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Marco Di DonfrancescoPost Basho

A corollario del pregevole post basho di Pierfranco, aggiungo il mio personalissimo “Asashoryu Post Basho Report”.

L’Haru appena trascorso è stato, a mio modo di vedere, la prima vera prova del fuoco per Asashoryu da quando, esattamente 5 anni fa (Haru 2003), è salito agli onori del rango di Yokozuna.
Prima della promozione di Hakuho, il Drago Blu del Mattino, indubbiamente favorito anche dalla scarsa continuità di rendimento dei vari sekitori che hanno via via rivestito il ruolo di contendente più accreditato (fra i quali, in realtà, ha spiccato per lucentezza il solo Tochiazuma, purtroppo prematuramente ritiratosi per motivi di salute), aveva di fatto stabilito una monarchia assoluta degna delle più prestigiose casate imperiali, con tanto di spostamento virtuale della Capitale da Tokyo ad Ulaan Bator.
Hakuho, unico fra i vari dignitari ad opporsi con la necessaria perseveranza alla legge del dohyo imposta da Asashoryu, alla fine di un inseguimento durato più di 1 anno, a Nagoya 2007, ha dato la scossa al vertice del Makuuchi che tutti in Giappone si stavano augurando da tempo, costringendo il connazionale ad associarlo al trono.
Per molti di noi il pronostico per Nagoya 2007, il primo basho a vedere di nuovo due Yokozuna sul dohyo, era abbastanza scontato. In una disciplina regolata da regole ferree e consolidate nel tempo, molto raramente uno Shin-Yokozuna è riuscito ad andare allo yusho alla prima occasione, ma anzi ha spesso accompagnato la sua promozione con una prestazione mediocre (lo stesso Asashoryu aveva dovuto sottostare a questa regola di fatto). Difficile credere che per Hakuho potesse esser diversamente; ed il torneo autunnale si era puntualmente concluso con lo yorikiri del Senshuraku imposto dal “maestro” al “neofita”.
Praticamente impossibile pronosticare, invece, quello che sarebbe potuto accadere dopo. Ritengo, infatti, che neanche interpretando qualche perduto e criptico simil-post-it di Nostradamus o lanciando in aria rune celtiche si sarebbero potuti cogliere i segni premonitori della lunghissima squalifica di Asashoryu.
La sconfitta all’Hatsu 2008 poteva, anche questa, essere prevista. Chi ha praticato discipline agonistiche a qualunque livello sa benissimo che l’avversario peggiore non è tanto l’infortunio quanto la desuetudine al confronto: nessun allenamento può sostituire uno confronto vero, con la vittoria in palio. In effetti Asashoryu, nel frattempo passato ad ovest, a gennaio è andato ben oltre quello che molti si aspettavano. Costretto a nuovi punti di riferimento, a contrastare prima di tutto la sua inappagata esigenza di dimostrarsi sempre e comunque il migliore, ad inseguire fin dalla terza giornata, ha dimostrato una saldezza psicologica incredibile. Il bilancio dell’Haru di Asashoryu è stato positivo, al di là del mancato yusho, per via di tutte le circostanze al contorno che l’hanno caratterizzato.
Così, se il rientro senza yusho, tutto sommato, poteva essere letto comunque in ottica positiva, per come è mancata la vittoria, perdurare nella sconfitta avrebbe potuto davvero segnare, per lui, una svolta. Ecco perchè l’Haru è stato, per me, la vera chiave di volta nel restituirci uno Yokozuna integro ed ancora in corsa per agguantare il record dei record degli yusho, per superare nei numeri la leggenda Tahio.
L’Haru di Asashoryu è stato quasi perfetto. La sconfitta con Kotomitsuki è, infatti, una sconfitta “che ci sta”! Quando due sekitori si affrontano nel modo nel quale si sono affrontati lo Yokozuna e l’Ozeki alla dodicesima giornata il punto finisce quasi per trascendere il proprio significato e diviene poco più di una corona di alloro da indossare sul capo per quelle poche frazioni di secondo necessarie al triplice taglio dell’aria con la mano. Il sumo in queste occasioni diviene qualcosa di così elevato e, per assurdo, etereo che il confronto va oltre il rango dei contendenti e nella danza sul dohyo anche un granello di sabbia fa la differenza, con la vittoria che diviene di fatto appannaggio di entrambi i contendenti.
L’unico neo nella condotta di Asashoryu risiede nel bout perso con Kotoshogiku; un bout nel quale lo Yokozuna si è lasciato incredibilmente sorprendere da un sekitori che ha avuto il grandissimo merito di credere nell’impresa.
La prova senza appello, il confronto, con lo yusho in palio, dello Senshuraku, ha pertanto esasperato ancora di più, come se fosse possibile, i toni della sfida, prima di tutti con sè stesso, di Asashoryu.
Emblematiche e cariche di simbolismi la condotta e la conclusione del bout con Hakuho. Il Drago Blu, a differenza di quanto fatto solo due mesi prima a Tokyo, si è quasi modellato sul suo avversario, rinunciando ad affrontarlo di potenza fin dal primo istante del confronto, ma ne ha piuttosto avvolto l’energia all’interno della propria, per poi rivolgergli contro entrambe. Asashoryu ha dato una dimostrazione tangibile dei principi che regolano l’Aikido, la disciplina probabilmente più antica ed emblematica del Paese del Sol Levante.
Molto probabilmente nei prossimi mesi ed anni (dobbiamo augurarci) i due Yokozuna mongoli si scambieranno più volte il lato del dohyo, ma quello che è incontestabile è che Asashoryu è uscito indenne, e con il suo bel faccione più sorridente che mai, dal cerchio di fuoco che il suo destino di uomo gli ha posto come ostacolo sulla sua strada di sumotori.

Arigato gozaimas.

PS: mi scuso con tutti voi e con Pierfranco per aver riproposto un tema già trattato. Ma chi mi conosce, e mi ha seguito in tutte le mie cronache, penso non faticherà a capire che mi era impossibile trattenermi … ;D

Categoria: Haru Basho 2008

Pierfranco SpazianiYokozuna Post Basho

Quando si assiste ad un match di sumo per la prima volta -regola universale- ci si chiede come mai i due adiposi protagonisti attirino tanta attenzione ed entusiasmo, dato che il confronto sembra apparentemente privo di quei momenti spettacolari che rendono tanto avvincenti altri sport ed arti marziali come judo, karate o K1, piuttosto che pagliacciate inguardabili come il wrestling.
Nel caso in cui la curiosità spinga una persona di media intelligenza ad osservare più attentamente i fatti che si svolgono sul dohyo, però, ecco che scatta la scintilla dell’ammirazione per quegli atleti così preparati fisicamente e tecnicamente.
La passione, se ormai scaturita, riesce infine a compiere il miracolo della definitiva cattura dell’attenzione, portando il malcapitato sumofanatico ad escogitare mille stratagemmi per sottrarsi al lavoro quotidiano almeno 60 giorni all’anno (escludendo i sabati e le domeniche) e godersi la diretta dal Giappone.
Per chi si sia identificato nella leziosa premessa (e spero siano tanti) non sarà difficile sopportare questo mio intervento; agli altri consiglio di cambiare orizzonte sportivo.

Osaka è una città che Asashoryu ricorderà per sempre come il luogo della sua rinascita agonistica. La vittoria lo colloca tra i grandi del sumo di ogni epoca, fatto non più contrastabile dai falchi del Kyokai (a parte la deliziosa Dama Innominabile). Ciò che non gli era riuscito a gennaio, malgrado un miglior punteggio di arrivo al senshuraku, si è compiuto nella nostra mattinata di Pasqua.
Bisogna dire subito, ad onor del vero, che il match decisivo non può essere neanche lontanamente paragonato a quello vinto da Hakuho a gennaio, considerato uno dei migliori combattimenti di sumo mai disputati, ma il fatto stesso che il Grande Mago Mongolo sia tornato al successo conferisce un valore affettivo del tutto particolare anche alla sfida di marzo. Asashoryu aveva condotto senza esitazioni la prima settimana, complice l’henka che il perfido Aminibelushiki aveva somministrato ad Hakuho, ed è poi incappato nelle due sconfitte più evitabili degli ultimi anni. La prima dev’essere stata indotta dalla troppa gioia nell’aver visto poco prima Hakuho perdere il suo secondo bout, mentre la seconda è nata da un errore tattico ben sfruttato da Kotomitsuki. Senza queste distrazioni, specialmente la prima, non ci sarebbe stato bisogno di un senshuraku così carico di pathos, benchè a nessuno, credo, sia dispiaciuto vedere lo scontro decisivo tra gli Yokozuna. L’epilogo degli ultimi due Tornei ha fatto capire a tutti quale danno sia stato procurato al sumo con la squalifica inflitta ad Asashoryu.

A prima vista, magari con gli occhi di un distratto frequentatore delle vicende del sumo, l’Haru Basho potrebbe apparire meno valido dell’Hatsu che l’ha preceduto. Entrambi gli Yokozuna sono stati battuti due volte e gli Ozeki sono sfuggiti a malapena al make koshi. Invece, secondo me, si è trattato di un bel Torneo, combattuto ad un buon livello generale e con acuti di notevole spessore. E’ mancato il bout leggendario tra i dominatori, è vero, ed Hakuho ha chiuso con lo stesso 12-3 che gli era valso lo yusho di novembre, ma i due Yokozuna hanno espresso un sumo pregevole, così come altri rikishi di grado meno elevato.

In questo contesto, la vittoria di Asashoryu va ad incastonarsi come una gemma preziosa ma, speriamo, non rara. Preziosa perchè ci restituisce un campione dato per finito e che ha sopportato una pressione psicologica difficilmente paragonabile a situazioni assimilabili in altri sport. Nel sumo è diverso. Le voci sulla salute mentale di Asashoryu ci hanno accompagnato per tutto l’autunno nell’incrollabile speranza di ritrovare lo Yokozuna ribelle (ed anche molto ingenuo) a lottare per la Coppa dell’Imperatore. La performance di gennaio aveva rincuorato tutti, almeno per quanto riguardava la forma fisica; mancava, però, la tranquillità della superiorità consapevole. Con attenta ed acuta intuizione, Marco DD aveva osservato che il passaggio sul lato ovest del dohyo potesse aver creato un certo disorientamento strutturale, non essendo stata più frequentata per molti anni. E’ un’ipotesi credibile e che si aggiunge al naturale spirito di immediata rivincita che ha leggermente condizionato, a mio giudizio, proprio lo showdown di gennaio. Raramente, infatti, avevo assistito ad un match di vertice in cui il promotore di un doppio attacco con tentativo di tsuridashi avesse poi perso. Trattandosi di due Yokozuna, appunto, ed essendo incontestabile il fatto che gli stessi Yokozuna siano da considerarsi tra i più forti di tutti i tempi, risultava evidente che Asashoryu avesse compiuto un errore nel non saper concludere a suo favore il match, stante, comunque, la grande classe di Hakuho nel resistergli e poi batterlo.

Sono due grandissimi rikishi, non possono esistere dubbi al riguardo. Ma per molti di voi, e di coloro i quali scrivono di sumo nel resto del mondo, Asashoryu sembra avere ancora un certo margine di vantaggio, è più “impressive”: cercherò di approfondirne, con il vostro insostituibile contributo, le ragioni.

Le doti fondamentali dei due Yokozuna sono sostanzialmente diverse: Asashoryu ha costruito il proprio dominio sulla micidiale combinazione di talento innato e sorprendente adattabilità tecnico-tattica, fattori espressi attraverso una splendida velocità d’esecuzione, mentre Hakuho si è imposto principalmente mediante la perfetta padronanza e la progressiva conversione in tecnica pura del suo grande vigore fisico.
Entrambi portati a soffocare l’iniziativa altrui, i due fenomeni mongoli si sono proposti fin dal loro rispettivo apparire come artefici di un sumo diverso dagli schemi classici adottati dai precedenti campioni. Con Asashoryu, in particolare, certe raffinate soluzioni sono parse talmente naturali da far sembrare gli avversari in totale assoggettamento psicologico già al tachi-ai. Hakuho, da parte sua, ha scalato il banzuke capitalizzando il portentoso potenziale energetico ricevuto in dono dagli avi conquistatori e modellando il suo modo di fare sumo sulla straordinaria capacità di mantenere l’equilibrio sul dohyo anche in situazioni difensive estreme.
I loro confronti diretti vivono di queste peculiarità e sono destinati e riempire la galleria del Kyokai, ma la propensione per il sumo di Asashoryu viene convalidata da un argomento comparativo: se Hakuho, infatti, ha una maggior attitudine al sumo di sfondamento, diciamo alla Akebono, Asashoryu è in possesso di un maggior numero di varianti offensive, dallo tsuppari selvaggio alla manovra più ragionata, diciamo tra Chiyonofuji e Takanohana. Lo spostamento laterale veloce, ad esempio, trova spesso Hakuho in leggero ritardo di risposta, come nel bout finale di marzo, a differenza di quanto siamo abituati a vedere con il Grande Mago Mongolo ed i suoi prediletti scatti di bacino, assestati al fine di disorientare l’avversario circa la successiva opzione offensiva.

Piccola digressione sommessamente aneddotica ed autoreferenziale: a proposito del soprannome coniato a suo tempo per Asashoryu, mi è capitato di sentirmi chiamare così da un amico che non vedevo da molti anni e che non sapevo essere un appassionato di sumo. Dato che mi trovavo nel bar dove spesso faccio colazione, ho visto molte persone girarsi verso di me con sguardi interrogativi ed increduli. Essendo seguita una conversazione tutta riferita al sumo, condita di nomi e termini necessariamente giapponesi, vi lascio immaginare quale scalpore abbia destato tale intermezzo tra i presenti, molti dei quali conoscenti di vista. Ma la sorpresa è stata rafforzata dal fatto che uno sconosciuto si sia avvicinato e mi abbia detto che seguiva il sumo in televisione e che era molto dispiaciuto per l’interruzione delle trasmissioni. Non ho potuto far altro che esprimergli la mia solidarietà ed invitarlo a seguire i vari siti che tentano di sopperire a tale lacuna. Che soddisfazione, però!

Mi congedo lasciando ai miei colleghi l’onere e l’onore di sviluppare i temi riguardanti gli altri protagonisti dell’Haru Basho, dato che non mi sembra corretto occupare, da solo, tutto lo spazio disponibile.

Sayonara.

Categoria: Haru Basho 2008

MarcoMiceliAsashoryu e fumetti…

Grande dimostrazione di signorilita’ e simpatia da parte di Asashoryu nei confronti di Mitsuru Yaku.
Lo yokozuna, incontrando il suo detrattore in un hotel di Osaka, gli ha chiesto simpaticamente di non scrivere tante cattiverie su di lui e lo ha pure invitato a pranzo!
Per chi non lo sapesse, Mitsury Yaku e’ un “famoso” manga-ka (io non ho idea di cosa disegni, pero’ pare sia molto noto in Giappone) che e’ stato nominato dal Kyokai a far parte del comitato di vigilanza contro le violenze nel sumo (comitato istituito dopo la triste vicenda Tokitaizan).
Il signor Yaku sembra aver preso a modello di simpatia la signora Uchidate e si e’ sempre schierato contro Asashoryu rilasciando una valanga di dichiarazioni deliranti e clamorosamente stupide. Tali dichiarazioni non meriterebbero nemmeno di essere riportate, ma ve ne racconto solo un paio, giusto per farvi avere un’idea del soggetto in questione: 1) Asashoryu in una seduta di allenamento ha chiesto ai fotografi di spostarsi indietro (per evitare di venire travolti dai lottatori) senza utilizzare la forma piu’ educata (per intendersi quella che userebbe uno studentello col suo professore). Mitsuru Yaku ha versato fiumi di inchiostro per stigmatizzare la maleducazione dello yokozuna, finche’ diversi commentatori non hanno deciso di intervenire ricordando all’astioso disegnatore che uno YOKOZUNA non deve certo riverire dei fotografi, soprattutto se questi ostacolano una seduta di keiko! 2) In un allenamento Asa ha schiaffeggiato Kakuryu per punirlo dello scarso impegno mostrato. Ancora una volta il fumettaro dai capelli lunghi si e’ lanciato in lunghe invettive contro il barbaro comportamento del mongolo “istigatore di violenza”. A questo punto e’ intervenuto persino Kitanoumi che ha pubblicamente zittito Yaku e difeso Asashoryu, criticado al contempo la scarso impegno profuso da Kakuryu.

Categoria: Haru Basho 2008

Pierfranco SpazianiAsashoryu vince l’Haru Basho

Con un finale che si ripete per la seconda volta consecutiva, i due Yokozuna mongoli hanno disputato il bout decisivo per lo yusho proprio all’ultima giornata del Torneo, il senshuraku. A differenza di quanto accaduto a gennaio, però, la vittoria è andata ad Asashoryu ed il confronto è stato molto più veloce.
Hakuho è scattato meglio al tachi-ai ed ha cercato lo sfondamento immediato della linea difensiva di Asashoryu, al quale non è mancato il sangue freddo per bloccare le braccia di Hakuho in posizione molto alta ed in arretramento. La troppa foga iniziale ha tradito Hakuho, trattenuto brevemente da Asashoryu e portato facilmente a subire il kotenage decisivo, operato da Asashoryu con plastica eleganza mediante uno spostamento laterale verso destra e con il classico movimento che contraddistingue questo kimarite, in questo caso portato dal vincitore sul braccio sinistro di Hakuho, fatto cadere a terra in leggera rotazione.

Asashoryu conquista il suo 22° yusho e raggiunge il primo dei leggendari Yokozuna giapponesi, il grandissimo Takanohana, ultimo rikishi nipponico a vestire la tsuna. Ora l’obiettivo è Kitanoumi, vincitore di 24 yusho.

Gli Ozeki rimasti in gara ed i Sekiwake hanno conquistato il kachi-koshi, mentre ci sarà un nuovo Komusubi per il Natsu Basho di maggio e sarà Kokkai, il quale torna tra i Sanyaku dopo molto tempo ed un Haru Basho disputato alla grande.

Ottimi anche Baruto, Tochiozan, Kyokutenho e Takamisakari.

Auguri di Buona Pasqua a tutti voi.

Categoria: Haru Basho 2008

Julien BurattoNon fare “Asashoryu”

Questa la frase che i giovani giapponesi d’oggi dicono per coloro che se ne vanno da un appuntamento tra amici senza salutare nessuno.
Sintomatico ? :-)

Categoria: Editoriale, Haru Basho 2008

Marco Di DonfrancescoTredicesima giornata flash

La seconda sconfitta consecutiva di Asashoryu e la contemporanea affermazione di Hakuho rimescolano completamente le carte di questo Haru-basho e ci preparano ad un finale con il botto. Kotomitsuki si esibisce in una prova superba e si impone sullo Yokozuna dell’ovest, mentre Hakuho ha la meglio su un altrettanto superbo Kaio cui non riesce però l’impresa.
Sconfitti entrambi gli eroi di ieri: Chiyotaikai le prende da un incredibile Toyonoshima; Kotoshogiku si arrende a Miyabiyama.
Vince, invece, Ama; ma a due sole giornate dalla conclusione sono già ben sette le sconfitte accumulate dai due Sekiwake, entrambi seriamente indiziati per la retrocessione.
Deludente anche Kisenosato, nuovamente sconfitto, che rischia di non approfittare delle difficoltà di chi lo precede nel rango.
Kokkai batte Takamisakari e raggiunge Tochiozan, battuto da Kyokutenho, e Baruto, sopreso al tachi-ai da Asasekiryu, nel kachi-koshi in doppia cifra.

Quello che è oggettivo è che questo Haru 2008 si sta rivelando uno dei basho più entusiasmanti e belli, sia dal punto di vista spettacolare che tecnico, degli ultimi anni!

Potentissimo l’impatto di Kaio (8-5) che costringe Hakuho (11-2) all’indietreggiamento. L’Ozeki giapponese mantiene a lungo l’iniziativa e si produce in poderose progressioni e cambi di prese alle quali lo Yokozuna può solo opporsi scivolando sul dohyo e cambiando a sua volta più volte la presa. Lasciato sfogare l’Ozeki, Hakuho va in progressione e costringe Kaio, ormai visibilmente stanco, oltre il tawara.

Davvero molto bello il confronto fra Kotomitsuki (7-6) ed Asashoryu (11-2). L’Ozeki giapponese va subito in doppia presa e lascia Asashoryu lontano dal proprio mawashi. Lo Yokozuna mette il braccio destro intorno al collo dell’avversario ma la mossa non sortisce effetto ed Asashoryu è costretto a riportare l’arto all’interno della presa dell’Ozeki. Il confronto si fa di posizione e forza e Kotomitsuki non molla mai la presa, mentre Asashoryu resta a lungo con il braccio sinistro proteso verso il mawashi dell’avversario. Il primo tentativo di sollevamento è dello Yokozuna, ma l’Ozeki è piantato in terra peggio di un baobab. Asashoryu muove un paio di volte velocemente il bacino per preparare la proiezione laterale, ma al momento della partenza Kotomitsuki è più lesto, si sposta di lato, tira forte con la mano sinistra il mawashi scuro dello Yokozuna e costringe Asashoryu a poggiare il ginocchio sinistro sul dohyo.

Chiyoytaikai (8-5) allunga entrambe le mani verso il collo di Toyonoshima (5-8) in uscita dal tachi-ai e costringe l’avversario in difesa con il busto in avanti ed il piede sinistro sul bordo del tawara. L’Ozeki resta in appoggio con tutto il proprio peso sul braccio sinistro puntato sul collo del piccolo M3 fino a che Toyonoshima non molla la condotta remissiva, scarta di lato e si prepara all’oshitaoshi. Chiyotaikai si esibisce in una piroetta degna del Bolscioi, manda a vuoto l’avversario e si riporta in posizione frontale. L’Ozeki prova quindi la progressione e scampa all’uwatenage tentato da Toyonoshima in arretramento. E’ questa volta Chiyotaikai a tentare la chiusura per uwatenage, ma nello spostamento di peso gli cede l’appoggio sulla gamba destra e finisce in terra sotto l’avversario.

Un nervosissimo Ama (6-7) si esibisce in un matta e quindi parte a testa bassa rischiando immediatamente l’hatakikomi. Il Sekiwake mongolo si salva perchè riesce a restare a contatto dell’avversario con le mani e prova lo yorikiri. Kakuryu (6-7) resiste e si riporta in appoggio a centro dohyo. Fase di studio ed Ama prova una nuova progressione per lo yorikiri, alla quale il connazionale si sottrae nuovamente. I due rikishi rifiatano a lungo in appoggio a centro dohyo ed è nuovamente Ama a ripartire riuscendo questa volta a togliere l’equilibrio al M1, che è costretto al movimento laterale ed alla resa.

L’hatakikomi premia Miyabiyama (7-6) che si impone sulla sorpresa di ieri Kotoshogiku (6-7), al quale, da oggi, non restano più prove di appello per la riconferma nel rango di Sekiwake.

Kisenosato (7-6) si sposta sulla propria destra al tachi-ai nel tentativo di cogliere di sorpresa Tokitenku (6-7). Il M3 mongolo è reattivo sulle gambe, riguadagna immediatamente la posizione frontale, assesta un paio di colpi di braccia e si sottrae repentinamente all’impatto lasciando che il Komusubi giapponese finisca goffamente giù dal dohyo.

Takekaze (2-11) si aggiudica un bout inutile, breve e privo di contenuti di rilievo con Aminishiki (5-8), che è costretto al make-koshi.

Asasekiryu (6-7) si sposta di lato e va in presa esterna laterale costringendo Baruto (10-3) al movimento circolare per neutralizzare la spinta laterale del M1. L’estone, nonostante la semipiroetta cui è costretto a centro dohyo, non perde l’equilibrio e va in appoggio, seppur in posizione laterale, su Asasekiryu. Il M1 mongolo non molla la presa nè la posizione relativa rispetto all’avversario e va in progressione spingendo questa volta Baruto verso il bordo occidentale del dohyo dove porta lo yorikiri.

Tochiozan (10-3) deve subire lo yorikiri di Kyokutenho (9-4) mentre Wakanoho (7-6) la la meglio su Goeido (7-6) per hatakikomi. Di entrambi i bout non so purtroppo raccontarvi lo svolgimento causa i soliti problemi di connessione.

Takamisakari (9-4) impatta di spalla destra al tachi-ai ed evita che Kokkai (10-3) possa allungare le braccia secondo quello che è il suo approccio preferito. Il M11 si appoggia all’avversario e tenta di aggiustare la presa esterna destra. Kokkai decide però di forzare, inizia la progressione con un potente balzo in avanti e Takamisakari si ritrova catapultato oltre il tawara.

Roho (6-7) tenta, senza successo, l’henka dopo due matta consecutivi di Futeno (8-5). Il M6 russo si stacca di diversi cm dal suolo nel tentativo di evitare l’impatto ma viene letteralmente incornato da Futeno che con lo yorikiri odierno guadagna il kachi-koshi.

Confronto tutto di tsuppari e spinte quello fra Homasho (9-4) ed Hokutoriki (8-5). I due rikishi effettuano il tachi-ai con il busto eretto ed allungano subito le mani in avanti. La prima spinta che mina l’equilibrio dell’avversario è del M13, ma Hokutoriki non si lascia sorprendere del tutto e riguadagna l’appoggio. La serie di spinte con leggeri avanzamenti ed indietreggiamenti si interrompe per lo scarto laterale di Homasho che toglie l’appoggio all’avversario e lo costringe a subire l’hikiotoshi.

Grande confusione nel Juryo con Kimurayama (10-3), Kitataiki (9-4) e Tosanoumi(9-4) tutti sconfitti nei rispettivi confronti. Ben 9 i sekitori racchiusi in 2 lunghezze (dal 8-5 al 10-3) e quindi ancora matematicamente in corsa per lo yusho e la promozione nel Makuuchi.

Categoria: Haru Basho 2008

MarcoMiceliDodicesima giornata flash

La 12ma giornata ci riserva un evento che non si verificava da quasi 5 anni: la sconfitta simultanea di 2 yokozuna! Perde Hakuho da un sorprendente Chiyotaikai e perde anche Asa per mano di un arrembante Kotoshogiku. Era dalla seconda giornata del Kyushu basho 2003 che non si registrava una doppia sconfitta per gli yokozuna; in quell’occasione Asashoryu aveva perso da Tochinonada, mentre Musashimaru, ormai prossimo al ritiro, era stato battuto da Kyokutenho.

Chiyotaikai (8-4) sembra quasi aver fatto tesoro dei consigli dispensati su queste pagine dal nostro Pierfranco negli ultimi giorni e capisce che la sua monotonia tattica non gli fornisce alcuna speranza di superare lo yokozuna est. Invece di lanciarsi nella consueta “selva mulinante” di colpi, l’ozeki decide cosi’ di incassare il poderoso tachi-ai di Hakuho. Questi parte benissimo, con entrambe le gambe in spinta e le braccia ben alte. Chiyo riesce pero’ a piazzare la mano destra al centro del torace dello yokozuna, alla base del collo, e con una sola mano arresta l’avanzata di Hakuho, mantenendo le punte dei piedi saldamente ancorate al suolo ed il busto ben inclinato in avanti. Hakuho e’ sorpreso e insiste nel tentativo di avanzata, ma Chiyo si sposta rapidamente a sinistra, spostandolo contemporaneamente alla sua destra con una velocissima spinta sulla spalla! Hakuho non puo’ piu’ appoggiarsi al corpo dell’avversario e vola verso il tawara, cercando disperatamente di ritrovare l’equilibrio spostando in avanti le gambe, ma e’ tutto inutile: hikiotoshi e lancio degli zabuton (molto pochi, per la verita’)!

Asashoryu, dopo aver seguito con sguardo intenso il bout di Hakuho, sale sul dohyo abbastanza rilassato, ma resta interdetto dal tachi-ai di Kotoshogiku (6-6) che parte da molto lontano ed arriva sul corpo dello yokozuna con un assetto da carro armato: ginocchia piegate e larghe, busto proteso in avanti e presa esterna destra. Asa trova subito una buona prea interna sinistra, ma non riesce ad arretare l’avanzata del sekiwake. I piedi dello yokozuna scivolano sul dohyo sotto la spinta di Kotoshogiku che compie un vero e proprio capolavoro difensivo impedendo ad Asashoryu di andare in doppia presa. Il braccio sinistro del sekiwake blocca ogni tentativo dello yokozuna che e’ ormai a contatto del tawara e lotta come un leone cercando di sollevare leggermente l’avversario per togliergli trazione, ma senza una doppia presa Asa e’ spacciato e non puo’ che arrendersi: yorikiri e pioggia (copiosissima) di zabuton!

Vince bene Kotomitsuki (6-6) che allontana lo spettro del M-K sbarazzandosi per yorikiri di Kyokutenho. L’ozeki e’ bravo a proteggersi il mawashi al tachi-ai ed infila la guardia dell’avversario con entrambe le braccia per poi andare in avanzamento.

L’esperto Kaio (8-4) si lascia sorprendere dal principiante Wakanoho (6-6) che gli infligge un hatakikomi in uscita dal tachi-ai. Il russo e’ comunque bravo ad arrestare la spinta dell’ozeki piazzandogli due mani sulle spalle per poi spingerlo a terra dall’alto dei suoi 195 cm

Superba prestazione di Ama (5-7) che batte Asasekiryu (5-7) dopo un incontro bellissimo. Ama parte subito in avanzamento, ma Asasekiryu riesce a fermarlo bloccandogli prima una, poi entrambe le braccia e mandandolo in rotazione. I tentativi di proiezione del M1 sono innumerevoli, ma Ama e’ velocissimo a ritrovare ogni volta equilibrio e coordinazione. Davvero sublime il controllo del corpo del mongolo, anche se bisogna rilevare una certa mancanza di convinzione nell’azione di Asasekiryu. I due si arrestano a centro dohyo, ma e’ Ama ad essere in vantaggio e il mongolo, forte della sua presa interna al posteriore del mawashi dell’avversario, esegue uno shitatenage da manuale.

Un esausto Kisenosato (7-4) si arrende a Miyabiyama (6-6) dopo una lunghissima, feroce ed estenuante battaglia. Kisenosato non si lascia sorprendere dall’ “henkino” dello sceriffo e gli si scaglia contro visibilmente adirato. Cosi’ facendo pero’ favorisce Miyabiyama che ha tutto l’interesse a trasformare l’incontro in una rissa da saloon, visto il divario tecnico che intercorre fra i due. La guerra degli tsuppari che ne segue e’ davvero impressionante. I due si scambiano decine di colpi violentissimi e per ben due volte lo sceriffo si trova a bordo dohyo, prossimo alla resa, ma riesce sempre a resistere, fino a quando Kisenosato non ha esaurito tutte le sue energie e, in chiaro debito di ossigeno, si lascia accompagnare fuori.

Tochiozan (10-2) raggiunge in classifica Hakuho in virtu’ della sua autorevole vittoria per oshidashi su Hokutoriki, piegato dagli tsuppari iniziali e dalla presa al collo di un Tochiozan molto dinamico.

Si porta sul 10-2 anche Baruto che supera un arrembante Futeno (7-5). Il giapponese esegue un tachi-ai veemente che crea serie difficolta’ a Barutone. L’estone indietreggia pericolosamente, ma riesce ad arrestarsi a bordo dohyo. Baruto trova finalmente una buona presa esterna destra e tenta un oshidashi che pero’ non va a segno, decide cosi’ di cambiare verso di rotazione e sorprende Futeno con un bellissimo sukuinage.

Vince per yorikiri il bravo Takamisakari (9-3) che si sbarazza di Homasho (8-4) grazie ad un’ennesima prova di coraggio e determinazione, mentre Goeido(7-5) perde per okuridashi da Kokkai (9-3).

Categoria: Haru Basho 2008

Marco Di DonfrancescoUndicesima giornata flash

Vince il proprio confronto Asashoryu, che ci regala in questa undicesima giornata una dimostrazione delle sue capacità difensive dopo aver fino ad oggi sviluppato la sua azione sempre e solo in attacco. Positiva la prova di Chiyotaikai che affronta lo Yokozuna dell’ovest al massimo delle sue possibilità e lo mette seriamente in difficoltà.
Fatica molto meno Hakuho che si impone velocemente su un Ama troppo leggero per contrastare la proiezione dello Yokozuna quando questi è in presa e ben piantato con entrambi i piedi sul dohyo.
Fra gli Ozeki vincono sia Kaio, che agguanta il kachi-koshi, che Kotomitsuki, che evita, invece, il make-koshi.
A completare il bilancio del Sanyaku la sconfitta dell’altro Sekiwake Kotoshigiku e l’affermazione del Komusubi Kisenosato, che si porta ad una sola lunghezza dal kachi-koshi. Assume, poi, i contorni del disastro, per effetto dell’ennesima sconfitta odierna, il bilancio del secondo Komusubi Takekaze.
Tochiozan deve subire l’azione in stile bulldozer di Kokkai (in kachi-koshi) e lasciare la compagnia di Hakuho scendendo al terzo gradino del podio, dove viene raggiunto da Baruto, cui va lo scontro diretto con Homasho.
Di nuovo protagonista Takamisakari, nonostante la sconfitta con Kyokutenho (in kachi-koshi).
Tutti con le stesso esito (vittorioso) i bout dei rikishi impegnati nell’evitare il make-koshi nella parte bassa del tabellone. Missione kachi-koshi portata a termine, invece, per Hokutoriki.

Nulla può Ama (4-7) nonostante il buon approccio al match. Hakuho (10-1) non riesce a liberarsi subito del Sekiwake che dapprima accorcia la distanza e quindi si ritrae. Lo Yokozuna ha però pazienza, non si lascia disorientare dagli tsuppari di Ama, va in presa e porta l’uwatenage. Ama finisce fra il pubblico con Hakuho che si affretta a sincerarsi del buon esito della caduta dell’avversario.

Chiyotaikai (7-4) porta immediatamente la mano sinistra sotto il mento di Asashoryu (11-0), che è costretto a subire l’azione dell’Ozeki e ad inarcare all’indietro collo e schiena. Lo Yokozuna, passato il difficile momento iniziale, alza le braccia, spezza la pressione di Chiyotaikai, va in presa e lo porta sul bordo del tawara, dove però Chiyotaikai non solo si difende dallo yorikiri, ma addirittura riparte costringendo l’avversario di nuovo a centro dohyo. Asashoryu è però ormai in controllo sul bout e, dopo aver scambiato la posizione con l’Ozeki, porta lo shitatenage. Sicuramente impegnativa oggi la prova per lo Yozokuna dell’ovest forse leggermente sorpreso dalla partenza a razzo di Chiyotaikai.

Lo streaming mi ha tradito e quindi posso solo registrare lo tsukidashi di Kaio (8-3) ai danni di Tokitenku (4-7) colto dalla proclamazione dello speaker dell’arena di Osaka.

Kotomitsuki (4-7) va subito in presa con la sinistra esterna ed in appoggio con la spalla destra. Wakanoho (5-6) è costretto ad una doppia piroetta per effetto della forza centrifuga sviluppata dalla spinta laterale dell’Ozeki, che gli resta sempre addosso. La seconda giravolta è fatale al M4 russo che finisce in terra (uwatenage).

Presa interna sinistra per Aminishiki (5-6) che dapprima arretra per assorbire la progressione di Kotoshogiku (5-6) e quindi si sposta sulla propria destra tirando forte con la mano in presa sul mawashi del Sekiwake. Kotoshogiku perde l’equilibrio statico e deve subire lo shitatenage.

Subito in doppia presa Kisenosato (7-4) che costringe Asasekiryu (5-6) ad indietreggiare e a difendersi puntando il tallone sul bordo del tawara. Il M1 mongolo riesce ad arrestare una prima volta la progressione del Komusubi giapponese che non molla però la presa e costringe l’avversario a mettere il piede destro oltre il tawara.

Nuova sconfitta per Takekaze (1-10). A Miyabiyama (5-6) è sufficiente perseverare nello sviluppo degli tsuppari (neanche troppo veloci o precisi) per avere ragione dell’avversario.

Kakuryu (5-6) deve subire la carica iniziale di Wakanosato (3-8) che allunga le braccia e spinge l’avversario verso il bordo esterno del dohyo. Il M5 giapponese manca il kotenage e così facendo rimette in rotta Kakuryu, che guadagnata una posizione frontale d’attacco lo costringe ad indietreggiare e quindi ad uscire dal dohyo.

Va in make-koshi Dejima (3-8) che deve subire lo yorikiri ad opera di Toyonoshima (3-8) al termine di bout molto statico.

Kyokutenho (8-3) guadagna una posizione leggermente laterale in uscita dal tachi-ai e costringe Takamisakari (8-3) fin quasi sul bordo del tawara. Qui però il M11 giapponese tenta l’utchari, che non va a segno solo per pochi cm. Incredibile come Takamisakari riesca a fare perno sulle gambe e costringa Kyokutenho a sgambettare in aria a qualche decina di cm dal dohyo. Scampato il pericolo il M4 mongolo assesta la presa al tronco e costringe l’avversario a centro dohyo. L’iniziativa resta però nelle mani di Takamisakari che prova la progressione per lo yorikiri ma perde un appoggio e deve sottostare allo spettacolare makiotoshi portato da Kyokutenho in rotazione di busto e bacino.

Kokkai (8-3) effettua il tachi-ai con le braccia conserte per poi aprirle velocemente e scostare così da sè Tochiozan (9-2). Il M5 georgiano tenta la progressione ma Tochiozan va in presa sinistra interna e ne arresta la carica. Kokkai è costretto ad indietreggiare a sua volta ed il confronto si sposta a centro dohyo. Tochiozan tenta per primo di sfruttare la propria presa provando il sollevamento, Kokkai si difende in progressione, rompe la presa dell’avversario e si impone per yorikiri.

Roho (5-6) tenta l’henka ma Goeido (7-4) resta con il baricentro sufficientemente alto ed esce indenne dall’attacco del M5 russo, nonostante il tentativo di quest’ultimo di portare l’hatakikomi dopo aver scartato sul proprio lato sinistro. Goeido riguadagna il contatto frontale, va in presa al mawashi, costringe Roho alla difesa laterale e quindi chiude per yorikiri vanificando l’estremo tentativo del russo di conservare l’equilibrio sulla sola gamba destra.

Baruto (9-2) neutralizza la spinta iniziale di Homasho (8-3) imprigionandogli il braccio sinistro all’interno del proprio destro in gancio. Il M7 estone si piega quindi con il busto in avanti ed inizia a spingere di gambe e busto e così facendo scardina l’equilibrio di Homasho, nonostante il tentativo di quest’ultimo di tenere il baricentro basso. La conclusione per yorikiri regalerà un make-koshi molto probabilmente in doppia cifra al M7 occidentale.

Hokutoriki (8-3) porta la mano destra sotto il mento di Kasugao (6-5), allunga il braccio, costringendo il collo del koreano al superlavoro per tenere la testa attaccata alle spalle, va in progressione e lo getta fra il pubblico dopo aver fatto un paio di passi in avanti. Kachi-koshi anticipato per il M7 giapponese.

Iwakiyama (4-7) allunga le braccia in uscita dal tachi-ai e costringe Kahio (1-10) all’indietreggiamento. Il M14 tenta la difesa accorciando la distanza e mettendo le mani sul mawashi dell’avversario. Iwakiyama non si disunisce e costringe Kahio all’hikiotoshi.

Wakakirin (4-7) si allunga bene con il busto in avanti in uscita dal tachi-ai e non lascia a Futeno (7-4) il tempo di organizzare la difesa contro la salva di veloci tsuppari che lo investe. Il M10 si sbilancia ed è costretto ad indietreggiare fino all’uscita dal dohyo.

Yoshikaze (4-7) evita il make.koshi in modo non proprio ortodosso rialzandosi velocemente e lasciando finire il terra, privo di appoggio, Tamakasuga (5-6). Henka per il M12.

Toyohibiki (4-7) parte da lontano, si proietta con le braccia quasi conserte su Otsukasa (4-7), va in spinta di gambe aprendo contemporaneamente le braccia ed evita (per questa volta) il make-koshi con un veloce oshidashi sul corpulento M16.

Nel Juryo nuova vittoria per il J14 Kimurayama (10-1) che va in doppia cifra imponendo l’oshidashi all’ex-Sekiwake (ed ora J5) Tamanoshima (8-3). Resiste ad una incollatura il J10 Kitataiki (9-2). A due lunghezze dal leader provvisorio, oltre a Tamanoshima, solamente l’altro ex-Sekiwake Tosanoumi (8-3).

Categoria: Haru Basho 2008

Marco Di DonfrancescoDecima giornata flash

Restano poco sul dohyo i due Yokozuna: Asashoryu va immediatamente in doppia presa e si sbarazza velocemente di Kyokutenho; Hakuho non impatta frontalmente e così facendo guadagna immediatamente il vantaggio decisivo su Wakanoho.
Il confronto fa Ozeki vede prevalere Chiyotaikai, che non concede a Kaio il tempo di posizionarsi per assorbire gli tsuppari. Vittorioso anche Kotomitsuki su un sempre meno consistente Ama. Vince invece il proprio bout l’altro Sekiwake Kotoshogiku. Sorti alterne anche per i Komusubi, con Kisenosato vincente e Takekaze nuovamente sconfitto.
Tochiozan si aggiudica lo scontro diretto con Homasho e resta ben piantato con entrambi i piedi sul secondo gradino del podio a fianco di Hakuho.
Arriva alla decima giornata, invece, la seconda sconfitta per Takamisakari che deve arrendersi allo strapotere fisico di Baruto, che lo raggiunge nel punteggio. Affermazioni anche per Kokkai (su Hokutoriki) e Futeno e spettacolare doppio kirikaeshi nel bout fra Goeido e Dejima.

Subito in presa sinistra interna e destra esterna Asashoryu (10-0), che si abbassa rapidamente di busto, sposta leggermente il piede e l’anca destra e costringe Kyokutenho (7-3) a subire un veloce sukuinage.

Hakuho (9-1) si sposta lateralmente al tachi-ai e così facendo guadagna immediatamente la presa laterale su Wakanoho (5-5). Al M4 russo riesce una prima difesa, con la quale riguadagna il proprio lato di partenza, ma Hakuho non gli lascia spazio e lo deposita rapidamente oltre il tawara.

Ama (4-6) e Kotomitsuki (4-6) non poggiano neanche i pugni in terra e vanno entrambi ad un velocissimo tachi-ai. L’Ozeki giapponese è, incredibilmente, più dinamico del Sekiwake mongolo e guadagna immediatamente la posizione laterale. Ama si ritrova senza contatto e con l’avversario immediatamente addosso che lo afferra al busto e lo spinge fuori dal dohyo.

Riescono gli tsuppari a Chiyotaikai (7-3) che si impone su Kaio (7-3). L’Ozeki di Fukuoka si rialza velocemente al tachi-ai e riesce ad arrestare efficacemente la prima salva di colpi. Chiyotaikai non si disunisce, aumenta il raggio della rotazione delle braccia, per dare maggiore velocità ai propri tsuppari e non consentire a Kaio la presa, e continua imperterrito la propria azione con la quale costringe Kaio all’indietreggiamento e quindi alla resa (oshitaoshi).

Kakuryu (4-6) afferra dietro il collo Kotoshogiku (5-5) e si sposta sulla propria destra per costringere l’avversario alla perdita di equilibrio. Il veloce spostamento gli è però fatale ed il M1 mongolo finisce in terra consegnando il bout al Sekiwake giapponese impegnato solamente ad allungare in avanti le braccia per mantenere l’equilibrio.

In presa interna destra Asasekiryu (5-5) ed interna sinistra Takekaze (1-9) al tachi-ai. Il Komusubi si allunga di busto e costringe il M1 ad indietreggiare. Asasekiryu si allunga a sua volta di busto, assesta la presa, e tenta il sollevamento con proiezione al quale però Takekaze si oppone. Asasekiryu non molla la presa e va in progressione per lo yorikiri.

Kisenosato (6-4) allunga le braccia verso il collo e la spalla sinistra di Aminishiki (4-6) al tachi-ai. Il M2 è costretto alla difesa laterale ed a subire l’incalzare del Komusubi. Arrivato sul bordo orientale del dohyo, Aminishiki riesce a liberarsi provvisoriamente di Kisenosato allungando a sua volta il braccio destro. Kisenosato perde per una frazione di secondo il contatto, ma riaccorcia immediatamente la distanza e porta lo yorikiri.

Tokitenku (4-6) e Miyabiyama (4-6) scelgono entrambi gli tsuppari. Il M3 mongolo è il primo a scomporsi e la vittoria va rapidamente a Miyabiyama.

Wakanosato (3-7) imprigiona entrambe le braccia di Toyonoshima (2-8) all’interno delle proprie in uscita dal tachi-ai, ma poi non riesce a piegarsi a sufficienza in avanti per arrestare la progressione del M3 che va allo yorikiri.

Kokkai (7-3) guadagna una posizione leggermente laterale, con la sinistra in presa esterna, al tachi-ai e la usa come testa di ponte per la ricerca dell’affermazione. Hokutoriki (7-3) si oppone strenuamente di spalla, con il braccio destro allungato per la presa interna al mawashi, e costringe il georgiano a ben tre tentativi di yorikiri, su tre lati diversi del dohyo, prima di arrendersi.

Davvero spettacolare la conclusione (purtroppo nulla ai fini dell’aggiudicazione del bout) della prima parte del confronto fra Goeido (5-5) e Dejima (3-7). Entrambi i rikishi tentano il kirikaeshi e costringono gli shinpan a decreatre la ripetizione. Goeido esce meglio dal tachi-ai e, con un rapidissimo spostamento all’indietro, arriva ad un cm dall’hikiotoshi. Dejima riesce però a riguadagnare velocemente l’equilibrio e la posizione frontale e a costringere l’avversario agli straordinari. Il bout diventa equilibrato ed incerto ed i due rikishi si scambiano ripetuti attacchi fino a rifugiarsi nel tori-naoshi.
Nella ripetizione, Dejima si scaglia con maggiore irruenza e decisione, di quanto fatto in precedenza, su Goeido, nel tentativo di chiudere velocemente il bout. Il M6 resta sempre attaccato all’avversario e continua a spingerlo con le braccia mentre lo insegue per il dohyo. Goeido, sempre in difesa questa volta, si sottrae all’ultima spinta restando in equilibrio su una sola gamba e porta l’hatakikomi vincente.

Kasugao (6-4) resta più basso al tachi-ai e sorprende Roho (5-5) costringendolo a restare alto. Immediata la progressione in presa del M9 koreano. Il M6 russo cerca di divincolarsi ma è costretto a subire lo yorikiri.

Nulla può Takamisakari (8-2) con Baruto (8-2): troppo marcata la differenza fisica fra i due rikishi! Takamisakari effettua un ottimo tachi-ai e riesce ad infilarsi con il proprio busto all’interno della guardia dell’estone. Il M7 estone non si lascia però sorprendere ed evita che l’avversario possa costringerlo ad un immediato e pericoloso arretramento spostando all’indietro il bacino ed inclinandosi in avanti. Le braccia dell’estone sono molto più lunghe di quelle del giapponese e gli consentono di stringere il tronco di Takamisakari in una vera e propria morsa. Giusto qualche frazione di secondo per assestare la presa e Baruto solleva Takamisakari e, con una bella rotazione, lo deposita oltre il tawara (tsuridashi da manuale!).

Futeno (7-3) si scaglia con irruenza su Kakizoe (5-5) al tachi-ai. Il piccolo M14 sceglie di arretrare per assorbire la carica dell’avversario ma non riesce a fermarsi prima di avere messo un piede oltre il tawara. Inutile lo scarto finale con il quale si libera di Futeno e lo lascia finire in terra.

Toyohibiki (3-7) torna, come già ieri, a produrre il “suo” sumo, fatto di irruenza al tachi-ai ed immediato avanzamento con le braccia ben protese in avanti, e porta a casa un’altra (probabilmente inutile) vittoria. Ryuo (2-8) è dapprima costretto allo scambio di posizione a centro dohyo e quindi a planare sul pubblico per effetto dell’ultima spinta di “cocco di Marco”, lasciando definitivamente sul dohyo le residue speranze di kachi-koshi.

Homasho (8-2) sale da ovest ed il cambio di lato non gli è favorevole. Impostazione statica da parte del M13 che prova subito ad appoggiarsi e a spingere con le braccia. Tochiozan (9-1) è però sufficientemente dinamico e non concede ad Homasho l’allungo di braccia per dare consistenza alla propria spinta. Il M13, dopo aver perso per un attimo l’equilibrio e rischiato di subire l’hikiotoshi, a seguito di un mancato appoggio, deve arrendersi all’oshidashi. Bout senza scintille nonostante le ottime premesse con un Homasho tutto sommato svogliato ed un Tochiozan in ordinaria amministrazione.

Completano la giornata le vittorie del J3 Hakuba (5-5) sul M14 Kahio (1-9), del M10 Tamakasuga (5-5) sul M16 Otsukasa (4-6), del M12 Yoshikaze (3-7) sul M8 Tochinonada (4-6) e del M9 Iwakiyama (3-7) sul M15 Wakakirin (3-7).

Fra i Juryo continua spedita la marcia verso lo yusho di Kimurayama (9-1), al debutto fra i sekitori solamente a gennaio, nonostante la non verdissima età. Il J14 è inseguito ad una lunghezza dall’esperto ex-Maegashira Tamanoshima (8-2) e dal J10 dell’heya Kitanoumi Kitataiki (8-2) . Ancora in corsa per la vittoria finale anche il J1 ed ex-Sekiwake Tosanoumi (7-3), il J4 georgiano Tochinoshin (7-3), oggi uscito battuto nello scontro con Kitataiki, ed il J14 di Shizuoka Sagatsukasa (7-3).

Categoria: Haru Basho 2008

Pierfranco SpazianiNona giornata superflash

Non fatevi ingannare dalla temperatura e dal caldo sole di questi giorni, l’inverno, o meglio il suo similacro fuori stagione, è alle porte. Allo stesso modo, amici miei, non prendete per buono il quieto lunedì del dohyo di Osaka, perchè le tempeste del sumo sconvolgeranno presto rikishi e spettatori. Non credo alla calma dei bouts di oggi e prevedo scontri burrascosi da qui in avanti, con probabili cuscinate in testa agli yobidashi.

La nona giornata, il post-nakabi, vede i due Yokozuna seguire quasi lo stesso copione, cosa che non era affatto accaduta ieri. Mentre Asashoryu, infatti, aveva sbrigato facilmente -ed efficacemente- la pratica Wakanoho, Hakuho si era attardato sul dohyo nel cercare di ridurre alla ragione il connazionale Tokitenku, per nulla impaurito dall’atteggiamento intimidatorio del giovane Grande Campione. I rischi di ieri, quindi, sono stati evitati accuratamente da King Kong-Hakuho (8-1) con la freddezza micidiale dell’attacco frontale, cui Toporagno-Kotoshogiku (4-5) non ha potuto opporre molta resistenza.

Asashoryu (9-0), da parte sua, ha buldozerizzato il talentuoso Ama (4-5), bi-killer di Hakuho nelle ultime uscite, sfruttando l’indecisione al tachi-ai dell’avversario ed impostando il bout a suo piacimento. Ama si è intestardito, nei pochi attimi a lui concessi, più nel lavoro di fioretto che nell’attenzione alle sciabolate del Grande Mago Mongolo, perdendo tempo e terreno.

Grande classifica e prestazione ok per Takamisakari (8-1), al quale resta affiancato il redivivo Homasho, complice il contesto in cui combatte.

Si ritira Kotooshu e s’interrompe troppo spesso il collegamento: tutto ciò che vi ho raccontato l’ho visto nelle infos di Info-Sumo, benedetti francesi!

Categoria: Haru Basho 2008
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