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Pierfranco SpazianiNATALE 2005

Desidero esprimere a tutti gli amici di sumo.it i più cari auguri per le prossime festività ed un sentito ringraziamento per il consenso manifestato nel corso di questo straordinario anno sportivo.

Pierfranco Spaziani

Categoria: Editoriale, Kyushu Basho 2005

Pierfranco SpazianiCommento post-Basho

La conclusione del Kyushu Basho è giunta con la connotazione della soddisfazione diffusa e condivisa: molti rikishi hanno ottenuto risultati che li gratificano e tutti hanno accettato, con il sorriso sulle labbra, l’eclatante finale a suon di record di Asashoryu. Non si è trattato di una competizione realmente intensa, dal punto di vista dell’incertezza sul risultato, dato che il vincitore ha scavato un distacco di tre vittorie sui secondi ed ha chiuso il discorso con un giorno d’anticipo, ma la qualità generale ha avuto un buon crescendo proprio in concomitanza con il termine dell’anno e possiamo legittimamente sperare che il 2006 segua questo andamento.
Abbiamo vissuto la seconda metà della stagione sul duello Asashoryu-Kotooshu, entrambi stranieri, e le cronache giapponesi hanno dato il massimo rilievo sia all’indigestione di vittorie del mongolo, che alla promozione ad Ozeki del bulgaro. La portata storico-statistica dell’impresa dello Yokozuna si impone al di sopra ogni altra considerazione iniziale, per come è stata vissuta e rappresentata, perciò mi vorrei esprimere sull’argomento.

Potrebbe sembrare lezioso parlare a lungo di un Torneo vinto con 14-1 e gli avversari distanti, come ho anticipato sopra, ma questo risultato è maturato in un contesto molto particolare, fortemente influenzato dall’attesa di un momento estremamente significativo per tutto l’ambiente del sumo, anzi scandito come un conto alla rovescia che tutti stessero compiendo con la sensazione di assistere ad un evento irripetibile. Devo ammettere che la frenesia di partecipare alla realizzazione del Grande Slam ha colpito anche me, ma poi ho letto negli sguardi di Asashoryu la sicurezza del più forte, anche dopo la sconfitta con Kotooshu. Asashoryu ha combattuto bene, alternando le tecniche d’attacco con molta saggezza: ha perso contro il neo-Ozeki perchè ha sbagliato l’impatto con il match, forse influenzato dalle troppe vittorie in allenamento, ed è un bene che Kotooshu lo abbia battuto, perchè ci ha regalato un pizzico di batticuore e 24 ore di prospettiva play-off, oltre alla speranza di vedere presto un europeo ricevere la Coppa dell’Imperatore. Ma Asashoryu ha continuato per la sua strada, già ampiamente spianata, ed ha portato a compimento il suo progetto d’imprimere un segno storico negli annali della Nihon Sumo Kyokai. Per quanto si voglia paragonare l’attuale situazione al passato, insistendo sul fatto che in altri tempi Asashoryu non avrebbe vinto così tanto, bisogna accettare la realtà di uno Yokozuna estremamente maturo ed in grado di svolgere un ruolo di prim’ordine anche in presenza di avversari più agguerriti e titolati; se dovessimo ripetere all’infinito il confronto con Taiho, Chiyonofuji e Takanohana senza riconoscere il valore assoluto del Marvel Mongolian, non renderemmo mai il senso compiuto delle sue vittorie. Questo periodo non è un intermezzo noioso e fastidioso tra un passato di gloriosi rikishi e l’avvento di altrettanti campioni, non ancora apparsi all’orizzonte, ma una ben definita epoca in cui le affermazioni dell’unico Yokozuna valgono quanto quelle di chi ha combattuto con altri 3 sommi maestri del sumo, magari conquistando lo yusho con sole 11 o 12 vittorie nei Tornei. Se Kaio avesse avuto la promozione, forse Asashoryu varrebbe di più?
La virtualità dei paragoni improponibili non porta a nulla, specie se votata unicamente alla strumentale diminuzione del valore di Asashoryu: ricordiamoci che sul dohyo le cose vanno diversamente e non è possibile sentenziare la superiorità di un rikishi su un altro se non lo si è visto con i propri occhi. Invertiamo i fattori, allora, e proviamo a lanciare una provocazione estrema: quanto avrebbero vinto i suddetti leggendari Yokozuna se avessero dovuto confrontarsi con Asashoryu? Come vedete, le speculazioni finalizzate all’impossibile non portano a niente. Lasciamo stare…

Finalmente Kotooshu si è fregiato del titolo di Ozeki, primo europeo ad arrivare a tanto, ed ora non gli resta che vincere uno yusho e sognare la tsuna. In molti lo considerano ancora impreparato, ma i fatti dicono che le 33 vittorie in 3 Tornei consecutivi le ha raggiunte, facendo cambiare idea a chi lo aveva designato alla promozione solo se avesse disputato un Kyushu Basho da 13-2. La discussione con Alessandro e Julien su questo argomento è stata accesa, con numerosi interventi nel forum, ma ritengo che un traguardo così importante aggiunga vivacità alla prossima stagione, aumentando la schiera dei tifosi ed incrementando le ambizioni di altri giovani sekitori. Kotooshu ha tenuto vivo l’interesse per metà anno, sfiorando per due volte lo yusho: se l’avesse vinto, sarebbe stato un eroe nazionale in un’altra nazione, cosa accaduta di rado.
Si è fatto sorprendere subito da Kakizoe e non ha gestito bene Kisenosato, compromettendo il cammino verso il terzo duello con Asashoryu e giungendo alla fine con peggior record da luglio in poi, ma tutto il suo sforzo viene riconosciuto comunque come un punto di partenza per il rinnovo graduale del banzuke, avvalorando la mia previsione di un numero di stranieri decisamente maggioritario tra i Sanyaku. Nel nuovo ruolo di Ozeki, il bulgaro si troverà a combattere in un diverso ordine di calendario, che potrebbe portarlo ad affrontare lo Yokozuna soltanto all’ultima giornata, qualora primeggiasse tra i suoi pari, ed anche questo elemento contribuirebbe ad un maggiore stimolo nei suoi confronti. Tutta la Bulgaria esulta, tutti gli altri rikishi si preoccupano: Kotooshu sa lottare e vincere, rendendo la vita difficile a chiunque speri di sfruttarne i punti deboli con poca lucidità. Le doti atletiche gli hanno consentito di inventarsi un sumo col baricentro alto, mentre la volontà di crescere lo ha portato ad un livello tecnico davvero ragguardevole. In Giappone si analizza la sua arte di combattimento con la lente d’ingrandimento ed ho letto un commento interessante sulla prevalenza degli europei e dei mongoli sui giapponesi, dovuta alla preparazione ad altre forme di lotta corpo a corpo: peccato che queste valutazioni siano giunte dopo che sumo.it le aveva già ampiamente colte ed anticipate… ma non potevamo certo pretendere che fossero state lette in Giappone!

Un buon risultato lo ha ottenuto Chiyotaikai, al quale assegno il mio personale premio per il ritrovato spirito combattivo: è mancato nel match contro Kotooshu ed ha perso dallo Yokozuna, ma mi ha divertito e lo considero sempre un buon Ozeki, quando la forma fisica lo assiste. In particolare, l’ho visto incedere per un tempo superiore al solito negli attacchi frontali, segnale non trascurabile per un rikishi che aveva fatto poco, nel recente passato. A questo si aggiunga la sportività nell’ammettere la superiorità altrui, caratteristica che lo rende sempre amabile, ai miei occhi. Lo stop con il bulgaro gli ha impedito un giorno in più da pretendente allo yusho, cosa che avrebbe meritato, ma l’impressione è che, senza Tochiazuma e Wakanosato, abbia ottenuto un 11-4 un pò generoso.

Buona la performance di Miyabiyama, autore di alcuni pezzi di valore: ha combattuto ad alti livelli e vinto contro tutti gli Ozeki, scusate se è poco, e potrebbe fare anche meglio, qualora si spingesse oltre i limiti del match fisico, come spesso gli accade. In alcuni tachi-ai è stato fulmineo nel guadagnare la presa ed il centro del dohyo, così come nel farsi valere nello tsuppari, trovando molti consensi tra i commentatori internazionali. Ha molta esperienza ed è ancora fresco atleticamente, oltre ad essere tecnicamente dotato: potrebbe anche ambire ad un ritorno nel Sanyaku, dove ha stazionato a lungo. Vedremo.

Kaio si è difeso come ha potuto, l’ho già rilevato nel commento all’ultima giornata, battendo Kotooshu nel momento della certezza della promozione ad Ozeki, quasi volesse rammentargli il suo passato di grande antagonista degli ultimi Yokozuna. Era in condizioni non eccellenti, lo sappiamo, ed suo futuro rimane legato allo stato dei suoi legamenti inferiori, fortemente provati dalla lunga militanza e dagli ultimi incidenti. Vederlo mentre maltrattava il gigante bulgaro, mi ha ricordato il suo lato migliore, fatto di stabilità sul dohyo e grande tecnica, unite ad una rara capacità d’intimidazione.

Per altri rikishi s’è trattato di un test importante, come Tochinohana e Tokitenku, sebbene il primo abbia quasi 33 anni e non lo si possa ritenere emergente, mentre il secondo avrà una classifica migliore nel 2006 e dovrà vedersela con i Sanyaku; per il momento, però, si gode il prestigio di aver superato il numero di vittorie del connazionale Hakuho, parzialmente ritrovato ad alti livelli ed in odore di tornare Sekiwake. Sulle alterne fortune del giovane mongolo ho ampiamente argomentato in precedenti commenti, per cui ora mi aspetto qualche cenno ulteriore di volontà e determinazione. Vedere Kotooshu vicino al vertice del banzuke, dove tutti pensavamo di trovare, invece, proprio lui, deve avergli tolto un pò di quella forza interiore che aveva mostrato agli esordi: ora non può più sbagliare.

Kotomitsuki era partito a razzo, ma s’è fermato di colpo, infilando una serie di sconfitte che lo hanno a malapena tenuto ne limiti del kachi-koshi. Un pò troppa confusione tattica ed una improvvisa depressione agonistica ci hanno negato un suo arrivo tra i primi della classe, tra i quali si sono imposti i fratelli russi, Roho e Hakurozan, facilitati dal banzuke. Ho visto alcune valide prestazioni per entrambi, ma a gennaio Roho salirà in una zona che lo costringerà a fare del buon sumo contro i Sanyaku, un impegno che deve affrontare scrollandosi di dosso certi atteggiamenti non all’altezza della situazione. Hakurozan è certamente un pragmatico, poco spettacolare ed opportunista, e la salita nel banzuke ce lo mostrerà alle prese con avversari che ne saggeranno la vera consistenza.

Qualche nota di risveglio l’abbiamo avuta da Kokkai, comunque sempre troppo taurino, e da Asasekiryu: al contrario, buoi pesto per Futeno, infortunato e poi rientrato, ed Hokutoriki, primi tra i Maegashira ma ultimi nello score finale. Peccato per Ama, l’ho già detto, ma il suo peso è inadeguato a certi scontri. A tratti mi sono piaciuti anche Tamanoshima e Kyokutenho, ai quali devo rimproverare un kachi-koshi risicatissimo.

Vi lascio con l’immagine che considero emblematica di questo Torneo di chiusura dell’anno: Asashoryu che rientra negli spogliatoi e Kotooshu che sorride complimentandosi con lui, da fiero e degno rikishi che riconosce la grandezza dell’avversario. Poi ancora tanti cuscini sul dohyo ed il pubblico convinto di avere di fronte un vero fuoriclasse. Tutto molto bello, direbbe Pizzul.

Grazie a tutti voi per avermi seguito: le visite al sito dimostrano che abbiamo lavorato bene.

Categoria: Kyushu Basho 2005

Pierfranco SpazianiGiornata finale

E’ finito l’anno del dragone blu, potremmo dire parafrasando un noto film ed agganciandolo al significato del nome di battaglia dello Yokozuna imperante, e riprendiamo fiato dopo lo stordimento collettivo del giorno che ha segnato la vittoria anticipata di Asashoryu e tutti i primati che ne sono conseguiti.
La quindicesima ed ultima giornata di gare ha emesso alcuni verdetti importanti, per i rikishi in cerca di un posto al sole, e ci ha regalato un’altra bella lezione di sumo da parte del vincitore. Lo Yokozuna ha incrementato il record degli incontri vinti in una stagione, portandolo ad 84, ed ha battuto Chiyotaikai in un match virile e che riassume la carrellata delle affermazioni del Grande Campione Mongolo. La presa al collo dell’Ozeki ha impedito ad Asashoryu di forzare subito i tempi dall’attacco, ma a sua volta Chiyotaikai non ha potuto praticare lo tsuppari come di consueto, del resto non sarebbe stato proprio il caso di combattere sullo stesso piano dello Yokozuna, e l’evoluzione del match ha portato all’esaurimento della spinta dell’Ozeki ed alla sua estromissione dal dohyo. Inevitabile, direi, di questi tempi. L’onda del successo ha incrementato le risorse di Asashoryu, apparso fresco e deciso, come se fosse ancora tutto da decidere. Lascio ai commenti rituali del post-Basho tutte la considerazioni di massima sulla portata dell’impresa compiuta dal Grande Asayushoryu, come l’ho ribattezzato, e sulla sua passerella di tecniche e tattiche.

Più importante, ai fini della graduatoria finale, è stato lo scontro tra Kaio e Kotooshu, vale a dire l’Ozeki anziano e quello “in pectore”, risoltosi con l’apprendista ai piedi del vecchio volpone: Kaio sembrava un lanciatore del martello che piroettava per prendere l’abbrivio, mentre il Sekiwake bulgaro cercava disperatamente di sfuggire alla presa. Per Kotooshu il Torneo si chiude con lo score di 11-4, in compagnia di Chiyotaikai e dell’inaspettato Tochinohana. Kaio segna un 10-5 che non lo mette in difficoltà per la possibile retrocessione, ma virtualmente lo discredita dal suo ruolo di paggio dello Yokozuna. Le troppe assenza per infortunio, nel 2005, gli hanno impedito una continua lotta per lo yusho e per la tsuna, ed ormai lo dobbiamo considerare vicino alla dorata pensione.

Kotooshu è parso distratto dalle sirene della promozione, meno attento, quindi, al combattimento vero e proprio, avendo già convinto il Kyokai a concedergli il grande onore di salire nel Sanyaku al livello dei tre moschettieri giapponesi, in carica da tanti anni. La sua conclusione poteva e doveva essere più brillante, a mio giudizio, così da metterlo in risalto rispetto ad altri rikishi e risultare pienamente meritevole del nuovo rango. Non è bello presentarsi con una sconfitta, seppur concedibile, e non essere riuscito a fare ciò che gli era stato chiesto, cioè ottenere ben più della doppia cifra, ma il Kyokai ha deciso che poteva bastare e noi ne prendiamo atto. Sembra che la febbre della promozione abbia colpito tutto il Giappone, dilatando i meriti di Kotooshu ed accecando lo spirito obiettivo, e talvolta punitivo, dei dirigenti giapponesi. Ne riparleremo…
Per Kotooshu c’è il premio per la prestazione complessivamente più rimarchevole e quello per lo spirito combattivo.

La performance di Tochinohana è stata appena accennata, ma deve essere considerata un vero fattore di sorpresa generale, perchè ottenuta da un rikishi della parte più bassa del banzuke in un contesto che ha visto molti atleti di quelle parti arrivare al kachi-koshi, o mancarlo per pochissimo. Vale il discorso fatto a settembre per Kisenosato, considerando l’età e l’esperienza del rikishi in questione. Comunque un bel momento di visibilità, insieme ai primi attori e davanti a tanti che aspiravano a cose egregie.
Fighting Spirit Prize pienamente meritato.

Sul podio troviamo anche Miyabiyama, Tokitenku, Roho ed Hakurozan, appaiati sul 10-5 ottenuto da Kaio, e certamente rinvigoriti dalle assenze di Wakanosato e Tochiazuma. I meriti non vanno sminuiti, è chiaro, perchè vincere 10 incontri è un passo che non riesce agli Ozeki, talvolta, e per Miyabiyama la sconfitta con Takekaze è un piccolo neo che avrebbe potuto evitare. Anche per lui il Fighting Spirit Prize, mentre al meno atteso Tokitenku è andato il premio per la tecnica dimostrata, bel riconoscimento.

Nessun premio speciale per i due fratelli russi, ma uno score valido e che deve essere confermato e corroborato da altri risultati importanti, nonchè da atteggiamenti più consoni al sumo. Si è spesso criticata la scarsa aderenza agli aspetti rituali del sumo da parte di questi atleti, e sono pienamente concorde nel sostenere la necessità assoluta che i russi non trascurino di ricordarsi che il dohyo è un simbolo religioso, ove si disputano incontri di sumo e si svolgono cerimonie: il rispetto deve essere totale.

Ha vinto bene anche Asasekiryu, scivolato troppo in basso nel banzuke, ed il 9-6 finale lo dovrebbe spingere a ritrovare la lena che aveva nel 2004. si è infortunato, è vero, ma ha deluso molto nel suo modo di combattere e vorrei vederlo all’altezza dei primi esordi tra i Makuuchi, quando era considerato il delfino di Asashoryu.

Kokkai ha dato segni di risveglio e si è fatto onore nella zona intermedia del banzuke, ma continua ad essere prevedibile e non ortodosso. La sua tecnica di base è stata ripresa dal gruppetto degli stranieri e criticata da molti osservatori. Lo schiaffo iniziale e continuato può essere un elemento di sorpresa, ma non deve essere l’unico punto di forza di un rikishi a questi livelli. Julien lo ha incoraggiato ed il georgiano lo ha ascoltato, ma con i Sanyaku bisogna attuare tutte le varianti del kimarite, altrimenti si affonda.

Mi spiace per Ama, compresso in un calendario non ancora alla sua portata: occorre impostare tutto sull’agilità e sulla distrazione dell’avversario, prendendolo lateralmente per evitare di essere travolto dai TIR che passano sovente sul dohyo.

Lascio ai commenti post-Basho, tra qualche giorno, il residuo delle considerazioni più generali, che saranno svolte anche da Julien ed Alessandro. Vi ringrazio per aver seguito con me questo Kyushu Basho con la consueta attenzione.

Categoria: Kyushu Basho 2005

Julien BurattoFoto di Kyushu

Ho messo una pagina con un po’ di foto.

Ecco il link: [url=http://www.sumo.it/tornei/kyushu05/]foto[/url].

Categoria: Editoriale, Kyushu Basho 2005

Pierfranco SpazianiQuattordicesima giornata

D’ora in poi lo chiameremo ASAYUSHORYU, senza dubbio, ma la domanda sorge spontanea: come farà Asashoryu a ricambiare la cortesia gentilmente ricevuta da Kotooshu? L’asse mongolo-bulgaro ha prodotto la combinazione ideale per lo Yokozuna, vincitore dello yusho con un giorno d’anticipo grazie al lavoro del Sekiwake bulgaro contro Chiyotaikai, davvero pregevole. Due giornate di grande sumo a Fukuoka, non c’è che dire, e finalmente il palato dei più schizzinosi, me compreso, degusta il riscatto dello sport più emozionante al mondo con incontri di altissimo livello tecnico. Diciamo che ci voleva proprio, dopo una stagione vissuta su pochi slanci emozionali e scarsa qualità generale.

Asashoryu raggiunge tutti gli obiettivi alla sua portata, riversando una valanga di primati sui compilatori di statistiche, ma non è questo che conta di più: oggi il pubblico giapponese gli ha concesso l’onore che gli è dovuto, sommergendo il dohyo con una grandinata di cuscini ed ha tributato la resa incondizionata del mondo nipponico, inevitabile di fronte a tali e tanti successi. Ha vinto Asashoryu, ha vinto il sumo nella sua migliore versione, quella che sprigiona in pochi, eccitanti momenti tutto il vigore fisico, la cifra tecnica ed il trasporto passionale di questa inimitabile disciplina sportiva.
Asashoryu non ha retto all’emozione, infrangendo per l’ennesima volta il codice comportamentale del sumo, ma in questo caso le sue lacrime incontenibili ci danno il senso più intimo del Grande Campione, commosso dal coinvolgimento della folla ed incapace di parlare di fronte ai microfoni dei giornalisti. Un aspetto che ci dovrebbe far riflettere sulla grandezza dell’impresa compiuta dallo Yokozuna: a 25 anni ha scritto una pagina di storia dello sport che gli ha dato fama e ricchezza, ma non ancora la statura assoluta che il Giappone pretende dal massimo esponente del sumo.
Questa ritrovata umanità di Asashoryu non può lasciare indifferenti, soprattutto se si pensa alle sue origini. E’ un ragazzo che ha nel carattere la sua arma più micidiale ed ha reagito spesso in modo inadeguato alle critiche che lo hanno sempre accompagnato, ma è riuscito ad infrangere la barriera dell’ostilità nipponica con lo sgorgare di quelle lacrime di gioia inattese, e perciò ancor più significative.

Da qualsiasi angolazione la si voglia vedere, l’affermazione dello Yokozuna appare lucente, forse anche troppo, per alcuni irriducibili detrattori del Grande Mago Mongolo, perchè ottenuta in un modo diverso dalle ultime due, rimanendo sempre al comando e piegandosi solo al talento di Kotooshu, irresistibile nel suo crescendo di rikishi fortemente votato al successo.
Non importa se vincerà altri 5 o 10 yusho, se travolgerà altri primati numerici o smetterà domattina: Asashoryu ha vinto perchè è il più completo, anche quando non è stato il migliore sul dohyo e, soprattutto, fuori dal dohyo.

Tutti vorrebbero una costante ed accesa rivalità che tenesse sempre in tensione il pubblico ed il risultato in bilico: è mancata, in parte, in questo Kyushu Basho, ma la sola previsione di un finale thrilling ha risvegliato l’animo dei tifosi, e per questo il giubilo che ha fatto seguito al match di oggi ci rincuora sull’atteggiamento del pubblico.

L’occasione del big-match di oggi tra Kotooshu e Chiyotaikai, mi permette di parlare di entrambi in un unico contesto, seppure con orizzonti differenti.
Di Kotooshu dobbiamo mettere in risalto la serie di successi contro i vertici del banzuke, cosa assai apprezzata dalla Japan Sumo Association e che gli consentirà la tanto attesa ed agognata promozione ad Ozeki, se verrà confermata la dichiarazione di Kitanoumi, capo della suddetta organizzazione. La discussione è in atto dallo scorso settembre, quando furono annunciati i parametri, poi modificati più volte, per l’importante passaggio di categoria: mi sembra che il Sekiwake sia stato promosso dal dohyo, pur avendo sofferto qualche incertezza iniziale. La sua maturazione è ormai consolidata, tecnicamente e fisicamente, con l’aggiunta di una manifesta crescita psicologica, che gli ha consentito di superare il momento di sbandamento dovuto al crollo degli ultimi giorni dell’Aki Basho. Ora Kotooshu non soffre più l’ingombro mentale dello Yokozuna e lo ha ampiamente dimostrato ieri, esorcizzando la doppia batosta di settembre. Oggi ha messo in mostra un uwatenage perentorio e perfettamente eseguito, frutto degli allenamenti incessanti e faticosissimi che ha sostenuto in vista di questo Torneo. Considero questo match il vero piatto forte della giornata, dato che sul successo di Asashoryu contro Kaio non c’erano molte incognite, in fin dei conti.

Da parte sua, Chiyotaikai non ha trovato lo spazio per liberare la sua abituale tattica offensiva, a causa della vantaggiosa opposizione del bulgaro, ed è rimasto in balia dell’iniziativa altrui, per la prima volta nel Torneo. Lo score rimane lusinghiero e domani potrebbe, comunque, togliersi la soddisfazione di arrestare il record di Asashoryu per quanto riguarda le vittorie totali nei sei Tornei dell’ anno.
Lo scontro di oggi era anche un confronto fra due generazioni e due modi opposti di porsi di fronte all’avversario; da un lato la generosa propensione offensiva di Chiyotaikai, incontenibile quando viene sfogata nella corta distanza, per dirla alla maniera pugilistica, dall’altro la sapiente ricerca della presa e dell’equilibrio da parte di Kotooshu, il quale teme, prima di ogni altra cosa, la sua altezza ed il suo baricentro alto. L’Ozeki non ha avuto neanche il tempo per pensare a far scattare lo tsuppari, che il bulgaro lo aveva già cotto e mangiato, come si dice in campagna. Superare Kotooshu quando si piazza sulla gambe e guadagna la presa in perfetto equilibrio, è cosa ardua per tutti i rikishi, al momento: domandate in Mongolia, per una conferma rapida.
Resta la bella prova dell’Ozeki, non pronosticato tra i migliori e perciò più piacevole da commentare.

Come sempre, mi accomiato da voi ringraziandovi e dandovi appuntamento a domani per i kachi-koshi ed i premi speciali.

Categoria: Kyushu Basho 2005

Julien BurattoI record di Asashoryu

JapanToday.com ci ricorda che Asashoryu ha, con oggi, infranto questi record:

- 7 vittorie in 7 tornei consecutivi (6 di Tahio 38 anni fa)
- 83 vittorie in un anno (82 da Kitanoumi nel 1978)

Categoria: Kyushu Basho 2005

Pierfranco SpazianiFukuoka incorona Asashoryu

Grande sumo al Kokusai Center e un giusto tributo allo Yokozuna: Asashoryu batte Kaio e vince il Kyushu Basho con una giornata d’anticipo, grazie alla concomitante vittoria di Kotooshu su Chiyotaikai. Si tratta del settimo yusho consecutivo e del grande slam in un anno solare, oltre al maggior numero di combattimenti vinti in una stagione.
Kotooshu supera Chiyotaikai con una grande prestazione e si propone definitivamente per la promozione ad Ozeki.

Categoria: Kyushu Basho 2005

Pierfranco SpazianiKotooshu Ozeki?

L’ex Yokozuna Kitanoumi, presidente della Japan Sumo Association, ha di nuovo cambiato opinione sulla possibile promozione di Kotooshu ad Ozeki: ieri ha dichiarato che potrebbero bastare 10 vittorie per prendere in considerazione tale eventualità, rivedendo i parametri precedentemente espressi. Ora che Kotooshu ha raggiunto quel limite, battendo oltretutto lo Yokozuna, possiamo ritenere che se ne parlerà.

Categoria: Kyushu Basho 2005

Pierfranco SpazianiTredicesima giornata

Ed ora posso affermare che l’avevo previsto! Kotooshu si libera del peso della sfida all’ultima spiaggia e batte nettamente Asashoryu, rientrando clamorosamente in gioco per un play-off: se vincesse gli ultimi due incontri, con Chiyotaikai ed Asashoryu che ne vincessero solo uno, si arriverebbe allo spareggio a tre. In caso contrario, la vittoria finale sarebbe un affare tra l’Ozeki e lo Yokozuna, con l’ipotesi di play-off tra loro due.
Questo è il verdetto della tredicesima giornata, ancora una volta fatale per chi aveva dominato il Torneo. Ma oggi Kotooshu ha vinto senza lasciare dubbi sul suo valore, forzando immediatamente la resistenza di Asashoryu e riproponendosi anche per la promozione ad Ozeki. L’ho visto combattere con l’intensità del veterano, privo del timore reverenziale che lo ha condizionato nelle ultime due sfide; Asashoryu non ha potuto fare altro che rimanere sospeso sul margine del dohyo e tentare disperatamente di opporsi alla carica del Sekiwake bulgaro, ma era chiaro che non ne aveva più.
Bravo Kotooshu a non dare respiro all’avversario e ad impedirgli una presa pericolosa, badando a non allentare lo sforzo e la concentrazione, in uno scontro che potrebbe aver definitivamente sancito la rivalità del futuro. Solo la vittoria conto gli Ozeki gli permetterebbe l’accesso ad un play-off insperato, ma questo suo traguardo potrebbe favorire proprio Asashoryu, qualora Kotooshu battesse Chiyotaikai e lo Yokozuna vincesse domani contro Kaio. Resterebbe, comunque, l’impronta del prestigio nell’affrontare senza complessi un Asashoryu lanciato verso la storia, e questo momento potrebbe colpire il morale del Grande Campione, il quale aveva battuto il bulgaro in tutti i combattimenti d’allenamento.

Tecnica e forza sono state a favore di Kotooshu, stavolta, e la mia sfera di cristallo non aveva mentito nel darmi la preveggenza di una vittoria di Kotooshu sullo Yokozuna, partendo dal principio della vendetta sportiva. La sostanza ce l’ha messa il bulgarone e la sua performance odierna dovrebbe farlo riflettere sulle tre sconfitte accusate nel corso del Torneo, un limite che lo ha imbrigliato nelle retrovie della classifica. Ora che il minimo spiraglio rimane ancora aperto, la cosa assume i contorni della beffa; sarebbe bastato veramente poco per arrivare a questa fatidica tredicesima tappa con le credenziali intatte per lo yusho, ma ancora non è detta l’ultima parola e domani l’eccitazione del Kokusai Centre di Fukuoka raggiungerà livelli massimi, inferiore solo all’eventuale giornata finale con lo yusho ancora in predicato di essere assegnato con un play-off.

Da parte sua, Asashoryu si batte il petto e forse anche le guance, con le sue manone così potenti, per aver ceduto in modo inappellabile al rivale ritrovato, esponendosi alla lotteria di un finale che sembrava quasi una formalità. Nelle due precedenti occasioni, quando si è trovato al punto di non ritorno, Asashoryu ha trovato alleati fedeli in Wakanosato prima e Kisenosato poi, ma ora deva tifare per Kotooshu e sperare di vederlo vittorioso su Chiyotaikai, domani, onde mettere in cassaforte il settimo yusho consecutivo. E’ una strana combinazione di sensazioni, quella che lo Yokozuna starà vivendo in questi attimi. Da parte mia, ritengo che il primo obbligo per Asashoryu sia di pensare a come battere Kaio, tornato a fare un sumo ostico per tutti i rikishi.
La sconfitta di oggi poteva essere messa in conto, in ultima analisi, e la ferita potrebbe non lasciare uno strascico amaro nella testa dello Yokozuna, uscito sempre alla grande dalle situazioni di pericolo, per merito proprio e per colpe altrui. Ricordiamoci sempre della regola aurea: due sconfitte per Asashoryu sono un limite invalicabile e, dopotutto, la lepre è ancora lui.

Terzo esponente del lotto, ma secondo in classifica, è Chiyotaikai, il quale non respirava l’aria dell’alta quota da troppo tempo. Ha disputato un Torneo di grande spessore ed è alla vigilia del match dell’anno, quello che lo può portare alla giornata finale con l’ambizione di vincere ancora intatta oppure sperare che sia Kaio a fermare nuovamente lo Yokozuna, per batterlo a sua volta ed approdare al play-off. Per coronare questa sua bella prestazione, giunta alla fine di una stagione tribolata, sarebbe già tanto portare Asashoryu a giocarsi tutto domenica prossima, ma la conquista dello yusho mi sembrerebbe un premio esagerato, visto lo score medio dei precedenti Tornei. Non intendo diminuire la figura dell’Ozeki, simpatico e correttissimo, ma la Coppa dell’Imperatore avrebbe un destinatario assolutamente imprevisto, ancorchè titolato. Certo, lo sport annovera queste situazioni, ma il sumo ha concesso raramente questi epiloghi, almeno negli ultimi anni: Chiyotaikai ha perso 3 volte su 5 contro Kotooshu, quest’anno, per cui non esiste una linea certa nel loro confronto, se non la perfetta alternanza dell’uno o dell’altro nel prevalere. Sarà un match che metterà a confronto un rikishi votato all’attacco senza compromessi ed un nuovo interprete della tattica modellata sull’avversario, a volte fin troppo arrendevole, al tachi-ai. Vedremo se entrambi saranno capaci di dare il maglio, a tutto vantaggio dello spettacolo.

Vi lascio con l’augurio di ritrovarci domani per un’ultima tornata di commenti ancora sospesi nell’incertezza.

Categoria: Kyushu Basho 2005

Pierfranco SpazianiIpotesi di play-off

Asashoryu, Chiyotaikai e Kotooshu possono arrivare al play-off: è questa la prospettiva più accattivante emersa dai risultati di oggi.
Ecco il percorso delle ultime 2 giornate:
-Kotooshu vince sempre
-Asashoryu perde sempre
-Chiyotaikai perde con Kotooshu e vince con Asashoryu
Così sarebbero tutti sul 12-3.
Ogni altro risultato che vedesse Kotooshu perdere un match, porterebbe alla vittoria diretta di Asashoryu o di Chiyotaikai, oppure al play-off tra loro due.

Categoria: Kyushu Basho 2005
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