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Pierfranco SpazianiNuovo banzuke

Il Nihon Sumo Kyokai ha annunciato che il nuovo banzuke verrà reso noto il prossimo 26 giugno: sono attese le promozioni di Asasekiryu e Kisenosato tra i Komusubi e la conferma di Tochiazuma kabodan.

Categoria: Natsu Basho 2006

Pierfranco SpazianiKeiko news

Tochiazuma si allena con un lavoro leggero e rimane incerta la sua partecipazione a luglio.
Esercizi di preparazione anche per Hakuho, senza combattimenti. Alessandro ci ha trasmesso alcune notizie sugli esordi del neo-vincitore del Natsu Basho. Sei anni fa, appena giunto in Giappone, Hakuho pesava 68 kg ed è stato invitato a provare alcuni tachi-ai in una scuola. L’occhio acuto dell’osservatore, Kumagatani-san, lo ha individuato come un possibile talento del sumo e lo ha preso sotto custodia, lanciandolo verso il futuro che tutti conosciamo.

Categoria: Natsu Basho 2006

Pierfranco SpazianiCommento post-Basho

Fino a qualche mese fa, Asashoryu sembrava la particella di sodio in acqua Lete: pur non cercando disperatamente compagnia, come la suddetta particella, la sua solitudine era palese, se non altro agli occhi di chi non la smetteva di confrontarlo negativamente ai grandi Yokozuna del passato e gli rinfacciava l’assenza di validi competitori al suo strapotere.
Poi, d’incanto, ecco spuntare Kotooshu, effimero avversario durato “l’espace d’un matin”, e, finalmente, l’attesissimo Hakuho, dopo l’intermezzo invernale del maturo Tochiazuma. Ed altri ancora si faranno avanti, d’ora in poi, ne sono certo. Partendo da questa semplice constatazione, agevolata dal ritiro dello Yokozuna a Tokio, mi accingo a darvi la mia personale panoramica sul Natsu Basho appena concluso.

Abbiamo superato il terzo appuntamento della stagione ed abbiamo già visto due playoff, con Hakuho protagonista in entrambi i casi. Ha perso contro Asashoryu ed ha sconfitto Miyabiyama, come tutti sappiamo, ma è bene ricordare che Hakuho era stato protagonista anche a gennaio, mancando lo spareggio a causa di un improvviso (ma quanto mai tempestivo) attacco di cecità momentanea dei giudici, sindrome che continua ad affliggere la categoria con preoccupante ripetitività. Anche a Tokio.
Hakuho è il primo rikishi a manifestare quella continuità di rendimento che andavamo cercando da anni, imponendosi al giudizio dello Yokozuna Deliberation Council prima come immancabile Ozeki, dopo due soli Tornei da Sekiwake, poi come doveroso candidato al massimo livello del sumo. La coabitazione con Asashoryu sarebbe possibile fin da luglio, qualora vincesse lo yusho ovvero arrivasse secondo con almeno 13-2.

Nel grigiore di un Torneo avaro di spunti tecnici esaltanti, Hakuho si è imposto con un ruolino di marcia degno di uno Yokozuna, appunto, concedendosi, si fa per dire, un’unica distrazione nel match contro Miyabiyama: l’errore dell’Ozeki mongolo poteva risultare decisivo, visto lo sviluppo del Torneo, e comprometterne addirittura l’approdo al playoff. Sotto la pressione di un contendente che acquisiva sicurezza di giorno in giorno, c’era il rischio di essere colto dalla kotooshuite, altro disturbo assai noto in Giappone, ma di provenienza bulgara. Invece Hakuho ha tenuto saldi sia i nervi che la presa al mawashi, dimostrando un carattere da veterano del dohyo ed esibendo tutto il suo talentuoso kimarite. Andando ad analizzare i suoi incontri, ci accorgiamo che è stato più impegnato da certi Maegashira (Asasekiryu, Kisenosato ed Aminishiki) piuttosto che dai Sanyaku, fatta eccezione per Kotomitsuki e Miyabiyama. Tra l’altro, come avrete notato, Hakuho non ha disputato l’ultimo match contro Kaio, giunto appena al limite del kachi-koshi, avendo il Kyokai deciso di opporgli Baruto, detentore di uno score decisamente migliore. Hakuho ci ha deliziati con tutta la sua abilità nel proporre un sumo di altissima cifra tecnica, in cui la forza fisica sembra quasi passare in secondo piano: come ho più volte affermato, la cosa che maggiormente mi stupisce è la naturalezza del gesto, resa possibile da una struttura fisica ideale (altezza, peso, gambe forti e scattanti, braccia lunghe che tengono a distanza la presa dell’avversario) e da un grande senso dell’equilibrio, anche in situazioni difensive. Ho notato che Hakuho non si è mai fatto sbilanciare, mentre retrocedeva sotto la spinta dell’avversario, riuscendo sempre a mantenere una posizione proiettata in avanti, cosa che gli ha permesso di ripartire, a sua volta, mantenendo la stessa impostazione dei piedi e delle mani. Un vantaggio non indifferente, che gli ha evitato pericolosi spostamenti del baricentro.
Hakuho ha dato prova di meritare lo yusho e la tsuna, sebbene quest’ultima sarebbe giusto, ed emozionante, che la ricevesse personalmente dalle mani di Asashoryu, a Nagoya. La sfida ci sarà, a detta del portavoce dello Yokozuna, e le scintille arriveranno anche in Italia, grazie alla presenza in loco di una task force di sumo.it, guidata da Julien-san (non invertite i termini, per carità!).

Miyabiyama è uscito sconfitto da un contesto che lo ha visto prossimo al grande exploit: il suo 14-1 è un risultato senza precedenti, ma che va a coronare un crescendo di buone prestazioni. Avevo lodato il Sekiwake, al termine dell’Haru Basho, per aver sconfitto Tochiazuma ed essere tornato nei ranghi importanti del banzuke con un bel 10-5. Ricordiamoci che Miyabiyama è stato Ozeki dal luglio del 2000 al settembre del 2001, a seguito di una serie di kachi-koshi che lo avevano premiato in breve tempo, senza però produrre ulteriori acuti di rilievo. La sua altalenante carriera lo ha portato continuamente dentro e fuori dal Sanyaku, ma ora potrebbe riprendersi un posto tra gli Ozeki, visto che a Nagoya Tochiazuma sarà kabodan e potrebbe non arrivare a disputare il Torneo a causa dell’infortunio al ginocchio. Una prospettiva accattivante, per il Sekiwake, resa ancor più luminosa dai premi ricevuti a Tokio: Outstanding Performance Award e Technique Prize. La corsa di Miyabiyama è avvenuta nel suo tipico stile di combattimento, vale a dire di forza e coraggio. Coma ha acutamente osservato Luca, nei suoi commenti, Miyabiyama appare come un Kokkai meno rozzo ed impulsivo, senza volerlo sminuire in modo irriverente. Ma l’essenza del suo sumo è questa; certamente più redditizia di quella del georgiano, ma pur sempre la meno raffinata del Sanyaku.
Miyabiyama usa bene lo tsuppari ed ha demolito Kaio, Kotomitsuki e Baruto, i rikishi della sua stazza, con il bout impostato sul ritmo. Stesso discorso contro Chiyotaikai, più leggero ma abilissimo in campo aperto. Le difficoltà sono sopravvenute contro i rikishi che lo ha costretto ad un match più tecnico, come Kisenosato e Kyokutenho, l’unico ad averlo battuto. Poi c’è stato il verdetto non condivisibile del bout con Kyokushuzan, ma è inutile polemizzare a posteriori. In ultima analisi, il tachi-ai a piedi larghi e le manate di sbarramento al volto hanno reso moltissimo al Sekiwake quasi trentenne, fino a fargli assaporare il gusto della clamorosa impresa finale, cui si è opposto il futuro Yokozuna. Bravo Miyabiyama, apostolo del sumo coriaceo e senza fronzoli.

La parte che era stata assegnata a Baruto, quella di rikishi rivelazione, è stata interpretata dall’estone in maniera magistrale, al punto da diffondere una certa inquietudine nei due leaders del Torneo. Baruto diventerà fortissimo? Ingestibile? Sarà il nuovo Raiden? Sono argomenti emersi dalle dichiarazioni di grandi rikishi del passato, tra i quali Taiho, ma che troveranno risposta solo nel prossimo futuro, quando Baruto se la vedrà stabilmente con i Sanyaku. L’attuale realtà ci dice che l’estone è ancora immaturo, per quel livello. Ha perso nettamente i due confronti che ha sostenuto con Hakuho e Miyabiyama, peccando di ingenuità e precipitazione, ma ciò non toglie che il giovane baltico abbia fatto la sua bella figura, impressionando il pubblico e la critica: il Fighting Spirit Prize che gli è stato conferito ne è la testimonianza concreta.

Asasekiryu sarà Komusubi, a Nagoya, e la promozione se l’è meritata in pieno, insieme al Fighting Spirit Prize che ha condiviso con Baruto. La sua performance è stata convincente e continua, a parte le sconfitte da mettere in preventivo. Devo ammettere che sono contento di rivedere Asasekiryu tirato a lucido ed in grado di tornare a praticare un buon sumo. La sua vittoria su Tochiazuma è stata cristallina ed ottenuta con bella prontezza di riflessi. Asasekiryu aveva già castigato Kaio alla prima giornata ed ha continuato a battere i Sanyaku con estrema disinvoltura, inducendo alcuni spettatori all’onore del lancio del cuscino per le vittorie su Chiyotaikai e Kotooshu. Gli unici Sanyaku a batterlo sono stati Hakuho e Miyabiyama, come da preventivo.

Lo spazio per il commento degli altri Ozeki non poteva essere che questo, dopo i brillanti Maegashira di Tokio.

Chiyotaikai ha iniziato alla grande, con 7 vittorie di fila, ed ancora alla decima giornata era tra i primi, con una sola sconfitta. Poi c’è stato il tracollo, segnato da 4 sconfitte nelle ultime 5 giornate: in totale 10-5. Ha battuto solo gli spenti Komusubi e Kaio, mentre ha perso con tutti gli altri Sanyaku. Un bottino piuttosto misero, ma in linea con quanto Chiyotaikai raccoglie solitamente. La sua striscia iniziale aveva tratto in inganno molti commentatori, poi l’epilogo lo ha riportato sui livelli consueti e non appaganti, per un Ozeki. Come diciamo da tempo, la linea di galleggiamento è il massimo che si può sperare di ammirare dagli Ozeki giapponesi, tolte le sfuriate di Tochiazuma.

Kaio non sfugge a questo teorema, con un 9-6 raccolto con l’orgoglio del combattente che incute ancora rispetto negli animi dei rikishi meno blasonati. Anch’egli non ha potuto fare a meno di battere i poveri Komusubi, per cedere poi in blocco ai veri Sanyaku. E fortuna ha voluto che il calendario lo esentasse dal match contro Hakuho, mentre i malanni fisici lo avevano già dispensato dal confronto con Asashoryu e Tochiazuma, altrimenti il kachi-koshi sarebbe stato un miraggio. Kaio vivrà un tranquillo Nagoya Basho, perchè, male che vada, sarà kabodan solo a settembre: contento lui…

Su Kotooshu abbiamo detto praticamente tutto nei commenti quotidiani. Ha smarrito ogni riferimento tattico e tecnico, vittima di un infortunio a marzo e di sè stesso a maggio. Doveva essere il primo europeo a vincere lo yusho, lo aveva fatto sognare ad una nazione intera, eppure si è spiaggiato come un cetaceo che ha perso l’orientamento. Speriamo di vederlo di nuovo in assetto a Nagoya, anche se i segnali non sono affatto confortanti.

Hanno deluso in tandem i Komusubi. Ama non ha fatto altro che battere un Tochiazuma già in difficoltà fisica, mentre a Kyokutenho va il solo merito di aver inusitatamente fermato Miyabiyama. Troppo poco, per i due mongoli, e particolarmente per il prode Ama, mini-rikishi dei miracoli.

Un plauso a Kisenosato, oggetto di una querelle senza fine, ma sicuro di salire sul dohyo di Nagoya da Komusubi. Non intendo cercare di farne un campione senza credenziali, badate bene, ma ho ravvisato un buon atteggiamento di fondo, nei suoi bouts, e lo sostengo fino a prova contraria. Tutto il resto è già nel forum.

Un Torneo positivo anche per Kotoshogiku, che salirà di grado, e Kyokushuzan, che gli farà compagnia. Tra i tanti kachi-koshi, scelgo di menzionare Futeno ed Hakurozan: il primo perchè mi è simpatico e lo stimo, il secondo, invece, perchè non mi capacito di come ci sia riuscito.

Sayonara.

Categoria: Natsu Basho 2006

Pierfranco SpazianiTochiazuma kabodan a Nagoya

Dopo il ritiro di Tokio, Tochiazuma rischia la retrocessione a Nagoya. Ma la sua presenza è in forse, in quanto il ginocchio sinistro non è in buone condizioni e potrebbe aver bisogno di un intervento chirurgico in endoscopia.

Categoria: Natsu Basho 2006

Pierfranco SpazianiI programmi di Hakuho

Hakuho si allenerà in modo intensivo con Baruto: questa è la notizia del giorno. Evidentemente il trionfatore di Tokio ritiene di poter portare a termine una preparazione completa misurandosi con un rikishi forte fisicamente e non ancora ben conosciuto dal punto di vista tecnico.
Ma Hakuho deve anche affrontare il problema di un’eventuale promozione a Yokozuna, cosa che comporterebbe la doverosità di una scelta, in breve tempo, tra i due stili ammessi per lo Yokozuna Dohyo Iri, la cerimonia d’ingesso degli Yokozuna: Shiranui ed Unryuu.
Per un report completo, visitate sumonews: l’argomento è molto interessante e presto Julien pubblicherà un suo approfondimento al riguardo.

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Pierfranco SpazianiHakuho Yokozuna a Nagoya?

I commenti dello Yokozuna Deliberation Council sono puntualmente giunti insieme alle previsioni per Nagoya. In sostanza, a parte la matematica certezza della promozione in caso di vittoria, se Hakuho dovesse arrivare secondo con 13-2, verrebbe comunque presa in considerazione la promozione a Yokozuna. Esistono dei precedenti che danno sostegno a questa ipotesi, secondo i dirigenti giapponesi, ed Hakuho ha dichiarato di sentirsi pronto a ripetere l’impresa appena compiuta.

Categoria: Natsu Basho 2006

Pierfranco SpazianiGiornata finale

Ho trascorso tutta la mattinata al telefono, come per ogni senshuraku che si rispetti. Alessandro, da Tokio, mi ha raccontato l’atmosfera che si viveva nell’immediata vigilia del duello finale ed abbiamo assistito insieme al frenetico playoff dei Juryo, poi Julien mi ha accompagnato verso il playoff dei Makuuchi tifando per Miyabiyama. Infine Luca ha commentato con me la vittoria di Hakuho e le possibili promozioni di luglio. Tutto nella norma, compreso l’epilogo del Natsu Basho. Nella norma, appunto, perchè ha vinto l’unico rikishi legittimato ad alzare la Coppa dell’Imperatore con un fulgido avvenire all’orizzonte. Non me ne vogliano i tifosi di Miyabiyama, Julien in testa, ma questo Torneo aveva già dato tutto quello che poteva, dal punto di vista delle sorprese, e non avrei retto all’ennesima rivoluzione in corso d’opera. A renderci sazi avevano concorso le assenze dello Yokozuna e del suo acerrimo concorrente, il puntuale disastro dei Komusubi, la chiassosa irruzione di Baruto, il torpore agonistico di Kotooshu e, naturalmente, la straordinaria cavalcata dello sceriffo Miyabiyama. Avendo sfiorato l’indigestione, possiamo considerarci emotivamente appagati.

Hakuho vince dunque il suo primo yusho e sferra l’attacco decisivo allo Yokozuna, con la ferma intenzione di creare un regno mongolo bipolare in Giappone. Nel match contro Baruto aveva fatto capire a tutti di non essere stato assolutamente colpito dalla vittoria di Miyabiyama su Asasekiryu. Chi lo voleva teso e sotto pressione, ha ricevuto una risposta squillante ed indiscutibile.
Invece di portare la solita presa sinistra centrale ed interna, Hakuho ha sorpreso Baruto con una presa sinistra esterna al mawashi, praticamente alle spalle dell’estone, ed ha fatto perno sul piede sinistro per piazzare un mirabile uwatedashinage: roba per palati fini. Pochi minuti prima, come detto, Miyabiyama aveva scaraventato Asasekiryu fuori dalla sacra circonferenza con una serie di spinte rabbiose, concluse con un oshidashi che aveva infiammato il pubblico. Negli occhi di Miyabiyama si leggeva il furore agonistico, la volontà di crederci davvero. E la stessa intensità era ancora presente nel Sekiwake quando si è ripresentato sul dohyo per l’ultimo atto del Torneo: allora, solo allora, ho intuito in Hakuho uno stato di tensione giunto all’improvviso, quasi una certa paura di vincere ed entrare nell’albo d’oro del sumo. Ma si è trattato di un istante, come se il ricordo della sconfitta di marzo cercasse d’impossessarsi di lui e fosse respinto con tutta la concentrazione possibile sul match.

L’uscita dal tachi-ai è stata simultanea e con entrambi i rikishi alla ricerca della tattica preferita: Miyabiyama ha tenuto lontano Hakuho dal proprio mawashi ed ha accennato uno spintonamento per tenere la distanza, Hakuho ha risposto spostandosi e cercando in tutti i modi di bloccare le braccia del Sekiwake. La fase aggressiva del bout si è interrotta quando Hakuho ha raggiunto la doppia presa al mawashi ed ha impedito a Miyabiyama di fare altrettanto, tenendo il braccio destro molto alto e teso; a questo punto è intervenuta la fase di studio per Hakuho e la stanchezza per Miyabiyama, visibilmente provato dalla fatica. Per diversi secondi i due hanno stazionato a centro dohyo, però il destino del giapponese era ormai scritto. Hakuho ha perfezionato la stretta ed ha iniziato l’avvicinamento al tawara, inesorabile linea di confine tra la gloria e la sconfitta. Miyabiyama ha provato ad opporre l’ultimo flatus d’orgoglio, conscio che nulla avrebbe potuto più negare il trionfo all’Ozeki mongolo. Lo yorikiri ha posto fine al bout rispettando la logica delle forze in campo.

La prima considerazione che mi sento di fare è che il sumo di Hakuho ha raggiunto un livello di raffinatezza veramente esemplare, svincolato dallo stereotipo imposto da Asashoryu. I due fenomeni mongoli condividono classe e fantasia, ma gli stili sono ormai assolutamente definiti. Asashoryu è la macchina perfetta, soffocante e dalle mille risorse, mentre Hakuho gode di un vantaggio fisico che sfrutta in modo magnifico, imbastendo trame tattiche di rara efficacia. Sono entrambi tecnicamente oltre l’eccellenza e solo l’apparire di qualche mostro di forza e bravura li potrà detronizzare. Hakuho è giovane e può permettersi di non sentirsi ossessionato dai primati dello Yokozuna; avrà tempo e modo di misurarsi con il Grande Mago Mongolo e per noi appassionati sarà uno spettacolo suggestivo.

A questo show potrebbero partecipare la rivelazione Baruto, il rampante Kisenosato e, chissà, anche qualcuno dei rikishi attualmente in ombra. Parlo di Kotooshu e Tochiazuma, esclusi, per motivi diversi, dal banchetto di Tokio. Aspettiamo e vediamo cosa ci riserverà il prossimo appuntamento di Nagoya.

Nei prossimi giorni faremo il punto sugli altri protagonisti, in positivo ed in negativo, del Natsu Basho.

Per il momento ringrazio tutti voi per essere stati fedeli al nostro impegno e rivolgo un particolare tributo di riconoscenza a Julien, Luca ed Alessandro per la loro passione, competenza e… sopportazione.

Sayonara.

Categoria: Natsu Basho 2006

Pierfranco SpazianiHakuho vince il play-off!

Al termine di un Torneo condotto sempre in testa, Hakuho e Miyabiyama si sono giocati lo yusho allo spareggio. Grande intensità emotiva ed agonistica e vittoria dell’Ozeki mongolo per yorikiri. Miyabiyama ha ceduto solo dopo un lungo match di studio, confermando il proprio stato di grazia.
Visibilimente emozionato Hakuho, al limite della commozione, durante la cerimonia di premiazione; ora si prospetta la promozione a Yokozuna.

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LucaFurlotti14a giornata

Ciao amici sumospettatori

Questo torneo senza Yokozuna e primo aspirante alla promozione (e con un paio di Ozeki in cronica crisi di rendimento) avrà pure contenuti tecnici non straordinari, ma di certo non mancano la suspance e i motivi di
interesse. Anzi, l’ultima giornata si prospetta come un vero thriller.

Asasekiryu e Baruto sono avversari insidiosi per Miyabiyama e Hakuho: peserà anche l’atteggiamento dei due (per ora) Maegashira nei confronti di bouts che sono determinanti per l’assegnazione dello yusho, ma per loro pressochè
ininfluenti.

Asasekiryu, anche se ieri è stato ridicolizzato da Baruto e in generale appare un po’ “leggero”, è noto per la capacità di porsi contro i Sanyaku con un approccio strategico ben preparato e spesso determinante: vedremo.

Baruto sembra avere le caratteristiche per mettere in seria difficoltà Hakuho. E’ un rikishi potente e pesante, caratteristica che Hakuho a volte soffre. Ma soprattutto ha una forza sovrumana quando riesce ad andare in presa, situazione in cui spesso i suoi avversari finiscono come nella pubblicità del Duplo… Ora, Hakuho esprime il meglio della sua tecnica proprio nei confronti di presa, mentre non è un fenomeno nè dello tsuppari nè dello spintonamento alla Miyabiyama/Kokkai. Il confronto è inedito e perciò ancor più insidioso per chi si gioca lo yusho: credo che Hakuho abbia sulla carta l’incontro più rischioso e difficile. Se riuscirà ad approdare allo spareggio, a quel punto sarà il favorito.

Oggi Baruto ha palesato contro Miyabiyama la sua inesperienza (e qualcuno ha già parlato di approccio remissivo al bout). Non c’erano le condizioni per provare l’hatakikomi, e la sua insistenza nel provare, in arretramento, una tecnica che oramai era chiaro non stesse sortendo effetto, ricorda certi bout dell’ultimo Kotooshu. Baruto ha poi peccato di staticità, una volta giunto ai
margini del dohyo.

Il sumo di Miyabiyama è particolarmente ostico ed efficace, ma di sicuro non è materia per esteti: come accennavo prima, sembra un Kokkai meno naif.

Hakuho ha vinto agevolmente contro Chiyotaikai, che ha mostrato lo stesso, per me, inspiegabile limite già palesato contro Miyabiyama e Kotomitsuki: se per qualche ragione il suo vorticoso ed implacabile tsuppari non riesce a partire da subito, all’uscita del tachi-ai, poi non parte più, indipendentemente dagli sviluppi successivi dell’incontro. E’ come se, una volta sballottato, Chiyotaikai avesse un’inerzia forse anche psicologica a ritrovare, quando se ne presentino le condizioni, la
coordinazione per eseguire lo tsuppari. E, orfano inconsolabile dello tsuppari, Chiyotaikai non è un Ozeki.

Un cenno a Kotooshu-Kaio, sfida che, pur non essendo nessuno dei due Ozeki in condizione di kobodan, ha assunto di fatto il sapore dello spareggio per la retrocessione.
Ha vinto, e per una volta in modo convincente e piuttosto
tecnico, Kotooshu. Resta il fatto che entrambi non sembrano attualmente in grado di restare oltre quel livello del banzuke, soprattutto alla luce delle prossime promozioni di Miyabiyama (imminente) e Baruto (futura ma quasi scontata).

Ieri Futeno era già in possesso del proprio kachi-koshi, oggi missione compiuta per Kokkai, Kotoshogiku, Roho, Jumonji e Yoshikaze. Domani saranno in molti ad avere l’ultima occasione per agguantare lo score positivo: Kotooshu, Kotomitsuki, Kisenosato, Iwakiyama, Toyonoshima, Takamisakari, Dejima, Tosanoumi e Buyuzan. Un vero esercito di rikishi, fra i quali alcuni avrebbero già dovuto sbrigare la pratica da molto tempo…

Sayonara a tutti!

Categoria: Natsu Basho 2006

Pierfranco SpazianiAncora parità: senshuraku di fuoco!

Miyabiyama blocca il primo tentativo di Baruto di entrare di prepotenza nella gloria del sumo e lo batte nettamente.
Hakuho non ha problemi contro Chiyotaikai e l’ultima giornata sarà decisiva.
Asasekiryu va 10-4 contro Kyokushuzan.
Kotooshu (7-7) batte Kaio (8-6) e potrebbe ancora salvare il kachi-koshi contro Chiyotaikai.
Futeno si porta sul 9-5 contro Buyuzan, firmando un basho più che positivo.
Kachi-koshi anticipato per Kokkai, Kotoshogiku, Roho, Jumonji e Yoshikaze.

Categoria: Natsu Basho 2006
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