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Pierfranco SpazianiCommento post-Basho

Forse non ve ne siete accorti, cari sumofans, ma all’indomani del trionfo di Asashoryu ad Osaka, dopo il che lo yusho era di nuovo giunto in Mongolia ed Hakuho aveva parzialmente bilanciato la sconfitta con la promozione ad Ozeki, si è aperto uno scenario decisamente anomalo a proposito degli ultimi combattimenti sostenuti dai due protagonisti del Torneo. Se qualcuno di voi ha seguito il dibattito finale su sumotalk.com, a proposito degli avvenimenti dell’ultima giornata dell’Haru Basho, siamo un bel pezzo avanti, altrimenti mi vedo costretto a riepilogare quanto è emerso dalle raffinate analisi dei draghi del commento sul sumo.

In sostanza, è stato rilevato come Hakuho ed Asashoryu abbiano subito le loro sconfitte, rispettivamente da Kaio e Tochiazuma, manifestando un atteggiamento cedevole, non consono alle loro potenzialità ed abitudini di praticare il sumo. La cosa è parsa evidente da alcune immagini riprese dall’angolo opposto a quello abituale, e non posso che dirmi, come espresso con gli amici del sito internazionale, stupefatto dell’accaduto. Hakuho non ha portato la presa con la mano sinistra al mawashi di Kaio ed ha tenuto il braccio rivolto verso di sè per tutto il match, rinunciando a fare ciò che avrebbe potuto e dovuto, vale a dire combattere al 100% e vincere il match.
Asashoryu si è visto superare al tachi-ai da un Tochiazuma che lo ha “costretto” ad una posizione impropria, con il braccio sinistro tenuto alto sulla spalla dell’avversario e con poca convinzione nel ritrarlo. Visti dal vivo, e dalla consueta angolazione, i due bouts non erano parsi così condizionati, neanche rivedendoli più volte da banzuke.com, ma l’occhio infallibile del fine analista ha colto la magagna. Quanto si sia voluto portare Kaio al kachi-koshi e Tochiazuma alla speranza della promozione per maggio, lo lascio giudicare a voi, ma resta il fatto che Asashoryu ed Hakuho avevano un match-point da chiudere e lo hanno differito al play-off.

Potremmo discutere per anni sulle manovre politiche che guidano il sumo dai vertici, ma se anche ve ne fossero state, ad Osaka, e Kaio fosse stato preso per i capelli, per evitargli l’onta del declassamento, e Tochiazuma fosse stato aiutato a far sopravvivere il sogno della tsuna, nulla potrebbe toglierci l’illusione di avere visto una competizione vibrante e vera tra Asashoryu ed Hakuho, presente e futuro del sumo. Limitando il commento alle loro prestazioni, con l’aggiunta dei migliori momenti di Ama e Kisenosato, possiamo ritenerci appagati dai 15 giorni di sumo proposti dall’Haru Basho e disinteressarci delle storie parallele e trasversali che hanno fatto da corollario alla conclusione del Torneo. Iniziamo, quindi, parlando di Tochiazuma…

Se Tochiazuma chiude con 12-3, da Ozeki, ha fatto un buon lavoro; ma se si trattava di andare alla ricerca della promozione, non si può parlare di un risultato esaltante. E’ una questione di premesse. Tochiazuma è un rikishi maturo, passato attraverso varie generazioni di campioni, l’abbiamo detto più volte, e si è proposto dopo due stagioni, agli occhi dello YDC, come la personificazione della rivalsa giapponese alla calata mongola, divenuta troppo opprimente ed ingombrante per essere sostenuta ancora con pazienza, ma se non può fare a meno di qualche aggiustamento, non merita di condividere il potere con Asashoryu (il quale non ha mai goduto di alcuno sconto). Quando, a gennaio, l’Ozeki ha vinto il match contro Hakuho, sono rimasto stupito della decisione incontrastata da parte dei giudici, e quell’episodio gli ha spianato la strada allo yusho ed alla nomination che ancora l’accompagna, ma la sua corsa non ha avuto successo. Ad Osaka ha combattuto al livello del suo miglior sumo, che prevede anche sconfitte contro rikishi di taglia media, come Aminishiki, pertanto lo standard risulta rispettato. L’attenzione dei media è stata grandissima, come sappiamo, e lo sarà ancor più a maggio, incentivando le vendite dei biglietti (già esauriti per gli ultimi giorni del Torneo) e fornendo un’ulteriore motivazione all’Ozeki tanto promettente. Non intendo mettere in discussione il valore dell’atleta, ma definirne i limiti oggettivi: ammettendo che Tochiazuma ottenga la promozione senza vincere lo yusho, grazie alla rinnovata legge elettorale giapponese, cosa ne sarebbe di uno Yokozuna che dovesse non mantenere fede ai propri obblighi, e ripetere il passaggio a vuoto degli ultimi due anni? La risposta è semplice: verrebbe invitato a ritirarsi prematuramente, rispetto alla situazione anagrafica, e la promozione avrebbe il sapore dell’Oscar alla carriera, stessa prassi tentata con il più anziano Kaio. Se quest’ultimo ce l’avesse fatta, saremmo qui a chiederci ancora il perchè…
La valutazione della prestazione di Tochiazuma è positiva, senza dubbio, ma nel sumo valgono i risultati secchi: la mitica Olanda degli anni settanta è giunta due volte in finale, ai Mondiali, ma non gli è stata attribuita la qualifica “ad honorem” per aver inventato il calcio moderno. Tochiazuma non ha vinto lo yusho, non ha raggiunto il traguardo minimo del play-off ed era fuori dal giro con una giornata d’anticipo: la spinta a fare meglio, in vista della nuova opportunità offertagli dallo YDC, lo porterà alla consacrazione forzata? Vedremo e giudicheremo, ma non sono convinto delle credenziali presentate.

La sedicesima sinfonia di Asashoryu, eseguita nell’auditorium di Osaka, non è stata caratterizzata da quei passaggi che ci erano famigliari lo scorso anno, quando lo Yokozuna era solito proporci l’andante maestoso, ma ha avuto ugualmente un grande successo. Asashoryu ha riscattato, nel play-off, le due sconfitte patite da Hakuho nel 2006, uscendo da una pericolosa contingenza che avrebbe potuto portarlo ad un doppio passo falso consecutivo, cosa che non avviene da più di due anni. Lo Yokozuna si è riservato la vendetta nei confronti di Hakuho nel modo più dolce, con l’affermazione nello spareggio; lo scorso anno, contro Kotooshu, Asashoryu era riuscito a portare a casa lo yusho con l’impegno supplementare, ma si era trattato di una rincorsa quasi impossibile, come ricorderete, portata a termine con il crollo psicologico del bulgaro, mentre ad Osaka le cose si sono svolte diversamente, con lo Yokozuna appaiato all’avversario già alla dodicesima giornata, quando Hakuho era stato battuto da Tochiazuma.
I prossimi mesi ci daranno il riscontro della nuova situazione che lo Yokozuna dovrà affrontare per mantenere, o condividere, il ruolo di rikishi dominante, vista la prorompente vitalità di Hakuho; e c’è da credere che anche Kotooshu, Kisenosato e Wakanosato possano mettere in difficoltà lo Yokozuna, per non parlare dell’impatto che potrebbe avere l’arrivo di Baruto tra i Makuuchi. Asashoryu ha sempre mostrato una grande intelligenza tattica e la padronanza del proprio ruolo, ma non potrà continuare a vincere con questa frequenza, sebbene abbia dimostrato di non subire il logorio del potere. La vittoria di Osaka è giunta con un paio di Ozeki acciaccati ed uno tenuto insieme con lo spago, ma ha confermato che quando c’è da soffrire e recuperare, partendo da una posizione di svantaggio, Asashoryu riesce a dare il meglio di sè, a differenza di altri.

Hakuho ha sfiorato la Coppa dell’Imperatore, è stato ad un passo dal suo primo successo ed è diventato Ozeki a tempo di record, come meritava. Ritengo che sia pronto per combattere alla pari del grande compatriota, non solo occasionalmente, ma stabilmente. Le sua varianti tecniche mi hanno sbalordito, ed il solo rimprovero che mi sento di muovergli riguarda l’approccio psicologico al play-off, dove non ha avuto la pazienza di tenere Asashoryu in tensione per un tempo più lungo. Facile a dirsi, lo so, ma Hakuho sembrava troppo desideroso di chiudere in fretta il match, lasciando però aperta la possibilità allo Yokozuna di parare e rispondere. A parte l’epilogo, l’Haru Basho ci consegna un Ozeki nuovo e pimpante, in netto contrasto con il resto della categoria, a parte quanto detto su Tochiazuma; Hakuho è l’anti-Asashoryu che abbiamo sperato di vedere da anni, e la cosa più intrigante, in prospettiva, è la sfida tra i due modi diversi d’intendere il sumo: entrambi hanno classe da vendere, ma Hakuho sta migliorando sensibilmente e visibilmente ad ogni uscita, imponendo agli avversari un processo di maturazione che lo vede capace di imporsi sfruttando tutte le proprie qualità e le debolezze altrui. Tornando col pensiero alle sue prime apparizioni tra i Makuuchi, rivedo la sua naturale predisposizione al sumo, con gesti da manuale e sempre efficaci, tanto da mettere in allarme i già martoriati giapponesi. Ora l’obiettivo è lo yusho, senza mezzi termini.

Con una gamba sola non si va lontano, e Kotooshu è andato oltre le speranze sue e del suo allenatore, nelle condizioni precarie in cui ha affrontato il Torneo. L’infortunio ne ha condizionato il cammino agonistico, ma ha comunque fatto meglio di tanti altri e spero che a maggio possa ritrovare la forma dello scorso anno. La concorrenza è sempre più agguerrita, e la speranza di essere il primo europeo a vincere uno yusho deve essere sostenuta con una grande volontà di riscatto, ora che la Mongolia ha piazzato un giovane Ozeki al suo fianco. Kotooshu deve dimostrare di non soffrire la rivalità con Hakuho e di puntare in alto, superando le incognite del sue carattere.

Gli altri Ozeki hanno deluso di nuovo: Kaio è sfuggito alla retrocessione con un gioco di prestigio del Kyokai, mentre Chiyotaikai ha chiuso con un 9-6 altrettanto povero. Ritengo inutile perpetuare la polemica sulla presenza di Kaio nel ruolo di vice-Yokozuna; ho già detto ciò che penso in apertura di commento, mentre per Chiyotaikai si ripresenta il problema della validità del suo sumo, troppo legato all’efficacia dello tsuppari e non risolutivo, ai fini della lotta per lo yusho.

Chiudo con i Sanyaku dando atto a Miyabiyama di aver mantenuto un buon livello di rendimento, tale da consentirgli la risalita a Sekiwake, e constatando che Kotomitsuki ha raggiunto il minimo sindacale per restare Sekiwake. La differenza, oltre che nello score, sta nel fatto che Miyabiyama ha battuto Tochiazuma, mentre Kotomitsuki ha superato lo stesso Miyabiyama.
Buio pesto per Roho (4-11), alla sua prima esperienza da Komusubi, vittima di una catalessi tecnico-agonistica indecorosa.

Le prestazioni di Ama sono comunque esaltanti, anche se chiude con 1-14: vorrei vederlo combattere almeno tre volte al giorno, tanto è divertente il suo sumo. La gioia della promozione nei Sanyaku lo renderà ancora più combattivo, spero, e gli darà l’occasione di confrontarsi solo con i migliori del banzuke. Tutte la sua energie sono messe in discussione ad ogni tachi-ai, senza che l’esile mongolo possa pensare di prendersela un pò comoda, ogni tanto. Questo ne fa un rikishi applaudito da tutti, al quale non si può negare un pensiero indulgente anche in caso di sconfitta. Ad Osaka ha strappato il kachi-koshi all’ultima giornata, ma non ce ne siamo accorti; il premio per la tecnica gli è stato assegnato con pieno merito, segno che lo score non è tutto, in Giappone. L’unico appunto che posso muovergli, e che rappresenta un rammarico per Ama, è di aver perduto il match contro Tokitsuumi, franato insieme ad Hokutoriki dopo l’exploit di gennaio.

Kisenosato ha compiuto un altro passo verso la parte nobile del banzuke, a dimostrazione di una reale convinzione nella possibilità di diventare il punto di riferimento dei fans giapponesi, anche in considerazione della prova opaca di Futeno. Molto deve essere ancora fatto, è vero, ma il ragazzo è ben impostato e non sembra voler strafare; la pazienza e l’allenamento devono essere i suoi comandamenti quotidiani, magari davanti a qualche video dei Grandi del passato. Kisenosato non ha ancora stupito per le sue prestazioni, ma sta raccogliendo esperienza e consensi, come ci riferisce Alessandro dal Giappone; non si è misurato con i più forti, dato il suo ranking, ed ha ceduto due incontri alla sua portata contro Kyokutenho e Kyokushuzan, ma fino all’undicesima giornata ha tenuto il passo dei migliori.

Un buon Torneo per Kyokutenho, andato a ritagliarsi spicchi di celebrità negli spazi lasciati vacanti dai Sanyaku ed autore di una striscia vincente finale di 5 incontri, battendo, tra gli altri, Kotomitsuki, Kisenosato e Miyabiyama. Questi risultati lo riportano tra i Sanyaku, completando il poker di rikishi mongoli presenti.

Manca poco all’inizio del Natsu Basho, amici, e queste tardive note sono quasi cadute in prescrizione, ma spero che trovino il vostro distratto interesse.

Sayonara.

Categoria: Haru Basho 2006

Pierfranco SpazianiNuova chance per Tochiazuma

Lo Yokozuna Deliberation Council ha nuovamente fissato i termini per la promozione di Tochiazuma: se vincerà sarà Yokozuna, ovviamente, e con 13-2 dovrebbe comunque accedere al massimo grado del banzuke.
Si attendono, inoltre, le decisioni sui nuovi Makuuchi, tra i quali non dovrebbe mancare Baruto, il rikishi estone che ha dominato la categoria Juryo.

Categoria: Haru Basho 2006

Pierfranco SpazianiHakuho è Ozeki!

Ora è ufficiale: Hakuho è stato promosso al secondo grado più alto del banzuke. Lo Yokozuna Deliberation Council ha ufficializzato la decisione dopo l’esame dei risultati dell’Haru Basho, come previsto. Hakuho è il secondo rikishi della Mongolia, dopo Asashoryu, a raggiungere questo livello ed il sesto straniero. Egli si è detto pronto ad onorare il suo nuovo rango, cercando di vincere uno yusho nei prossimi Tornei.
Lo YDC ha fatto sapere, inoltre, che se Hakuho dovesse vincere il Natsu Basho ed il Nagoya Basho, la promozione a Yokozuna sarebbe cosa certa.

Categoria: Haru Basho 2006

Pierfranco SpazianiGiornata finale

L’avvento dell’ora legale ci ha sottratto una parte del sacro sonno domenicale, ma nessun ostacolo avrebbe potuto impedirci di assistere alla conclusione dell’ Haru Ulan Bator Basho. No, non sono impazzito. Riflettete: due rikishi mongoli conducono il Torneo dall’inizio e si scontrano in un play-off fratricida per lo yusho, tutti i premi speciali vengono vinti da rikishi della Mongolia e tutti i rikishi mongoli raggiungono il kachi-koshi. Ce n’è abbastanza per considerare Osaka come una nuova provincia mongola, un distaccamento di Ulan Bator, per l’appunto.

Alle 10 telefono a Julien, per accordi presi ieri sera, e cominciamo a commentare insieme le immagini dal Giappone, con qualche interruzione qua e là ed un differenziale di circa 20 secondi in favore di Julien, sempre in anticipo su tutto… Sembriamo Gianni Clerici e Rino Tommasi (scegliete voi a chi attribuire l’una o l’altra interpretazione).
Quando arriva il primo momento topico della giornata, Hakuho contro Kaio, il mio computer inizia a dare segni di squilibrio, forse realizzando di essere proprio il MIO, così mi perdo in qualche fermo immagine e mi devo accontentare della splendida telecronaca dell’ormai consumato commentatore di Eurosport. Accidenti, ha vinto Kaio! “Non mi sembra possibile!”, dico al novello speaker telefonico, ed aggiungo che mi dispiace veramente per Hakuho: avrei voluto vedere almeno il play-off. Julien concorda, una volta tanto, e mi dice che Kaio ha disputato un match alla grande, da Ozeki in attività… Tornano le immagini sul mio schermo, ma rimango in ritardo di quei maledetti 20 secondi. Passano Chiyotaikai e Kotooshu, per un bout senza storia, ed inizia il cerimoniale degli ultimi due rikishi a salire sul dohyo (attenti alla pronuncia, anche quando siete da soli… prima o poi Julien vi spiegherà). Sono sulle spine e Julien mi annuncia che sono partiti: poi il silenzio e la sua voce che mi avverte:”Non dico niente…”, nell’attesa che il gap temporale mi consenta (trasgressione palese della par condicio) di vedere cosa sia successo. Tochiazuma ha sbranato Asashoryu, il play-off ci sarà!!!

E che play-off, cari sumotifosi. Lascio la convulsa narrazione della regular season, per addentrarmi nel commento solitario (ma Julien riapparirà, ve lo giuro!) del match di spareggio. Lo ha vinto Asashoryu, e spero di non svelare il finale ad alcuno di voi, ma si è trattato di un match appassionante, duro, da vivere in diretta. Erano presenti anche i genitori di Hakuho, giunti ad Osaka senza dover esibire il passaporto, ovviamente…, ed apparsi proprio ieri sera, su Sky Sport 3, in un programma dedicato allo straordinario successo del sumo in Mongolia ed al loro prodigioso figliolo. La tv giapponese ha indugiato parecchio sul padre di Hakuho, il quale indossava il tipico copricapo mongolo ed appariva un pò frastornato dal clamore che lo circondava. Al proposito, Julien mi chiede: “Chi sarà quel tipo con l’abito viola e quello strano cappello in testa?”. La mia risposta sembrava dettata da una lunga frequentazione personale con la famiglia del Sekiwake, e Julien ne è rimasto molto impressionato.

Un grande play-off, stavo dicendo, affrontato da entrambi i rikishi con la tempra dei campioni e terminato con il trionfo del Grande Mago Mongolo, capace, anche questa volta, di compiere il sortilegio giusto al momento opportuno. Personalmente, ritengo che Hakuho abbia speso molto più dello Yokozuna, nel suo ultimo bout, sia dal punto di vista fisico che nervoso. La vittoria di Asashoryu è marcata da un maggior istinto del killer, cosa che ancora manca al giovane fenomeno. Dei tre play-off disputati, questo è stato l’unico in cui Asashoryu abbia dovuto tirare fuori il meglio di sè: nei due precedenti, infatti, non aveva fatto fatica a sbarazzarsi di Hokutoriki e Kotooshu, ma erano altre circostanze.

Un piccolo passo indietro. Rivedendo con calma i due incontri persi dai finalisti, ho notato che Asashoryu, resosi conto della superiorità di Tochiazuma, si è lasciato portare fuori dal dohyo evitando di cadere e compromettere, così, il successivo impegno che l’attendeva, dimostrandosi molto saggio e previdente: sapeva che avrebbe avuto un’altra chance, e l’ha voluta affrontare senza rischi ulteriori.

Ed ora, l’ultima sfida.
Al tachi-ai, la presa migliore l’ha conseguita Hakuho, riuscendo addirittura ad impedire che la mano destra di Asashoryu raggiungesse il suo mawashi, ma lo Yokozuna ha dato due strattoni all’avversario e si è sistemato in presa esterna, non particolarmente favorevole e contrastata dal Sekiwake. Asashoryu ha capito subito che quella situazione lo avrebbe messo nei guai, ed ha compiuto il gesto tecnico-atletico che ha condizionato, a mio parere, l’esito del match: con un movimento fulmineo, ha spostato il braccio destro all’interno di quello sinistro di Hakuho, teso nello sforzo di spinta, ed ha preso il controllo delle operazioni. Hakuho ha capito l’andazzo ed ha preso a spingere ancora più forte, tentando anche di sollevare Asashoryu di potenza, ma lo Yokozuna lo ha lentamente condotto verso il tawara, in uno splendido gioco di posizione e strappi improvvisi. A quel punto, Hakuho è stato costretto ad indietreggiare, per poi rifarsi sotto e produrre un ulteriore tentativo di forzare le difese dell’avversario, ma si è trovato a dover fare ancora dei passi retrocedendo in circolo, offrendo ad Asashoryu la possibilità di coglierlo fuori equilibrio. Un passaggio fatale, in cui lo Yokozuna ha mostrato tutto il suo talento, concludendo la sua fatica supplementare con uno shitatenage in cui ha condensato forza e classe.
Al termine, i due rikishi erano stremati: Asashoryu si è appoggiato con la testa alla base del dohyo, Hakuho si è risollevato da terra e si è portato in posizione di saluto, scambiando un cenno di rispetto e lealtà sportiva con il vincitore ed uscendo di scena sotto lo sguardo fiero del padre. Asashoryu ha salutato la folla acclamante ed ha ricevuto la doverosa bordata di cuscini.

Non voglio essere petulante, ma il sedicesimo yusho di Asashoryu merita un primo commento a caldo.
La fase preparatoria al Torneo ci aveva descritto un Tochiazuma sugli scudi, pronto a cogliere la seconda vittoria consecutiva e fare carne di porco di tutti gli avversari, cosa puntualmente non accaduta, ed Hakuho era giustamente indicato come uno dei rikishi più in forma, cosa puntualmente constatata. Ma di Asashoryu non c’era traccia, nei bollettini dello YDC, e le notizie sul suo malanno respiratorio e sui pochi allenamenti svolti ci consegnavano uno Yokozuna in grado di reggere, si e no, pochi incontri di basso profilo. E quando si sono accesi i riflettori sul dohyo di Osaka, l’attesa dei giapponesi per il Messia indigeno sembrava dover trovare finalmente requie, con il cuoco Tochiazuma pronto a servire un grande stufato di Yokozuna mongolo, bagnato con vino di tsuna, il migliore. Tochiazuma ha infierito su Asashoryu, stamattina, è vero, ma in palio c’era solo la cospicua borsa del match, perchè lo yusho era già un affare tra stranieri in terra straniera, ed ai giapponesi non rimane altro che sperare nella partigiana benevolenza dello Yokozuna Deliberation Council.
Asashoryu è la Fenice che risorge dalle proprie ceneri, è lo spirito indomito che trova nella polvere del dohyo, morsa per mano di Hakuho, il cuore ed il carattere per reagire e schiaffeggiare i pretendenti al suo trono, ricordando a tutti che il più forte è ancora lui, lo Yokozuna per volere della natura, che ha sublimato in lui ogni dettaglio che il sumo pretenda da un Grande Campione.

Hakuho parte da Osaka a testa alta, anzi altissima: non ha vinto il suo primo yusho solo perchè la Mongolia ha generato, prima di lui, un fantastico agglomerato di qualità adatte al sumo, ma il suo tempo è vicino, ve lo garantisco. Gli è venuta a mancare la zampata decisiva, quella che Kaio gli ha sferrato con esperienza diabolica, e non ha potuto ripetere, nel play-off, la magica performance contro il sopra citato primogenito della Mongolia, ma ha portato quasi a compimento il suo proprio progetto di ascesa al banzuke, confermandosi detentore di un sumo splendido da vedere, anche se non ancora prodigioso. La sconfitta non lo sminuisce, in quanto solo lui, ultimamente, ha battuto Asashoryu per due volte consecutive e sempre in modo inequivocabile. Peccato che gli sia sfuggita la terza tacca sul calcio del revolver, ma avrà occasione per ribadire la sue pretese e farsi preferire dagli dei del sumo.

Battute a parte, è stato il Torneo dei rikishi mongoli: solo Tochiazuma e Kaio, negli ultimi incontri, hanno dato lustro al Giappone, arginando l’avanzata impetuosa degli eredi di Gengis Khan. Come detto, tutti i premi speciali sono andati ai conterranei dello Yokozuna: Outstanding Performance Award e Technique Prize ad Hakuho, quest’ultimo a pari merito con Ama, e Fighting Spirit Prize a Kyokushuzan. Tutti riconoscimenti strameritati e che depongono a favore dell’onestà di giudizio degli organi direttivi del sumo.

Per tutte le valutazioni conclusive sui rikishi e le loro prestazioni, vi rimando al commento post-basho, vista l’ondata di piena che vi ha investiti fin qui. Ricordo soltanto, ed annoto, la vittoria di Baruto tra i Juryo, con uno spettacolare 15-0.

Grazie a tutti voi per l’inesauribile entusiasmo dimostrato, le statistiche del sito sono eccezionali.

Sayonara.

Categoria: Haru Basho 2006

Pierfranco SpazianiAsashoryu batte Hakuho al play-off

L’Haru Basho si chiude con una serie incredibile di colpi di scena. Hakuho perde da Kaio ed Asashoryu non riesce a chiudere i conti contro Tochiazuma, rendendo necessario il play-off. I due leaders mongoli combattono al di sotto delle loro possibilità, mentre i loro avversari danno il meglio.
Nel match di spareggio, invece, si è visto uno scontro di altissimo livello, degno dei due protagonisti: ha vinto Asashoryu, ma Hakuho è ormai una stella di prima grandezza.
Lo Yokozuna si aggiudica il suo 16° yusho, il terzo al play-off.

Categoria: Haru Basho 2006

Pierfranco SpazianiVincono Asashoryu & Hakuho: domani il verdetto!

Nessuna sorpresa, oggi, ad Osaka: vincono le due stars del Torneo e si mantengono in parità sul 13-1.
Asashoryu batte con facilità un Kotooshu(9-5) visibilmente menomato, mentre Hakuho si sbarazza di Wakanosato(10-4) con qualche rischio iniziale.
Tochiazuma(11-3) supera Chiyotaikai(8-6), nel derby tra Ozeki, dimostrando di aver ripreso il suo passo.
Kaio(7-7) vince contro Kotomitsuki(8-6) e spera nel kachi-koshi.
Domani gran finale: Asashoryu vs Tochiazuma ed Hakuho vs Kaio. Sarà play-off?

Categoria: Haru Basho 2006

Pierfranco SpazianiHakuho – Asashoryu: ancora parità

Vincono entambi i leaders mongoli: Hakuho supera con grande sforzo Kotomitsuki, al termine di un lungo e faticosissimo bout.
Asashoryu rischia di farsi prendere di sorpresa da Chiyotaikai, prima di imporsi e raggiungere il rivale Sekiwake sul 12-1.
Tochiazuma si scatena anche contro Kotooshu, dolorante al ginocchio, e lo manda fuori dal dohyo in un attimo.
Perde Wakanosato da Tamakasuga, fermandosi a 10-3.
Tutto è rimandato alle ultime due giornate di gare.

Categoria: Haru Basho 2006

Pierfranco SpazianiDodicesima giornata

Cosa volete di più, un Lucano? Tutto quello che poteva accadere, ma che non avremmo mai previsto che accadesse, è accaduto. E se non siete ancora sazi, sappiate che molto altro potrebbe venire dalle ultime giornate del Torneo, perfino un play-off a tre o più partecipanti. La sconfitta odierna di Hakuho riapre un orizzonte che sembrava non aver più nulla da esprimere, con l’astro nascente lontano dagli artigli famelici dello Yokozuna e dai propri timori di non farcela, ma la speranza giapponese di avere uno Yokozuna, Tochiazuma, lo ha colto in rilascio, come se fosse l’Ozeki a lottare per lo Yusho.

Un attimo di confusione, una sicurezza tarata male ed eccoci di nuovo con la tenzone in sospeso, dopo aver visto il miglior Tochiazuma del 2006, meglio anche di quello di gennaio, affrontare a viso aperto il virgulto dello stupore mongolo e batterlo su tutti fronti. Quale rammarico, per entrambi: avesse lottato sempre così, Tochiazuma sarebbe in ben altro ambiente, mentre un Hakuho concentrato ed efficace come nei bouts precedenti, avrebbe ancora il Torneo in mano.
Nella dinamica del match, si è visto un Ozeki aggressivo ed un Sekiwake permissivo, anomalo, rispetto al solito, ma questo è dipeso dalla buona scelta dei tempi di Tochiazuma, il quale ha preso d’assalto l’avversario e lo ha tenuto sotto un costante fuoco di copertura, compiendo quel passo in più che lo ha preservato dai pericolosi allungamenti di Hakuho. Questa volta, il prolungamento del match ha giovato all’Ozeki, capace di spingere con le braccia al petto ed impedire la presa di stile all’avversario, guadagnando spazio sul dohyo e resistendo all’ultimo tentativo di hatakikomi di Hakuho, ormai oltre il punto di non ritorno. Un bel combattimento, degno di un Ozeki. Ne avesse prodotti altri, saremmo qui a dire che poteva essere degno di uno Yokozuna.
Piccola postilla. Ho visto volare un cuscino, uno solo, ma la gioia del tifoso in questione è stata pari quella per una vittoria sullo Yokozuna: una premonizione?

Asashoryu prende atto, inquadrato dalle telecamere, e sale sul dohyo per riassestare lo score. Kaio ha fatto molto bene, contro Tochiazuma, e va preso con le molle. Lo Yokozuna ha un attimo di difficoltà, dopo il tachi-ai, ma crede nei suoi mezzi e si piazza a centro dohyo, con Kaio che assume una strana postura a gambe dritte ed in appoggio all’avversario. Pochi attimi di studio, ed Asashoryu porta Kaio oltre il tawara: parità ristabilita.
Non è stato particolarmente emozionante, ma i motivi che sottostavano al bout ce lo hanno fatto vivere con intensità. Ora ci aspettiamo scintille dalle ultime tre giornate, per un Haru Basho meno bello,in assoluto, del Torneo precedente, ma vivissimo nei suoi contenuti agonistici. Prossime sfide: Hakuho affronta Kotomitsuki, fresco di kachi-koshi contro Chiyotaikai, il quale testerà la tenacia di Asashoryu. Tochiazuma contro Kotooshu sarà un bel match, visto che potrebbe valere il sogno di una clamorosa riammissione allo yusho, in extremis.

Prosegue la parata di vittorie di Wakanosato (10-2) e sabato è in programma lo scontro con Hakuho. L’ex-Ozeki seguita ad usufruire del calendario favorevole e miete vittime poco illustri, ma vincere è sempre un merito, nel sumo. E’ lui, sulla carta, il primo a potersi avvantaggiare da eventuali disastri altrui, ed il confronto diretto con Hakuho potrebbe darci il polso della situazione.

Molti rikishi hanno ottenuto il kachi-koshi: Kyokushuzan è addirittura sul 9-3, mentre Hakurozan,Takekaze, Kyokutenho, Kisenosato e Miyabiyama sono giunti al record positivo, oltre al citato Kotomitsuki.

Ci aggiorniamo a domani, dato che gli altri amici, per motivi di lavoro, non possono fornire il loro sperato contributo ai commenti dell’Haru Basho; dovrete accontentarvi…

Categoria: Haru Basho 2006

Pierfranco SpazianiHakuho perde, Asashoryu è ancora in corsa

Hakuho perde il match di oggi contro Tochiazuma(10-3) rinato dalle sue ceneri, e rimette in gioco Asashoryu.
Lo Yokozuna batte a fatica un buon Kaio, ieri killer di Tochiazuma, e si riporta in parità.
Dietro c’è Wakanosato(10-2) pronto ad approfittare delle circostanze.

Categoria: Haru Basho 2006

Pierfranco SpazianiUndicesima giornata

La passione per il sumo è qualcosa che nasce quasi sempre per caso: è successo a me come ad altri amici, tra i quali Julien, Alessandro e Luca. Capita di fare uno zapping alla ricerca di qualcosa da vedere in tv e ci si imbatte in quello strano ambiente sovrastato da un tempietto, con ponderosi atleti in perizoma che si scambiano spinte e ribaltamenti: “Che roba è? Ah, il sumo, la brutta copia del wrestling”, pensano i più, passando oltre, ma qualcuno si sofferma a guardare incuriosito e cerca di capirci qualcosa. Certo, le facce sembrano tutte uguali, ad un europeo, le poche parole pronunciate dal piccolo signore vestito da Pierrot risultano incomprensibili, ma il germe è stato inoculato: al sumo non si sfugge. Ed allora si comincia a cercare sul web tutto quello che c’è da sapere. Regole, nomi, luoghi, date e riferimenti storici. Poi ci sono i siti specializzati, gli scambi d’opinione ed i commenti degli esperti: se ci si mette un pò d’impegno, nel giro di qualche mese ci si trova a dialogare con alcuni pazzi scatenati, i quali parlano di sumo come gli altri parlano di calcio: quelli siamo noi, e siamo sempre di più, per fortuna.
Perchè vi ho raccontato questa storiella? Perchè martedì sera, verso le 18,30, mi ha telefonato Luca e mi ha chiesto:”Ma secondo te, domani chi vince?”. Questo è il manifesto della passione per il sumo, e ringrazio Luca per avermi dato la possibilità di riflettere al riguardo. Non era in ballo Juve-Milan o la finale di Champions League, ma il match di sumo forse più importante della stagione, un passaggio di consegne, uno scontro tra grandi rikishi, ma pur sempre e soltanto un match di sumo.
Poi, stamattina, ho seguito la seconda parte del programma in collegamento telefonico con Julien, come spesso capita nelle grandi occasioni, e via via che gli incontri scorrevano, la sensazione di attesa ci faceva dire cose da fanatici. Infine, ecco l’evento tanto atteso, e quello che segue è il mio personale rendiconto di ciò che è avvenuto.

Hakuho contro Asashoryu: dato che siamo in Giappone, terra natia della cinematografia fantascientifico-catastrofale, sembrerebbe quasi la riedizione di Godzilla contro King Kong, ma un il sumo è reale e molto consistente, ed i due rikishi in questione ne rappresentano il meglio del meglio, attualmente.
Quando avevo presentato la sfida, mi ero soffermato su alcune possibili soluzioni tecnico-tattiche che ciascuno avrebbe potuto adottare, e lo sviluppo del bout ha seguito, in parte, quel tracciato. Ha vinto Hakuho, alla grande, lasciando Asashoryu a mordere la polvere del dohyo al termine di una gara che ha strappato gli applausi a scena aperta del pubblico giapponese, cosa non di poco conto.

E’ stato un match con un alto valore simbolico, secondo me, perchè Hakuho ha confermato la sua superiorità sullo Yokozuna, in questo periodo, dopo averlo seccamente battuto, direi umiliato, a gennaio. Questa volta, la fase decisiva è maturata con una lotta di posizione e stabilità, versante in cui il Sekiwake è dominante, al momento. Egli è riuscito ad imprimere al match il proprio indirizzo preferito, vale a dire la grande padronanza nell’uso del corpo e la conseguente facilità di gestione delle tecniche del sumo.
Asashoryu non è stato in grado di gestire l’avversario coma suo solito, non gli è stato concesso di muoversi e muovere Hakuho alla sua maniera, e, nella ricerca della soglia d’equilibrio, Hakuho ha espresso tutto il suo potenziale. La conclusione è stata che lo Yokozuna è rimasto ingabbiato nel gioco di braccia di Hakuho, il quale ha portato a termine una bella fetta suo progetto di scalata al banzuke, passando sul corpo del grande rivale e maestro. Solo l’impazienza e la scelleratezza giovanili, potrebbero impedire ad Hakuho di affermarsi ad Osaka, a cominciare dal match di domani contro il deluso e deludente Tochiazuma: sarà scarico ed appagato?

Asashoryu ha spesso manifestato ammirazione verso Hakuho, nel più puro spirito sportivo, ma questa seconda batosta lo renderà consapevole di quanto il giovane compatriota abbia diritto ad una parte del suo impero. Non mi è parso arrabbiato, lo Yokozuna, anzi conscio del valore di chi l’ha sconfitto. Ora non gli rimane che soffrire giorno per giorno, vincendo tutti i rimanenti confronti con la mente sgombra dai nuvoloni neri che sono apparsi a causa dello sfrontato fenomeno emergente. Domani c’è Kaio, redivivo a supportato dalla folla, e la ripresa deve cominciare da lì.

Già, Kaio e Tochiazuma: il loro confronto ha mostrato quanto sia impossibile definire con esattezza i valori in gioco. Kaio ha frugato ovunque, in questi giorni, alla ricerca della vecchia katana che non trovava più, ma non ha usato la cortesia di avvertire Tochiazuma di essere di nuovo pronto a combattere, almeno per una volta, con lo spirito e le insegne dell’indomito samurai. Una bella dimostrazione d’orgoglio e vitalità, per il decano degli Ozeki, spinto da un lampo di vigore fisico e, forse, dalla volontà di annullare le speranze di promozione di Tochiazuma, argomento difficilmente digeribile, dopo il fallito tentativo personale dello scorso anno. Tochiazuma ne esce, ancora una volta, ridimensionato e con 3 sconfitte in casa, record che non potrà vantare nei confronti dello YDC. La sua corsa è stata frenata da un bravo contendente, ed i numeri non lasciano spazio a premi di consolazione: Kaio lo ha battuto e la tsuna diventa un miraggio, ma ci sono ancora Hakuho ed Asashoryu con i quali fare i conti. In teoria, come è stato fatto notare, ci sono ancora i margini per qualche speranza di play-off, magari plurimo ed aggravato, oppure soltanto lo spazio per il risultato clamoroso a spese dei due regnanti di oggi. Vedremo…

Intanto, più in alto di Tochiazuma c’è Wakanosato, il quale approfitta ancora della sua posizione di bassa classifica per ricostruirsi un rango adeguato alle sue doti. Mancano pochi giorni alla conclusione del Torneo, ma l’ex-Sekiwake potrebbe clamorosamente essere chiamato al banchetto finale, in dipendenza di certi risultati.

Più in basso, Kotooshu seguita a vincere, dopo essersi macchiato di 3 sconfitte quasi subito, e procede verso lo score che lo proteggerà dalle critiche della Signora Uchidate. Un Ozeki non dovrebbe accontentarsi del minimo sindacale di vittorie, ma sappiamo che i criteri di giudizio dei dirigenti giapponesi sono stati sconvolti più volte, di recente.

Vi rammento che Baruto è ancora a punteggio pieno, tra i Juryo, e che lo vedremo presto in lotta tra i Makuuchi.

Buona notte.

Categoria: Haru Basho 2006