E’ stato pubblicato il banzuke per il prossimo Hatsu basho!
Da segnalare l’attesa promozione a sekiwake per Ama ed il ritorno fra i sanyaku di Dejima, promosso a komusubi.
Passi in avanti anche per Kisenosato (M1), Goeido (M3) e Baruto (M6)
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Pubblicato il nuovo banzuke
(Molto) Post Basho Report
“Posso rinunciare a tutto ma non al superfluo”
Oscar Wilde
Come tutti voi, anch’io ho le mie priorità: la famiglia, il lavoro, gli amici, lo svago ed il sumo (non necessariamente nello stesso ordine). Nell’ambito del sumo, poi, esistono delle precise gerarchie emozionali: tecnica, intelligenza e prontezza tattica, dinamismo fisico e spettacolarità. Non sempre risulta possibile ottenere una perfetta miscela di tutti gli elementi, purtroppo, come non sempre si riesce a rintracciarne almeno una parte. Quando manca l’essenziale, poi, la carestia aggredisce il senso estetico e prosciuga l’entusiasmo. Gli ultimi due Tornei sono stati vissuti in forma precaria da quasi tutti noi, me per primo, e se non fosse stato per i lampi del carneade Goeido e del semi-redivivo Chiyotaikai, avremmo quasi assegnato lo yusho al Nakabi. In fondo, direte voi, ha vinto lo Yokozuna, esattamente come negli ultimi cinque anni, più o meno. Cosa è mancato? L’ho citato in premessa…
Chiusura di una stagione quasi inverosimile e troppo esagerata per essere considerata unica. L’henka al kettei-sen di Hakuho, la sua promozione a Yokozuna, la ripresa del potere da parte di Asashoryu, la sua controversa squalifica e la consegna al collega di due yusho in parte rivedibili. La storia del sumo non aveva registrato tanti colpi di scena dai tempi di Futahaguro, probabilmente, e per noi occidentali ci sarà da mettere in conto anche la probabile perdita del rango da parte del primo Ozeki europeo, se non accadrà un miracolo a gennaio. Ma i miracoli, si sa, non sono così frequenti come vorremmo.
L’ultimo atto della stagione ha finito per confermare le mie previsioni: Hakuho vince grazie alla dominanza di un fisico superiore, ma un 12-3 non lo perdonerei neanche a Raiden. In più, come corredo, la vittoria è giunta con una sconfitta tanto netta quanto ininfluente, visto il ritiro di Aiace-Chiyotaikai. Non fraintendetemi: apprezzo Hakuho come pochi e l’ho visto sorgere all’orizzonte ben prima di altri, però sono incontentabile come i protagonisti di un carosello dei miei tempi e vorrei che il sumo mi desse sempre le forti suggestioni che pretendo da un interesse alternativo a quelli d’obbligo.
Lo Yokozuna abilitato al dohyo ha vinto il suo quinto titolo esibendo un sumo prevalentemente di sostanza e con alcuni acuti da Grande Campione, ma senza dover ricorrere a tutte le sue prerogative tecniche, a parte, secondo me, il match con Chiyotaikai: detto così, se ne possono trarre un paio di considerazioni. La prima, superficiale, che non ci sono avversari alla sua altezza, argomento che porta inevitabilmente ad impoverire i successi di entrambi gli Yokozuna in carica e che detesto profondamente. La seconda, più ragionata, che la trasformazione del sumo di Hakuho è modellata sulla sua volontà di trascurare alcune regole del potere e portare a casa le vittorie a qualsiasi condizione. Come dissi in sede di presentazione, tale atteggiamento potrebbe portare Hakuho ad essere ancor più dominante dello stesso Asashoryu, a mio modesto parere. Dove voglio arrivare con questo arzigogolo di pensieri? Vorrei semplicemente farvi osservare che tutti gli Yokozuna del passato, tolta qualche rara e specifica eccezione, hanno vinto i loro primi yusho dopo l’incoronazione con vari zensho e 14-1, Hakuho no. E non c’era Asashoryu. Ditemi, allora, quanto pesano questi drappi rispetto a quelli che abbiamo visto vincere a Kaio, Tochiazuma, Chiyotaikai, Musoyama e Kotomitsuki (prego i lettori di andare a leggere i banzuke di quei Tornei). Non solo. Asashoryu tornerà a gennaio senza darci riferimenti precisi: Hakuho sarà in grado di imporsi con manifesta superiorità?
A conforto delle mie opinioni, del tutto non condivisibili parzialmente, cito un esempio: anche quando è stato impegnato allo spasimo (Natsu 2004, Nagoya ed Aki 2005), Asashoryu non ci ha mai privati di quel mix di rare qualità che hanno portato molti di voi ad avvicinarsi al sumo. Al contrario, ha sempre dato il meglio di sè nei momenti topici della sua carriera, sublimando in pochi secondi il concetto più elevato di arte e forza nel sumo. In poche parole, non ha mai speculato, tranne forse in occasione del famigerato ketaguri ai danni di Kisenosato (comunque non un henka vero e proprio). Non che sia mia intenzione rimettere in discussione tutto il sumo degli ultimi quatto anni, cosa che avrebbe comunque un significato riepilogativo ed istruttivo per tutti noi, però mi preme porre in risalto quei comportamenti che compongono la figura integrale dei due rikishi al vertice del banzuke. Razionalmente.
Hakuho, dunque, vince e si mette in buona posizione nella classifica generale degli yusho; spero che qualcuno lo avverta di prepararsi per tempo a ciò che potrebbe capitargli nel momento in cui dovesse arrivare intorno ai 20…
Perde tre bouts, due dei quali con quelli che possiamo considerare i suoi peggiori incubi: Ama e Kotomitsuki. Hakuho ha però affrontato il Senshuraku con la vittoria già assegnata, e questo potrebbe averlo distratto dal match. Non credo che lo Yokozuna abbia limitato il suo impegno, non sarebbe da lui, e le immagini non lo rivelano in alcun modo, però un piccolo calo di tensione potrebbe esserci stato. E’ già accaduto altre volte. Sta di fatto che Kotomitsuki l’ha maltrattato per la seconda volta in cinque mesi, fatto che ritengo estremamente interessante. Quanto ad Ama, la sua capacità di colpire a freddo Godzilla-Hakuho è ormai proverbiale. Devo rilevare, comunque, un fugace ritorno del giovane Yokozuna al bel sumo del suo approdo tra gli Ozeki, quello, per intenderci, che gli aveva permesso di essere ammirato e vincente. Oggi è essenziale, fiducioso nei suoi immensi mezzi fisici, veloce ed altrettanto vincente: talvolta lo vedo indeciso, ma potrebbe soltanto essere un’apparenza dovuta alla grande reattività di cui dispone e che lo mette quasi sempre al riparo dalle insidie di quei rikishi che lo attaccano in mobilità con spostamenti laterali e prese sfuggenti. In alcune occasioni, infine, ho notato una particolare gestione del movimento di gambe, con qualche tendenza ad uscire dall’equilibrio creato dal baricentro basso. In questi dettagli, per un qualsiasi altro rikishi, potremmo trovare la causa di un paio di sconfitte in più: per Hakuho, invece, si tratta di imperfezioni praticamente ininfluenti.
Classe, grinta ed intimidazione, e lo yusho è servito!
Dopo molto tempo, non vado nemmeno a cercare le statistiche, Chiyotaikai torna a farsi valere per lo yusho, abitudine persa troppo presto. A forza di spingere e rullare le braccia come un autolavaggio, il buon Aiachiyo è quasi riuscito ad impensierire il prodigioso Hakuho, ma gli è mancato lo sprint alla Cipollini. Non ci sono novità tecnico-tattiche da segnalare, ovviamente, solo la buona striscia di vittorie che ha illuso tutti in funzione agonistica. Una volta per tutte, comunque, vale la pena di chiarire la questione già trattata infinitamente sulle doti dell’Ozeki a 78 giri. Nessuno di noi, men che meno il sottoscritto, si sognerebbe mai di mancare di rispetto ad un rikishi così longevo e dotato, e mai nessuno si azzarderebbe a schernirlo o, peggio, deriderlo per la sua condotta sul dohyo; egli esalta una tecnica in cui tutti si cimentano, ma che vede solo pochissimi arrivare alla perfezione. Chiyotaikai è l’artefice inconfondibile dello tsuppari, proprio come Kaio lo è stato per l’uwatenage e Wakanosato per lo tsuridashi (per citare esempi ancora in attività). Portare quei colpi ad alta velocità è cosa assai impegnativa, lo dimostra il fatto che attualmente l’unico a poter opporre altrettanta maestria sia Asashoryu. L’unico appunto che possiamo muovere al frenetico mulinatore, con tranquilla evidenza, è che questo assetto così ripetitivo non ha alternative, comportando un’inevitabile debolezza qualora l’avversario abbia in serbo le giuste contromisure. Per la prima volta in tanti Tornei, comunque, Chiyotaikai ha concluso quasi tutto il percorso quindicinale ad altissimo livello e senza la troppo ricorrente crisi post-Nakabi. E’ stato molto sfortunato, bisogna ammetterlo, ma è importante ricordare che il match con Hakuho ha dato lustro ad entrambi ed ha convalidato il ruolo dello Yokozuna.
Quando un Komusubi conclude un Torneo vincendo, rimane sempre un’impressione positiva: se lo score è in doppia cifra vincente per la seconda volta consecutiva, gli elogi sono esponenziali. Ama concretizza un lavoro di grande impegno fisico e mentale, compie un paio di leggerezze evitabili – e senza le quali avrebbe avuto il ruolo di Chiyotaikai – e torna a battere lo Yokozuna. Un bilancio così lo vorrebbero anche certi Sanyaku stagionati…
Prendiamo in esame alcuni dettagli.
Il peso ha sempre portato molti osservatori allo scetticismo circa la carriera di Ama: i bouts contro Wakanosato, Baruto e Tokitenku dimostrerebbero il contrario. Autoritario e deciso, Ama non ha sentito alcun deficit di massa. Se ci spostiamo sulle vittorie più prestigiose, poi, non possiamo non cogliere lo spessore del sumo espresso dal giovane Komusubi mongolo. La decisa manovra d’inibizione dell’attacco di Hakuho, comprendente il colpo sui polsi dello Yokozuna appena dopo il tachi-ai, appare come il frutto di uno splendido approccio al match. Le assordanti ondate offensive nei confronti di Kotomitsuki, del resto, avevano precedentemente fornito le credenziali dell’ex-acciughino dei Makuuchi.
Ama non deve mollare, non deve sentirsi realizzato e persistere nell’affrontare i bouts fuori da schemi precisi, vero punto di forza del talentino mongolo. Se ravvisiamo ancora le pecche commesse contro Asasekiryu e Kotoshogiku, è ragionevole credere che esista qualche colpevole pausa nella concentrazione, altrimenti non si spiegherebbe il lusinghiero risultato complessivo nei confronti dei Sanyaku. Gli spunti d’eccellenza esibiti con i migliori del banzuke, e ripetuti nel tempo, avranno l’immediato riscontro della sacrosanta promozione, ma soprattutto daranno ad Ama lo status necessario per occupare una casella non casuale del banzuke: non più saliscendi estemporanei e prestazioni accompagnate dall’incoraggiamento di chi vede in lui solo il Davide del sumo, bensì una strutturale e stabile presenza con tanto di galloni da rispettare. E lo Shukun-sho è in bacheca per la seconda volta.
La promozione ad Ozeki ha fatto innalzare la periodicità di Kotomitsuki in accordo con il suo nuovo rango: quello che era stato per quasi due stagioni il suo record fisso da Sekiwake, il famoso 8-7, si sta assestando sul ben più nobile 10-5 da Ozeki. Le due vittorie in più sono però riscontrate da sconfitte pesanti con i due colleghi che gli sono destinati dal calendario (ricordiamoci che non può incontrare Kotooshu in quanto appartenente alla sua stessa scuola). Ama lo ha castigato nettamente, mentre l’altro Komusubi gliel’ha evitato la stessa motivazione citata per Kotooshu. I Sekiwake li ha gestiti in pareggio.
Brilla il successo su Hakuho, tanto sfavillante quanto fortemente cercato e voluto. L’espressione dello Yokozuna, a fine match, mi è sembrata alquanto significativa. Prima di allora, Kotomitsuki, il quale aveva i suoi problemini fisici a causa dei fastidiosi calcoli biliari, era incappato in una striscia negativa di tre sconfitte (Chiyotaikai, Aminishiki e Kaio) e sembrava aver smarrito la via della vittoria, ma la sfida con lo Yokozuna deve aver risvegliato il suo fiero animo guerriero, come se si fosse risparmiato in vista del grande evento. Combattesse sempre così, non ce ne sarebbe (quasi) per nessuno, ma gli Yokozuna nel banzuke sono soltanto due, purtroppo…
Ben diversamente, come detto, aveva affrontato Kaio e, soprattutto, Aminishiki, due avversari che avrebbe potuto battere. Con il Decano, apparso in buonissima forma, Kotomitsuki ha impattato leggermente in ritardo al tachi-ai e si è ritrovato le mani dell’avversario sul mawashi senza poter raggiungere, a sua volta, alcuna presa. A peggiorare le cose, Kaio si è piantato a terra spingendo con vigore, ha alzato le braccia sotto le ascelle del Broncioso ed ha definitivamente sbarrato la strada ad ogni velleità di recupero. L’errore iniziale, dovuto ad una scelta impropria, si è rivelato fatale.
Con Aminishiki, dopo tre esitazioni al tachi-ai, l’Ozeki si è fatto sorprendere fuori assetto con i piedi ed ha subìto passivamente il movimento laterale, verso sinistra, del Sekiwake, lasciandosi portare in rotazione fino al tawara ed oltre. La sbandata d’incontro non mi è piaciuta, non è da Ozeki, pur senza negare lo pseudo-henka operato furbescamente da Aminishiki.
Bravo Kotomitsuki, in definitiva: la carica d’aggressività non deve mai calare di tono.
Chiudo il mio commento con Baruto. Porta a casa un ottimo 11-4, tiene abbastanza bene il ritmo nelle retrovie, prende le giuste mazzate dai Sanyaku e vince il Kanto-sho.
Ricordo quanto ho discusso con Marco DD dopo le sconfitte per mano di Kakizoe e Roho. Nel primo caso, Barutone aveva ancora i femori paralleli al dohyo quando Kakizoe era già proiettato contro di lui e lo sbilanciava arretrando immediatamente dopo. I riflessi dell’estone non sono stati proprio fulminei…
Contro Roho, invece, anche mia nonna avrebbe previsto l’henka; perchè il viso pallido del Baltico non ha riflettuto quel centesimo di secondo in più? Errori banali, evitabili e persistenti. Baruto rischia di rimanere un’incompiuta di lusso, visti i mezzi fisici di cui dispone. A diretto confronto con i Sanyaku, poi, cede regolarmente e senza condizioni.
Andando incontro alla possibile perdita di un Ozeki, la Vecchia Europa si aggrappa al corpulento Orso Bianco sub-polare per sperare in una nuova rappresentanza d’elite.
Sayonara.
Senza vergogna!
La notizia del rifiuto di ospitare Asashoryu da parte di una delle più importanti scuole di sumo mi lascia amareggiato e disgustato per come i giapponesi stiano trattando lo Yokozuna. Tutto questo avviene mentre sto concludendo le mie note personali sul Kyushu Basho e vi confesso che tale ipocrisia supera ogni mio limite di sopportazione.
Quando i palazzi del sumo saranno definitivamente vuoti e quei pochi puristi pluriottuagenari avranno di che bearsi per le gesta degli indigeni che poco avranno a che vedere con il vero sumo, e non dovremo aspettare molto, allora il vero godimento dell’anima troverà il suo massimo appagamento e rimarrà definitivamente blindato nella terra di Amaterasu, come sembra evidente che i suoi illegittimi figli vogliano ad ogni costo.
Ottima operazione di marketing, uomini in nero: se già in partenza non ritenevate congrua l’umiliazione inflitta ad Asashoryu ed avevate predisposto l’ennesimo agguato mediatico, potevate impedirgli di rientrare e squalificarlo per sempre ad agosto, togliendoli rango, titoli e beni, come nel medio evo dantesco.
La vicinanza di Asashoryu ai primati intangibili dei rikishi nipponici sta portando i gerarchi del sumo verso il ridicolo.
Asashoryu si scusa
Finalmente si e’ conclusa la vicenda Asashoryu.
L’estate scorsa lo yokozuna aveva preso parte ad una partita di calcio a scopi benefici, malgrado avesse rifiutato di partecipare ad un torneo regionale per “motivi di salute” (adducendo come scusante un infortunio alle vertebre lombari). IL Kyokai aveva punito lo yokozuna sospendendolo per due tornei e decurtando il suo stipendio del 30%. Asashoryu, in seguito alla punizione, e’ entrato in uno stato di profonda depressione ed ha trascorso gli ultimi tre mesi in una clinica di riabilitazione in Mongolia.
Oggi, al suo rientro in Giappone, lo yokozuna ha indetto una conferenza stampa al Ryogoku Kokugikan di Tokyo e, per la prima volta dall’inizio della vicenda, si e’ pubblicamente scusato per la sua condotta. Asashoryu ha espletato la formalita’ chiudendo con un canonico “da ora in poi faro’ del mio meglio e vi apprezzero’ per il vostro supporto.”
Senshuraku flash
Prima o poi doveva accadere: yusho vinto con 12-3 e per il ritiro del concorrente più prossimo. Hakuho si aggiudica il Kyushu Basho in modo anomalo e con il punteggio più basso dell’era mongola. Anche questo è un segnale importante e che ci deve portare a considerazioni realistiche sulla situazione attuale del sumo.
Sono stato fortemente penalizzato dal cattivo collegamento con Fukuoka e vi prego di attendere ancora un poco per una stesura integrale delle note sul senshuraku.
Quattordicesima giornata flash
Lo spareggio per lo yusho si rivela l’incontro più bello della giornata e probabilmente di tutto il basho. Hakuho e Chiyotaikai danno vita ad un confronto molto spettacolare e di elevatissimo livello tecnico fatto di ripetuti attacchi e difese. Alla fine ha la meglio lo Yokozuna, ma onore delle armi per l’Ozeki.
Vince Ama che cancella le residue speranze di un Baruto, davvero delundente al cospetto dei migliori, e si candida a successore di Asasekiryu cui l’ennesima sconfitta costerà un bel ruzzolone giù dal Sanyaku. Nell’altro match di cartello vittoria per Kaio (in kachi-koshi) su Kotomitsuki. In kachi-koshi anche Goeido, Kisenosato, Tochinonada, Kokkai e Kakizoe. Papabile Komusubi Dejima che batte Toyohibiki e va in doppia cifra.
Chiyotaikai (11-3) cambia partenza e mette la mano sinistra sotto il collo di Hakuho (12-2) per cercare di metterlo in difficoltà. Lo Yokozuna piega il collo e si sposta leggermente sulla propria sinistra per assorbire la progressione dell’Ozeki. Hakuho trasforma quindi l’azione da difensiva in offensiva afferrando il braccio sinistro di Chiyotaikai e provando il kotenge al quale però l’Ozeki resiste avanzando bene con la gamba sinistra. Chiyotaikai avanza ancora la gamba sinistra, guadagna l’impatto frontale e parte con gli tsuppari costringendo lo Yokozuna ad indietreggiare. Nuova presa la braccio, questa volta destro, ed Hakuho si libera del contatto dell’avversario che sull’ennesimo contrattacco non trova il bersaglio e finisce in terra.
Il confronto fra Ozeki premi Kaio (8-6) che mette subito la sinistra sul mawashi di Kotomitsuki (9-5) e lo costringe al tawara dove però Kotobroncio è bravo a sottrarsi allo yoritaoshi. Kaio resta addosso all’avversario, lo costringe alla corsa sul bordo esterno del tawara, va in presa, questa volta con la sinistra, e lo schiaccia in terra finendogli anche sopra.
Vittoria in prospettiva molto importante per Aminishiki (7-7) che guadagna una posizione laterale in uscita dal tachi-ai e riesce quindi ad andare in doppia presa interna sul mawashi di Kyokutenho (3-11). Facile a questo punto per il Sekiwake chiudere per yorikiri.
Ennesima sconfitta per l’altro Sekiwake Asasekiryu (3-11) che si lascia sbilanciare dagli tsuppari di Takekaze (6-8) e quindi deve concedere la presa posteriore con la sinistra interna all’avversario che porta lo shitatenage.
Va a Goeido (8-6) l’interessante confronto con Kotoshigiku (8-6). I due rikishi effettuano il tachi-ai frontalmente con Goeido che tenta la presa destra esterna senza però riuscirvi. Il M6 dà però continuità alla propria azione portando il proprio braccio destro intorno al collo del Komosubi per poi mettere a segno il kotenage con una bella rotazione di busto ed anca.
Nuova figuraccia per Baruto (10-4) che non riesce a mettere le mani sul mawashi di Ama (9-5) al tachi-ai e quindi si ritrova senza alcun appoggio per il repentino spostamento del Komusubi mongolo.
Kachi-koshi per Kisenosato (8-6) e make-koshi per Miyabiyama (6-8). Porta i proverbiali tsuppari al tachi-ai lo Sceriffo, ma Kisenosato li assorbe bene ed anzi costringe l’avversario prima all’indietreggiamento, quindi a concedere la doppia presa al mawashi e infine a subire la progressione che si traduce nello yorikiri.
Buono il tachi-ai di Toyohibiki (7-7) che lavora bene di braccia e spalle per mettere sotto pressione Dejima (10-4). “Cocco di Marco†appoggia la mano destra sotto il collo dell’aziano M2 e lo costringe ad allungarsi all’indietro per assorbire la spinta dell’avversario. Toyohibiki va quindi in chiave sul braccio sinistro di Dejima per il kotenage, ma non ha successo per l’opposizione del M2 che costringe l’avversario al confronto di posizione a centro-dohyo. Tentativo di uwatenage di Toyohibiki rintuzzato da Dejima che costringe l’avversario all’inidetreggiamento e quindi lo getta giù dal dohyo (yoritaoshi).
Esce in vantaggio dal tachi-ai Wakakirin (9-5) che con degli tsuppari molto ampi costringe Tokitenku (10-5) all’indietreggiamento. Il M3 si difende mulinando a sua volta le braccia per opporsi ai colpi dell’avversario. Uno degli tsuppari di Wakakirin va a vuoto e costringe il M15 allo sbilanciamento subito sfruttato da Tokitenku che accompagna l’avversarsio oltre il tawara e raggiunge la doppia cifra.
Impatta co il mento sulla spalla destra di Tochinonada (8-6) al tachi-ai Toyonoshima (8-6), che subisce il colpo e si lascia spostare sulla propria sinistra dall’avversario. Il M7, che va in kachi-koshi con la vittoria odierna, è quindi lesto a sfruttare il vantaggio imprigionando il braccio sinistro di Toyonoshima all’interno del proprio per il kotenage.
Nuova delusione per Takamisakari (5-4-5) che non riesce ad evitare che Tisanoumi (6-8) gli metta le mani sul petto per spingerlo all’indietro. D3BO lavora anche lui di braccia e riesce a scostarsi una prima volta dal tawara dove lo costringe Tosanoumi, ma deve poi cedere di fronte alla nuova carica dell’anziano M11.
Parte bene Roho (9-5) e costringe all’indietreggiamento laterale Wakanosato (8-6). Il M12 russo è quindi lesto a togliere l’appoggio all’avversario ed a costringerlo a subire l’hatakikomi.
Va in kachi-koshi Kokkai (8-6) che al tachi-ai imbriglia, con il proprio braccio sinistro, il braccio destro di Hokurotiki (8-6) e gli impedisce la presa al mawashi con il braccio destro. Il georgiano scivola ma riesce a restare attaccato all’avversario, lavora bene con il destro, per poi guadagnare una posizione laterale che gli consente di andare in progressione e chiudere con un okuridashi.
In kachi-koshi anche Kakizoe (8-6) che contrappone i propri spintoni al bersaglio grosso agli tsuppari di Futeno (6-8). L’impostazione tattica del M14 gli consente di mantenere l’iniziativa fino all’oshidashi.
Tredicesima giornata flash
Giornata di avvicinamento allo spareggio per la leadership di domani fra Hakuho e Chiyotaikai. Vince in modo convincente Hakuho con Kaio, mentre si lascia sorprendere al tachi-ai Baruto, che non offre adeguata resistenza a Chiyotaikai. Nuovamente deludente Kotomitsuki che si lascia afferrare un braccio da Aminishiki e non riesce a cavarsi d’impiccio.
Vincono entrambi i Komusubi, che vanno al kachi-koshi, ed anche i Sekiwake.
Impatto frontale “corposo†per Hakuho (11-2) che prima si appoggia su Kaio (7-6) e quindi lo sposta all’indietro con dei potenti tsuppari. L’Ozeki on riesce ad accorciare la distanza e deve subire l’ennesimo spintone dello Yokozuna che dapprima lo sbilancia e quindi lo lascia uscire dal dohyo senza infierire.
Chiyotaikai (11-2) va velocemente in spinta con entrambe le braccia senza lasciare a Baruto (10-3) il tempo di abbassarsi di busto e lo mette subito in difficoltà sbilanciandolo all’indietro. L’estone usa le braccia per scrollarsi di dosso l’Ozeki ma si sbilancia sulla propria destra. Baruto effettua un passo laterale per recuperare l’equilibrio ma così facendo dà le spalle a Chiyotaikai che lo spinge fuori.
Si lascia afferrare il braccio sinistro al tachi-ai Kotomitsuki (9-4) da Aminishiki (6-7) che si sposta leggermente sulla propria destra per trarre vantaggio dall’ennesima partenza troppo “lanciata†dell’Ozeki. Il Sekiwake afferrato l’avversario va in rotazione e porta Kotomitsuki fronte al tawara e quindi lo getta fra il pubblico (yoritaoshi).
Arriva il kachi-koshi per Ama (8-5) che effettua un bel tachi-ai, arretra leggermente per guadagnare lo spazio necessario ad allungare le braccia, porta dei veloci tsuppari e costringe Tokitenku (8-5) all’arretramento, nonostante i colpi di sbarramento di braccia del M3. Arrivato sul bordo del tawara Tokitenlu tenta di difendersi ma Ama è bravo a portare lo yoritaoshi.
Fallisce la presa al tachi-ai Toyonoshima (8-5) e deve subire l’iniziativa di Kotoshogiku (8-5) che lo imbriglia all’interno delle proprie braccia e dopo qualche tentativo riesce ad averne la meglio.
Fallisce, per ora, l’appuntamento con il kachi-koshi in doppia cifra Wakakirin (9-4) che esce meglio da un tachi-ai effettuato con le braccia protese verso le spalle di Dejima (9-4) e porta dei buoni tsuppari con i quali costringe il M2 fin sul bordo del tawara. Sembra fatta, ma Dejima si inarca all’indietro e contrattacca con una buona progressione di gambe e braccia. Wakakirin non riesce ad organizzare una difesa come quella dell’avversario e deve arrendersi all’oshidashi.
Solito (!!) henka di Roho (8-5) che sfrutta la partenza con il busto molto basso di Goeido (7-6) per lasciarselo sfilare sotto la propria gamba destra alzata e tentare l’hikiotoshi. Goeido, grazie alle corte leve, sopravvive miracolosamente ma può opporre solo una posizione in equilibrio a dir poco precario e le spalle al M12 russo che va all’uwatenage.
Raggiungono il kachi-koshi anche Wakanoho (8-5), che si aggiudica una bella prova di forza con Tosanoumi (5-8), che va invece al make-koshi e Wakanosato (8-5), che ha la meglio per yorikiri su Kasuganishiki (7-6).
Fallisce l’appuntamento con il kachi-koshi Toyohibiki (7-6), che non riesce ad impattare alla sua maniera al tachi-ai ma va comunque in spinta per portare Hokutoriki (8-6) verso l’esterno. “Cocco di Marco†tenta la chiusura con gli tsuppari, ma Hokutoriki resiste e contrattacca. Toyohibiki è costretto alla difesa sul tawara dove inarca bene la schiena per rintuzzare la spinte dell’avversario e riparte a sua volta. Confronto a centro dohyo con Hokutoriki che riesce nello sbilanciamento e quindi costringe “cocco di Marco†a subire l’oshidashi.
Sfuma l’obiettivo di raggiungere le otto vittorie, nonostante il ritiro, per Takamisakari (5-3-5) che si lascia tenere alto di busto da Kakuryu (3-10). Il M3 si allunga bene di schiena e braccia e parte in progressione costringendo D3BO a scivolare inesorabilmente verso l’esterno. Takamisakari non riesce ad avere sufficiente grip con i piedi sul dohyo e si ritrova inesorabilmente fuori.
Buona prova di Kisenosato (7-6) che non riesce nella doppia presa (fallisce nuovamente quella esterna destra) ma ha pazienza e si assesta bene di corpo prima di andare in progressione e costringere Futeno (6-7) allo yorikiri.
Si impone Kokkai (7-6) in un bout nel quale si lascia afferrare al busto da Tochinonada (7-6) in uscita dal tachi-ai. Il georgiano subisce l’iniziativa dell’avversario che lo porta, strattonandolo, a spasso per il dohyo, ma arrivatone sul bordo si pianta con entrambi i piedi paralleli al tawara e riesce nell’uwatedashinage.
Altamente spettacolare il bout fra Kakizoe (7-6) e Yoshikaze (3-10). I due rikishi, fra gli applausi del pubblico, si affrontano a lungo scambiandosi reciprocamente veloci e potenti tsuppari e posizione e compiendo mezze ed anche intere veroniche sul dohyo. Nonostante il prolungarsi dell’incontro Kakizoe e Yoshikaze non vanno mai in presa ed appoggio, per rifiatare, ma continuano a “suonarsele†fino alla conclusione per oshidashi che premia Kakizoe.
Sul 7-6 si porta anche Miyabiyama che effettua il tachi-ai alla sua maniera portando dapprima degli tsuppari per costringere Kasugao (3-10) all’indietreggiamento e quindi gli toglie l’appoggio per l’hikiotoshi.
Parte da molto lontano e lentamente Iwakiyama (9-2). Sakaizawa (12-1) evita, opportunamente, di portare l’henka ma non può fare ovviamente a meno di spostarsi, a sua volta molto lentamente, sulla propria destra per evitare l’impatto con il pachidermico avversario. L’ex-Maegashira, favorito, dalla scarsa velocità, conserva comunque l’equilibrio, resiste alla “telefonata†spinta laterale dell’avversario e prova a riportarsi in una posizione frontale. Sakaizawa è però bravo ad accorciare la distanza e a spingere rapidamente Iwakiyama giù dal dohyo. Vince anche Ichihara (11-2) con Shimootori (9-4).
Chiudo lanciando un appello/dibattito in vista del prossimo Hatsu. L’assenza di Asashoryu sta stranamente coincidendo con la “latintanzaâ€, più o meno marcata, di alcuni degli storici e di altri dei più recenti amici si sumo.it: Alessandro, Arcivampiro, Paolo, Lorenzo, Anastasia, Namath, Ottia siete invitati ad intervenire e spiegarci, se volete, se si tratta solo di una coincidenza.
Dodicesima giornata flash
Buona prova di Baruto che si impone in poche frazioni di secondo su uno stranamente rinunciatario Dejima. L’estone si avvicina così nel migliore dei modi al confronto di domani con Chiyotaikai, oggi vittorioso, nell’altro scontro al vertice, su un opaco Kotomitsuki.
In testa alla classifica anche Hakuho che fatica un po’ ma alla fine riesce ad avere la meglio su Aminishiki. Sconfitto anche l’altro Sekiwake Asasekiryu (che rischiamo di ritrovare addirittura Maegashira a gennaio), nel bout più combattuto della giornata, che lo ha visto opposto a Kisenosato.
Lasciano a testa china il dohyo anche entrambi i Komusubi Ama e Kotoshogiku, che mandano in kachi-koshi i rispettivi avversari, Toyonoshima e Tokitenku. Raggiunge il kachi-koshi nella giornata odierna anche Kasuganishiki (M16).
Ad una sola lunghezza dal vertice il M15 Wakakirin domani atteso da Tochinodada (M7).
In condizioni splendide Takamisakari che inanella la seconda vittoria consecutiva dopo il suo rientro dall’infortunio.
Aminishiki (5-7) riesce, con un bel tachi-ai, a tenere le mani di Hakuho (10-2) lontane dal proprio mawashi, anche se per fare ciò deve a sua volta rinunciare alla presa. Lo Yokozuna cambia tattica e porta dei potenti tsuppari di fronte ai quali il Sekiwake vacilla. Aminishiki si trae d’impaccio accorciando la distanza ed andando in presa al mawashi. Hakuho fa altrettanto ed attende la mossa falsa del Sekiwake, che puntualmente arriva con un tentativo fallito di sukuinage che lo costringe alla resa per uwatenage.
Si arrende un poco reattivo Kotomitsuki (9-3) alla salva di tsuppari di Chiyotaikai (10-2). Al tachi-ai Kotobroncio lascia lo spazio sufficiente alla distensione delle braccia a Chiyotaikai ed è costretto ad indietreggiare inarcando il busto di fronte alla progressione dell’avversario. Arrivato a poca distanza dal tawara, Kotomitsuki dà per un attimo la sensazione di poter arrestare la progressione di Chiyotaikai, che però insiste e lo costringe ad uscire dal dohyo.
Va a Baruto (10-2) uno dei due incontri più attesi della giornata. L’estone, sfruttando il vantaggio di altezza, imbriglia bene all’interno delle proprie braccia uno, stranamente poco combattivo, Dejima (8-4) al tachi-ai e quindi lo porta verso l’esterno per un velocissimo yorikiri.
Allunga bene le mani verso il collo dell’avversario al tachi-ai Wakakirin (9-3). Tochinonada (7-5) non riesce ad opporre un’adeguata resistenza e deve arrendersi alla progressione del M15 che chiude per oshidashi.
Presa interna sinistra, a neutralizzare l’impatto dell’avversario, per Tokitenku (8-4) che scambia la posizione con Kotoshogiku (7-5) e quindi va in progressione per lo yorikiri.
Davvero bravo Toyonoshima (8-4) che arretra, ma mantenendo sempre il controllo sull’avversario, per assorbire il tachi-ai di Ama (7-5). Arrivato sul bordo del tawara il M4 porta un uwatenage da manuale senza concedere la minima possibilità di recupero al Komusubi.
Si porta ad una sola lunghezza dal kachi-koshi Kaio (7-5) che afferra subito al busto Kyokutenho (2-10) e quindi gli impone gli spostamenti necessari per portarlo in prossimità del tawara, dove porta lo yorikiri.
Deve faticare davvero molto Kisenosato (6-6) per andare in presa esterna destra in uscita dal tachi-ai. Asasekiryu (3-9), infatti, gli oppone la propria doppia presa e cerca di tenere il proprio bacino lontano il più a lungo possibile dalle mani protese del M2. Il bout si snoda quindi su una lunga serie di giravolte con Kisenosato che mantiene il saldo dell’iniziativa. Il giapponese, non senza faticare, riesce alfine a guadagnare una presa leggermente laterale, alla quale il Sekiwake si oppone con una presa in gancio al collo dell’avversario, e dopo ripetuti tentativi a portare lo yorikiri.
Bello e combattuto il confronto fra Tosanoumi (5-7) e Goeido (7-5). Il vecchio M11 tiene il giovane avversario lontano dal proprio mawashi al tachi-ai lavorando bene di spalle e gomiti, ma deve poi cedere la presa esterna a Goeido, che, strattonandolo, gli impone un paio di pericolosissime mezze piroette. Tosanoumi riesce a mantenere l’equilibrio e rompe la presa riguadagnando così una posizione frontale. Il M11 va nuovamente all’impatto ed è bravo a sottrarre l’appoggio per assestare l’hatakikomi.
Parte troppo da lontano Toyohibiki (7-5). Roho (7-5) effettua un impatto morbido e rallentato, sottrae l’appoggio al M7 e chiude per hikiotoshi. Buona la scelta tattica del russo di neutralizzare la potenza dell’impatto dell’avversario costringendolo a percorrere troppa strada prima di arrivare al contatto. Davvero sprovveduto, invece, “cocco di Marcoâ€.
Non riesce nella presa al busto Wakanosato (7-5) al tachi-ai. Kakizoe (6-6), scattante e reattivo, parte basso e dopo un bell’impatto scarta lateralmente costringendo così l’avversario, le cui mani scivolano sulle spalle dell’avversario, alla perdita dell’equilibrio (hikiotoshi).
Parte con il busto molto piegato in avanti Takekaze (4-8) ed impatta con le braccia quasi all’altezza del mawashi di Takamisakari (5-2-5). Restato con il busto molto alto, D3BO sembra davvero in difficoltà, ma riesce ad agguantare il mawashi dell’avversario, facendogli passare le braccia sopra le spalle, costringendolo così a rialzarsi. Takamisakari va quindi in presa canonica e dopo un paio di tentativi di sollevamento riesce nello yorikiri.
Si lascia mettere una mano sotto il collo ed è costretto a subire pesantemente l’iniziativa dell’avversario Kasuganishiki (8-4). Portato il M16 sul bordo del tawara, Futeno (5-7) non riesce però a chiudere il bout e deve subire la controffensiva di Kasuganishiki che riesce a spezzare la presa al collo e quindi a portarsi alle spalle dell’avversario per l’okuridashi.
Si portano sul 7-5, ad una sola lunghezza dal kachi-koshi, anche Wakanoho (M13), Hokutoriki (M10)
Nel Juryo torna alla vittoria Sakaizawa (11-1) dopo la battuta d’arresto di ieri con Shimootori (9-3). Ad una sola lunghezza dal leader della classifica il solo Ichihari (10-2), oggi vittorioso sul vecchio Iwakiyama (9-3).
Undicesima giornata flash
Apro di proposito il flash con un caloroso bentornato a Takamisakari. Il M8 si ripresenta sul dohyo dopo un’assenza di ben 5 giornate, conseguenza dell’infortunio subito nell’incontro con Yoshikaze, e dà subito spettacolo. Grande D3BO: ci sei mancato!!
Kyokutenho non emula Tokitenku ed affronta Chiyotaikai, consentendo all’Ozeki di tornare alla vittoria. Invariato il quartetto di testa per le concomitanti vittorie di Hakuho, Baruto e Kotomitsuki, che domani dovrà vedersela con Chiyotaikai per il primo spareggio in ottica yusho.
Serafico, concentrato, concreto e brillante Dejima. Il M2 porta a casa lo scalpo di un altro Sanyaku (il Komusubi Kotoshogiku) e continua a proporre la propria candidatura allo yusho.
Vince Kaio e perdono entrambi i Sekiwake. Vittorie importanti ai fini, non solo del kachi-koshi, anche per Ama, Goeido e “cocco di Marco†Toyohibiki.
Tachi-ai imperioso di Hakuho (9-2) che impatta (e scuote) Asasekiryu (3-8) per poi sottrarsi velocemente alla ricaduta in avanti del Sekiwake. Hatakikomi da manuale.
Parte da molto lontano e leggermente laterale Kotomitsuki (9-2) che impatta Toyonoshima (7-4) con le braccia ben distese e lo costringe immediatamente al tawara. L’Ozeki fallisce però la chiusura per l’abilità di Toyonoshima nello spostarsi sulla propria destra. Kotomitsuki rischia addirittura la spinta del M4, ma riesce a riguadagnare la posizione frontale e ad andare in doppia presa (destra interna). I due rikishi rifiatano a lungo a centro dohyo ed è Kotomitsuki a ripartire nuovamente per lo yorikiri. Toyonoshima tenta di difendersi con degli spostamenti laterali ed un paio di tentativi di sukuinage, ma la presa dell’Ozeki è salda ed alla fine gli consente di avere la meglio.
Sbriga velocemente la pratica Chiyotaikai (9-2) che effettua il tachi-ai mulinando le braccia alla sua maniera e costringe così Kyokutenho (2-9) a subire l’oshidashi.
Va in difficoltà in uscita dal tachi-ai Baruto (9-2) per l’azione di Tosanoumi (4-7), che riesce ad infilarsi con le spalle sotto la guardia dell’avversario. Il M11 va in spinta e Baruto si sbilancia pericolosamente all’indietro. L’estone è però bravo a sfruttare il vantaggio di altezza e mette entrambe le mani fra collo e spalle di Tosanoumi per riguadagnare un equilibrio momentaneo e contemporaneamente spingere verso terra l’avversario. L’hatakikomi ha successo grazie al numero da equilibrista di Baruto, che resta sul bordo del tawara quel tanto che basta per aspettare la caduta del M11.
Il tachi-ai vede Kotoshogiku (7-4) con le spalle più alte e Dejima (8-3) con entrambi i gomiti appoggiati sull’avversario. L’impatto premia il Komusubi che lavora di spalle e va in progressione. Dejima indietreggia, ma resta in controllo sull’avversario e poi si sposta repentinamente di lato portando nel contempo il braccio destro sull’eterno delle spalle del Komusubi per portare il kubinage.
Si lascia prendere il fianco sinistro in uscita dal tachi-ai Wakanosato (7-4) che è poi costretto a subire la progressione in diagonale di Wakakirin (8-3) che va in kachi-koshi.
Si rialza per primo Kaio (6-5) e sfrutta il vistoso sbilanciamento nella posizione di partenza di Aminishiki (5-6) per portare a casa facilmente il punto.
Lavora bene di braccia ed anca destra Ama (7-4) al tachi-ai e così facendo mette in difficoltà Kisenosato (5-6) che viene velocemente costretto allo scivolone.
Torna finalmente alla vittoria Goeido (7-4) con Tokitenku (7-4). Il mongolo questa volta effettua un tachi-ai vero e si confronta a centro dohyo con il giapponese. Breve scambio reciproco di prese alle spalle ed alle braccia con il busto ben piegato in avanti e Goeido parte in progressione spingendo forte con le gambe poggiando entrambe le braccia sulla parte centrale del busto dell’avversario. Tokitenku arretra e finisce fuori dal dohyo prima che Goeido finisca a sua volta in terra sotto l’impeto della progressione.
Vincono i propri bout e mettono nel mirino il kachi-koshi, “cocco di Marco†Toyohibiki (7-4), bravo a portare l’oshidashi su Kokkai (6-5) e Kasuganishiki (7-4) con il J2 Hakuba (4-7).
Torna sul dohyo Takamisakari (4-2-5) e solita sfilata di Nagatanien a salutare il beniamino del pubblico. In forma splendida il nostro D3BO che va in presa al mawashi su Kasugao (2-9), retrocede trascinandosi dietro l’avversario e quindi, arrivato in prossimità del tawara, tenta addirittura l’utchari (quasi a voler esorcizzare la sconfitta alla 5a giornata che gli era costata il ritiro temporaneo), che però si traforma in uno yorikiri.
Molto spettacolare la conclusione del bout fra Miyabiyama (4-7) e Takekaze (4-7). Lo Sceriffo esce meglio dal tachi-ai e mette in difficoltà l’avversario con ripetute serie di tsuppari. La conclusione sembra scontata con Takekaze costretto al tawara, ma quando ormai nessuno neanche se lo aspetta il M5 svicola sul lato sinistro del M2 che rimane completamente privo di appoggio e si ritrova con il solo piede sinistro sul bordo del tawara, la gamba destra in aria e il busto sbilanciatissimo in avanti (se avesse avuto il tutù invece del mawashi sarebbe sembrato una “meravigliosa” etoile) nel tentativo di conservare l’equilibrio. Takekaze però non ha pietà, si porta alle spalle dello Sceriffo e lo getta in malo modo fra il pubblico con una poderosa spinta alle natiche.
Non riesce neanche la prova di orgoglio ad Homasho (1-10) che esce come al solito in difficoltà dal tachi-ai, riesce a recuperare una posizione frontale ed abbassa il busto per portare l’azione che gli è più congeniale. Kakuryu (2-9) è costretto sul bordo del tawara, ma Homasho non riesce a chiudere e lascia spazio alla controffensiva del mongolo che chiude per yorikiri.
Decima giornata flash
Seconda sconfitta per Chiyotaikai, che non riesce a leggere le intenzioni di Tokitenku e cade vittima di un henka assolutamente da censura!
Grande ammucchiata in vetta alla classifica, con l’Ozeki raggiunto da Hakuho, davvero concreto oggi, Kotomitsuki, in forma sempre più smagliante, e Baruto, che si sbarazza di Wakanosato, primo avversario del suo livello finora affrontato,
Ad una incollatura Toyonoshima, che si impone su Kaio, Tokitenku autore dell’henka sull’ex-leader, Kotoshogiku, vittorioso sull’inconsistente Kakuryu, Wakakirin, Tochinonada, Wakanosato e Dejima, nonostante le sconfitte odierne.
Continua l’altalena di risultati di Ama, che oggi torna alla vittoria a spese della rivelazione Dejima, e dei due Sekiwake, con Aminishiki vittorioso ed Asasekiryu nuovamente sconfitto.
Non si lascia sfuggire l’occasione di agguantare Chiyotaikai Hakuho (8-2) che effettua un bel tachi-ai frontale con il quale va in presa interna sinistra. Kyokutenho (3-7) è costretto a subire la morsa dello Yokozuna, che va subito in progressione e si impone per yorikiri.
Cade vittima dell’henka di Tokitenku (7-3) Chiyotaikai (8-2), che così facendo compromette seriamente le sue possibilità di yusho. Davvero riprovevole, vista l’importanza del bout per l’Ozeki, la condotta del mongolo Tokitenku.
Condizioni davvero splendide quelle messe in mostra da Kotomitsuki (8-2), che affronta sul campo della presa al mawashi l’ostico Asasekiryu (3-7). L’Ozeki, in presa interna sinistra, è costretto a scambiare più volte la posizione a centro dohyo con un avversario in continuo tentativo di “svicolamentoâ€. L’ultimo giro di valzer è favorevole a Kotomitsuki che si ritrova con il Sekiwake a breve distanza dal tawara. L’Ozeki finta dapprima lo yorikiri e poi esegue un uwatenage da manuale.
Si lascia afferrare al tachi-ai da Toyonoshima (7-3) Kaio (5-5) che è costretto subito all’indietreggiamento e quindi ad una veloce resa (yorikiri). Si complicano le cose per l’anziano Ozeki che dovrà da domani concentrarsi esclusivamente sul raggiungimento di un kachi-koshi ampiamente, ormai, alla portata del M4.
Confronto di forza a centro dohyo con Wakanosato (7-3) in doppia presa interna e Baruto (8-2) in doppia presa esterna e con la parte alta del busto appoggiata al M8. Dopo una lunga fase statica di assestamento è Wakanosato a tentare la forzatura in sollevamento, ma Baruto sfrutta l’altezza e le lunghe leve superiori per mettere pressione sul Wakanosato e costringerlo all’indietreggiamento. L’ex-Sekiwake tenta di difendersi a bordo dohyo ma l’azione dell’estone è sufficientemente continua da consentirgli di aggiudicarsi il bout per yorikiri.
Sopravvive, insospettabilmente, ad un primo tentativo di yoritaoshi Kakuryu (1-9), che deve però poi cedere allo yorikiri. Kotoshogiku (7-3) resta con i primi grazie ad una condotta molto attenta fatta di prese al mawashi, progressioni e spinte.
Solita falsa partenza per Ama (6-4) e Dejima (7-3) imperturbabile. Il M2 effettua il tachi-ai con testa e spalle basse ed allunga le mani per spingere Ama ed impedirgli la presa. Il Komusubi dapprima accetta lo scambio di colpi di braccia ma poi si sposta velocemente dapprima all’indietro, per togliere l’appoggio all’avversario in fase di avanzamento, e poi lateralmente, per afferrare il mawashi di Dejima e scaraventarlo fra il pubblico.
Va ad Aminishiki (5-5) il confronto con Goeido (6-4). Il Sekiwake effettua il tachi-ai con il busto più alto e sfrutta le lunghe leve per afferrare subito “da sopra†un Goeido fin troppo incauto. Facile per Aminishiki trarre il massimo dal vantaggio di presa e posizione e portare l’uwatedashinage. Deve rimandare l’appuntamento con la prima affermazione nel Sanyaku un arrendevole (e forse deconcentrato) Goeido.
Ad una sola lunghezza dal traguardo intermedio del kachi-koshi Wakakirin (7-3) e Tochinonada (7-3), che si impone dopo una lunga fase di spintoni reciproci a spasso per il dohyo su Hokutoriki (5-5) afferrandolo lateralmente e gettandolo fra il pubblico.
Non concede davvero alcuno spazio all’avversario Toyohibiki (6-4) che al tachi-ai si fionda sotto la guardia di Wakanoho (5-5) e lo spinge velocemente oltre il tawara. Bravo “cocco di Marcoâ€!
Si arrende anche agli tsuppari di Miyabiyama (4-6) un Homasho (1-9) sempre più in crisi e che, a questo punto, ritroveremo molto in basso nel Banzuke di gennaio.
Facile l’affermazione di Kisenosato (5-5) su Takekaze (3-7). Al M2 sono sufficienti alcuni spintoni in avanzamento per avere la meglio sull’avversario.
Nel Juryo continua imbattuto la sua marcia verso lo yusho Sakaizawa (10-0).
