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Marco Di DonfrancescoDa oggi il Kyushu su Eurosport

Inizia da oggi (alle 19.00) il ciclo delle trasmissioni (5) dedicate da Eurosport al Kyushu 2006, con le mirabolanti telecronache del nostro Julien.

Data la defezione sia di banzuke.com che di Info-Sumo, il consiglio di sumo.it è quello di non mancare l’appuntamento con le trasmissioni di Eurosport. Se proprio per qualcuno non fosse possibile sintonizzarsi, Pierfranco (soprattutto) ed io stiamo approntando un’ancora di salvezza.

Riporto, per comodità di tutti, gli orari delle trasmissioni in palinsesto:

martedì 19/12/2006 19:00-20:00
mercoledì 20/12/2006 19:00-20:00
giovedì 21/12/2006 19:00-20:00
sabato 23/12/2006 19:00-21:00
martedì 26/12/2006 20:00-21:00

Buona visione.

Categoria: Kyushu Basho 2006

Marco Di DonfrancescoSala chirurgica per Tochiazuma

Tochiazuma ha annunciato che la prossima settimana si sottoporrà ad un intervento di artoscopia al ginocchio sinistro. L’entità dell’infortunio (menisco) occorsogli durante il recente Kyushu Basho è infatti tale da richiedere un intervento chirurgico.
La degenza in Ospedale dell’Ozeki non dovrebbe protarsi oltre i due tre giorni, ma inevitabilmente, a questo punto, la sua partecipazione all’Hatsu 2007 diventa a rischio.

Categoria: Kyushu Basho 2006

Pierfranco SpazianiTournament highlights

Sul sito ufficiale del Kyokai sono presenti i consueti filmati riepilogativi del Kyushu Basho.
E’ da notare come Homasho abbia avuto più spazio di Asashoryu e che manchi il video del match Asashoryu-Futeno, uno dei più significativi: scelte stravaganti…

Categoria: Kyushu Basho 2006

Pierfranco SpazianiPost Basho Report

Non ho mai assistito ad uno strascico così vanamente polemico come quello che ha accompagnato la conclusione del Kyushu Basho. Non ero presente quando Taiho fu defraudato della vittoria che avrebbe portato il suo record d’imbattibilità alle stelle, suggerendo al Kyokai l’uso del replay immediato per valutare i bouts più incerti, pertanto punto sull’attualità e vado dritto al cuore della discussione.

Esistono molti modi di commentare un successo sportivo. Nel sumo, in particolare, esistono molti e diversi successi in ogni singolo Torneo: lo yusho, i premi secondari, le promozioni e le prestazioni comunque positive e convincenti. In molti casi lo yusho è stato assegnato dopo un playoff, in altri è stato deciso da uno scontro diretto ed è capitato che sia dipeso da sconfitte e vittorie incrociate, come accadde a Kotooshu quando perse contro Wakanosato nel 2005 a Nagoya, spianando la strada al tredicesimo yusho di Asashoryu.

Quando un successo legittimo e senza sconfitte viene criticato per un singolo episodio, tra l’altro ininfluente, il sapore della vittoria assume un retrogusto poco gradevole, che rischia di rovinare il palato. Le sorsate di vittorie di Asashoryu sono sempre state corpose, ricche di aromi e coloriture; a volte sono scese d’un sol fiato, altre sono state centellinate ed incerte fino all’ultimo, ma quando si mette in discussione un 15-0 e lo si vuole sporcare a tutti i costi, lasciando intendere che un gesto valga quanto l’intera performance, allora viene il sospetto che si miri al granchio per prendere il paguro, come si dice dalle mie parti. Mi spiego meglio: di tutte le obiezioni mosse allo Yokozuna, non ne trovo una sola che stia in piedi. Come ho già accennato nel forum, ritengo che questa nuova crociata contro Asashoryu intenda colpire, nipponicamente parlando, ben altro obiettivo. La gentile Signora Uchidate, vero censore dello YDC, si è esibita in una filippica senza precedenti sulla gestualità dello Yokozuna prima del match ed ha rimarcato la viltà del ketaguri contro Kisenosato: siamo sicuri che questi rimproveri non vogliano invece far ricadere su Asashoryu responsabilità mongole che appartengono ad altri? I fatti riguardanti Kyokushuzan non sono stati minimamente accennati in alcuno spazio ufficiale, come impone la tipica ipocrisia giapponese, ed il suo ritiro non è stato nemmeno menzionato nella sezione “Absence & Withdrawal Updates” del sito ufficiale del NSK. Com’è possibile? Kyokushuzan non si è ritirato dal Torneo, ma è frettolosamente e palesemente fuggito dal sumo!!! Perchè mettere a tacere l’accaduto come se Kyokushuzan non fosse mai esistito? La durissima esternazione dello YDC ha dell’incredibile: solo dopo oltre 4 (dico QUATTRO) anni ci si accorge del fatto che l’autoincitamento di Asashoryu non sia conveniente e non si addica ad uno Yokozuna? Come mai lo YDC non aveva mai colto questa offesa al codice comportamentale del sumo? Ed il ketaguri? Come si può ignorare la sproporzione tra un kimarite codificato e gli henka eseguiti dagli altri rikishi, tra i quali alcuni ex-candidati alla tsuna?

La difesa di Asashoryu è stata affidata al grande Kitanoumi, pronto nel replicare che si può discutere delle scelte tattiche e tecniche, ancorchè non così esageratamente scandalose, ma non ha senso censurare il modo in cui lo Yokozuna si prepara al match, proprio perchè questo non avviene “durante” il match. Compiendo un’azione irrituale e non conforme alla procedura giudiziaria giapponese, mi unisco al collegio difensivo del Grande Mago Mongolo e ribadisco che la repressione nei confronti del mio assistito non ha fondamento. Anche Fiorello (alias avvocato Messina) troverebbe gli argomenti per vincere la prima causa della sua pessima carriera forense…

Ciò che traspare dall’intera vicenda, è che lo YDC ha usato mezzi razionali per fini irrazionali (chi conosce la critica letteraria su Melville e Cervantes, ed il paragone tra il capitano Achab di Moby Dick e Don Chisciotte, riconoscerà la scuola di pensiero cui mi riferisco). Tutto sembra esagerato, fuori contesto e decisamente ridicolo, ai miei occhi non a mandorla. Non ravviso alcuna offensività nello “slapping” sul mawashi da parte di Asashoryu, così come non colgo la colpa grave nel ketaguri inflitto a Kisenosato: sono lieto di aver trovato un valido alleato in Alessandro, dal quale posso solo imparare, ma vorrei che in tutti voi fosse evidente l’improponibiltà delle affermazioni punitive dello YDC. Di questo passo, ci potremmo ritrovare ben presto di fronte un Consiglio molto simile alla “Santa Inquisizione”, e le conseguenze sarebbero devastanti.

Ma ora parliamo di sumo. La diciannovesima perla di Asashoryu, la quinta senza impurità, ha seguito un percorso con ostacoli iniziali, per poi infilarsi nel ricco collier di casa Akinori con estrema e logica naturalezza. Dopo le note difficoltà dei primi bouts, Asashoryu ha prodotto una serie di vittorie talmente scorrevoli da sembrare (come sempre) troppo facili. Dal match con Futeno in poi, la parata è parsa scivolare sul velluto e l’esuberanza dello Yokozuna non ha più incontrato ostacoli. L’era del Dominatore Mongolo prosegue davanti ad una platea che spera in un rapido di ritorno di Hakuho, ma che, d’altro canto, non può non prendere definitivamente coscienza della particolarissima gestione del potere da parte del Supremo Condottiero di Ulan Bator. Viviamo questa lunga teoria di affermazioni con la necessità di trovare dissonanze ed anomalie rispetto al passato, di frapporre dei “ma” e dei “se” tra Asashoryu ed il resto del sumo che lo ha preceduto. La realtà è un’altra: Asashoryu era un fenomeno visibile e prevedibile fin dal suo primo apparire sul dohyo, come tutti possono constatare negli archivi visivi, ed il suo dominio ha origini genetiche. Takanohana e Chiyonofuji sono rappresentati in lui in pari misura, in una superba combinazione di forza e tecnica, agilità ed intelligenza, concentrazione e personalità, agonismo e fantasia tattica. Asashoryu è geniale, sorprendente e vincente: non è giapponese, purtroppo, e questa pecca lo terrà sempre ai margini dei consensi che contano.

Accennavo al match con Futeno: Asashoryu ha dato la svolta al suo Kyushu Basho proprio con quella sofferta vittoria, raggiunta grazie alla sua proverbiale prontezza di riflessi, che già altre volte gli aveva permesso di ribaltare a suo favore situazioni critiche. Le sue repentine giravolte sul dohyo, le sue prese dinamiche ed i suoi incessanti tentativi d’attacco sono un patrimonio su cui sono stati costruiti i 19 titoli fin qui raccolti, e non c’è dubbio che la rendita possa proseguire in futuro.

Da Futeno in poi, dunque, lo Yokozuna non ha più avuto incertezze, liquidando tutti gli avversari con le infinite varianti del suo magnifico sumo. Anche il famigerato ketaguri, che ha generato tanta indignazione, ha una sua precisa collocazione storica: Asashoryu l’aveva usato contro Dejima nel Kyushu del 2001 (terza giornata, grazie Marco!) e forse Kisenosato avrebbe potuto immaginare che la vendetta ai suoi danni, perchè proprio di questo si è trattato, potesse avvenire ripescando nella memoria un kimarite certamente inglorioso, ma, come ho cercato di spiegare (con il conforto di Alessandro), molto più rischioso di un henka qualunque.
Asashoryu ha forzato gli eventi ed è caduto nella rete della repressione giapponese, se vogliamo usare un’espressione altrettanto forzata, ed in quel gesto è riaffiorata l’antica e spietata indole conquistatrice dei suoi avi: Asashoryu non ha voluto fare prigionieri!

La quarta affermazione annuale dello Yokozuna è stata scortata a debita distanza dal corteo degli Ozeki presenti a Fukuoka, quasi tutti in doppia cifra e variamente eroici. I malanni fisici di Kaio e Tochiazuma hanno limitato l’incremento del loro score finale, mentre Kotooshu e Chiyotaikai hanno viaggiato in corsia di sorpasso a fasi alterne. Siamo abituati a non esultare per un 10-5 degli Ozeki (FIGURIAMOCI PER UN 9-6!) e ci trasciniamo di volta in volta alla ricerca delle positività riscontrabili in spezzoni di Torneo, contenti di godere di ciò che passa il convento.

Per il bulgaro, reduce da una stagione non felice, si sono visti cenni di ripresa e qualche bella vittoria sui colleghi di categoria, con un atteggiamento decisamente migliore al tachi-ai. E’ “primus inter pares”, una soddisfazione che non coglieva da più di un anno, ma siamo sempre sul 10-5, record superato dal solo Homasho grazie al calendario favorevole. Kotooshu si è fatto da parte nella prima settimana, quasi come a liberarsi della responsabilità di dover reggere il passo di Asashoryu. Credo che la debolezza caratteriale dell’Ozeki europeo sia ormai evidente, come dimostrano i risultati della seconda settimana di gare. Nulla ha potuto contro la progressione dello Yokozuna, invece, ma questo era ampiamente in preventivo; le prime tre sconfitte sono l’ennesima riprova che al suo sumo manchi quel qualcosa di psicologico che lo renda temibile ed aggressivo, specie ora che non tende più ad indietreggiare sistematicamente.

Chiyotaikai è l’unico ad essere rimasto sotto le dieci vittorie. Non c’è più nulla da dire, al riguardo, se non che il suo sumo è ormai un mero motivo ornamentale di ogni Torneo. Se non è tsuppari è pan bagnato, potremmo commentare ironicamente, ed infatti Chiyotaikai continua a recitare il suo ruolo opaco di rikishi accademico e non più all’altezza dello yusho da moltissimo tempo. C’è chi s’accontenta di molto meno, tra i fans giapponesi, pertanto lasciamoli nella loro beata estasi indotta dalle fiammate del loro idolo mulinante e passiamo ad altro.

Kaio, il nobile Kaio, ha dissotterrato l’ascia di guerra ed ha commosso tutti: avesse avuto la stampella risorgimentale di Enrico Toti, avrebbe tirato anche quella! Ha portato l’entusiasmo ai massimi livelli e si è battuto con tutto l’orgoglio di cui disponeva, seguito ed incoraggiato come una reliquia vivente. Dopo l’ottava giornata, si è verificata l’inevitabile caduta del suo rendimento, evidenziando tutti i limiti che il tempo, e la lunga serie di acciacchi, hanno imposto alle sue ambizioni di raccogliere ancora allori. Kaio ha fatto molto più di quanto il suo punteggio lasci trasparire: ha dato un grande esempio di serietà e compostezza, rappresentando l’ultimo legame tra un passato popolato da campioni di numeri e stile, ed un presente soffocato dallo straripante talento del Grande Mago Mongolo.
Kaio era atteso a questa performance e non ha deluso la folla che lo attendeva per tributargli, ad ogni sua apparizione, un tributo di applausi e cori da far venire i brividi. L’usura del dohyo lo ha fiaccato nella seconda parte del Kyushu, quando ha affrontato gli avversari più importanti e, se mi passate l’espressione, crudeli; ha però superato Chiyotaikai e Kotomitsuki, e questo rafforza il rispetto e l’ammirazione nei suoi confronti.

La kermesse di Fukuoka è stata vissuta da Tochiazuma con sofferenza. L’infortunio, che non era sembrato così grave e che aveva lasciato dei dubbi interpretativi, lo ha costretto a combattere con un forte handicap. Ogni valutazione sul suo operato rimane sospesa tra l’elogio per aver comunque resistito e vinto 10 incontri e la reale quantificazione della menomazione subita. Se le condizioni fisiche non gli consentivano più di tanto, le vittorie sono da considerarsi il frutto di una grande prova di volontà; a gennaio, con Asashoryu fuori gioco all’undicesima giornata, le cose andavano benone e Tochiazuma vinse l’Hatsu Basho lottando con Hakuho, ma da allora non c’è più stata la consistenza del sumo ostico e caparbio che gli abbiamo sempre riconosciuto. I suoi guai fisici lo hanno portato a difendere il rango con difficoltà e senza essere più un protagonista per la conquista dello yusho. Riacquistando la piena integrità, cosa che gli auguriamo, avrebbe ancora le sue carte da giocare.

Kotomitsuki ha sfondato il muro delle 8 vittorie e si è confermato al suo livello di classifica. Ha disputato ottimi bouts e ci aveva lasciato credere di poter fare molto meglio, per poi incappare in una serie negativa e concludere un colpo sopra il suo par abituale. Nel bilancio del Sekiwake troviamo motivi di soddisfazione e molte disattenzioni.

L’altro Sekiwake, Miyabiyama, era chiamato a confermare le sue ambizioni di promozione, valutate in base al calcolo del rendimento negli ultimi 3 Tornei, ma si è fermato al kachi-koshi. Gli è mancata la vivacità che lo aveva contraddistinto nel corso dell’anno e certi tachi-ai non sono stati da cineteca. Troppo spesso ha combattuto fuori equilibrio e nella ripetitiva ricerca dell’hoshidashi, non riuscendo a velocizzare lo tsuppari al livello di Chiyotaikai. Un passo indietro, rispetto al passato, e la sensazione di un ridimensionamento, tutto sommato, giusto.

Buio pesto tra i neo-Komusubi: Aminishiki e Kokkai sono franati ben oltre la legge del loro ambito, accumulando sciagure tattiche e figuracce tecniche. A nulla è servito sostenerli con previsioni incoraggianti, dettate dal desiderio di trovare alternative ai Sanyaku in stabile carica; Kokkai non ha attenuanti, data l’occasione sprecata, mentre Aminishiki può farsi schermo dell’età, almeno. L’avventura degli ormai ex-Komusubi si è dissolta nei primi giorni, apparendo chiara la loro inconsistenza rispetto agli impegni che erano chiamati a sostenere.
Personalmente, ritenevo che il georgiano si fosse preparato bene all’impatto con i gerarchi del banzuke, avendoli battuti più o meno tutti a più riprese, e perciò non riesco a comprendere la totale assenza di mordente che ha contrassegnato la sua pessima performance. Non sarà un principe del dohyo, d’accordo, ma ha trovato sempre il modo di farsi rispettare, il buon georgiano dalla pelle delicata, invece a Fukuoka la luce si è spenta improvvisamente e senza bagliori residui.

Aminishiki dev’essere partito con qualche problema fisico, secondo me, altrimenti avrebbe fatto meglio del 6-9 finale. Nel suo tabellino, troviamo i successi contro Roho, Kokkai, Baruto e Miyabiyama, a dimostrazione che l’attitudine agli impegni importanti non è svanita d’incanto: lo 0-4 iniziale lo ha messo di fronte ad un recupero davvero arduo, considerando il calendario, ed alcuni bouts in più, quelli che gli sarebbero valsi il kachi-koshi, li avrebbe potuti portare a casa, se solo fosse stato più tranquillo.

Roho ha scongiurato con un giorno d’anticipo il make-koshi ed ha conservato i gradi con un’altalena di serie positive e negative. Ha onorato lo start-up con Asashoryu, s’è preso lo scalpo di Kotooshu e Miyabiyama e sarà ancora Sanyaku: il bilancio poteva essere decisamente più ricco con qualche acuto alla sua portata (Aminishiki, Kotoshogiku e Kotomitsuki), ed anche contro gli Ozeki senatori avrebbe potuto raccogliere almeno una vittoria, combattendo al meglio (… e senza henka!). A Roho serve un sumo di maggiore qualità.

Kisenosato è giunto di nuovo al kachi-koshi dell’ultimo momento: non che questo sia un delitto, intendiamoci, ma l’anticamera non può durare in eterno. Non penso che Kisenosato possa sperare di salire nel banzuke continuando a perdere da quasi tutti gli Ozeki (Hakuho non c’era…) e riparandosi dietro le sole vittorie sul Kaio di fine Torneo (non più motivato) e Miyabiyama (non ritorniamo sul ketaguri, vi prego!). Le 6 sconfitte con gli altri Sanyaku pesano enormemente e fanno la differenza tra il suo 8-7 e la possibilità di sostituire un Sekiwake, tanto per iniziare a mirare in alto. D’accordo l’indulgenza verso il campioncino nipponico, dovuta all’età e alla recente esperienza nel Sanyaku, ma prima o poi le alucce dovrà pure spiegarle, se intende spiccare il volo. Tempo ce n’è sicuramente, stoffa pure: aspettiamo e speriamo che possa ripercorrere il cammino di chi, poco più adulto, aveva già indosso quell’indumento vistosamente ingombrante chiamato tsuna…

Ama, che pure ha battuto Kisenosato, ha fatto piangere tanti fans (Julien in prima fila) e non ha dato che brevi cenni di quella frenesia mista a coraggio e tecnica che costituisce, di solito, il suo modo di fare sumo. Davanti al calendario che la sua veste di M1 gli imponeva, Ama si è sbriciolato come un wafer ed è scomparso sotto una buriana di sconfitte, facendoci rimangiare tutte le belle parole spese in suo favore. L’inevitabile retrocessione lo farà di nuovo combattere in un ambiente più ospitale.

Mi fermo qui e lascio a Marco, che ha seguito con più attenzione il Kyushu Basho, l’incarico di finire il lavoro.

Categoria: Kyushu Basho 2006

Pierfranco SpazianiSenshuraku live!

Apriamo la pagina per tutti i commenti live: siamo Marco ed io davanti allo streaming per un commento a quattro mani.

Categoria: Kyushu Basho 2006

Pierfranco SpazianiAsashoryu vince il Kyushu!

Sim sala bim! Il Grande Mago Mongolo conclude la 14a giornata con un’altra prodezza ed il 19° yusho in bacheca. Sempre aggressivo e pronto a scattare, Asa impatta Kotooshu e si porta in quella posizione che solo lui riesce a mantenere senza perdere l’equilibrio o rischiare l’hatakikomi sistematico. Gambe e, soprattutto, braccia sono opposte al baricentro alto dell’Ozeki bulgaro: quando Kotooshu tenta la carica a testa bassa (ma sempre troppo alto di gambe), lo Yokozuna scarta a sinistra, lo tiene in affondata e lo fa scorrere verso la sconfitta. Altra appendice al manuale del sumo, impraticabile per ogni altro rikishi.
Tochiazuma replica lo show dell’infortunio a comando e batte un remissivo Chiyotaikai, il quale sta già pensando a cosa gli toccherà domani.
Ottimo, per una volta, Kisenosato. Batte Kaio con tutta la tenacia di cui è capace, ma il decano appare stanco e con la gamba non proprio a posto.
Roba da wrestling tra Miyabiyama e Kotomitsuki: vince lo Sheriffo, che assesta il colpo più incisivo e manda a terra Kotoperiodico. Comunque divertente.
Brutto henka di Roho su Dejima: così non si può andare avanti!
Kotoshogiku batte Baruto al tachi-ai, quando prende il tempo all’estone e non gli consente alcuna reazione. Bella dimostrazione di sagacia tattica.
Buono Kyokutenho e 9-5 di valore su Tochinohana.
Bellissimo il match tra Asasekiryu e Katayama: grande confronto e doppio sollevamento del mongolo, ma Katayama non si piega e resiste contrattacando. I due si ribaltano contemporaneamente, anche se l’impressione è che Asasekiryu abbia toccato per primo. Mono-ii e tori naoshi: Asasekiryu vince subito per hatakikomi.
Homasho combatte bene e rischia di perdere il bout contro Tamakasuga, avversario gentilmente scelto dal Kyokai nella speranza di portarlo vicino la playoff. Homasho non ha colpe e il suo 12-2 se l’è meritato.
Takamisakari compie i preparativi con il pubblico che scandisce ritmicamente la sua tipica cerimonia di autoincoraggiamento: mai vista una cosa così! Vittoria fortemente cercata contro Ostukasa e 10-4 da incorniciare.
Domani preparatevi alla sfida Asa-Chiyo: burrasca in vista!

Categoria: Kyushu Basho 2006

Marco Di DonfrancescoTredicesima giornata flash

Rimane immacolato il percorso di Asashoryu (13-0), oggi vittorioso su un comunque ostico Tochiazuma (9-4). Molto basso al tachi-ai, lo Yokozuna tenta di chiudere velocemente il bout, ma l’Ozeki si dimostra molto reattivo ed assorbe bene il tentativo. Cambio immediato di conduzione tattica da parte di Asashoryu che va in doppia presa e inizia a spingere Tochiazuma verso il bordo. Solo a questo punto (strano, vero?) l’Ozeki manifesta i problemi di cui aveva parlato in conferenza stampa.

Kaio (10-3) e Kotomitsuki (8-5) escono entrambi in presa interna (destra per Kaio) dal tachi-ai e si confrontano a centro dohyo cercando a ripetizione la doppia presa. Alla fine la mossa riesce però all’Ozeki che, acquistato il pieno controllo sull’avversario, usa tutta la sua stazza per spingerlo oltre il tawara. Ancora una ottima prestazione per Kaio, che sta disputando un Kyushu a dir poco fenomenale, specie considerando che in due delle sue tre sconfitte si è comunque battuto al meglio.

Molto concentrato e solido oggi Kotooshu (9-4), che va subito in presa al tachi-ai e non consente così a Chiyotaikai (9-4) di esprimersi con i suoi soliti tsuppari. Il bulgaro prova il sollevamento al quale Chiyotaikai si oppone tentando lo sgambetto (uchigake,
se non ho visto male). Kotooshu è però bravo a resistere e a controbattere con un uwatenage da manuale.

Dopo due false partenze, Miyabiyama (6-7) si lascia afferrare al tachi-ai da Tokitenku (7-6), che fatica davvero poco per portare a casa il bout. Davvero deludente, specie dopo le dichiarazioni della vigilia, il Kyushu di Miyabiyama per il quale diventa concreto il
rischio MK.

Perde Kisenosato (6-7) da Kotoshogiku (8-5), che conquista il KK, e vince, ma a mio avviso faticando fin troppo, Roho (7-6) contro il parigrado Kokkai (2-11). Dopo la 13a giornata il russo è l’unico Komusubi ad avere ancora una concreta possibilità di confermarsi nel proprio rango, vista la nuova sconfitta di Aminishiki (5-8), che nel bout odierno con Futeno (5-8) raggiunge il MK.

Si riprendono immediatamente, dopo le battute d’arresto di ieri, Baruto (9-4), che oggi ha la meglio su Tamakasuga (9-4), e Homasho (11-2), che batte Kyokutenho (8-5). Da notare come, una volta ricondotto nel suo habitat naturale, Homasho non abbia manifestato quelle incertezze (soprattutto psicologiche) che ieri gli erano costate il bout con Tochiazuma.

Vincono anche Dejima (9-4) con Asasekiryu (8-5), Ama (4-9) con Takekaze (5-8) e Takamisakari (9-4) con Tochinohana (8-4), anche se il risultato del giorno è sicuramente la prima vittoria di Iwakiyama (1-12), che impiega comunque un tempo biblico per avere ragione di Toyozakura (3-10).

KK anche per Toyonoshima (8-5), che vince un bout dalla durata insusuale fatto prima di schiaffoni (più che di tsuppari) e poi di posizione con Kakizoe (6-7).

Quanto ai Juryo, continua il testa a testa fra il J2 Jumonji (11-2) ed il J11 Wakanosato (10-3), entrambi vittoriosi nei rispettivi bouts. KK (score 8-5) raggiunto anche da Kasuganishiki (J3 ), Tokitsumi (J4 ), Tochiozan (J7), Kahio (J9) e Shukentsu (J10 ) e nuova vittoria di Goeido (6-7), che, a questo punto, dopo il non brillante inizio potrebbe riuscire nell’impresa di confermarsi nel Juryo.

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Marco Di DonfrancescoDodicesima giornata flash

Non delude le aspettative e si rivela molto bello e combattuto il bout più atteso della giornata. Asashoryu (12-0) e Kaio (9-4) si misurano in un tachi-ai davvero solido, nel quale nessuno dei due riesce ad andare in presa. I due rikishi tengono il baricentro basso e si producono in un gran lavoro di braccia a centro dohyo, nel tentativo di guadagnare un seppur minimo vantaggio. Alla fine è però Asashoryu quello che riesce ad entrare con il busto sotto quello dell’avversario. Afferrato il mawashi dell’Ozeki, lo Yokozuna spinge con la schiena e le
gambe riuscendo quasi a sollevare l’avversario, cui non resta che retrocedere e lasciarsi portare fuori dal dohyo. Davvero ottimo Kaio e, a dir poco, fenomenale Asashoryu, che, per entrare sotto la guardia dell’Ozeki, è riuscito ad abbassarsi quasi oltre i limiti imposti dalla fisica (degli equilibri).

Homasho (10-2) non riesce ad assorbire il peso psicologico del confronto e si arrende a Tochiazuma (9-3). Il M11 affronta il tachi-ai con il busto eccessivamente piegato verso il basso così che all’Ozeki è sufficiente afferrarlo al tronco ed atterrarlo. Prova decisamente incolore (ma non da condannare, per ovvi motivi) quella del giovane giapponese, che dimostra di non avere ancora i polmoni adatti all’aria del Sanyaku.

Davvero spettacolare il Chiyotaikai (9-3) odierno, che letteralmente tempesta di tsuppari l’incolpevole Kotomitsuki (8-4). Il Sekiwake appare più volte sull’orlo della capitolazione ma resiste stoicamente ed arriva addirittura a tentare a sua volta un’attacco di tsuppari. L’Ozeki, però, non perde nè la concentrazione nè la posizione a centro dohyo e con buona mobilità si sottrae ai colpi di Kotomitsuki e lo costringe a perdere l’equilibrio.

Come ampiamente (da me) previsto, la giornata odierna ci consegna l’ennesimo passo falso di Kotooshu (8-4). Miyabiyama (6-6) non deve far altro che sfruttare il tachi-ai scomposto del bulgaro (apparso nervoso, senza che ce ne fossero motivazioni particolari) e quindi spingerlo oltre il tawara. Mi trovo davvero in difficoltà nel commentare la condotta dell’Ozeki, che manifesta seri e concreti problemi di tenuta oltre i due bout.

Uscito in svantaggio dal tachi-ai, Roho (6-6) tenta di recuperare ma deve cedere all’incalzare di un Kotoshogiku (7-5), che non si deconcentra e porta a casa la vittoria. Brutta sconfitta quella del Komosubi russo in bout che era alla sua portata e che avrebbe dovuto assolutamente vincere per arrivare ad un KK meno affannoso.

Va a Kiseonosato (6-6) il confronto di posizione con Futeno (4-8). Il Komusubi va subito in presa esterna destra e dopo una lunga fase di studio tenta l’uwatenage. Futeno si oppone, ma così facendo offre il fianco sinistro a Kisenosato che, pur non riuscendo a sfruttare immediatamente il vantaggio, non molla la presa e porta l’avversario fuori dal dohyo.

Sbaglia clamorosamente (busto troppo alto e quindi spinta a vuoto sulle spalle, invece che sul tronco) il tachi-ai Baruto (8-4), che così facendo consegna la vittoria su un piatto d’argento ad Aminishiki (5-7). Il Komosubi, dopo il disastroso inizio, continua nella rincorsa ad un difficilissimo KK.

Nel bout fra delusi prevale Ama (3-9) su un Iwakiyama (0-12), che senza alcun motivo particolare (non è che Ama abbia fatto nulla se non presentarsi sul dohyo) si ribalta, da solo, all’indietro. Davvero sconcertante il Kyushu di Iwakiyama oggi “sponsorizzato benetton”.

Nuovamente poco avveduto al tachi-ai Kokkai (2-10) che, nel bout con Tokitenku (6-6), si ritrova giù dal dohyo senza colpo ferire.

La 12a giornata ci regala anche un Tamakasuga (9-3) ancora vincente ed il kachi-koshi (con score 8-4) di Tochinohana (M13), Asasekiryu (M9), Kyokutenho (M6) e Dejima (M3). Quest’ultimo ha la meglio su un Takamisakari (8-4) che si lascia afferrare al tachi-ai e non riesce ad opporre alcuna resistenza alla spinta dell’avversario.

Va poi segnalato il bout molto spettacolare e combattuto che ha visto prevalere il J1 (salito nel tabellone dei Makuuchi per il ritiro di Tamanoshima) Yoshikaze (6-6) sul M12 Tosanoumi (4-8).

Nei Juryo resta in vetta il J2 Jumonji (10-2), incalzato, ad una sola lunghezza, dal J11 Wakanosato (9-3). Missione KK espletata anche per Kyokunankai (J12) e Satoyama (J5). Da segnalare, infine, la vittoria del “beniamino di sumo.it” Goeido (5-7).

Categoria: Kyushu Basho 2006

Marco Di DonfrancescoUndicesima giornata flash

Nonostante mi sia parso insolitamente impaziente nelle fasi preliminari del bout, Asashoryu (11-0) affronta il tachi-ai in maniera impeccabile opponendosi con la spalla sinistra alla carica di Miyabiyama (5-6). Sbilanciato dall’impatto con lo Yokozuna, il Sekiwake si ritrova subito in posizione di svantaggio e con Asashoryu in agguato sul suo lato sinistro. Pura formalità la conclusione per oshidashi a favore del Dragone Blu.

Chiyotaikai (8-3) parte bene con i consueti tsuppari, ai quali, però, Kaio (9-2) si oppone magistralmente piantandosi con i piedi in terra e tenendo il busto ben eretto. Lasciata esaurire la carica iniziale dell’avversario, il decano va in presa e quindi inizia una inesorabile progressione di spinte, con le quali accompagna Chiyotaikai oltre il tawara.
Kaio, dopo due sconfitte consecutive, torna quindi alla vittoria in un bout che riesce ad impostare fin dall’inizio sulle modalità che sono più congeniali alle sue attuali condizioni fisiche.

Al tachi-ai è Kotomitsuki (8-3) ad andare in presa con la mano sinistra esterna, mentre Tochiazuma (8-3) non riesce ad agguantare il mawashi dell’avversario. Una volta consolidata la presa, il Sekiwake inizia a tirare e spingere lateralmente l’Ozeki che è alla fine costretto a rialzarsi e lasciarsi accompagnare fuori. Dopo la conclusione del bout, la regia ha a lungo indugiato sull’inquadratura della gamba sinistra di Tochiazuma, sulla quale spiccava una vistosa fasciatura.

Davvero bello il confronto fra Kiseonosato (5-6) e Kotooshu (8-3). Dopo una lunga fase di studio a centro dohyo, che vede i due rikishi entrambi in presa doppia al mawashi, è il bulgaro il primo a provare la chiusura. L’Ozeki tenta di passare da una presa destra esterna ad una interna, ma non ha successo. Kisenosato si ritrova pertanto l’avversario di lato e prova a spingerlo oltre il tawara. Kotooshu è però bravo ed estremamente reattivo nell’opporsi con il corpo alla spinta dell’avversario e a riguadagnare la presa doppia. A questo punto l’Ozeki bulgaro inizia a spingere il Komusubi verso il bordo del dohyo ed alla fine lo proietta a terra.

Il confronto fra Roho (6-5) e Baruto (8-3) vede prevalere il rikishi russo. Le bizze odierne dello streaming mi hanno impedito di cogliere i dettagli di un bout che mi è sembrato concludersi in un batter d’occhio. La deduzione (la mia non è niente di più che una deduzione) è che Roho abbia avuto il sopravvento al tachi-ai e che su questo abbia costruito la sua vittoria.

Mono-ii nel bout fra Ama (2-9) e Kokkai (2-9). I due rikishi si affrontano in modo estremamente scomposto e, dopo un gran mulinare di braccia (a vuoto), ripetuti sbilanciamenti e continue perdite di equilibrio, finiscono entrambi contemporaneamente oltre il tawara.
Il verdetto degli shinpan assegna la vittoria a Kokkai, in quella che mi è parsa una mirabile riproposizione delle parodie tipiche di un certo genere di manga.

Resta ancora a 0 lo score di un sempre più rinunciatario Iwakiyama (0-11), a questo punto a pieno diritto emulo del Tamakasuga dell’Aki.

Nonostante i continui tentativi, sono riuscito ad agganciare lo streaming soltanto molto tardi e mi sono perso i primi dieci incontri della giornata.
Mi limito quindi a riportare il risultato dei match più interessanti in termini di classifica generale.
Continua la striscia vincente di Homasho (10-1) che nel bout odierno prevale su Dejima (7-4). Continua a stazionare nelle parti altissime della classifica il M11 giapponese, per il quale a questo punto si profilano, per le prossime giornate, scontri con i rikishi al vertice del
banzuke.
KK raggiunto anche per Takamisakari (8-3), che ha la meglio su Asofuji (4-7), e Tamakasuga (8-3), che batte Kasugao (6-5). Da registrare anche il no contest di Tamanoshima (2-9).

Categoria: Kyushu Basho 2006

Marco Di DonfrancescoDecima giornata flash: buon 19, Yokozuna!

Asashoryu (10-0) affronta il tachi-ai con il busto eretto ed alza un muro di sbarramento fatto di tsuppari. Lo Yokozuna va quindi in presa e dispone a proprio piacimento (e senza fretta) di un Kotomitsuki (7-3) comunque buono. Migliora a vista d’occhio la condizione del Dragone Blu che esce dalla decima giornata con almeno 2 lunghezze di vantaggio su tutti i contendenti più accreditati. Il solo Homasho resta, infatti, ad una incollatura, ma sinceramente è difficile identificare in lui un reale avversario per lo yusho.

Parte bene Kotooshu (7-3) al tachi-ai ed imposta il bout sul confronto di forza. Kaio (8-2) assorbe bene la spinta del bulgaro e dà la sensazione di essere in grado di ribaltare l’inerzia del match. Il tentativo di uwatenage non riesce però all’Ozeki cui è fatale il cedimento improvviso del ginocchio sinistro. Seconda sconfitta consecutiva per Kaio che a questo punto, di fatto, abdica dalle ambizioni di yusho.

Passo falso di Chiyotaikai (8-2) che abbozza i soliti tsuppari contro Miyabiyama (5-5). Il Sekiwake però, solidissimo e concentratissimo al tachi-ai, non lascia sufficiente margine di manovra all’Ozeki e lo spinge in progressione oltre il tawara.

Abbandona da sconfitto (e zoppicante alla gamba sinistra) il dohyo anche Tochiazuma (8-2). Sempre più convincente e concreto Dejima (7-3), che a questo punto si candida per un posto nel Sanyaku. Deludente l’Ozeki che solo ieri aveva destato un gran bella impressione contro Kaio.

Più che bout di sumo, esibizione di danza classica quella fra Ama (2-8) e Kisenosato (5-5). Il Komusubi non molla mai la doppia presa al mawashi ed alla fine, dopo reiterato e veloce perigrinare per il dohyo, conclusione con entrambi i rikishi fra il pubblico e vittoria al giapponese.

Aminishiki (4-6), autore anche di una falsa partenza, ha la meglio nel confronto odierno con Roho (5-5). Il russo parte da lontano con le braccia protese in avanti ed imposta il bout su una serie di spostamenti laterali e spinte. Alla fine è però Aminishiki a prevalere. Un po’ delundente Roho che ha anche avuto un’occasione per chiudere su un Aminishiki leggermente sbilanciato in avanti.

Il bout odierno ci mostra per la prima volta a Fukuoka il Kokkai (1-9) dell’Aki. Parte con irruenza il georgiano cui, a dire il vero, Iwakiyama (0-10) concede ben poca resistenza. Poche spinte sono sufficienti a Kokkai per constringere l’avversario alla giravolta ed all’uscita dal dohyo.

Molto lungo e combattuto il bout fra Tokitenku (4-6) e Futeno (4-6). Il mongolo guadagna il vantaggio passando velocemente da una presa (con la mano sinistra) esterna ad una presa interna e porta lentamente l’avversario verso il bordo del dohyo. Incredibile come Futeno riesca a restare in equilibrio con le punte dei piedi sul tawara, quasi in assenza di peso, per diversi secondi e quindi a costringere Tokitenku all’indietro. Il mongolo non molla però la presa e seppur non riuscendo nello yoritaoshi costringe Futeno fuori per yorikiri.

Ancora una bella affermazione per Takamisakari (7-3), che si porta ad un passo dal KK. Solito inizio bout con il busto inarcato all’indietro e gran mulinare di braccia quello del simpatico D3BO, che così facendo riesce a ridurre la distanza da Kakizoe (5-5) ed andare in presa. Facile facile lo yorikiri conclusivo.

Davvero netta l’affermazione di Homasho (9-1) che affronta il tachi-ai con il busto quasi a 90° gradi ed inizia a spingere subito verso il tawara Baruto (8-2). L’estone cerca invano di andare il presa al busto del giapponese e deve cedere all’irruenza dell’avversario. Molto probabile a questo punto che Homasho chiuda il Kyushu con un KK in doppia cifra e scali diverse posizioni nel banzuke di gennaio.

Primo KK anche nei Jurio: con la vittoria odierna Jumonji (J2) raggiunge lo score di 8-2 e concretizza, di fatto, il ritorno nel Makuuchi al prossimo Hatsu.

Categoria: Kyushu Basho 2006
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