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Pierfranco SpazianiOltre il dohyo

Una vecchia e saggia regola del sumo, di cui non si conosce l’origine certa, recita che un commento post-basho vale finchè non sia terminato il mese successivo a quello in cui si è svolto il Torneo da commentare, ragione per cui questo mio intervento trova piena cittadinanza in questo blog. Nell’accingermi a scriverlo, poi, mi è tornata in mente una considerazione che avrei voluto proporvi già in passato, senza però ricordarmi di farlo. Si tratta semplicemente di questo: vorrei sempre poter contare sull’arruolamento di qualche nuovo fan, perciò mi dedico alla mia futile fatica ottobrina invitando gli eventuali nuovi ospiti del sito, ma anche tutti coloro che navigano nelle nostre acque territoriali da più tempo senza manifestarsi, a scrivere e fornirci impressioni e suggerimenti, oppure porre quesiti e chiedere delucidazioni sul mondo del sumo. Mi accorgo spesso di quanto la terminologia adottata nei nostri interventi, specie nei commenti quotidiani ai Tornei, sia molto specialistica e di difficile apprendimento, anche a causa dell’assenza del sumo dai palinsesti televisivi. Con le trasmissioni di Eurosport, infatti, si riusciva a mettere a fuoco, pur con qualche oggettiva difficoltà, la vera essenza del sumo e delle sue infinite sfumature agonistiche e culturali. Esistono i glossari e tutta una serie di strumenti per orientarsi, è vero, ma quando qualcuno legge una pagina di sumo per la prima volta, magari attratto soltanto dal fascino del Giappone, vorrebbe forse scorrere speditamente le righe senza dover ricorrere a decifratori ed ipertesti.

Per qualsiasi appassionato di sumo, di ieri e di oggi, la propria ERA viene considerata come la migliore, con i più grandi campioni sul dohyo e con le migliori prestazioni in assoluto. Ai nostri giorni questi discorsi sono l’attualità e siamo abituati a vedere Asashoryu ed Hakuho dividersi il pubblico e gli yusho, seppure in modo diseguale e con qualche intermezzo bulgaro o conterraneo. Hakuho ha rapidamente acquisito il piglio dello Yokozuna dominante ed ha raggiunto gli 11 titoli, mentre Asa ha conquistato -finalmente- quel ruolo di terza forza di sempre nella storia del sumo che andava cercando da un paio d’anni, appaiando il celebre Kitanoumi a quota 24 yusho. Nella classifica di tutti i tempi, però dovremmo considerare anche il leggendario Raiden, il fenomenale rikishi vissuto tra la fine del ’700 e l’inizio dell’800 e sul quale abbiamo notizie di una straordinaria possanza fisica, tale da uccidere sul dohyo. I suoi yusho sono 28, ma ho già avuto modo di spiegare che all’epoca si svolgevano al massimo due Tornei all’anno, e non tutti gli anni. Guerre, carestie ed epidemie varie tenevano spesso lontano il pubblico e gli stessi rikishi, e comunque i partecipanti si contendevano la vittoria sulla distanza dei 5, 7 o 10 combattimenti, a seconda del periodo e del numero dei partecipanti. Paragonando i 28 yusho di Raiden a quelli di Asashoryu, solo per ipotesi, e considerando lo svolgimento di 6 Tornei all’anno anche un paio di secoli fa, potremmo speculare su un record di 55/60 yusho, cifra da capogiro. Non potendo confrontare validamente le due ERE, mi limiterò a considerare Raiden un personaggio dai contorni quasi mitologici e mi riporto all’odierno con uno scattante tachi-ai.

L’Aki Basho di Asashoryu era iniziato sotto i peggiori auspici, con notizie costantemente negative sul suo stato di salute e le tante polemiche per i suoi pochi allenamenti. Lo stesso Grande Mago Mongolo contribuiva -astutamente- a rafforzare l’impressione generale di uno Yokozuna Ovest incapace di reggere per tutto il Torneo. Peggio: Asa dichiarava di non potersi difendere a dovere e indicava addirittura agli avversari i suoi punti deboli, tanto da far credere di non avere neanche intenzione di gareggiare. Tutto questo defluiva dalle cronache e dalle interviste, ma nel frattempo il devastato Yokozuna covava ben altri progetti. Ce ne siamo accorti al primo tachi-ai. Poi è stato un susseguirsi di attacchi, scarti, sollevamenti, parate e risposte, come se avesse assunto una specie di Viagra del sumo. Le vittorie si sono succedute senza particolari momenti d’apprensione, così come quelle del fierissimo e strapotente Godzilla-Hakuho, ma in agguato c’era un altro nipotino di nonno Gengis, quell’inaspettato Shotenro al quale gli Dei del sumo avevano segretamente affidato il compito di sparigliare la classifica e costringere lo Yokozuna Est a rincorrere fino al Senshuraku. Tale evento ha posto il rigenerato Asashoryu in condizione di dare appuntamento al rivale per la domenica del suo compleanno ed attendere di ricevere magari qualche altro favore dalla sorte. Hakuho ha vacillato con Kakuryu, altro rikishi nato in Mongolia, ed ha faticato sempre un pochino più di Asa, però ha mantenuto il distacco alla sola lunghezza che lo separava dal kettei-sen. Siamo quindi arrivati all’ultimo match del Torneo con la sensazione che Asa riuscisse a vincere rimanendo zensho, cioè imbattuto, e la veloce conclusione in favore di Hakuho ha colto tutti, me compreso, decisamente di sorpresa, tanto era stata facile. Ma la vittoria nello scontro diretto aveva forse illuso il giovane Grande Campione sull’esito del successivo spareggio, facendogli dimenticare le precedenti esperienze. Al momento opportuno, infatti, come a seguire una trama letteraria scritta solo per lui, Asashoryu ha di nuovo preso il comando delle operazioni e ci ha regalato un’altra storica performance, tenendo testa con intelligenza e grande tonicità fisica al motivatissimo Hakuho, fino all’epilogo spettacolare e liberatorio così aspramente censurato dallo YDC.

Non voglio dilungarmi nel ripercorrere millimetricamente le tappe dell’Aki Basho del vincitore, per quello ci sono i commenti giornalieri di tutti i cronisti del sito e del grande amico Pippooshu, con il suo indispensabile blog. Vorrei piuttosto cercare di approfondire l’aspetto psicologico del comportamento di Asashoryu prima, durante e dopo il Torneo.
Come ha potuto, il Divo Mongolo, tenersi in penombra e simulare uno stato di forma precario per tutti i preliminari dell’Aki Basho? Probabilmente, ma è un’impressione personale, egli credeva realmente di non essere in grado di combattere al suo livello, altrimenti, come scherzosamente rimarcato durante le schermaglie con gli amici del blog, bisognerebbe assegnargli l’Oscar per la miglior interpretazione dell’anno. Asa sapeva di non poter esprimere tutto il suo vero potenziale, di essere vulnerabile a certi tipi di attacchi e di voler provare a stare sul dohyo per trovare l’assetto giusto strada facendo. Non sarebbe stata la prima volta, del resto. Ha perciò iniziato, sempre secondo me, con la riserva mentale di un ritiro in corsa qualora avesse subìto danni fisici o non fosse riuscito a vincere sempre, ed in modo convincente, nei primi 6/7 giorni. Per seguire questo suo progetto, e forse qualcuno di voi si sta convincendo che non sto delirando, Asa ha deliberato di scegliere il percorso più consono al suo carattere ed al suo modo d’intendere il sumo: attaccare al massimo delle possibilità, senza dare respiro all’avversario e senza quelle esitazioni che gli erano costate care negli ultimi tempi. Ha dovuto spremere le sue infinite risorse tecniche e tattiche, ha avuto un momento di tensione con il solito Aminishiki, ma nel complesso ha tenuto un ritmo che non mostrava da molto tempo, dai fasti del 2005, per la precisione.
Ho raggiunto questo convincimento rivedendo il suo miglior sumo nei miei vecchi dvd e, soprattutto, riascoltando alcune sue dichiarazioni di un paio d’anni fa, in cui emergeva lo spirito del guerriero spietato e pienamente convinto di essere il migliore, il migliore di sempre.

Fino al Nakabi, vero spartiacque del Torneo per qualità degli avversari, Asayushoryu ha potuto mettere alla prova la propria tenuta fisica e mentale con avversari non irresistibili, fatta eccezione per Baruto; ma qui la sorte ci ha messo lo zampino e gli ha fatto incontrare il gigante estone proprio in apertura, con l’effetto sorpresa dalla parte dello Yokozuna apparentemente malconcio. La sua forza d’animo si è rivelata ancora una volta possente quanto il suo fisico, capace di soluzioni veloci, per non rischiare, e di grande impatto energetico, tanto da lanciare la sfida al granitico rivale dell’Est.
Asa si è lasciato alle spalle i guai e si colmato di quell’autostima che tanto ha contribuito ai suoi successi passati: vederlo tanto reattivo al tachi-ai, pur sempre con il controllo della veemenza, mi ha fatto capire che nella sua bellicosa mente si fosse solidificata l’aspettativa del ventiquattresimo yusho. Giorno dopo giorno, nella prima settimana, si è verificato il compattamento fra l’aspirazione, il desiderio di vittoria e la concreta consapevolezza di poterla raggiungere. Uno slancio, forse decisivo, al raggiungimento di questo stato di grazia è giunto dalla fatidica sconfitta di King Haku-Kong alla sesta giornata, e sono certo che in quel frangente Asa si sia sentito di nuovo al vertice del banzuke.

Quando ha dovuto far ricorso alla massima concentrazione, Asashoryu si è riscoperto intimidatore: gli scontri con i dignitari di corte, Sekiwake ed Ozeki, non hanno scalfito minimamente il suo feeling con la vittoria, semmai lo hanno reso maggiormente deciso a firmare, dopo tanto tempo, il secondo yusho in una stagione; in questa splendida progressione, realizzata senza sprecare un solo gesto e badando a non infortunarsi, ho ravvisato un surplus di carica agonistica, tanto da farmi pensare che Asa combattesse con l’immagine di Kitanoumi impressa sullo sfondo del suo campo visivo, come a tenere sempre ben fissato l’obiettivo. Credo anche che il ritrovato vigore fisico gli abbia restituito quella destrezza tattica che era venuta a mancare troppo spesso negli ultimi due anni, mostrandoci spesso un Asashoryu incerto al tachi-ai ed incapace di quegli strappi improvvisi che lo avevano portato a dominare il sumo. Tutto ha funzionato alla perfezione, almeno fino alla sfida con Hakuho.

Vorrei concludere questo mio intervento tracciando le sensazioni che ho ravvisato in Asashoryu nei due bouts con Hakuho. Nel primo, a conclusione del calendario regolare, si è verificato il primo, e forse unico, errore del Grande Mago, cosa che lo ha a dir poco indispettito. Egli non ha trovato il tempo per il tachi-ai ed ha dovuto subire la partenza in contropiede di Hakuho, restando in posizione eretta e, conseguentemente, senza alcuna possibilità di opposizione. Mentre veniva spinto oltre il tawara, la sua vorace ambizione era già al kettei-sen, ne sono convinto: altro match altra storia, avrà pensato.
La pressione non lo ha distratto, come dimostrano i fatti, e l’aggressività è stata gestita alla perfezione, pur dovendo sostenere un bout decisamente lungo e, pertanto, molto dispendioso.

All’atto del trionfo, con lo yusho in bacheca, Asa ha dato sfogo a quella gioia tanto inopportuna, per il codice comportamentale di uno Yokozuna, quanto genuina. E provocatoria. Le critiche dello YDC lo avevano sicuramente ferito nell’orgoglio di campione che ha fatto tornare la gente nei palazzi del sumo ed innalzato le entrate del Kyokai, e l’irriverenza del ribelle ha avuto il sopravvento sul rigore protocollare che ha sempre detestato.

Non è un bell’esempio per i giovani, non si allena a dovere, non ha rispetto per la tradizione nè per coloro che la rappresentano: tutto vero ed inconfutabile. Non sarò io, lontano e pagano aedo di un personaggio che ha il solo pregio di essere un genio del sumo, a contraddire i custodi della complessa dottrina che sta alla base del sumo stesso, però desidero arrogarmi l’effimero diritto di giudicare la componente più immediata, quella umana ed emotiva, che regala ai tanti appassionati, impuri come me, quegli attimi che ratificano una riflessione a me tanto cara ed attribuita allo pseudo-Longino: il sublime è l’eco di un alto sentire.

Categoria: Aki Basho 2009

Pierfranco SpazianiAsashoryu a 24 carati

L’Aki Basho si è concluso con il trionfo del Grande Mago Mongolo sul rivale più ostico che abbia mai incontrato, il compatriota e pari rango Hakuho. C’è voluto un kettei-sen, lo spareggio di finale, per assegnare questo titolo così combattuto tra i due Yokozuna e consentire ad Asashoryu di eguagliare record di Kitanoumi.
La giornata finale si era conclusa con la vittoria di Hakuho nello scontro diretto, originata da uno scatto eccezionale che aveva travolto Asa senza attenuanti, ma nel playoff si è visto uno dei momenti più alti del sumo di questo millennio, con entrambi gli Yokozuna al massimo delle loro possibilità.
I meriti del vincitore sono pari alla delusione dello sconfitto, colpevole di aver ceduto un punto al modestissimo Shotenro, ma oltre al rammarico Hakuho deve fronteggiare anche un infortunio ai legamenti del gomito sinistro, probabilmente a causa della caduta provocata dal sukuinage di Asa.
A breve saremo in grado di pubblicare altri e ben più estesi commenti su tutti i protagonisti del Torneo.

Categoria: Aki Basho 2009

Marco Di DonfrancescoTredicesima giornata flash

Splende sempre più la stella di Asashoryu, incitato a gran voce anche dal pubblico, che dapprima spaventa e quindi batte senza appello Kotooshu. Decisamente più impegnato dall’altro Ozeki della Sadogatake Hakuho. Kotomitsuki prova a vincere e si arrende solo alla combinazione di classe e potenza dello Yokozuna Est.
Continua a mietere successi Baruto che si dimostra ogni giorno sempre più concreto e pronto ad approfittare del passo falso di almeno uno dei due Sekiwake giappanesi.
Davvero nutrito il gruppetto dei sekitori in odore di doppia cifra. Fra questi spicca il M3 mongolo Kakuryu decisamente a un passo dal ritorno nel Sanyaku.
Kachi-koshi per Harumafuji che si impone su un combattivo Toyonoshima e scende dal dohyo toccandosi il braccio sinistro molto sollecitato nel tentativo di spezzare la presa dell’avversario.

Kotomitsuki (9-4) guadagna immmediatamente il fianco e si produce in una ripetuta serie di tentativi di proiezione. Hakuho (12-1) assesta la difesa, resiste ai tentativi di attacco e risponde allo stesso modo. I due rikishi rifiatano in appoggio a centro dohyo, con Kotomitsuki più inclinato in avanti e Hakuho che assesta la presa interna destra. Lo shitatenage dello Yokozuna è devastante. Kotomitsuki si ritrova a ruotare attorno al piede perno dello Yokozuna e privo di equilibrio è costretto alla capriola. Bellissimo il movimento di Hakuho che in pratica si libera del combattivo avversario con l’uso del solo braccio destro.

Kotooshu (8-5) tenta di innervosire Asashoryu (13-0) temporeggiando al tachi-ai. La partenza dello Yokozuna è molto veloce, le braccia dapprima allontanano l’Ozeki e quindi accorciano la distanza. Scarto laterale e sukuinage. Difficile giudicare la prova di Kotooshu contro questo Asashoryu, che mette l’avversario in evidente soggezzione fin dalla fase preparatoria.

Confronto tutto di tecnica quello fra Harumafuji (8-5) e Toyonoshima (6-7). Il M4 esce in vantaggio dal tachi-ai con la presa al braccio sinistro e la posizione laterale. L’Ozeki si pianta sui piedi e contrasta con il fianco le spinte dell’avversario. Velocissimo lo scarto all’indietro a liberare il braccio. Harumafuji si porta alle spalle del M4, va in presa centrale posteriore al mawashi, spinta verso l’esterno e yoritaoshi.

Kakuryu (9-4) allontana da sè Kaio (7-6) in uscita dal tachi-ai e quindi resta con il busto abbassato e in spinta per mantenere il confronto sulla posizione frontale. I due rikishi lavorano entrambi di braccia nel tentativo di aprire un varco alla presa. Ci riesce Kakuryu che solleva l’Ozeki e lo deposita oltre il tawara.

Torna alla vittoria Kisenosato (6-7). Il Sekiwake tiene il busto alto e non concede la presa a Takekaze (8-5). Kisenosato comincia quindi a sbracciare accompagnando il movimento degli arti superiori con la progressione fino alla conclusione per oshidashi.

Kotoshogiku (6-7) subisce l’iniziativa di Aminishiki (6-7) e si rifugia in una caduta con trascinamento dell’avversario. Mono-ii e vittoria giustamente assegnata al Komusubi (yoritaoshi). Brutta sconfitta per il Sekiwake che mette seriamente in pericolo il proprio rango.

Baruto (11-2) esce dai blocchi come un fulmine con le mani sotto il collo di Tokitenku (7-5). Il M4 dapprima subisce e poi si sposta lateralmente mandando a vuoto il Komusubi estone. Baruto però recupera velocemente il contatto e abbatte l’avversario (hatakikomi).

Goeido (8-5) raggiunge il kachi-koshi ai danni di Tamanoshima (4-9). I due rikishi escono dal tachi-ai scambiandosi la posizione e con le mani protese per la presa alle spalle. Il gioco di braccia e spostamenti premia il più dinamico M5 che è lesto a mandare a vuoto l’avversario con un repentino scarto laterale.

Toyohibiki (5-8) porta gli tsuppari e va in progressione. La sua azione è però scomposta e a Asasekiryu (4-9) è sufficiente in lieve spostamento sulla propria destra per mandare fuori misura, e con un piede oltre il tawara, Toyohibiki, che finisce malamente in make-koshi.

Homasho (7-6) imbriglia Takamisakari (6-7) in uscita dal tachi-ai e lo spinge velocemente verso l’esterno. Il M7 è costretto alla difesa sul bordo del tawara e riesce a rintuzzare il tentativo di yorikiri di Homasho. Il M6 sembra cedere l’iniziativa a Takamisakari, che prova la rotazione di busto e gambe ma deve cedere alla pressione derivante dal contatto dell’avversario (dal mio punto di vista yoritaoshi e non uwatenage).

Wakanosato (9-4) tenta l’hatakikomi al tachi-ai. Tochiozan (9-4) si oppone svicolando lateralmente e costringendo il M13 a indietreggiare fin sul bordo del tawara. Wakanosato insiste nell’azione ma deve subire la contromossa di Tochiozan che riconquista il centro dohyo, va alla presa e chiude per yorikiri.

Yamatoyama (9-4) torna nel Makuuchi e si impone su Futeno (4-9). Il gigante effettua il tachi-ai con le braccia conserte e sbraccia per allontanare l’avversario. Il M15 riesce a portarsi a contatto ma deve concedere il kotanage al J2. Yamatoyama si sposta di lato e spinge Futeno fuori oltre il tawara, raggiungendo in vetta alla classifica del Juryo Asofuji (J9), Tamawashi (J1) e Toyozakura (J3).

Il confronto “di prestigio” fra Bushuyama (9-4) e Hokutoriki (8-5) vede prevalere il primo, che effettua il tachi-ai con le mani allungate verso il collo del M14 e chiude in tuffo per oshidashi.

Make-koshi anche per Kasugao (5-8), battuto da Kakizoe (9-4), che esce bene da un tentativo iniziale di kotanage, e Tosayukata (5-8), che subisce constantemente l’iniziativa di Kokkai (6-7).

Fra i bout di contorno vale la pena sottolineare l’inusuale tsukite (kimaritè introdotto solo nel 2001) di Mokonami (4-9), al termine del confronto statico con Tochinonada (3-10).

Categoria: Aki Basho 2009

Marco Di DonfrancescoDodicesima giornata flash

Asashoryu disinnesca facilmente la virtuale insidia-Kaio e conferma lo splendido momento di forma. Resta ad una lunghezza Hakuho che si impone su un Harumafuji costretto sulla difensiva fin dalle battute iniziali.
Nel bout di spareggio per le residue sperande di yusho, Baruto prevale su Kotomitsuki rintuzzando i flebili tentativi iniziali dell’Ozeki. Perde ancora un ingenuo e incosistente Kotooshu: davvero marcata, e inspiegabile, l’involuzione tattica dell’Ozeki bulgaro in queste ultime giornate. Salva l’onore della Sadogatake il solo Kotoshogiku che impone lo stop a Kakuryu.

Asashoryu (12-0) esce in doppia presa al busto dal tachi-ai e imposta un confronto di posizione tenendo il busto leggermente più inclinato di Kaio (7-5). L’Ozeki prova a divincolarsi ma deve cedere alla prima vera progressione dello Yokozuna. Evidentemente disturbato da una banale conclusione per yorikiri, Asashoryu si lascia andare ad uno stranissimo ed enfatizzato movimento della mano nel momento della consegna delle buste.

Hakuho (11-1) la mette subito sulla forza bruta: presa con la sinistra e strattoni ripetuti. Haruimafuji (7-5) viene sballottato per il dohyo ma riesce a difendersi restando attaccato al mawashi dello Yokozuna. Hakuho non cede mai l’iniziativa e porta Harumafuji più di una vota sull’orlo del tawara. La difesa dell’Ozeki è strenua e impone a Hakuho un repentino cambio di tattica: lo Yokozuna finta l’ennesima progressione, porta lo strattone con la sinistra e soprende l’avversario costringendolo alla capriola sul dohyo.

Kotomitsuki (9-3) parte da lontano e porta un paio di tsuppari nel tentativo di tenere a distanza Baruto (10-2). Il Komusubi estone lavora però bene di braccia e riesce ad andare alla presa. Momento di studio a centro dohyo e Baruto mette a segno l’uwatenage. Delundente Kotomitsuki, molto concreto Baruto.

Tokitenku (7-5) effettua un tachi-ai fotocopia di quello di Kaio e sfrutta l’ennesima ingenuità di Kotooshu (8-5) per portarsi ad una lunghezza dal kachi-koshi. Il M4 va subito al kotenage. L’Ozeki bulgaro riesce a liberare il braccio ma ormai è troppo sbilanciato in avanti di busto e quindi lascia il fianco scoperto allo spintone di Tokitenku (hikiotoshi).

Kotoshogiku (6-6) prevale al tachi-ai, imbriglia Kakuryu (8-4) e con i suoi caratteristici balzelli in avanti sfrutta la doppia presa per portare il M3 con entrambi i talloni sul bordo del tawara. Kakuryu molla la presa, poggia le mani sul torace del Sekiwake e spinge per spezzare la pressione di Kotoshogiku. L’azione riesce e il rikishi mongolo recupera la posizione al centro del dohyo ma senza riuscire a liberarsi della presa del Sekiwake giapponese. Nuova progressione di Kotoshogiku, questa volta sul lato opposto, ed arriva lo yorikiri.

Kisenosato (5-7) prima si produce in un matta e quindi effettua il tachi-ai con il busto molto alto a cercare l’hatakikomi. Tochinoshin (4-8) si scompone e si sbilancia in avanti ma riesce ad allungare le braccia per aggrapparsi al Sekiwake. Il M1 si getta quindi di peso addosso all’avversario e si impone per yoritaoshi. Ancora una volta delundente il Kid che compromette seriamente la propria permanenza nel rango di Sekiwake.

Categoria: Aki Basho 2009

Marco Di DonfrancescoUndicesima giornata flash

Cambia poco in testa alla classifica che vede in fuga solitaria Asashoryu, inseguito a una sola lunghezza da Hakuho. Baruto batte Kotooshu, lo stacca di una lunghezza e si appaia a Kotomitsuki che trae vantaggio dall’abbandono di Chiyotaikai.

Continua a vincere, e bene, Asashoryu (11-0) che si impone su Harumafuji (7-4) al termine di un match bello e combattuto. Entrambi in presa al mawashi in uscita dal tachi-ai, i due Sanyaku si fronteggiano a lungo a centro dohyo con l’Ozeki impegnato in ripetuti tentativi di sollevamento che metteno a dura prova lo Yokozuna. Asashoryu si oppone ai primi conservando la posizione e all’ultimo scivolando leggermente all’indietro ed abbassando il busto. Lo Yokozuna assesta la presa interna destra, si rialza di busto e impone la proiezione a Harumafuji dando un saggio della propria devastanete potenza.

Hakuho (10-1) si impone su Kaio (7-4) che prova a opporsi mettendola sul confronto statico ma deve alla fine subire lo yorikiri dello Yokozuna.

Nuovo suicidio tattico di Kotooshu (8-3) che effettua il solito tachi-ai incerto e con il busto scompostamente inclinato in avanti. Baruto (9-2) non deve far altro che allungare entrambe le mani verso la nuca dell’Ozeki e mettere a segno un velocissimo hatakikomi.

Vittoria per no contest di Kotomitsuki (9-2), virtualmente opposto a Chiyotaikai, e per yorikiri di Kakuryu (8-3) su Kisenosato (5-6).

Categoria: Aki Basho 2009

Pierfranco SpazianiKotocadute

Giornata trascorsa nel segno, negativo, dei Sanyaku della Sadogatake, sconfitti entrambi in modo fin troppo plateale. Vincono gli Yokozuna, con Hakuho messo alla frusta da un bravo Kakuryu ed asashoryu sicuro e lesto su Kisenosato, mentre Chiyotaikai si porta a casa il meritato M-K. Harumafuji e Kaio sono ad un passo dal K-K, mentre Baruto si mantiene conquista il suo premio di permanenza ed intravede la pronosticata promozione.
Asashoryu si fionda su Kisenosato e non gli concede neanche un millimetro di spazio, andando subito a forzare l’attacco con le braccia pronte anche ad un eventuale tsuridashi. Kisenosato non ha tempo nè modo per pensare e viene portato fuori con decisione. Asa resta in vetta da solo a si prepara per gli Ozeki.
Richio altissimo per Hakuho, mandato in rotazione e sbilanciato da Kakuryu e ad un passo dalla seconda sconfitta Si salva grazie alla forte presa la mawashi del mongolo ed alla danza, stile sarabanda, che improvvisa sul dohyo. Kakuryu ne esce a testa alta, lo Yokozuna appare visibilmente scosso, ma la classe e la potenza fisica gli permettono un mezzo miracolo.
Chiyotaikai sarà finalmente kabodan: ringraziamo sentitamente Tamanoshima per lo yorikiri.
Kaio ridicolizza Kotooshu con un tachi-ai che asseconda e sfrutta a suo favore le intenzioni ipnotiche del bulgaro, troppo scenico e poco concreto, ed esalta invece la verve moviolistica del Decano. Sembra una scena tratta da “L’uomo da sei milioni di dollari”, con Kaio che parte con movimenti ai quali manca solo il suono che accompagnava le scene più importanti del notissimo telefilm con Lee Majors.
Questo modo di affrontare il match non è proprio adatto alle caratteristiche del bulgaro, il quale si espone ad una presa molto intelligente da parte di Kaio al braccio destro, presa che è il naturale sviluppo del tachi-ai così mal concepito. Una volta acquisito il vantaggio, Kaio mostra di ricordare ancora di aver vinto 5 yusho e scaraventa Kotooshu fuori dal dohyo.
Harumafuji vince fin troppo facilmente su Kotomitsuki, estromettendolo, di fatto, dalla lotta per lo yusho.

Categoria: Aki Basho 2009

Marco Di DonfrancescoNona giornata flash

Asashoryu prevale anche su Chiyotaikai, autore di una prova, almeno nella fase iniziale, meno rinunciataria del solito, e conserva il vantaggio sulla nutrita schiera degli immediati inseguitori.
Kisenosato non ripete (alzi la mano chi ne sia rimasto sorpreso) la bella prestazione di ieri e non impegna più di tanto Hakuho.
Buona la prestazione di Kotooshu che disinnesca l’insidia Aminishiki e vittoria di potenza per Kotomitsuki che manda letteralmente a gambe levate Kakuryu con un solo colpo ben assestato.
Conquistano un altro punticino buono per il kachi-koshi Harumafuji, poco impegnato da Kyokutenho, e Kaio, più dinamico di Miyabiyama.
Kachi-koshi ormai alla sicura portata di Baruto che si sbarazza di Shotenro e lo costringe al make-koshi.

Kisenosato (5-4) si produce dapprima in un matta e quindi effettua il tachi-ai con le braccia protese a spingere lontano Hakuho (8-1). Lo Yokozuna allunga a sua volta le mani verso la schiena del Sekiwake e contemporaneamente arretra prestando attenzione a non pestare il tawara. Nel movimento trascina con sè Kisenosato che perde l’equilibrio e subisce il sukuinage.

Tenta il tutto per tutto Chiyotaikai (2-7) che allunga un braccio verso il collo di Asashoryu (9-0), che è costretto a indietreggiare con il busto alto. La presa sul dohyo è però granitica e lo Yokozuna, dopo aver scartato di spalle, accorcia la distanza e va alla doppia presa (destra interna). Un paio di strattoni e l’Ozeki giapponese è oltre il tawara. Sicuramente oltre le aspettative la partenza di Chiyotaikai e dimostrazione di eccellenza difensiva nella posizione assunta da Asashoryu all’uscita dal tachi-ai.

Kaio (6-3) va in progressione spingendo Miyabiyama (2-7), che cerca di mantenere la distanza appoggiando il braccio in estensione sotto il collo dell’Ozeki. Kaio insiste ma non riesce a chiudere e si espone alla contromossa dello Sceriffo che svicola di lato e mette l’avversario fronte al tawara. Difetta però di velocità Miyabiyama e consente, incredibilmente, a Kaio di girarsi prima di arrivare al contatto. L’indietreggiamento dell’Ozeki è da manuale e Miyabiyama finisce faccia in terra per la spinta sulla schiena ricevuta (hikiotoshi).

Kotooshu (8-1) e Aminishiki (2-7) si esibiscono in un tachi-ai un po’ scomposto con entrambi i rikishi piegati sulle gambe e in cerca dell’hatakikomi. I colpi di braccia continuano mentre i due Sanyaku si spostano sul dohyo. Aminishiki tenta il colpo risolutivo al quale Kotooshu si sottrae. Sul conseguente avanzamento del Komusubi giapponese, l’Ozeki bulgaro scarta di lato, manda a vuoto l’avversario e porta l’okuridashi decisivo.

Delude un po’ uno dei bout più attesi della giornata. Kotomitsuki (8-1) impatta e si ritrae al tachi-ai cercando l’hatakikomi. Kakuryu (7-2) si lascia sorprendere ma recupera l’equilibrio, si gira sulla sua destra per fronteggiare l’Ozeki che si era opportunamente spostato lateralmente e prova a portare qualche concitato tsuppari senza preoccuparsi di curare la posizione dei piedi. Kotomitsuki si difende con una una poderosa manata che manda a gambe levate il M3 mongolo.

Harumafuji (6-3) allunga entrambe le mani verso il collo di Kyokutenho (2-7) e si dispone con il corpo per la spinta. Il M2 si lascia sorprendere e nel tentativo di sottrarsi esce in modo scomposto dal dohyo.

Kotoshigiku (4-5) subito in progressione con il gomito destro di Tochinoshin (2-7) ben imprigionato all’interno del proprio braccio sinistro. Il Sekiwake continua nella sua spinta senza dare modo al M1 georgiano di chinarsi in avanti per lo stallo e chiude velocemente in yorikiri.

Baruto (7-2) esce dal tachi-ai in presa al mawashi e dopo aver portato un po’ a spasso per il dohyo Shotenro (1-8) lo deposita oltre il tawara (yorikiri).

Takamisakari (6-4) e Aran (4-6) se le suonano di santa ragione a centro dohyo come in uno dei migliori film di Bud Spencer e Terence Hill. Al tachi-ai il sosia di Kokkai cerca di prendere per le spalle il M7 giapponese, che però riesce a divincolarsi. Inizia così il mutuo e confusionario scambio di tsuppari (o meglio di “manate” ) con entrambi i rikishi decisamente scomposti. Il tutto si conclude con lo spintone in tuffo del buon Takamisakari, che plana oltre il tawara. Il gyoji assegna a sorpresa la vittora al M7 russo, ma il conciliabilo degli shinpan individua in Takamisakari il giusto, a mio modo di vedere, vincitore.

Categoria: Aki Basho 2009

Marco Di DonfrancescoUn uomo solo al comando

Non mostra segni di cedimento Asashoryu che si sbarazza di un’altra delle proprie nemesi storiche, Kotoshogiku, e resta da solo in vetta alla classifica.
Nakabi amaro, invece, per Kotomitsuki che si deve arrendere a un Kisenosato tatticamente e tecnicamente perfetto e perde il punto di vantaggio sugli immediati inseguitori. Hakuho, infatti, dispone a proprio piacimento di Tamanoshima e Kotooshu riprende la sua marcia, dopo la battuta d’arresto di ieri, imponendosi senza rischiare nulla su Toyonoshima.
Vince e resta con i primi anche il mongolo Kakuryu vittorioso sul connazionale Kyokutenho. A ruota Baruto non troppo impegnato da Miyabiyama.
Nel resto del Sanyaku vincono gli Ozeki Kaio, che si impone su Chiyotaikai, e Harumafuji e, dopo mono-ii, anche il Komusubi Aminishiki.

Asashoryu (8-0) effettua il tachi-ai andando in presa interna destra e quindi scivola sui talloni per assorbire il tentativo di progressione di Kotoshogiku (3-5). Il Sekiwake resta sempre con il busto alto e prova a forzare la presa dello Yokozuna con i consueti movimenti “tarantolati”. Asashoryu è però accorto e lesto nello spostarsi sul fianco per portare un plateale uwatenage che non concede scampo a Kotoshogiku.

Tachi-ai in presa alta per Hakuho (7-1) e Tamanoshima (1-7). Il confronto si fa statico e il M3 si difende bene rintuzzando i movimenti dello Yokozuna. Hakuho cambia tattica, abbassa la destra per la presa al mawashi e strattona poderosamente Tamanoshima portando al contempo la mano sinistra dietro la nuca dell’avversario. Il primo strattone non è sufficiente perchè Tamanoshima conserva l’equilibrio, ma lo Yokozuna continua nell’azione e dopo averlo portato un po’ a spasso per il dohyo costringe il M3 a subire l’okuridashi.

Ancora un tachi-ai a testa bassa per Harumafuji (5-3) che si infila sotto la linea delle spalle di Shotenro (1-7) e va in progressione. Il M2 si sposta lateralmente per sottrarsi alla spinta dell’Ozeki, che però gli resta addosso e chiude in yorikiri.

Chiyotaikai (2-6) va a vuoto con gli tsuppari e concede la doppia presa a Kaio (5-3). Il Decano si prende qualche secondo per imprigionare l’avversario e quindi va in progressione per lo yorikiri.

Kotooshu (7-1) effettua il tachi-ai con il busto basso e spinge con entrambe le braccia Toyonoshima (3-5) per tenerlo a distanza. L’Ozeki bulgaro si impossessa rapidamente del centro dohyo e attende i tentativi del M4 di accorciare la distanza per respingerlo sbracciando. Dopo l’ennesimo tentativo a vuoto di Toyonoshima è Kotooshu a accorciare al distanza, assestare la presa e chiudere l’uwatenage schiacciando il povero Toyonoshima sotto la sua mole per vincerne l’ultima strenua resistenza.

Kisenosato (5-3) si rialza per primo dal tachi-ai e costringe Kotomitsuki (7-1) alla posizione difensiva con il busto allungato in avanti, la mano sinistra in presa al mawashi e il bacino molto arretrato. Il Sekiwake non si concede pause e continua a forzare con il busto e la spinta di gambe la difesa dell’Ozeki. Tenendo il busto sempre ben eretto e lavorando con le spalle e le braccia in appoggio sul torace dell’avversario, Kisenosato riesce infine a costringere Kotomitsuki a rialzarsi e a indietreggiare. Il Sekiwake va alla presa, strattona, si porta alle spalle dell’Ozeki, costretto alla rotazione dal colpo dell’avversario, e quindi lo spinge fuori dal tawara.

Aminishiki (2-6) tenta lo spostamento laterale al tachi-ai ma Tochinoshin (2-6) è attento e non si fa sorprendere. Fallita la presa al braccio del M1, il Komusubi giapponese è costretto al confronto frontale che vede prevalere rapidamente Tochinoshin. La conclusione vede entrambi i rikishi finire oltre il tawara con il M1 in evidente azione offensiva, ma incapace di controllare il proprio movimento che lo porta a mettere il piede destro fuori dal dohyo mentre l’avversario è ancora in aria per effetto della poderosa spinta ricevuta. Conciliabolo degli shinpan e vittoria assegnata a Aminishiki per un improbabile shitatenage.

Miyabiyama (2-6) rifiuta dapprima il tachi-ai e quindi si esibisce nella solita salva di tsuppari. Baruto (6-2) ripaga lo Sceriffo con la stessa moneta e i due rikishi si ritrovano entrambi a mulinare le braccia, in modo un po’ scomposto, a dire il vero, e senza apprezzabile velocità, a centro dohyo. Il Komusubi estone è sicuramente più dinamico del M1 e sfrutta uno dei propri movimenti laterali per portare lo uwatedashinage su un Miyabiyama chiaramente in debito di ossigeno.

Kakuryu (7-1) impatta frontalmente e va immediatamente alla presa sinistra interna. Il M3 scarta quindi molto velocemente di lato per sbilanciare all’indietro Kyokutenho (2-6). Il M2, incapace di contrastare efficacemente la dinamicità l’avversario e di andare almeno ad una presa difensiva, si ritrova fuori dal dohyo in poche frazioni di secondo (yorikiri).

Goeido (4-4) esce dal tachi-ai in kotenage e chiude velocemente per hatakikomi. Niente da fare per Takekaze (4-4), subito in affanno per il movimento laterale dell’avversario.

Interessante per la dinamicità il confronto fra Iwakiyama (5-3) e Homasho (5-3). Il M8 è più aggressivo, assesta una salva di tsuppari e quindi si esibisce nel classico movimento all’indietro con le mani sul collo dell’avversario per l’hikiotoshi. Homasho conserva miracolosamente l’equilibrio, nonostante l’evidente sbilanciamento, recupera la presa al tronco del M8 e completa il movimento per lo tsukiotoshi finale.

L’incontro fra i due anziani (66 anni in 2) ex-Sanyaku vede prevalere Wakanosato (5-3) su Takamisakari (4-4). Il M7 esce meglio dal tachi-ai, si insinua della guardia del M13 e va alla presa. Wakanosato assume un atteggiamento difensivo e si limita all’appoggio per sfruttare la notevole differenza di peso. Takamisakari mantiene costantemente l’inziativa e abbozza il movimento per la proiezione laterale (forse l’utchari nelle sue intenzioni): le gambe non reggono il proprio e l’altrui peso e il M7 finisce oltre il tawara (yorikiri).

Categoria: Aki Basho 2009

Marco Di DonfrancescoPre-Nakabi flash

Solo Asashoryu e Kotomitsuki al comando della classifica nel pre-Nakabi. Lascia infatti la “Compagnia dell’Anello” anche Kotooshu, che viene superato da Kakuryu, a sua volta stabilmente insediato nella parte altissima della classifica.
Come ampiamente prevedibile, si conferma nella muta dei primi inseguitori un rabbioso Hakuho che si sbarazza di Kotoshogiku.
Fra gli Ozeki, prestazioni convincenti Harumafuji e Kaio. Ancora una volta deludente invece Chiyotaikai battuto anche da Miyabiyama.
Il confronto fra Komusubi vede prevalere un Baruto tatticamente più accorto di Aminishiki.

Torna alla vittoria Hakuho (6-1) che dapprima impriogiona le braccia di Kotoshogiku (3-4) all’interno delle proprie e quindi passa alla presa interna destra. Lo Yokozuna arretra il bacino e inizia a scuotere le spalle per trovare la presa ottimale. Le braccia del Sekiwake, che rende diversi cm all’avversario, restano invece ad oscillare nel vuoto. La chiusura è scontata: torsione del busto e sukuinage devastante.

Se la prende comoda Tamanoshima (1-6), forse nel tentativo di innervosire Asashoryu (7-0). Il tachi-ai vede prevalere il M3 che riesce nella presa al braccio sinistro dello Yokozuna. Asashoryu è costretto ad una pericolosa posizione laterale e deve ricorrere a un duro lavoro di braccia, spalle e scarti di busto per recuperare la posizione frontale. Risistemate le distanze, il Grande Mago Mongolo si produce in un velocissimo spostamento sulla propria destra e, anche a causa della posizione della telecamera, per un attimo sembra quasi sparire, per poi rimaterializzarsi alle spalle di un Tamanoshima che stringe fra le braccia il vuoto mentre fronteggia il tawara. La conclusione di Asashoryu è come al solito plateale: lo Yokozuna si limita alla spinta di braccia sulla schiena dell’avversario ma accompagna il proprio movimento portando il ginocchio quasi sulle terga del M3 (okuridashi).

Kotomitsuki (7-0) si impone anche su Toyonoshima (3-4) e continua nella sua corsa allo yusho. All’Ozeki sono sufficienti l’impatto al tachi-ai e uno tsuppari per allontanare il M4. Durante lo spostamento all’indietro, cui è costretto dal colpo dell’avversario, a Toyonoshima cedono entrambe le ginocchia e il piccolo M4 si ritrova seduto sul dohyo (yoritaoshi).

Harumafuji (4-3) prevale in virtù della considerevole differenza di classe su Kisenosato (4-3). Il Sekiwake cerca subito di imprigionare il busto dell’Ozeki e contemporaneamente di spingerlo verso l’esterno. Harumafuji sembra subire l’azione dell’avversario, ma alla prima occasione buona va in presa esterna, avanza l’anca per guadagnare una posizione laterale, effettua la torsione e chiude con un pregevole uwatenage.

Bella affermazione di Kaio (4-3) che riesce a mantenere costantemente l’niziativa e l’appoggio su Tochinoshin (2-5). L’Ozeki esce in vantaggio dal tachi-ai (busto in avanti, bacino arretrato e presa interna sinistra), non si lascia mai sbilanciare all’indietro, contrasta efficacemente un tentativo di spostamento laterale del M2 e quindi, sulla ripartenza, si produce in una bella progressione, che conclude con lo yorikiri.

Ancora una vittoria per Miyabiyama (2-5) che si impone su un, a sua volta, improponibile Chiyotaikai (2-5). Lo Sceriffo appoggia entrambe le mani sotto il collo dell’Ozeki che è costretto ad arretrare il bacino e abbassare il busto per guadagnare lo spazio sufficiente per i propri tsuppari. Così facendo però l’Ozeki in pratica si auto-infigge l’hikiotoshi.

Kotooshu (6-1) e Kakuryu (6-1) effettuano entrambi il tachi-ai con le braccia protese in avanti nel mutuo tentativo di mantenere la distanza e impedire all’avversario la presa. Il conseguente scambio di tsuppari vede in leggero vantaggio il Maegashira mongolo che costringe l’Ozeki bulgaro a cedere terreno. Kotooshu nel tentativo di difesa lascia il braccio sinistro esposto per una frazione di secondo di troppo: Kakuryu va immediatamente alla presa e alla chiave articolare alla spalla, imponendo all’Ozeki la rotazione sul dohyo e l’inevitabile ruzzolone in terra (tottari).

Aminishiki (2-5) poggia i pugni in terra per primo e si scaglia con accettabile velocità su Baruto (5-2). Il Komusubi estone temporeggia, rialza il busto e neutralizza l’impatto del pari rango giapponese. Baruto allunga quindi le braccia in spinta e Aminishiki, in difetto di equilibrio, si ritrova in un attimo oltre il tawara (oshidashi).

L’eroe di ieri, Shotenro (1-6), ritorna immediatamente nei ranghi di una condotta anonima al cospetto di Tokitenku (3-4). Il M2 effettua un tachi-ai in bello stile bradipo d’acqua. Il M3, con un plateale movimento alla Dominguin, si sposta sulla propria sinistra e si limita a osservare l’avversario mentre rotola in terra. Facilmente Immaginabile l’imbarazzo del gyoji costretto comunque a chiamare un kimarite (ketaguri).

Categoria: Aki Basho 2009

Marco Di DonfrancescoQuello che non ti aspetti …

Giornata con il botto quella odierna: il finora anonimo Shotenro (1-5) va oltre ogni previsione e costringe il pubblico alla purple rain. In fondo il M2 non fa nulla di particolare e si limita ad un sostanzioso tachi-ai seguito da una condotta vigile. Shotenro impatta con le braccia a protezione del mawashi e costringe lo Yokozuna al subitaneo indietreggiamento per poi sfruttare il tentativo di progressione dell’avversario per mettere a segno un elementare hikiotoshi. Vero e proprio (oltre che inconsueto) passaggio a vuoto di Hakuho che si scompone fin dalle prime battute e cade incredibilmente nella (prevedibile) trappola del M2.

Asashoryu (6-0) sale sul dohyo ben consapevole dell’occasione che gli si presenta. Il pre tachi-ai non è granitico come nelle ultime giornate e a mio modo di vedere lo Yokozuna mostra qualche segno di nervosismo. Il tachi-ai è favorevole a Aminishiki (1-5), che costringe all’indietreggiamento l’avversario, ma deve piegarsi al dinamismo di Asashoryu che un piede in appoggio sul bordo del tawara e l’altro in aria lascia sfilare sotto di sè il Komusubi e porta a casa il punto. Dopo tanta potenza ecco la Magia che tutti ci aspettavamo (e auguravamo).

A punteggio pieno, al pari dello Yokozuna Ovest, restano i soli Kotooshu (6-0) e Kotomitsuki (6-0) autori di due prove speculari nella condotta e nella conclusione nei rispettivi incontri con Tamanoshima (1-5) e Kyokutenho (1-5). Quest’ultimo si arrende in pratica senza combattere all’Ozeki bulgaro, al quale non serve neanche la presa ma è sufficiente la progressione per portare lo yorikiri. Kyokutenho costringe invece Kotomitsuki a restare qualche secondo un più sul dohyo ma senza mai riuscire a guadagnare la distanza necessaria per provare a ribaltare l’inerzia del bout.

Anche Kakuryu (5-1) lascia la Compagnia dell’Anello: Harumafuji (3-3) carica a testa bassa, appoggia entrambe le braccia sul torace del M3 e lo spinge un po’ per il dohyo fino a che non lo costringe ad oltrepassare il tawara.

Perdono Kaio (3-3), poco consistente con Kisenosato (4-2), e Chiyotaikai (2-4), incapace di imprimere potenza ai propri tsuppari. Tochinoshin (2-4) accorcia la distanza, va alla doppia presa interna, solleva l’Ozeki di peso e lo deposita oltre il tawara.

Baruto (4-2) si impone per yorikiri su Kotoshogiku (3-3) e nella parte bassa prima sconfitta per Masatsukasa (5-1) ad opera dell’esperto M11 koreano Kasugao (3-3).

La Compagnia dell’Anello si divide in due drappelli di ugual consistenza. L’uno capitanato da Asashoryu, l’altro, ad inseguire, da Hakuho. Chissà che non si ricongiungano almeno in parte lungo la strada per il regno di Sauron.

Categoria: Aki Basho 2009
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