Archivi del blog

Pierfranco SpazianiCommento Post-Basho

Miei cari lettori, è giunto il momento di tirare le somme di tutto
quello che abbiamo visto nel corso del Nagoya Basho, in base ai pronostici
confermati, alle aspettative deluse, alle sorprese di buon auspicio
e, soprattutto, alle opinioni che voi stessi avete manifestato con
tanta passione e competenza.

La mia prima impressione è che l’alternanza degli sfidanti non abbia
ancora delineato la tipologia esatta dell’anti-Asashoryu, in quanto
nessuno dei possibili candidati ha espresso con continuità tutti i
parametri del campione. Non mi riferisco alla sola capacità tecnico-atletica,
presente a vari stadi in diversi rikishi, ma intendo la calibrata qualità
di compendiare gli atteggiamenti tattici e psicologici che devono sorreggere
le doti fondamentali del campione. Un dato può aiutarci ad inquadrare
meglio la situazione: tra i Sanyaku, a parte Asashoryu, solo Kotooshu
e Kaio hanno raggiunto almeno le 10 vittorie, e Kaio non ha certo di
fronte a sé 10 anni di carriera.
Forse la chiave di lettura deve essere ricercata nel fatto che chi
batte Asashoryu non vince il torneo, ovvero che batterlo non costituisce
il punto d’arrivo, se poi non si ha la solidità per sostenere la distanza.
Asashoryu ha scommesso sulle carenze altrui per rivendicare il dominio,
forte del suo potenziale e dell’impatto che riesce ad avere sugli altri
rikishi, direttamente e indirettamente: A dimostrazione di questo concetto,
posso portare un esempio concreto: Kotooshu ha disputato il suo ultimo
match contro Wakanosato pensando già a come battere Asashoryu nel play-off,
mentre lo Yokozuna ha affrontato gli ultimi quattro incontri COME SE
FOSSERO STATI UN PLAY-OFF.
E’ embematico lo sguardo velato di rammarico e di consapevole colpevolezza
con cui il bulgaro ha lasciato la platea dopo aver assistito all’ultima
fatica di Asashoryu, nuovo Ercole del sumo, e che è stato immortalato
nel bellissimo montaggio degli hilights che vi abbiamo messo a disposizione
sul sito. Si è trattato di un duro insegnamento che tutti devono apprendere
se vogliono reclamare il diritto a fregiarsi dello scalpo di Asashoryu,
il quale ha voluto imprimere il suo tredicesimo sigillo con giustificata
superbia, concedendosi alle telecamere, da consumato divo, nel pieno
della propria estasi da vittoria.

Asashoryu sta condizionando il sumo più di qualsiasi altro Yokozuna
del passato, perchè non consente, se non occasionalmente, di studiare
vere e proprie contromisure alla sua immensa classe e non dà accesso
ad altri al vertice del banzuke. La prova sta nel fatto che persino
i giudici si sono dimostrati impreparati a valutare le mille sfacettature
creative che egli dimostra di possedere, oltre al dinamismo davvero
impressionante che sprigiona in ogni dettaglio del suo modo di fare
sumo. E la differente concentrazione che possiede gli evita di fallire
un tachi-ai da anni, cosa che non ravviso in nessun altro rikishi attuale;.
troppe volte ho assistito a repentine sconfitte degli Ozeki e di altri
quotati sekitori, ma non ricordo di aver visto Asashoryu crollare al
suolo o volare fuori dal dohyo in un secondo o poco più. Se non consideriamo
la parentesi matrimoniale del settembre 2004, che lo ha distratto dall’Aki
Basho, ci troviamo ad enumerare solo vittorie e pochi spasmi di vera
incertezza in ben 9 Tornei. Se ci mettiamo anche che le sconfitte di
Asashoryu sono spettacolari quanto le sue vittorie, possiamo tranquillamente
considerarlo lo show-man del momento a tutti gli effetti.

E’ stato detto che le regole non riescono più a contenere la sua abilità
nel risolvere i combattimenti, ma, ancor di più, quelle applicate fino
ad ora si sono rivelate inadeguate allo scopo di definire un mono-ii.
In tutto questo, a Nagoya si è visto ciò che vado predicando da tempo:
i giapponesi devono fare i conti con altri modi di affrrontare il sumo.
Le radici della lotta a mani nude della Mongolia e quelle delle categorie
olimpiche dell’est europeo, stanno contaminando i canoni secolari del
sumo, a volte in maniera plateale: gaurdate Kokkai e ditemi se non
è vero! Se il Giappone è stato colpito dalla crisi della vocazioni,
non è colpa dei mongoli né degli europei.

Ancora una nota, per concludere la glorificazione dello Yokozuna:
i giapponesi non riescono proprio a digerire la permanenza stabile
di Asashoryu sul trono monoposto del sumo, dispensandogli continuamente
frecciate al curaro, come la favola che lo vorrebbe in partenza per
i circuiti del K1 e di altre forme di spettacolo marziale. Perché
i francesi, invece, pur nella loro incontrovertibile sete di nazionalismo,
hanno magnificato Armstrong come la leggenda vivente del Tour de
France?
Per i prossimi appuntamenti della stagione, Asashoryu ha lanciato
un proclama: "Sarò più forte, più cattivo e voglio la rivincita
con Kotooshu!". Immaginiamo quali accorgimenti saranno presi
per limitarne il rendimento: bendato, con una zavorra sulle braccia
e combattimenti contro 3 aversari contemporaneamente. Forse ci stanno
pensando davvero…

Ad accentuare il dolore dei nipponici, troviamo Kotooshu, Runner-Up
con 12-3 e prossimo Sekiwake, il quale ha sottratto ulteriore spazio
ai rikishi indigeni, disputando un ottimo Basho e fecendo intravedere
una speranza di dualismo, salvi altri ingressi, per il futuro. Kotooshu
ha compiuto un cambiamento di rotta rispetto al passato, prendendo
più confidenza con la vittoria e mettendo in difficoltà gli avversari
proprio con quelle sue caratteristiche che, in teoria, dovrebbero
penalizzarlo, vale a dire le lunghe leve ed il baricentro molto alto;
ora potrebbe diventare un vero rebus per tutti, data la grinta che
sicuramente metterà in campo dall’alto, è proprio il caso di dirlo,
della sua nuova dimensione di protagonista del Nagoya Basho. Si vede
che ha lavorato sodo per velocizzare la propiria azione e consolidare
le tecniche di presa, con il risultato che, a meno di un anno dal
suo ingresso nei Makuuchi, ha eguagliato l’ascesa del mongolo Hakuho,
inizialmente idolatrato come il delfino di Asashoryu.
La rivalità tanto agognata da tutti è in arrivo? Auguriamocelo, perché
la frattura fra lo Yokozuna ed il resto del banzuke non porta lontano,
anche se accontenta i tifosi sfegatati del tiranno mongolo. La vera
speranza è che il bulgaro non abbia cedimenti mentali, come è accaduto
a Tosanoumi e Kyokutenho dopo la promozione a Sekiwake.

Non credo, invece, che possa indietreggiare Wakanosato, ripresosi
da un paio di passaggi a vuoto ed apparso molto tonico nel Torneo,
fino a sfiorare la vetta della classifica. Su di lui hanno puntato
con decisione i media giapponesi al’atto della resa degli Ozeki,
ed egli ha risposto con prestazioni all’altezza delle sue capacità,
dimostrando che a livello tecnico i numeri non gli mancano. Ritengo
che Wakanosato possa trovare posto nei cuori del pubblico in quegli
spazi laciati vacanti dagli Ozeki, magari sostituendosi a qualcuno
di loro nel rango di cortigiano di Asashoryu.

Non posso tacere, come vorrei, il commento sugli Ozeki.

Kaio staziona ad un livello che lo mantiene nella nobiltà del sumo,
ma non riesce a fare di più, anche a causa degli acciacchi subiti
di recente e dell’età, comincia a farsi sentire. Ha chiuso con 10
vittorie (caso da stigmatizzare fra i Sanyaku!), compreso il no contest
con Hakuho, e non può certo dirsi entusiasta di come sono andate
le cose, dato che ha perso con molti Sanyaku. Egli ha sfidato i più
grandi rikishi dell’ultimo decennio ma sembra aver perduto lo smalto
del vincitore, incalzato dalla muta dei giovani apostoli di Asashoryu.
Forse ne ha abbastanza di sberle e spintoni, pur riconoscendogli
momenti di sumo ancora godibili, ed il peso della mancata promozione
a Yokozuna, nonstante tutti gli spiragli che gli sono stati aperti
dallo Yokozuna Deliberation Council, lo ha forse debilitato spiritualmente,
impedendogli di coronare il sogno di una carriera che lo ha visto
vincere 5 Yusho. Non è certo uno che si tiri indietro, il "Montagnoso" Kaio,
ma se non troverà le residue motivazioni per continuare a lottare
alla pari con Asashoryu, rimarrà a recitare il ruolo di comprimario
eccellente, rischiando di vedersi sfilare da ogni parte le nuove
forze del sumo del terzo millennio. Per portarsi a casa la Coppa
dell’Imperatore occorrono almeno 13 vittorie e forse un play-off,
di questi tempi, e Kaio conosce bene la difficoltà di raggiungere
questo record. Per trovare un vincitore con uno score inferiore dobbiamo
risalire al 1999, quando Musashimaru vinse i Tornei di settembre
e novembre con sole 12 vittorie.

Indecifrabile e deludente, invece, è stato il cammino di Tochiazuma:
ha perso con tutti i Sanyaku, tranne Kotomitsuki, ed ha fatto risorgere
un Kyokushuzan che veniva da un inizio catastrofico, vincendo poi
con Kokkai e Futeno, premiati a vario titolo nel Torneo. C’è di che
rimanere perplessi, anche se, a parziale discolpa dell’Ozeki tanto
amato dalle giapponesine, si deve menzionare l’infortunio alla caviglia
che lo ha parzialmente penalizzato, da un certo momento in poi. Chiudere
con 9-6 non è comunque dignitoso per un Ozeki, specie se viene superato
da diversi Maegashira di primo livello.
Resta il fatto che Tochiazuma s’inceppa là dove Asashoryu travolge,
subendo alcune di quelle sconfitte-lampo che ho citato prima, come
esempio negativo della consistenza degli Ozeki.

Non vorrei essere offensivo nei confronti di Chiyotaikai, ma la sua
performance, seppure fermata da infortunio, mi ha scioccato: mi aspettavo
di vedere qualche cenno di riacquisita vitalità da parte sua, dato
che a maggio aveva ripreso quota , ed invece il riscontro del dohyo
è stato inclemente. Dopo soli 5 giorni di gare era già fuori dal
discorso per il titolo, confermando di non trovare più, da troppo
tempo, l’equilibrio necessario per difendere il suo ruolo di Ozeki:
gli riesce difficile raggiungere le 8 vittorie per torneo e temo
che la sua stella stia tramontando in un vortice di tsuppari che
vanno a vuoto.

Sul ritiro di Hakuho c’è stato un pò di mistero, ma anch’egli era
tagliato fuori dopo appena 8 giornate. Per me, o decide di smetterla
con le stupidaggini tattico-agonistiche (vedi certi bouts di maggio
e luglio) oppure resterà un’incompiuta da far invidia al nostro ex-Ministero
dei Lavori Pubblici.

Lo spazio che sto occupando nella vostra giornata inizia ad essere
rilevante, e perciò andrò a volo radente sugli altri spunti del Nagoya
Basho, a cominciare dal fatto che il maggior numero di rikishi con
un record positivo si trova nella parte bassa del banzuke, dai Maegashira
6 in giù, segno evidente che la qualità non sia stata eccelsa o,
se preferite, che buone cose stanno accadendo da quelle parti. Credo
che, per metà, siano vere entrambe le analisi, con alcune apprezzabili
evidenze che speriamo non siano di carattere estemporaneo.

Tra tutti, non posso non citare Takamisakari, Kokkai, Iwakiyama e
Futeno, i quali hanno avuto ampio risalto nelle cronache quotidiane
e nei clamori dell’immediato post-Basho.

Takamisakari era scivolato all’undicesimo gradino dei Maegashira,
ma è abituato agli spostamenti nel banzuke. E’ il catalizzatore della
sfrenatezza dei giapponesi, capaci di perdere il loro composto contegno
per il suo modo di caricarsi prima del tachi-ai. Farà ancora bene
a settembre? Con lui non si può mai sapere, ma di certo non sarà
banale nei quattro minuti al giorno che il regolamento gli concede.

Con Kokkai abbiamo assistito al primo kinboshi del 2005, da cui è
scaturita la polemica sul’interpretazione dei giudici che voglio
seppellire, spero, per sempre. Kokkai è forte, spavaldo, aggressivo
e… ingenuo. Tutto bene se ha l’inerzia a suo favore oppure uno
Yokozuna non perfetto di fronte, MA NON PUO’ BASTARE!!! Deve spremere
tutto il suo spirito di sacrificio ed imporsi un modello tattico
più diversificato, altrimenti ci farà ancora vedere vittorie di prestigio
e sconfitte inconcepibili.
In un momento di relax dell’Hatsu Basho è stato colto in uno spontaneo
gesto da ragazzo europeo che stenta a trattenersi nell’inamidato
mondo del sumo, con una coca-cola in mano ed un sorriso che strideva
con il resto del contorno: mi piace sapere che questi ragazzi rimangano
freschi e, tutto sommato, un pò infantili, dentro. Rispetto a quello
che vediamo sui campi di calcio… ho detto tutto, diceva Peppino
a Totò.

Iwakiyama l’ho già lodato a suo tempo, ma voglio ripetermi e se mi
ascoltasse lo inciterei a fare più conto sulla sua capacità d’imporre
il fisico e la tenacia, opponendosi con ostinazione agli avversari
e costringendoli a fare i conti con un’ex-campione giovanile che
non ha dimenticato il suo passato.

Futeno potrebbe essere molto produttivo in futuro, a patto che faccia
ammenda di alcune pecche che continuano a limitarne l’affermazione
costante nei piani alti del banzuke. Ha buone qualità in generale
ed ha dimostrato coraggio e caparbietà nel combattere, un buon punto
di partenza per la scalata ai Sanyaku.

Tutti gli altri giunti al kachi-koshi sono stati agevolati, come
prevede il regolamento, dal non aver dovuto incontrare i primi della
classe, ma tra essi ci potrebbe essere qualche individualità di spicco
per il prossimo futuro, e già dall’Aki Basho di settembre potranno
mettersi in luce ed a confronto con i migliori. L’effetto ascensore
è sempre in agguato, per questi rikishi, e sfuggirgli deve essere
un obiettivo da perseguire con tutta la volontà di cui dispongono.Rimando
l’analisi più minuziosa all’anteprima di settembre, sempreché non
mi mandiate al diavolo prima.

In conclusione, desidero ringraziare tutti voi, preziosi interlocutori
telematici, per aver contribuito a formare queste opinioni e per
averne espresse di gradimento nei miei confronti. Grazie di cuore
e buone vacanze.

Categoria: Nagoya Basho 2005

Pierfranco SpazianiRisultati finali

Ecco i risultati finali per i Makuuchi del torneo di Nagoya

Lottatore
Risultati
Lottatore
Risultati
Asashoryu
OOOOOOO*OO*OOOO
 
Tochiazuma
OOO**OO*OOO**O*
Chiyotaikai
OO***O**#aaaaaa
Kotooshu
O*OO*OOOOOOOOO*
Kaio
O*OOO*OO%*OOO**
Hakuho
*OOOOOO*#aaaaaa
Kotomitsuki
*OO**OO****O*OO
Kakizoe
**O****O*O*OOOO
Miyabiyama
*O*OO**O%O**O**

Dejima
*OOO**OO****OO*
Kyokushuzan
****O**O**O*O*O

Roho
O***O**O**#aaaa
Wakanosato
O*OOOOOO*OO*O*O

Tosanoumi
********O*OOO*O
Futeno
*O**O*OOOO%*OO%
Hokutoriki
O%*O*OO******O*
Tamanoshima
O***O***O*O***O
Kokkai
OOOO*OO**OO***O
Kyokutenho
***OOO*OO*O*O*O

Kotonowaka
**O**O**O**O***
Tochinonada
*#aaaaaaaaaaaaa

Ama
*O*O***OOO*O***
Asasekiryu
O***O**OOO*O#aa

Kotoshogiku
OO***OOOO*O**O*
Iwakiyama
OOOOOO*#aaaO*OO

Kaiho
**OOO*OO**OOO*#
Aminishiki
*O**O*OOO*OO*OO

Takekaze
OO**OOO**OO***O
Jumonji
O*%O****O**O***

Tokitenku
O*OO****OOO*OOO
Takamisakari
*OO*OOO%OO*OO**

Tamakasuga
**#aaaaaaaaaaaa
Tochisakae
***O***O*O*OOOO

Tamaasuka
OO**O*OO*OO*%O*
Katayama
O*O**O*O*******

Buyuzan
****OO****O**O*
Hakurosan
*O*OO*O**O**OOO
Toyonoshima
**OO*O***O*O*O*
Kisenosato
OOO*O***O**OO**
Ishide
O*OO**O*OOOO*O*
Toyozakura
OO*O*OOO***O*OO
    Takanowaka
*OO**O**OOO**OO
Legenda
O Vittoria
* Sconfitta
a Abbandono
# Sconfitta tecnica
Rosso make-koshi (scende)
Verde kachi-koshi (sale)

Premi

Lottatore
Premio
Asashoryu
Yusho
(Campione)
Kotooshu
Shukunsho
(Performance)
Kokkai
Kantosho
(Spirito guerriero)
Futeno
Ginosho
(Premio tecnica)
Categoria: Nagoya Basho 2005

Pierfranco SpazianiUltimo giorno

Onore ai vinti! Sono italiano, quindi europeo, e sebbene la distanza
tra Italia e Bulgaria sia notevole, in termini geografici, linguistici
e culturali, mi sono sentito orgoglioso di essere rappresentato, seppure
lontanamente, da un ragazzone bulgaro che ha rischiato di essere il
primo rikishi proveniente dalla Vecchia Europa a vincere un Torneo
di sumo.
Voleva piangere di rabbia, il gigante bulgaro, appena ha compreso di
aver perso l’equilibrio e di non poter contrastare la forza di gravità
che lo stava inesorabilmente attraendo verso il suolo. Una rabbia mista
al rimpianto di non essere rimasto lucido nel momento topico del Torneo,
con il traguardo lì ad un passo, liberando Asashoryu dall’incubo di
un play-off drammatico ed incerto, atteso da tutti come la degna conclusione
di un Nagoya Basho che ci ha regalato un crescendo di emozioni concentrate
in pochi e decisivi giorni.

Onore a Kotooshu, dunque, vincitore dell’Outstanding Performance Award,
al quale il grande Chiyonofuji ha rivolto parole di apprezzamento e
consolazione, dichiarando che il rikishi bulgaro avrà altre occasioni
per vincere. Detto da cotanto campione, sembra un viatico da cui trarre
gli stimoli per il futuro e poter smaltire in fretta la delusione per
quanto accaduto.

A seguire c’è Wakanosato, forte e spettacolare, il quale ha riacquistato
lo smalto perduto ed ha tenuto alto il livello di adrenalina dei giapponesi,
proponendosi come il difensore dell’orgoglio nipponico quando gli Ozeki
hanno dato cenni di cedimento. Se non fosse stato vittima di alcune
amnesie tecniche contro avversari più che alla sua portata, avrebbe
conteso allo Yokozuna il titolo e la gloria. E poi Wakanosato assomiglia
ad un mio zio molto caro e perciò mi è veramente simpatico!

Onore ai vinti, allora, perchè grazie a loro abbiamo assistito ad un
finale palpitante, anziché dover rubricare l’ennesima cavalcata trionfale
di Asashoryu e rinunciare all’incertazza del risultato con largo anticipo,
com’è avvenuto negli ultimi Tornei.

Ed ora diamo a Cesare quel che è di Cesare, come dicevano i nostri
padri latini.

Asashoryu, all’atto della vittoria decisiva contro Tochiazuma, si è
lasciato andare ad un gesto liberatorio, non conforme alle regole di
assoluta inespressività dettate dal ferreo codice del sumo, ma che
ha testimoniato tutto il suo desiderio di scaricare la tensione del
momento. Si è sentito sollevato, lo Yokozuna, ed ha potuto mostrare
tutta la grinta del campione vero, quello che fiuta l’inebriante profumo
della vittoria e non perde la concentrazione necessaria per raggiungerla.
Asashoryu sapeva che Tochiazuma non deve mai essere sottovalutato,
nonostante l’infortunio e lo score deludente, ed infatti il match è
stato vibrante e combattuto a ritmi elevati, come piace allo Yokozuna,
con la lotta iniziale per guadagnare le presa migliore e la difesa
della mawashi dalle mani dell’avversario; il primo attacco di Asashoryu
è stato respinto dall’Ozeki sul bordo del dohyo, rendendo ancor più
eccitante lo spettacolo offerto dai due rikishi. Ma Asashoryu è riuscito
ad assestare meglio la presa ed ha portato Tochiazuma di nuovo al limite,
con un’azione incessante e stilisticamente molto bella, compiendo lo
sforzo definitivo per spingere a terra Tochiazuma e proclamare la sua
soddisfazione per essere il primo, dopo vent’anni, a vincere 5 Tornei
consecutivi.

La vittoria di Asashoryu è avvenuta in un Nagoya Basho che all’inizio
non ci aveva entusiasmato, con lo Yokozuna quasi svogliato contro avversari
troppo arrendevoli e gli altri Sanyaku che si toglievano spazio a vicenda,
ma dopo la sconfitta con Kotooshu e, soprattutto, quella subita da
Kokkai, il tono agonistico è salito insieme a quello tecnico, mostrandoci
un Asashoryu finalmente costretto a difendere il primato con tutte
le sue risorse, comprese quelle caratteriali, ed il fatto che Kotooshu
lo abbia tenuto sulla corda fino a pochi minuti prima del suo ultimo
bout, dà un senso di conquista a questo 13° Yusho del campione mongolo.
D’ora in avanti, altri ancora cercheranno con più convinzione di spodestare
lo Yokozuna, e mi riferisco particolarmente all’incompiuto Hakuho ed
a Wakanosato, sempre che non risorgano gli Ozeki – tranne Chiyotaikai-
e Roho si ricordi di saper fare del bel sumo, come alla fine del 2004.
Insisto nel credere che Asashoryu detenga delle qualità uniche nel
sumo attuale e che il suo modo di combattere continui ad evolversi
unitamente agli sforzi degli avversari di contrastarlo, ma non è detto
che forza e fantasia tattica non possano arricchire il patrimonio tecnico-stilistico
di altri rikishi, così da regalarci un sumo più avvincente e meno monocratico.

Altri riconoscimenti sono stati assegnati ai protagonisti del Nagoya
Basho, a partire dal Fighting Spirit
Prize, vinto da Kokkai
con pieno
merito, anche se il discorso fatto nelle righe precedenti lo riguarda
specificamente, in quanto la sola combattività non può bastargli per
raggiungere traguardi più alti. Kokkai ha esordito in maniera dirompente
tra i makuuchi, battendo ripetutamente gli Ozeki e facendosi letteralmente
largo nel banzuke a suon di spintoni, ma benché la sua foga taurina
gli abbia portato un kinboshi, lo penalizza contro avversari che ne
prevedono fin troppo bene il monocorde atteggiamento tattico. Meno
ceffoni e più acume agonistico, caro Kokkai, e forse certe potenzialità
troveranno il modo di realizzarsi.

Technique Prize a Futeno, che ho definito "tosto" e che non
mi ha deluso, come altri, cammin facendo. Futeno si è preso delle belle
soddisfazioni, superando Kaio, Chiyotakai, Hakuho e Wakanosato. Se
saprà capitalizzare queste affermazioni, potrà crescere ulteriormente
e rendere più concreto il suo sumo.

Stagnazione senza acuti per Kaio; il suo 10-5 finale lo mantiene nel
rango di Ozeki, ma sono in tanti a ritenere che a fine stagione egli
potrebbe ritirarsi a causa degli infortuni che gli impediscono di brillare
come un tempo.

Tochiazuma non è riuscito a far meglio di tanti Maegashira, anzi ha
fatto peggio di alcuni di loro. Ho avuto modo di criticarlo in diverse
occasioni, e questa aggiunge poco al mio giudizio negativo sul suo
ruolino di marcia. Gli ultimi suoi successi sono ormai lontani e le
forze emergenti possono spodestarlo dal ruolo do Ozeki molto presto,
se non farà qualcosa di meglio in futuro.

Promozione a pieni voti, invece, per Takamisakari,
con un 10-5
di grande
lustro ed ottenuto con alcune esibizioni davvero lodevoli. Gli vogliamo
più bene di prima, non è vero?

Bocciato, invece, un Kotomitsuki a corrente alternata: make-koshi già
acquisito da tempo, per lui. Stesso discorso per Miyabiyama, incapace
di restare Sanyaku e di contenere avversari abbordabili dopo aver battuto
anche Tochiazuma, Roho e Futeno.

Pessimi Kyokushuzan e Tamanoshima, eroi passeggeri in altre occasioni,
ma senza exploit a Nagoya.

Dei rikishi che hanno raggiunto il kachi-koshi in anticipo ho gia parlato
ieri, mentre Kyokutenho, Takanowaka, Takekaze e Hakurozan lo hanno
acquisito oggi, con merito.

Nei prossimi giorni svilupperò un commento a carattere più generale
sul Nagoya Basho, tenendo conto dei vostri contributi e delle vostre
osservazioni al riguardo, ma intanto desidero ringraziare infinitamente
Julien Buratto per la sua grande passione e per il suo ingrato lavoro
di correttore di bozze, nonché per la grande disponibilità che ha mostrato
nel rifinire la "casa italiana del sumo", come ho definito
il suo splendido sito, ogni volta che gli ho somministrato i miei reports.
Senza il suo costante incoraggiamento ed i suoi preziosi suggerimenti,
non sarei riuscito a completare il mio "lavoro".

La mia gratitudine si estende, con sincero affetto, a Simon Siddall
ed agli altri amici di sumotalk.com, che mi hanno consentito di mettere
i miei commenti a disposizione di tutti i lettori in lingua italiana
del loro insuperabile link internazionale.

Grazie a tutti voi che mi avete seguito e letto con indulgente spirito
sportivo.

Categoria: Nagoya Basho 2005

Pierfranco SpazianiQuattordicesimo giorno

Ho una cara amica, che non nomino ma che saluto con affetto (ella
si riconoscerà ugualmente!), la quale mi tormenta dicendomi che il
sumo è un affare tra "bambinoni obesi col pannolone" e che
dovrei rivolgere le mie pulsioni da scribacchino ad altri e ben più
gratificanti argomenti; ma la mia testerdaggine nel cercare d’introdurla
al sumo è pari al suo disprezzo per gli adiposi protagonisti del circus
giapponese, e ritengo che i fatti mi "cosino", per dirla
alla Zelig, avvalorando ancora una volta la mia intensa passione per
il sumo. Procediamo, dunque.

Messe da parte le disquisizioni tecnico-regolamentari, e le loro implicazioni
sociologiche, apprestiamoci a vivere con il più vivo interesse l’ultimo
atto del Nagoya Basho alla luce dei risultati di oggi, che hanno formulato
alcuni verdetti importanti e lasciato aperto il destino di molti rikishi.

Siamo allo showdown per il titolo, come non accadeva da troppo tempo,
e l’eccitazione per il gran finale rende giustizia alle legittime aspettative
degli appassionati, stanchi di assistere ad abulici Tornei dall’esito
scontatissimo e con il pericolo di distaccarsi dal tratto più vero
del sumo e di ogni altro sport: la competizione pura e genuina.

Oggi il dohyo ha sentenziato che la lotta per aggiudicarsi la Coppa
dell’Imperatore è un affare tra "stranieri in terra straniera" (vediamo
chi di voi riconoscerà la citazione), vale a dire Asashoryu e Kotooshu,
degne stars di luglio.

Lo Yokozuna ha disputato un buon match contro Kaio, il migliore degli
Ozeki superstiti, mostrandosi nella giusta tensione agonistica e scacciando
le sirene che lo volevano in un trend negativo. Asashoryu aveva dichiarato
di riconoscere una crescente pressione nei suoi confronti, ma così
deve essere: egli ha l’obbligo di simboleggiare la massima dignità
del sumo e deve accettare tutte la sfide con la fierezza che il suo
rango comporta, estraniandosi da qualsiasi coinvolgimento polemico
ed impegnandosi unicamente ad affermare di continuo la sua superiorità,
se ne è capace.

Da parte sua, Kotooshu ha sdoganato la pratica Takamisakari senza subire
la spinta del pubblico nei confronti del proprio beniamino, ribadendo
il suo stato di grazia con un piglio che lo qualifica come l’astro
nascente del sumo. Del resto, parliamo comunque di un Komusubi e per
arrivare a quel livello, ed anche abbastanza in fretta, deve necessariamente
possedere un bagaglio di qualità tecniche e fisiche di un certo spessore.
In sede di presentazione del Nagoya Basho, e non solo, ho sostenuto
che i suoi limiti risiedevano, a mio modesto parere, nelle tecniche
difensive e nella padronanza dell’uso del corpo, ma ho rimarcato con
piacere la sua scalata alla vetta durante il Torneo, riconoscendogli
un miglioramento costante, culminato con la vittoria su Asashoryu.
La torre della Bulgaria ha soprattutto dimostrato una notevole solidità
mentale e non ha risentito del clamore che lo accompagnava via via
che le sue affermazioni lo ponevano al centro dell’attenzione mediatica.

Domani Asashoryu affronterà Tochiazuma, mentre Kotooshu se la vedrà
con Wakanosato, in un match che avrebbe potuto rappresentare un play-off
anticipato se quest’ultimo non avesse ceduto, oggi, contro Futeno.
Godiamoci lo spettacolo ed anche il seguito, se entrambi vinceranno.

Consentitemi un encomio per Iwakiyama, uscito di scena per infortunio
e poi riapparso per ottenere il kachi-koshi: bravo e tenace.

Record vincente anche per Tokitenku, Kotoshogiku, Aminishiki, Toyozakura
e Kaiho .
Menzione d’onore per il debuttante Tamaasuka e per Ishide, che sono
già sul 9-5: complimenti, anche se non ne ho seguito con la dovuta
cura le loro gesta, rapito com’ero dal top del banzuke: chiedo scusa
ad amici e parenti.

Tra color che son sospesi sul 7-7, e che domani dovranno dare tutto
per agguantare il kachi-koshi, abbiamo Takanowaka, Takekaze, Kisenosato,
la matricola Hakurozan, Dejima, Kyokutenho e Miyabiyama. Questi ultimi
due se la giocheranno tra loro, e che vinca il migliore.

A domani, amici-san: accada quel che accada,ci ritroveremo per tirare
le somme di questo Torneo atipico e, perciò, accattivante.

post scriptum: oggi, al termine del match vittorioso di Asashoryu
contro Kaio, è volato qualche cuscino: rabbia o giubilo? Chissà…

Categoria: Nagoya Basho 2005

Pierfranco SpazianiDodicesimo e Tredicesimo giorno

Tra ieri ed oggi sono accaduti due fatti principali: Wakanosato
è ³tato sconfitto da Kotomitsuki, lasciando in testa al Torneo il binomio
Asashoryu & Kotooshu, e si è ³viluppato un dibattito molto vivace
sulla coerenza e l’attendibilità ¤elle decisioni arbitrali nel sumo
in generale, e nei confronti di Asashoryu in particolare. Data l’attualit? e lo sfondo di carattere normativo che riveste, inizierò ¡ trattare
il secondo argomento, così ³entito da tutti gli attenti lettori di
questa rubrica, anteponendolo al commento delle giornate sportive vere
e proprie.

Come tutti coloro che seguono quotidianamente le vicende del Nagoya
Basho, ho assistito alla sconfitta di Asashoryu contro Kokkai con la
curiosità ¤i verificare, attraverso la ripresa rallentata, se il verdetto
dei giudici fosse congruo o meno. Desidero subito precisare che non
intendo impostare il problema da tifoso, e se parlo di sconfitta di
Asashoryu, anziché ¤i vittoria di Kokkai, un motivo c’è ¥ lo scoprirete
se avrete la pazienza di leggere tutto il mio intervento.

Dopo aver visto e rivisto ci򠣨e era accaduto, mi ero convinto che
tecnicamente Kokkai avesse vinto il match e mi sono dichiarato apertamente
in favore di questa soluzione. Senonch鬠la sempre aperta questione
del metro di giudizio che viene applicato in casi del genere, ha fatto
vacillare la convinzione di molti altri a proposito di come debba essere
considerata secondo la consuetudine la sconfitta di Asashoryu ed ogni
altro caso analogo.
Per valutare in maniera approfondita il problema, è ®ecessario fare
due precisazioni:

1) quando un match non ha un verdetto assolutamente certo agli occhi
dei giudici, si verifica un mono-ii, e cioè ¡vviene un incontro dei
giudici stessi al centro del dohyo per "discutere delle questioni" e
valutare collegialmente l’accaduto;

2) la regola che viene abitualmente applicata in un mono-ii, nel caso
d’indecisione su chi abbia toccato per primo terra, indica che se un
rikishi si trova in fase di attacco e dimostra di avere l’assoluto
controllo dall’azione e, insomma, sta spingendo a terra o fuori dal
dohyo l’avversario, viene preferito nel verdetto anche se tocca per
primo il terreno, quando non si possa pi?idamente considerare che
l’avversario sia in grado di opporre resistenza, non potendo in alcun
modo resistere all’attacco. Gli inglesi lo definiscono DEAD, cioè ­orto,
agonisticamente parlando.

Combinati tra loro, questi due elementi portano ad avere sempre un
mono-ii ogni volta che accade la quasi contestuale caduta dei rikishi
ed a far valere, per consuetudine, la regola del punto 2. Tutto questo
in teoria.

La questione che rimane aperta, dal punto di vista "giurisprudenziale",
riguarda l’individuazione sostanziale del campo applicativo della citata
regola e se la stessa sia ancora vigente oppure no.

I fatti dicono che l’interpretazione non sia sempre univoca e che la
tendenza alla difformità ¤i giudizio abbia colpito prevalentemente
Asashoryu, a cominciare dal famoso match con Tochiazuma durante l’Haru
Basho, in cui Asashoryu aveva vinto anche senza invocare la regola
in questione, ma i giudici hanno impiegato diversi minuti per decidere
di far ripetere il combattimento e non hanno chiesto l’ausilio del
video, di cui dispongono. Venendo ad oggi, ci troviamo di fronte all’indulgenza
plenaria nei confronti di Kotooshu anche se TUTTI hanno visto in diretta
la mano del bulgaro toccare il dohyo ben prima che si potesse pensare
al ricorso alla stradetta regola, mentre per Asashoryu-Kokkai, esempio
lampante (secondo alcuni) di inerzia favorevole all’attaccante, i giudici
hanno disatteso il loro consueto orientamento di giudizio.

Accetto e rispetto le opinioni di tutti, purché ³iano espresse con
cognizione di causa, come nel caso dell’amico Julien, ed ho espresso
la mia chiaramente, ma il dubbio sulla reale portata della valutazione
fatta dai giudici può ¥³sere ammesso ragionando in termini di precedenti;
ed allora accetto e rispetto chi ha detto che Asashoryu sia stato penalizzato
(dispiace anche a me), ma ho sostenuto che tecnicamente aveva perso
e lo confermo, basandomi sul precedente dell’Haru Basho, ugualmente
iniquo a parità ¤i presupposti.

Allora che succede? Niente, perchè µn verdetto non viene modificato
né ©nfluenzato dalle nostre chiacchiere da bar, ma resta il fatto che
una certa tendenza si sia manifestata pi?te e che al Nagoya Basho
ci sia aria di play-off, A TUTTI I COSTI.

Attendo le vostre deduzioni in merito, saranno graditissime ed avranno
risposta.

Ora i fatti puramente agonistici. Kaio, Wakanosato e Takamisakari sono
appena dietro la coppia regnante, formata, come tutti saprete, da Asashoryu
e Kotooshu (decidete voi chi sia la regina e chi il re), e questa situazione
potrebbe ancora farci sperare nella grande abbuffata di play-off di
cui ho fatto cenno nei giorni scorsi, poiché ¢asta un’incertezza dei
giudici..ops!, scusate, dei rikishi ora in vantaggio, per riaprire
i giochi.

Tra tutti, eleggo come paggio di corte il sorprendente Takamisakari,
dotato di un furore agonistico degno di un vero samurai. Anche oggi
ha superato Takanowaka incendiando l’animo dei giapponesi. Ieri, invece,
aveva beneficiato di una variante al codice deontologico dei giudici
e si era aggiudicato il match con Futeno (kachi-koshi garantito oggi)
attraverso una valutazione veramente impossibile da cogliere anche
al microscopio. Vittoria random, l’ha definita Simon Siddall, uno che
di sumo ne capisce veramente. L’incontro andava ripetuto assolutamente,
ma di questi tempi sembra che un virus misterioso abbia colpito le
capacità °ercettive dei giudici a livello oftalmico.

Cosa accadrà ¤omani contro Kotooshu?
Forza Taka-Taka!!!

Kaio veleggia sornione in acque tranquille, pronto a salire sul carro
degli spareggi, ove ne ricorra la possibilitଠed ha "giustiziato" Tochiazuma
e Kokkai, novello eroe dei due mondi, rammaricandosi di non aver fatto
meglio nei primi giorni.
E domani, dopo aver certamente sostenuto con freddo contegno Takamisakari,
s’incrocierà £on Asashoryu, per azzerare le distanze.

Wakanosato segue l’onda dell’entusiasmo popolare, che lo ha sostenuto
con vigore, e si è ³barazzato, a sua volta, di un Tochiazuma sempre
mezzo infortunato, rifacendosi della brutta sconfitta subita da Kotomitsuki.
Wakanosato riesce a fare belle cose, quando è ©n forma, e la sua lunga
militanza come Sekiwake lo attesta senza alcun dubbio.

E veniamo alla regale coppia di condottieri del Nagoya Basho.

Kotooshu vive un momento magico: ha riportato alla realtà ‹okkai, ebbro
di gloria per il kinboshi, e non ha speso molto per annullare Hokutoriki,
assumendo la postura del rikishi convinto delle proprie possibilit஍
Speriamo che la maturazione del bulgaro non sia un fatto episodico,
dato che, insieme ad Hakuho, potrebbe contrastare stabilmente lo Yokozuna
e tonificare tutto l’ambiente del sumo. Già ®el prossimo banzuke lo
vedremo molto pi?ino ad Asashoryu.

Per concludere, eccoci al cospetto del fenomeno della Mongolia. Chi
lo vorrebbe detronizzato e mortificato avrà ¡vuto un sussulto, ieri,
vedendolo in apparente difficoltà £ontro il compaesano Kyokutenho,
ma osservando con attenzione il bout si pu򠮯tare la pressione che
lo Yokozuna ha esercitato sull’opponente, fino ad avere la miglior
presa e terminare il lavoro alla sua maniera.
Oggi non c’è ³tato discorso contro Kotomitsuki (make-koshi sicuro,
per lui) e questo paio di vittorie lo hanno forse rimesso in sesto
psicologicamente, fornendogli quella rinnovata carica di cui avrà ¢isogno
per restare al vertice fino a domenica prossima.

Categoria: Nagoya Basho 2005

Pierfranco SpazianiUndicesimo giorno

Se me lo permettete, vorrei coniare un nuovo modo di dire: tanto continuò
a tuonare che piovve di nuovo! Così è stato, oggi, il riscontro del
dohyo, in un intenso e bello scontro fra due modi opposti d’intendere
il sumo. Non era scontato che Asashoryu battesse Kokkai, come non era
da considerare assurda l’ipotesi che il georgiano fermasse lo Yokozuna.
Nulla di netto e di assoluto, intendiamoci, dato che il mono-ii è durato
diverse dozzine di secondi, ma il verdetto è giusto, questa volta…
Kinboshi, dunque. Kokkai non ha mostrato solo la solita forza bruta
che lo contraddistingue (come dice l’amico Marcello da Reggio Emilia "altro
che tsuppari, Kokkai tira dei gran ceffoni!"), trovando il coraggio
e l’abilità di opporsi ad Asashoryu con lo slancio di un torneo disputato
ad alto livello, come non gli accadeva da qualche tempo, nonché la
rinnovata attitudine a fornire buone prestazioni contro i Sanyaku.
Avevo detto, nei giorni passati, che attendevo Kokkai alla verifica
dei rikishi più quotati, ma il kinboshi supera ogni più rosea aspettativa.
Se i successi di Kokkai dovessero avere anche l’attributo della continuità,
potremmo ritrovarcelo Sanyaku a breve termine, confermando la teoria
del sottoscritto su un prossimo vertice del sumo composto in prevalenza
da rikishi stranieri.

Nella sfida di domani contro Kootoshu, co-leader della classifica,
Kokkai potrà contare sul tifo di Asashoryu, il quale ha accettato la
sconfitta con apparente consapevolezza, ma dentro di sé avrà maturato
l’intento di non diventare una preda ambita per tutti gli spavaldi
che gli si pareranno di fronte alla ricerca del trofeo da mostrare
ai nipoti, ed il derby mongolo contro Kyokutenho di domani sembra un
diversivo quanto mai opportuno per lenire le pene dello Yokozuna. Forse
il suo problema risiede nello scarso impegno che ha dovuto profondere,
per oltre metà del Torneo, disputando incontri dall’esito irreversibile
contro avversari di modesta levatura tecnica ed agonistica, perdendo
un pò di concentrazione per i momenti decisivi. Spero di dire una stupidaggine
e che i fatti mi smentiscano prima che qualcuno legga queste note,
perché sono un estimatore ( vorrei dire tifoso) di Asashoryu e senza
lo spattacolo del suo miglior sumo tutto diventa meno attraente. Ricordiamoci,
comunque, che egli ha vinto tre titoli nel 2004 con 13-2 ed un play-off,
quindi non ci troviamo di fronte ad un’inerzia negativa, visto anche
il modo in cui sono maturate le sue sconfitte, e per ora lo Yokozuna
può ritenere di essere in media con il numero degli affronti che egli
è disposto a tollerare.

Come detto, Kotooshu è in paradiso e domani se la vedrà con il raggiante
Kokkai per la conferma di una legittima ambizione al titolo, maturata
con una condotta attenta ed un pò di fortuna. Mettiamoci anche che
il bulgaro ha acquisito una maggiore sicurezza ed ha imparato a sfruttare
il suo fisico, a dispetto degli standards richiesti per essere un buon
rikishi: baricentro basso e corporatura massiccia. Manca il match vitale
con Wakanosato per definire chi rimarrà a fare il piccolo indiano superstite.
Per ulteriori celebrazioni del Komusubi ripassate domani.

Ultimo segmento dedicato al terzo sekitori in testa al Torneo, il compatto
Wakanosato, tornato a respirare l’aria dell’alta classifica dopo una
colpevole latitanza. Asashoryu permettendo, si dovrà giocare tutto
con Kotooshu, a patto di non commettere errori prima e non scivolare
su qualche insidia intermedia, come l’incostante ma sempre pericoloso
Kotomitsuki, che lo attende domani.

Ancora un’ annotazione: mi dispiace che Takamisakari non abbia retto
la distanza, sarebbe stato portato in trionfo come nessuno mai. Ha
comunque fatto una gran bella figura e può essere orgoglioso (non c’è
bisogno di ricordarglielo) di ciò che ha conseguito fin qui, magari
cercando di ripetersi in futuro con costanza.

Categoria: Nagoya Basho 2005

Pierfranco SpazianiDecimo giorno

Lo ammetto: stamane ho guardato le immagini provenienti dal giappone
con una certa ansia, non perchè ci fosse alcunché di particolarmente
drammatico cui assistere, ma per verificare se tutte le mie indicazioni
sull’esito della decima giornata, formulate ieri, potevano trovare
conferma nei fatti e consentirmi di ripresentarmi a voi in veste di
commentatore attendibile. Devo dire che sono soddisfatto del mio lavoro
di oracolo e credo che continuerò a scrivere di sumo ancora a lungo!

Veniamo al concreto. Asashoryu si è disimpegnato con facilità nei confronti
di Hokutoriki, come sempre avviene dal famoso play-off del Maggio 2004,
e questa non è certo una notizia. Ma se vogliamo analizzare il significato
del 9-1 dello Yokozuna, dobbiamo affermare che la "sbandata" contro
Kotooshu ha rafforzato la già temprata solidità del campione mongolo,
il quale deve aver riflettuto a lungo sul modo di interpretare questi
ultimi giorni di gare per non lasciare altre oppurtunità ai suoi inseguitori,
a cominciare dal match di domani contro Kokkai. Sul georgiano ho detto
abbastanza nei giorni scorsi, ed il suo 7-3 lo avvicina al kachi-koshi
con molto anticipo. Asashoryu conosce bene la tattica fondamentale
usata da Kokkai: spingere, spingere e spingere senza badare agli spostamenti
di peso del’avversario, e perciò le contromisure saranno squisitamente
tecniche, a meno che Asashoryu non voglia misurarsi sullo stesso terreno
del coriaceo georgiano e fornirci una dimostrazione
di pura forza fisica
.

Nota di servizio: con tutti i ritiri che si sono verificati, tra un
pò Asashoryu dovrà combattere con qualche inserviente che pulisce il
dohyo tra un incontro e l’altro, dato che di solito, a questo punto
del torneo, dovrebbe affrontare solo i Sanyaku e non vedersela, com’è
accaduto oggi, con un Maegashira 5.

Vogliamo continuare la citazione del tormentone con cui ho accompagnato
i miei interventi? Bene, allora sono rimasti solo 3 piccoli indiani
a scortare Asashoryu verso il traguardo finale, pronti ad inserirsi
nella disputa di eventuale play-off. oggi Wakanosato ha battuto Kaio
nello scontro diretto con una certa disinvoltura, a conferma della
sua ottima forma attuale, relegando l’Ozeki ad un altro Torneo senza
gloria. Wakanosato non dimostra molta fantasia nel suo modo di fare
sumo, ma è concreto ed esperto e solo Asashoryu lo ha veramente dominato.

Per parlare di Kotooshu devo prima fare un salto nel passato. Vi ricordate
cosa accadde nell’Haru Basho quando Tochiazuma sconfisse Asashoryu?
Vi fu un verdetto molto contrastato nel primo bout e dopo un interminabile
mono-ii (il conciliabolo fra i giudici) l’incontro fu ripetuto e Tochiazuma
vinse. Ma Tochiazuma quell’incontro lo aveva perso, come svelò lo slow-motion,
e fu commessa un’ingiustizia a danno dello Yokozuna, che i giapponesi
non si negarono. Ebbene, oggi Kotooshu ha toccato chiaramente il dohyo
molto prima di Kyokushuzan, lo abbiamo visto tutti subito ad occhio
nudo, ma la regola di assegnare la vittoria comunque al rikishi che
attacca non è stata invertita, come avvenne per Asashoryu. Pazienza,
Kotooshu merita questo ed altro.

Infine eccoci a Takamisakari, il beniamino incontrastato del pubblico
nipponico. Con il suo 8-2 a questo punto del Torneo, si è già assicurato
il kachi-koshi, ma il miope e simpatico rikishi che incendia le folle
non sembra accontentarsi ed ha dichiarato di essere in sintonia con
la vittoria, lasciando intendere che si sente pienamente in lizza per
un traguardo molto più ambizioso. Sono certo che farà di tutto per
mantenere questo stato di grazia e seguitare lo show d’uscita dopo
ogni match vittorioso, con quel suo incedere tutto impettito tra gli
applausi, anche se, a causa della miopia, rischia ogni volta di sbagliare
strada!
Bravo Takamisakari, ti vogliamo tutti un gran bene.

Categoria: Nagoya Basho 2005

Pierfranco SpazianiNono giorno

Questo Nagoya Basho verrà ricordato per la decimazione progressiva
dei contendenti costretti al ritiro per infortunio, specialmente nella
parte nobile del banzuke, quella composta dai Sanyaku. Dopo Iwakiyama,
anche Hakuho e Chiyotaikai non si sono presentati sul dohyo, confermando
l’impressione avuta ieri sulle loro condizioni, e Tochiazuma ha combattuto
contro Dejima con la caviglia vistosamente fasciata ed in evidente
difficoltà motoria e d’appoggio. La ripresa televisiva si è soffermata
lungamente sull’articolazione dell’Ozeki per mostrare i segni del danno
sofferto ieri e solo l’esperienza, unita all’incapacità di Dejima di
approfittare della circostanza, hanno consentito a Tochiazuma di concludere
in qualche modo il match, con una vitttoria per yorikiri dopo una lunga
fase di stallo al centro del dohyo.
Un altro possibile assente per domani potrebbe essere Roho, sconfitto
da Kyokutenho ed apparso molto dolorante alla caviglia destra, che
non riusciva a mettere a terra e che era già protetta da una bendatura.

Se ieri avevamo creduto di poter assistere finalmente ad un’ultima
settimana densa di emozioni, oggi possiamo tornare a considerare l’idea
che un colpo di scena possa bastare e che Asashoryu sia tornato, com’era
prevedibile, a disporre del Nagoya Basho con una certa tranquillità.
Lo Yokozuna conduce con una sola sconfitta a carico davanti a Kaio,
Kotooshu, Wakanosato ed il prode Takamisakari, tutti con due sconfitte.
La sua leadership è stata riaffermata contro Wakanosato con una delle
migliori armi in suo possesso: la capacità di non commettere due volte
di seguito lo stesso errore. Infatti, se ieri Asashoryu si era fatto
portare da Kotooshu irragionevolmente – e per merito del bulgaro -
oltre i limiti del suo abituale controllo del bout, oggi ha saputo
pazientemente attendere il momento opportuno per piazzare l’attacco
che gli ha consentito, dopo un inizio non brillantissimo, di trovare
la presa vincente e portare Wakanosato oltre il limite del dohyo in
maniera quasi misurata, rispetto al suo solito.
L’ho detto e lo ripeto: la forza di Asashoryu consiste principalmente
nella sua grandissima abilità nel contrastare gli avversari senza dare
loro punti di riferimento, modificando il suo atteggiamento tattico
durante l’incontro con continui cambi di tecnica, supportato in questo
da un dinamismo atletico quasi stupefacente, rispetto agli altri rikishi
(e non solo quelli attuali).

Non è un caso che sempre più spesso mi venga detto, da nuovi appassionati,
che il loro avvicinamento al sumo sia avvenuto proprio iniziando a
guardare in televisione questo magistrale interprete mongolo della
più spettacolare arte marziale giapponese.

Ora non ci resta che aspettare di vedere chi sarà in grado d’impedire
che il Torneo si concluda in anticipo, com’è sempre accaduto quest’anno;
scartata, per il momento, l’ipotesi fantascientifica di un arrivo in
massa al play-off, dobbiamo realisticamente ritenere che sia Kotooshu
a meritare il ruolo di anti-Asashoryu, non solo perchè lo ha battuto,
ma anche in quanto domani si troveranno di fronte Kaio e Wakanosato
ed uno dei due dovrà necessariamente dare l’addio alle speranze di
successo. Se vincerà Kaio, Kotooshu avrà il vantaggio di averlo già
superato, mentre se prevarrà Wakanosato avremo un altro scontro diretto
per restare in corsa, ammesso che Asashoryu non voglia fare harakiri
e rimettere tutto in disussione.

E se fosse Takamisakari a scatenare il delirio dei giapponesi?

Categoria: Nagoya Basho 2005

Pierfranco SpazianiOttavo giorno

Tanto tuonò che piovve, una pioggia di cuscini color porpora che ha
sancito la vittoria di Kotooshu su Asashoryu e l’ inizio di un altro
Torneo. La storia del Nagoya Basho si rianima, non perchè il livello
del sumo sia migliorato, tutt’altro, ma a causa della prestazione davvero
valida del gigante bulgaro, che è riuscito a riportare lo Yokozuna
tra i comuni mortali dopo un mono-ii che ha confermato la decisione
iniziale dell’arbitro sul dohyo. La vendetta di Kotooshu si è consumata
con una prestazione coraggiosa e degna di un rikishi che abbia le carte
in regola per candidarsi al rango di Sekiwake.
A dire il vero, Asashoryu ha peccato di presunzione e non ha disputato
un grandissimo match, ma ora il Torneo ha di nuovo un senso agonistico
e questo è un bene per tutti, anche per gli stessi giapponesi che hanno
incitato e sostenuto il Komusubi come se fosse il salvatore della patria.
Come non capirli, dopo che Iwakiyama aveva dato forfait e solo Wakanosato
aveva tenuto la distanza dallo Yokozuna nel match senza-domani contro
Kokkai.

Asashoryu incassa la battuta d’arresto con una smorfia ironica e ripensa
al verdetto contrastato, ma le immagini confermano la sua sconfitta
per un pelo, anzi per un ciuffo di capelli, dato che la punta dell’acconciatura
di Asashoryu ha toccato il terreno un istante prima che Kotooshu toccasse
il suolo con la mano sinistra. Tutto da rifare, dunque, e speriamo
che da oggi in poi anche il tenore tecnico cresca in proporzione all’incertezza
che si è venuta a creare con questa ottava giornata. Ogni sconfitta
dello Yokozuna costituisce un evento memorabile, ormai, mettendo a
rischio le coronarie di un pubblico giustamente assetato di forti emozioni,
ma forse troppo incline alla vendetta nei confronti di Asashoryu.

Ora tutti attendono con rinnovato entusiasmo la sfida di domani tra
lo Yokozuna e Wakanosato, essendo entrambi sul 7-1 con la già citata
vittoria dell’ex-Sekiwake contro Kokkai in un match condotto con intelligenza
e senso tattico, doti che dovrà sfoggiare ancor più contro un Asashoryu
che salirà sul dohyo con il preciso intento di polverizzarlo e ristabilire
la sua legge. Sarà uno scontro intenso e vissuto con gli spettatori
al massimo dell’eccitazione, pronti a lanciare di nuovo i cuscini porpurei
in segno di tripudio. Attenzione, però: Asashoryu ha dimostrato da
tempo di saper gestire con maturità queste situazioni e non credo che
vorrà mettere a rischio la possibilità di vittoria nel Torneo con una
tattica spregiudicata.

Come antipasto del super- match ci sarà lo scontro fra Hakuho e Kaio
che sono sul 6-2, ed un altro piccolo indiano cederà il passo, per
continuare con la tiritera di ieri. Le posizioni di partenza sono però
assai diverse, dato che Hakuho ha perso oggi contro Futeno in modo
strano e mostrando qualche cedimento strutturale e tecnico. Simon Siddall
ritiene che si sia anche infortunato e la cosa sarebbe un vero peccato
per tutti. Futeno, da parte sua, mi è sembrato molto "tosto" e
non nascondo la mia simpatia nei suoi confronti. Kaio ha invece portato
a casa le buste con i premi senza sudare contro un Tosanoumi imbarazzante,
con il suo 0-8 nel Torneo.

A seconda di come si metteranno le cose nei prossimi giorni, si potrebbe
anche profilare una grande ammucchiata di rikishi appaiati con 2 sconfitte
ciascuno, poiché oltre al vincente tra Hakuho e Kaio, ci potrebbero
essere ancora Kotooshu, Kokkai, Takamisakari e Toyozakura in piena
corsa, con Asashoryu e Wakanosato a completare l’affollatissima schiera.
Fantasumo? Forse, ma pensate che gran finale sarebbe se…

Categoria: Nagoya Basho 2005

Pierfranco SpazianiSesto e Settimo giorno

Vi ricordate la filastrocca dei dieci piccoli indiani? Uno ad uno
i pretendenti al trono di Asashoryu si stanno facendo da parte, incappando
in sconfitte senza appello e dimostrando, ancora una volta, che non
è colpa dello Yokozuna se i Tornei vengono decisi sempre più in anticipo,
lasciando poco spazio a pronostici bizzarri. Solo Hakuho regge il passo,
e ritengo che almeno nel derby decisivo con Asashoryu, se le cose continueranno
così, vivremo la tensione del grande evento.

Lo Yokozuna avrebbe potuto vincere i suoi incontri anche per procura,
data l’inconsistenza dei suoi opponenti; questo non significa che egli
non meriti il primato, dovendo comunque salire sul dohyo e fare BUH!
ai malcapitati, ma tale stato di cose alimenta la polemica sulla inesistenza
di ostacoli per Asashoryu, ed i giapponesi stanno indicendo una crociata
contro gli stranieri che tolgono spazio ed onori ai "campioni" indigeni.

Eccoli, allora, i fieri samurai. Kaio, che ha battuto oggi il mio povero
Roho, si è appisolato di nuovo ieri contro Kotooshu, permettendo al
bulgaro di continuare a sperare in un vertice dei Sanyaku composto
prevalentemente da stranieri. Kotooshu si è poi imposto anche su Miyabiyama
(di nuovo nella polvere) a conferma della sua buona forma verso la
settimana finale.

Kotooshu potrebbe risvegliare l’entusiasmo generale battendo Asashoryu
e vendicarsi della terribile botta rimediata nel Natsu Basho.

Per Tochiazuma c’è stato il rischio di affondare ancora più in basso
contro Tamanoshima, il quale non ha saputo piazzare un utchari quando,
trovandosi ormai sul bordo del dohyo, ha avuto la possibilità di ribaltare
la situazione a suo favore. L’ottava giornata proporrà all’Ozeki l’insidia
costituita da un Miyabiyama a corrente alternata: la sequenza dei risultati
dice che domani il Komusubi dovrebbe vincere, ma sicuramente non possiamo
prendere la statistica per buona. Vedremo…

Anche Chiyotaikai ieri si era ripreso di tono ed aveva battuto Kakizoe
con la velocità dello tsuppari ben eseguito, ripiombando all’inferno
oggi contro Kotomitsuki. Raggiungere le otto vittorie sembra ora un
obiettivo difficile per l’Ozeki.

Rimane in corsa Hakuho, come detto, con una sola sconfitta e la prospettiva
di affrontare Kyokushuzan nell’ottava giornata, ma dopo il brutto scherzo
combinato a Kaio, anche il Sekiwake dovrà stare attento ai risultati
scontati. Speriamo che rimanga aperta la sfida con Asashoryu.

Una sola sconfitta anche per Wakanosato, Kokkai ed Iwakiyama, ma domani
un altro piccolo indiano lascerà necessariamente la compagnia in quanto
Wakanosato e Kokkai si scontreranno in un match ad eliminazione diretta.
Iwakiyama troverà un Takamisakari che veleggia sul 5-2, battendosi
sempre il petto come King Kong e mandando in visibilio la folla.

Categoria: Nagoya Basho 2005