, Tochiazuma è tra i rikishi più rocciosi che abbia mai visto, capace di non distogliere mai l’attenzione dall’avversario, se si trova nel pieno della condizione. Non c’è stato confronto anche contro Hokutoriki, spinto in alto da un’impetuosa cavalcata nella seconda parte del banzuke, il quale ha dato dimostrazione del gap esistente tra lui ed un Sanyaku, anche se è riuscito a restare in piedi per diversi secondi; Tochiazuma ha atteso che il Maegashira 11 portasse il peso in avanti, nella vana ricerca della soluzione di forza, per spostarsi di lato e lasciarlo cadere pesantemente a terra, tattica eseguita spesso nel Torneo. Tochiazuma ha fatto vedere uno dei suoi pezzi migliori, controllando sapientemente l’uso del corpo e non perdendo mai la centralità del baricentro.
Forza, equilibrio, tecnica (quasi) perfetta e sete di rivincita: queste sono state le armi vincenti di Tochiazuma.

Hakuho ha conquistato la seconda piazza ed il riconoscimento per la miglior prestazione complessiva, l’Outstanding Performance Award, premio meritatissimo e non di consolazione, ottenuto con ostinazione e una serie di belle prestazioni. Ha tenuto in bilico l’esito del Torneo fino all’ultimo, con le brillanti vittorie contro Kotooshu e Tokitsuumi, ma non ha risolto a suo favore il match diretto con Tochiazuma, e lo dico senza ulteriori commenti. Le ultime due vittorie hanno evidenziato la bravura di questo ragazzo così dotato ed in grado di smontare le velleità del neo-Ozeki bulgaro e del sorprendente Tokitsuumi. In entrambi i casi, Hakuho ha esibito una classe superiore, degna di un rikishi di rango superiore: vederlo così presente ed attento, è una gioia per gli occhi.
Hakuho ha bisogno di quel famoso ingrediente, oggetto di tante discussioni e miei interventi, che si chiama CONTINUITA’. Ho già espresso mille volte la mia ammirazione per il Sekiwake mongolo, specialmente nel corso di questo Hatsu Basho, e vorrei poterne parlare, in futuro, come l’Ozeki Hakuho: ma per arrivare a quel punto, è assolutamente necessario seguire la strada dell’umiltà e dell’assidua ricerca del miglioramento, come abbiamo visto in questi quindici giorni. Solo perseguendo questi obiettivi, assolutamente alla sua portata, Hakuho potrà affermarsi definitivamente nel sumo di oggi e, a maggior ragione, di domani.

Prima di andare avanti, concedetemi un piccolo commento su Asashoryu. Non ha fatto il marziano, come eravamo abituati a vederlo, e si è inchinato di fronte all’irruenza di Tochiazuma ed Hakuho, ma ha perso anche contro Kokkai ed Ama, sommando un numero di sconfitte inimmaginabile. A parziale discolpa dello Yokozuna, bisogna dire che la dura lezione subita da Hakuho gli è costata un infortunio al braccio destro, menomazione che non gli ha consentito di battersi contro Tochiazuma al meglio delle sue possibilità.
La vittoria su Kotooshu, sabato scorso, è stata più una rivalsa personale, che un vero e proprio match di sumo, con il bulgaro in avaria agonistica ed il Grande Mago Mongolo che ha tirato fuori dal cilindro un coniglio rimastovi impigliato l’anno scorso.

Hokutoriki ha chiuso in bellezza, battendo Roho in un match-lampo e vedendosi assegnato il premio per lo spirito combattivo, decisamente meritato. L’atteggiamento volitivo di Hokutoriki potrebbe preludere ad una sua ripresa costante, sorretta proprio dallo spirito da combattente che il Kyokai gli ha riconosciuto, ma ricordiamoci che di fronte ai Sanyaku non è stato così determinato come negli altri bouts, com’era prevedibile (e previsto dal sottoscritto).

Altro premio ed altro premiato: Tokitsuumi ha vinto il Technique Prize, che avrei assegnato anche ad Ama, e si è tolto la soddisfazione di battere un Sanyaku, vincendo l’ultimo incontro con il Sekiwake Kotomitsuki. Data l’età, e la non proprio fulgida carriera, si tratta di una performance davvero inaspettata, senza che questa mia affermazione possa suonare ad offesa del bravo Maegashira 14, ma il divario con i rikishi di qualità superiore rimane incolmabile, come dimostrato da Hakuho nello scontro diretto.
Contro Kotomitsuki, invece, l’agilità e la tecnica appropriata di Tokitsuumi hanno avuto la meglio, in un finale che ha avuto anche il carattere della spettacolarità, a mio giudizio.

Kotooshu ha chiuso il Torneo con tre sonore sconfitte, da parte di Tochiazuma, Asashoryu ed Hakuho. Quest’ultimo lo ha messo in serio imbarazzo, ma l’Ozeki europeo non aveva più niente da dare: il match è stato un assolo di Hakuho, al quale Kotooshu non ha potuto ribattere, trovandosi subito in svantaggio d’equilibrio ed in arretramento scomposto. Lascio le considerazioni su Kotooshu al commento post-Basho.

Spendo due parole per il mio pupillo: Ama ha chiuso il Torneo con una sconfitta, concedendo il kachi-koshi a Miyabiyama, ma il suo 9-6 rimane un risultato notevole, impreziosito dal kinboshi conquistato a spese dello Yokozuna. Nel match di ieri, Ama è arretrato sotto i colpi di Miyabiyama e non ha avuto lo spunto necessario per opporsi alla spinta dell’avversario, finendo sulle ginocchia in prossimità del tawara e offrendosi allo yoritaoshi del Maegashira 1. Sabato, invece, aveva castigato Kotomitsuki con un’azione mista di forza e tecnica, convalidando le propria aspirazione ad un posto nell’elite del banzuke.

Vi rimando al commento generale dei prossimi giorni, in cui esamineremo tutti i kachi-koshi e potremo approfondire l’analisi sui protagonisti dell’Hatsu Basho: è stato un bellissimo Torneo, e vorrei conoscere tutti i vostri giudizi e le vostre considerazioni in merito.

Grazie a tutti voi, cari amici, per l’attenzione che avete dimostrato in questi giorni.

Sayonara.

Categoria: Hatsu Basho 2006

Pierfranco SpazianiTochiazuma vince l’Hatsu Basho

L’Ozeki Tochiazuma ha vinto il primo Torneo del 2006, battendo facilmente Asashoryu nel match finale. Dopo più due anni, l’Ozeki torna a sollevare la Coppa dell’Imperatore e si propone per la promozione a Yokozuna.
Per Tochiazuma si tratta del terzo yusho di una lunga carriera sportiva, conquistato con un ottimo sumo ed un’eccellente preparazione fisica, che l’hanno portato ad uno score di 14-1.
Hakuho è il Runner-Up, battendo Kotooshu e confermando la propria ascesa tecnica.
Ottimi anche Hokutoriki e Tokitsuumi, i quali chiudono con 12-3.
Appannati, invece, lo Yokozuna e Kotooshu.
Molto validi i risultati di Roho, Ama, Aminishiki, Wakanosato, Kasugao, Futeno e Kitazakura.
Buoni kachi-koshi per Kotomitsuki,Iwakiyama, Miyabiyama, Kokkai, Kakizoe, Dejima, Kisenosato e Kotoshogiku.

Categoria: Hatsu Basho 2006

Pierfranco SpazianiQuattordicesima giornata flash

Tochiazuma batte Hokutoriki con il solito vigore e si appresta a ricevere il testimone dallo Yokozuna.
Hakuho ridimensiona Tokitsuumi e spera nella complicità mongola per acciuffare il play-off.
Asashoryu vince il match dei delusi contro Kotooshu e diviene l’arbitro del Torneo, dovendo incontrare il leader.
Ama è immenso: ottiene un’altra vittoria di prestigio su Kotomitsuki ed avanza nel Torneo e nel banzuke.
Bene Roho, in odore di Sanyaku.
Bellissimo il match in cui Iwakiyama ha sconfitto Tochinohana.
Wakanosato vince il decimo match e si ripropone come rikishi di valore.
Aminishiki batte Kitazakura e lo agguanta sul 9-5, ottimo score per entrambi.
Domani saranno in molti a cercare il kachi-koshi: Tamanoshima, Kokkai, Miyabiyama e Jumonji fra tutti.

Categoria: Hatsu Basho 2006

Pierfranco SpazianiTredicesima giornata

Quando ero ragazzino, circa…quasi…insomma, tanti anni fa, esisteva un gruppo inglese che ha avuto molto successo in Italia, i Rokes, e fra i loro successi ricordo una canzone intitolata “Bisogna saper perdere”, il cui ritornello ripeteva il titolo ed aggiungeva, banalmente, “…non sempre si può vincere”: spero di avere un pubblico che ricordi quel gruppo e quella canzone, perchè la trovo particolarmente adatta agli eventi che riguardano lo Yokozuna, e scusate se parlo prima di lui che degli altri rikishi. La sconfitta di oggi, ma dovrei dire la grande vittoria di Ama su Asashoryu, segna un momento che non conoscevamo da quindici mesi, vale a dire la resa del Grande Mago Mongolo. E’ un fatto quasi incredibile, per il sumo di oggi, ma è giusto che sia così, soprattutto perchè Ama ha vinto in maniera pulita, come ieri era accaduto per Hakuho, ed il merito è tutto suo, proprio come per Hakuho.
Ama sembrava non essere più su questa terra, quando ha ricevuto il premio dall’arbitro e si è diretto verso l’uscita, sommerso dalla consueta nevicata di cuscini, gesto che accompagna la sconfitta dello Yokozuna e/o le prestazioni comunque eccellenti. Da acciughino con lo sguardo frastornato, Ama si è trasformato in eroe degli oppressi, più che lo stesso Hakuho, data la sua figura non proprio gigantesca in un mondo di atleti ai quali rende decine e decine di chili.
Su Asashoryu non posso che confermare le mie impressioni di ieri, rivelatesi giuste, ed attestarne la momentanea uscita dai ranghi, perfezionata da due suoi compaesani molto attivi, sul piano musicale…

Ed ora occupiamoci di Tochiazuma, tornato ad essere un Ozeki vero, e non la comparsa degli ultimi due anni. Ha battuto Kotooshu ed è rimasto da solo al comando a due giorni dalla conclusione del Torneo, con lo score (12-1) più alto da maggio 2005, ma è un dato provvisorio e, pertanto, suscettibile di miglioramento. Lo svolgimento del match di oggi, mi ha ricordato il famoso play-off di settembre, tra Asashoryu e lo stesso Kotooshu, con il bulgaro incapace di dare un senso al proprio attacco e Tochiazuma pronto a spingerlo fuori dal dohyo con una massiccia azione in avanzamento.Non è stato così emozionante come mi sarei aspettato, in quanto Kotooshu ha mancato l’appuntamento con l’ennesima occasione di essere il primo europeo a sollevare la Coppa dell’Imperatore: avrebbe dovuto rischiare di più, secondo me, ed attaccare Tochiazuma con la presa dall’alto, evitando di accettare il duello di spinte a distanza ravvicinata, dove tende a scomporsi. Ma Tochiazuma ha studiato bene l’avversario e non si è reso disponibile ad un bout giocato sulle tecniche di presa, sapendo di trovarsi di fronte un rikishi decisamente portato alle proiezioni che scaturiscono da quelle situazioni. L’Ozeki giapponese ha ristabilito il suo feeling con il dohyo, sostenuto da una grande volontà di riscatto, e domani dovrà continuare su questa strada, quando Hokutoriki cercherà di portarsi in parità.
Kotooshu c’è rimasto male un’altra volta, ma si deve rendere conto che il carattere deve essere un elemento basilare, per un rikishi che intenda raggiungere lo yusho: questa volta ha dimostrato di soffrire l’orgoglio di Tochiazuma, come in passato ha subito la personalità dello Yokozuna, che sarà l’avversario di domani.

Nell’altro scontro diretto, Hakuho ha scoperto le carte di un Hokutoriki troppo cedevole per essere vero, come è stato giustamente osservato, e può recriminare sulla sconfitta subita da Tochiazuma, che gli è costata, per il momento, il pareggio dello score. In un Torneo come questo, con tanti outsiders in ballo, Hakuho è stato anche troppo tecnico, rispetto ad altri, e si è fatto sorprendere da Tochinohana nella settima giornata, altro peccato che lo penalizza fortemente: vorrei vederlo di nuovo contro Tochiazuma, in uno spareggio senza appello, per capire se il giovane Sekiwake possiede il temperamento del vincente.Per giungere a questa elettrizzante soluzione finale, Hakuho dovrà battere uno dei citati outsiders, quel Tokitsuumi che nessuno si aspettava, e fare il tifo per quello che ha battuto oggi, combinazione di risultati non impossibile, a patto che Hokutoriki non si sia sciolto del tutto.

La teoria appena esposta, vale anche in senso opposto, e potrebbe farci ritrovare Tokitsuumi a stretto contatto di gomito con Tochiazuma. Tokitsuumi ha fatto più di quanto avesse mai sognato o sperato, dal mio punto di vista, ma ora che si trova sull’Everest del sumo, non deve vacillare: ha superato l’ostacolo Kakizoe, folletto dalle mille risorse, e si appresta a combattere contro un Sanyaku, cosa che non gli capitava non so più da quanto tempo, quindi si trova a dover chiamare a raccolta tutte le forze di cui dispone e tentare di stupire il mondo. Una bella prova di sè l’ha già fornita ieri, mandando Roho per le terre, ma può darsi che il “raptus pugnandi” non sia finito lì, portandolo oltre i limiti della più sfrenata immaginazione.
Per quanti si fossero messi in contatto da poco, e credo che ve ne siano, mi sembra giusto fornire qualche dato biografico su Tokitsuumi: il suo vero nome è Masahiro Sakamoto, ha 32 anni appena compiuti, è alto 184 centimetri e pesa 134 chilogrammi. In totale,ha disputato 803 incontri, vincendone 403, ma nella Makuuchi il suo record è negativo, con 285 vittorie e 319 sconfitte. Non sono dati strabilianti, se valutati in senso assoluto, ma in questo Torneo le cose hanno preso un verso decisamente positivo, che potrebbe diventare anche superlativo, al verificarsi di certe condizioni. Limitiamoci ad attendere le risposte del dohyo, come d’abitudine.

Mi sembra che per oggi possa bastare, amici ipersumotici, anche in considerazione del fatto che anch’io ho un lavoro…

A domani.

Categoria: Hatsu Basho 2006

Pierfranco SpazianiTredicesima giornata flash

Tochiazuma continua a guidare il Torneo e batte un Kotooshu molto opaco, rispetto al solito. Per l’Ozeki giapponese, si tratta di un passaggio quasi decisivo verso lo yusho.
Hakuho batte Hokutoriki ed insegue il sogno di un play-off.
Ama affonda Asashoryu ed entra, di diritto, nell’elite del sumo. Grande prestazione del peso piuma, concreta e molto saggia: il kachi-koshi è garantito. Asashoryu è fuori e dimostra di aver subito il contraccolpo di ieri.
Tokitsuumi batte Kakizoe e resta secondo.

Categoria: Hatsu Basho 2006
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