Archivi del blog

Pierfranco SpazianiCommento post-Basho

Prima di scrivere questo commento a posteriori, come sempre, ho voluto attendere che tutti i media che si occupano di sumo fornissero la loro versione dei fatti, per analizzarne i contenuti e confrontare le mie opinioni con quelle degli altri. Mi aspetto che anche voi, attenti navigatori ed esperti critici, abbiate fatto altrettanto e vogliate dire la vostra, aggiungendo materiale di discussione al nostro forum.

La cosa che più mi ha colpito, come avrete notato anche voi, è la rilevanza che è stata data alla sconfitta di Kotooshu piuttosto che al contesto generale dell’Aki Basho, ed al fatto che il bulgaro sia molto gradito al pubblico femminile, cosa, quest’ultima, che può anche destare l’invidia di tutti noi, ma che non mi sembra del tutto attinente ai fatti agonistici. Voglio ricordare che il primo momento di discordia con i media l’ho riscontrato quando è apparso il lancio d’agenzia su Kotooshu, presentato come il nuovo imperatore del sumo o come il principe europeo che attrae quanto Beckham. A parte il fatto che non ha portato proprio bene al Sekiwake sciupafemmine, mi ha infastidito, come ho detto a suo tempo, la cattiva qualità della comunicazione: se viene data una notizia del genere senza un briciolo di dettaglio su ciò che c’è dietro il fenomeno alto 2,04 e dai lineamenti hollywoodiani, significa che non si tratta di sport ma di costume, magari esotico, e che non c’è distinzione con le foto del calamaro gigante! Sensazionalismo fine a sé stesso, insomma.
Come se non bastasse, la moglie di Asashoryu è di nuovo in dolce attesa, e questo evento risulterebbe determinate per il banzuke.

Se vogliamo parlare di cose serie, e ritengo che il sumo lo sia, dobbiamo prendere atto delle ammonizioni che lo Yokozuna Deliberation Council ha espresso nei confronti dei rikishi a causa della cattiva esecuzione dei rituali e del tachi-ai, e su questo punto sono pienamente concorde con l’organo di sorveglianza, tanto più che, in passato, il gigantesco Konishiki non fu considerato per la promozione a Yokozuna anche a causa della sua cattiva esecuzione dello shiko.
In generale, l’ho detto più volte, tutto il complesso delle prestazioni è in ribasso e soltanto l’incredibile incertezza dei risultati, ed alcuni incontri davvero validi tecnicamente, hanno posto in secondo piano i problemi di standard qualitativo degli ultimi Tornei.
Non sono mancate anche le critiche verso Asashoryu, richiamato ad una più attenta preparazione atletica e diffidato dalle cadute di dignità che il suo rango comporta: il match di boxe con Kokkai, alla seconda giornata, non è piaciuto alla Signora Uchidate, portavoce dell’YDC, la quale ha chiesto anche un maggior controllo sulle trasferte che lo Yokozuna effettua in Mongolia, invece di allenarsi a dovere in Giappone.
Anche Kotooshu è stato invitato a curare la tecnica dello tsuppari, non riscontrata nella prima settimana di gare, ed a rafforzare il suo carattere, se vuole diventare Ozeki.
Inoltre, c’è molta preoccupazione per il decremento di pubblico e di popolarità del sumo, anche se alcuni dati sul gradimento televisivo sono in controtendenza; la limitazione all’ingresso di nuovi stranieri nelle scuole ed una massiccia campagna promozionale sembrano essere i rimedi di pronto soccorso individuati dalla Japan Sumo Association- Nihon Sumo Kyokai.

Che Asashoryu non fosse in perfetta forma lo avevamo capito tutti: egli stesso lo ha ammesso dopo il play-off, ma se è bastato uno Yokozuna incompleto a far cedere Kotooshu e gli altri contendenti al titolo, resta aperto il dibattito su chi potrà essere alla sua altezza a Fukuoka, se le sue condizioni saranno ottimali.
La crescita di Kotooshu e l’apparizione di Kisenosato ai vertici, pur rendendo eccitante la contesa, non possono bastare a compensare l’inesistenza, o quasi, degli Ozeki nella lotta al primato.
Al termine del Nagoya Basho, se ricordate, ho scritto che Asashoryu sta condizionando il sumo in maniera assoluta e che per tenerlo lontano dallo yusho bisogna farlo cadere almeno tre volte, altrimenti si può sperare al massimo nel play-off e lo Yokozuna non ne ha ancora perso uno.

Lo spirito combattivo ha dato ad Asashoryu la carica per rimediare ad una situazione molto difficile, se non imbarazzante, dopo la sconfitta contro Aminishiki, quando ha visto Kotooshu allontanarsi a tre giornate dalla fine e si è reso conto che le sorti dell’Aki Basho stavano prendendo la direzione della lontana Bulgaria. Non poteva contare sull’aiuto insperato di Kisenosato, puntualmente giunto, ma ha voluto comunque mettere in chiaro la propria posizione con il Sekiwake, facendogli perdere un pò di quella tranquillità che sembrava inattaccabile, fino a quel punto. Il resto lo ha raccolto con gl’interessi forse eccessivi, visti i tassi in corso, ma la tenuta mentale è una delle sue caratteristiche principali e la pressione lo ha ancora una volta stimolato, fiaccando invece Kotooshu nel momento della verità. La sesta vittoria consecutiva di Asashoryu ha un contenuto speciale, che egli stesso ha percepito quasi con commozione: i campioni sono tali perché non sono mai sazi di successi e riescono a forgiare sempre nuove varianti ai modi di raggiungerli.

Quest’anno Asashoryu ha vinto due yusho senza sconfitte, una volta con 14-1 e gli ultimi due Tornei sappiamo benissimo come sono andati; Kotooshu gli si è opposto alla pari a Nagoya, battendolo nel duello diretto, e gli è stato davanti per 13 giornate a Tokio: la morale che se ne può trarre è che lo Yokozuna appartiene ad una categoria ancora non raggiunta dagli altri rikishi e che, in particolare, Mazinga Kotooshu non ha accumulato tutta l’esperienza che occorre per fronteggiare pienamente il Grande Mago Mongolo. Senza Asashoryu il sumo di oggi sarebbe tremendamente mediocre e le sue vittorie nascondono, in parte, questa verità, anche quando egli non dà il 100% con continuità, come nell’Aki Basho.

Di Kotooshu possiamo solo dire un gran bene, avendo ridato vita ad una vera rivalità, con tanto di spartizione del tifo in piena regola. Ha fatto un altro passo in avanti verso la comprensione delle dinamiche che regolano la scalata al successo, e ne farà tesoro.
I tifosi bulgari si sono scatenati in un uragano di proteste indignate verso i commentatori che hanno rilevato l’atteggiamento troppo attendistico del loro favorito, ma non devono dimenticare che l’obiettività è un requisito essenziale per qualsiasi valutazione e Kotooshu ha ecceduto, in alcuni bouts, nell’impostare il tachi-ai in maniera passiva, ancorché vincente.
Non sono mai propenso ad incensare un atleta solo perché vince, né a criticarlo vanamente in caso di sconfitta, e sia Kotooshu che Asashoryu non sfuggono a questo mio principio ispiratore: vorrei sempre vedere vittorie chiare e meritate, in combattimenti che mostrino il meglio delle possibilità dei rikishi, specie se sono qualificati e si giocano il titolo.

Kotooshu si è piantato per due volte sulla linea del traguardo, ma questo non toglie nulla alla sua performance; semmai dobbiamo essergli grati per aver impedito che sbadigliassimo di noia davanti all’interminabile teoria di vittoria dello Yokozuna, comunque meritate. Di questo passo, con umiltà, riuscirà a trovare lo spunto che ancora gli manca e farà esplodere la gioia di tutti i fans del sumo.

Anche Kisenosato ha contribuito decisamente alla drammaticità dell’Aki Basho, rendendosi complice dell’epilogo thrilling che ne è scaturito. La sua ambizione deve essere incrollabile e legittimare la speranze che ha acceso nei cuori dei tifosi giapponesi.
La formula è semplice: continuità e convinzione nei propri mezzi, senza strafare, come ha fatto a Tokio. Mi è piaciuto molto per la varietà di tecniche che ha esibito, ma c’è sempre il pericolo della prestazione isolata, lo abbiamo visto troppo spesso, e Kisenosato ha bisogno di una seconda volta ad alti livelli per sfuggire all’effetto meteora ed orbitare stabilmente intorno ai Sanyaku.

Tutte la altre impressioni di settembre sono, in parte, meno brillanti e riguardano gli Ozeki, Wakanosato, i Komusubi, Ama ed Hakuho.

Tochiazuma appare e scompare di continuo senza attirare l’attenzione della Signora Uchidate, ma se un Ozeki chiude 10-5 e non si batte per il titolo da tanto tempo, non venitemi a dire che Kotooshu non vale lo stesso rango, a maggior ragione quando lo batte nettamente.
Anche Tamanoshima ha fatto meglio degli Ozeki, come è successo in altri Tornei per altri occasionali outsiders, ma, a parità di record finale, preferisco un Chiyotaikai mezzo rotto ma tenace e volenteroso, non fosse altro che per la vittoria nel derby.
Con il ritiro di Kaio, ormai quasi certo, il Sanyaku si assottiglia al minimo storico di presenze, con un solo Yokozuna e due angeli custodi stanchi e non competitivi, per non parlare dell’alternanza nei ruoli di rincalzo.

Le uniche note liete, come annunciato in fase di pre-Basho, giungono dai Sekiwake – Kotooshu in testa, naturalmente- e con Wakanosato vittima della sfortuna, ma decisamente apprezzabile, fino al ritiro per infortunio. La sua assenza ha distorto non poco il calendario degli ultimi giorni, privandoci di una buona dose di divertimento e di buon sumo: tutti i top-scorer avrebbero dovuto fare i conti con il Sekiwake di Aomori, il quale vantava giustificate aspirazioni ad una promozione.

Appena sopra il kachi-koshi è andato Kotomitsuki, buono a sprazzi, ma quel match contro Kakizoe ce lo dovrebbe proprio giustificare. Ha spesso un tachi-ai non convincente e subisce l’attacco dinamico, rispolverando, di tanto in tanto, un repertorio che lo ha mantenuto Sanyaku per quasi tutto l’anno, con la punta di rendimento in maggio, quando il suo 13-2 lo portò di nuovo ad essere Sekiwake perdendo solo da Asashoryu e Chiyotaikai.

Chi dovrebbe spiegarci cosa diavolo ha combinato è Futeno, accreditato da TUTTI, compreso il sottoscritto, di una salita gloriosa nel banzuke e stupefacente esecutore della prima sconfitta dello Yokozuna. Ho detto, nei miei passaggi su di lui, che mi sembrava il clone di sé stesso, dalla seconda giornata in poi, e sfido chiunque a pensarla diversamente.
Una delusione così grande non me l’aspettavo, date le premesse altisonanti che aveva sbandierato: non posso credere che il suo obiettivo fosse battere Asashoryu e poi ammansire gli avversari presentandogli quello scintillante biglietto da visita, rimediando, al contrario, brutte figure e note di demerito. In realtà, in alcuni bouts, è stato anche sfortunato ma 8 sconfitte consecutive non trovano scusanti.

La Mongolia ha potuto chiudere in attivo il suo bilancio di Tokio grazie al doppio 9-6 di Ama ed Hakuho, entrambi positivi in fase di consuntivo, sebbene per il mingherlino Maegashira 11 suoni come un bel risveglio, mentre dal talentuoso Hakuho vorremmo pretendere molto di più.

Ama ha classe ma mezzi fisici apparentemente limitati e tutte le sue vittorie sono strameritate, compresa la maratona del penultimo giorno con il compatriota Tokitenku. A volte lo vedo più a suo agio con i rikishi possenti che con quelli più agili e scattanti, a dispetto della sua corporatura relativamente esile.

Per Hakuho, reduce dall’infortunio di luglio, si è trattato di una ripresa lenta ma positiva, anche se la concorrenza si sta facendo sotto ed il suo ruolo di “stupor mundi” deve essere riacquisito in fretta, pena il suo assorbimento nel novero dei buoni sekitori da rispettare ma con poche speranze di emergere. La coreografica sfida con Asashoryu, preceduta da sguardi bellicosi e movenze da samurai, è ormai un classico di ogni Basho.

L’ultimo accenno lo dedico al nuovo banzuke: vedremo quali saranno le decisioni del Kyokai, ma sappiamo fin d’ora che Toyonoshima e Baruto saranno Makuuchi, grazie alle loro ottime risultanze nei Juryo, e la ventata di freschezza potrebbe ossigenare tutto il movimento del sumo.

Vi saluto ringraziandovi per l’attenzione che avete dimostrato verso sumo.it, vecchi e nuovi lettori.

Arrivederci a Fukuoka.

Categoria: Aki Basho 2005

Pierfranco SpazianiGiornata finale

Vi ricordate quando vi dicevo che il sumo non ha eguali nel concentrare in ogni Torneo tutti gli elementi che in altri sport sono diluiti in tante frazioni di spettacolo e di eventi determinanti? Tale assunto si è puntualmente rinnovato a Tokio negli ultimi 15 giorni, in un convulso ed elettrizzante divenire di fasi drammatiche ed esaltanti al tempo stesso.

Ieri Asashoryu ha scritto un’altra pagina importante della sua carriera sportiva e della storia del sumo: ha vinto il suo quattordicesimo yusho, il sesto consecutivo, eguagliando il record di Taiho che resisteva da 38 anni e ponendo la sua candidatura a quel leggendario Grande Slam che gli è sfuggito nel 2004. Se avesse vinto anche l’Aki Basho dello scorso anno, lo dico per gli amanti delle statistiche, avrebbe una striscia vincente di 11 Tornei – e 15 yusho in tasca, naturalmente.
E’ stato un Aki Basho dai toni agonistici accesissimi, culminato nel play-off decisivo di domenica mattina, ma non proprio eccellente dal punto di vista tecnico, come hanno annotato un pò tutti i commentatori e come lo stesso vincitore ha ammesso nelle interviste di rito; ci possiamo accontentare dell’incredibile sequenza di episodi che hanno scandito gli ultimi giorni di gare e che ci hanno fatto fremere di passione sportiva, indipendentemente dal tifo per l’uno o per l’altro contendente.

Quando sabato mi ero sbilanciato con il mio pronostico avevo considerato anche l’imponderabile, e cioè la possibilità che Kotooshu si sentisse pronto a superare la barriera psicologica che Asashoryu aveva innalzato idealmente venerdì scorso, facendolo uscire malconcio dallo scontro diretto, ma, in ultima analisi, mi era sembrato che l’incantesimo fosse troppo potente per il Sekiwake europeo e che il Grande Mago Mongolo avesse il vantaggio dell’inseguitore che raggiunge il fuggitivo e lo tramortisce sul traguardo, e così è stato, amici miei.

Asashoryu non ha dovuto fare molto per sbarazzarsi di Tochiazuma, atterrato in meno di un secondo da un colpo al volto che gli ha piegato le gambe, e si è ripresentato sul doyho per lo spareggio quasi sorridente, come se quel supplemento di Torneo fosse un piccolo fastidio da assolvere solo per regolamento, tanto era grande la sua sicurezza di vincere.
Quando si dice che il sumo è anche una battaglia psicologica fatta di atteggiamenti minacciosi e sguardi aggressivi, ancor prima del responso vero e proprio del doyho, credo che si prendano come riferimento quei rikishi capaci di ostentare la loro superiorità e farne un’arma d’intimidazione assoluta, come fu per “Il Lupo” Chiyonofuji; Asashoryu rientra di diritto in questa categoria, ma con la variante di esibire, al momento opportuno, anche la consapevole tranquillità di chi ha avuto la sorte a suo favore e tiene ben salde le redini del destino a lui propizio.

Kotooshu, al contrario, ha battuto Chiyotaikai con tecnica e potenza muscolare ma poi si è spento, vittima dell’ultimo sortilegio dello Yokozuna; deve essere stato troppo grande il condizionamento subìto dal bulgaro nello scontro diretto. E se a Nagoya il solo pensiero del play-off gli aveva tolto la necessaria lucidità per affrontare Wakanosato, questa volta lo spareggio finale ha ricordato a Kotooshu che per battere lo Yokozuna avrebbe avuto bisogno di tutte quelle risorse che, probabilmente, aveva lasciato sul doyho negli ultimi tre giorni del Torneo.
Ho ricevuto, da parte di Alessandro, una dettagliata descrizione del racconto televisivo relativo ai minuti immediatamente precedenti il play-off , con le telecamere che indugiavano sui due rikishi e ne coglievano lo stato d’animo del momento; Asashoryu scherzava con i giornalisti e sembrava, come ho gia detto, che si preparasse già alla premiazione piuttosto che al bout decisivo, mentre Kotooshu era pensieroso ma scarico, come se gli scorresse davanti agli occhi il film delle sue occasioni perdute e non trovasse la grinta per uscire dal vortice dei ripensamenti che gli oscurava la mente.

Avevo detto, prima delle sue due sconfitte, che Kotooshu si era rafforzato spiritualmente ed appariva in grado di portare a termine il suo lavoro edificatorio con fredda determinazione, sorretto da quel vantaggio numerico che, a quel punto del Torneo, poteva consentirgli di combattere con meno apprensione rispetto ad Asashoryu e Kisenosato, ma la guardia doveva rimanere alta, anzi altissima, ed il colpo del ko non poteva essere fallito.
Invece, quando l’oste mongolo ed il suo concorrente giapponese si sono presentati con il conto in mano, Kotooshu, frugando nelle proprie tasche, si è accorto di aver già speso tutto e di non poter far fronte all’impegno.

Dopo Nagoya, nei discorsi tra noi, si era detto che il gigante bulgaro avrebbe tratto un profondo insegnamento dagli errori commessi e che ci sembrava pronto al riscatto, invece ha rimediato la seconda bocciatura consecutiva, come la favolosa Olanda di Cruyff negli anni ’70, perché Asashoryu è più temprato di lui a questi livelli di tensione ed ha nuovamente affondato il colpo nelle debolezze altrui.

E poi, per chiudere con l’ennesima battuta, Asashoryu non poteva privarsi di un così bel regalo di compleanno, dato che domani compirà 25 anni: auguri, Grande Campione, e non preoccuparti perché nessuno di noi oserà venire a tirarti le orecchie!!!

A Kotooshu è stato assegnato, come premio di consolazione, il Fighting Spirit Prize.

Bravo oltre le aspettative più ottimistiche Kisenosato, il quale fino a ieri stazionava sul fondo del banzuke ma che da oggi in poi dovrà sostenere la responsabilità di simboleggiare il rinato orgoglio giapponese facendosi largo tra i piani alti del ranking.
Il suo 12-3 finale è veramente lusinghiero e deve portare il giovane nipponico a cercare il consolidamento fin dal Kyushu Basho di novembre, pena lo scadimento di consensi e il mortificante ritorno nell’anonimato.
Pur avendo lottato con i rikishi della seconda metà del banzuke, Kisenosato ha mostrato un buon sumo, e l’aver indossato i panni del killer di Kotooshu gli ha fatto guadagnare stima e riconoscenza da parte dello Yokozuna, che non è poco.
Anche per lui il Fighting Spirit Prize

Come al solito, quando devo parlare degli Ozeki giapponesi – quelli superstiti – mi viene un attacco di crampi e le mani s’irrigidiscono.
Hanno concluso entrambi sul 10-5, ma con andamenti differenti: Tochiazuma ha vinto solo con un Sanyaku, il clone-Futeno, ed ha rimediato una bruciante sconfitta e spettacolare sconfitta da Takamisakari, mentre Chiyotaikai ha battuto lo stesso Tochiazuma, Kotomitsuki ed il doppio-clone-Futeno, a dimostrazione di una dignità più consistente.
Inoltre, Chiyotaikai ha vinto il derby degli Ozeki con uno spirito combattivo completamente diverso da Tochiazuma, facendosi preferire nel mio giudizio. Non c’è da brindare alla ritrovata vena vincente, per carità, ma almeno non ci saranno dolorose retrocessioni, visto che il rischio è stato corso.

Meglio di loro, e di tanti altri, ha fatto Tamanoshima, con il suo 11-4 di tutto riguardo e con il merito di aver battuto Kisenosato in un match che mi è piaciuto molto.

Anche Hakuho ha chiuso benino con 9-6, dopo l’infortunio di luglio, ma siamo ancora in attesa che ci rifaccia vedere quel repertorio che lo aveva portato agli onori della cronaca come il delfino di Asashoryu. La loro rivalità, così evidente negli scontri diretti, non ha senso se il giovane rikishi dalla scuola Miyagino non provvederà a riabilitarsi pienamente, evitando le cadute di livello tecnico che non riesce ancora a controllare. Ora che Kotooshu si è affermato tra i grandi, sarebbe piacevole vedere anche Hakuho battersi per lo yusho.

Buone le prove degli altri mongoli Kyokutenho, 10-5, ed Ama, 9-6. Quest’ultimo è stato anche protagonista del match più lungo del Basho – 6 minuti complessivi! -. Per entrambi si prospetta un salto in avanti nel banzuke, con la prospettiva di avvicinare il Sanyaku.

Kotomitsuki ha disputato un buon Basho, chiudendo per 9-6 il suo kachi-koshi. Non mi è piaciuto nel match contro Kakizoe, dove si è inspiegabilmente piazzato a bordo doyho per il tachi-ai ed ha atteso passivamente la spinta che l’ha fatto uscire senza combattere.

Abbondante kachi-koshi anche per Takanowaka con 9-6, e record positivo anche per Shimotori, Hokutoriki, Roho e per il decano Kotonowaka.

Pessima la performance di Kokkai, imprigionato nel suo antiestetico e monocorde impulso a caricare di testa, mulinando a vuoto le potenti braccia che mamma Georgia gli ha donato.

Complimenti a Toyonoshima, vincitore nei Juryo con 14-1 e sicuro Makuuchi a Fukuoka, mentre sono lieto di aver colto il pronostico su Baruto, 12-3 per l’estone al suo esordio nella seconda divisione, battendo anche Toyonoshima. Lo attendo con curiosità e buoni auspici tra i Maegashira.

Mi congedo da voi dandovi appuntamento per le consuete note post-basho e ringraziandovi per aver seguito con me questo Aki Basho così avvincente.

Sayonara.

Categoria: Aki Basho 2005

Julien BurattoQuando si è campioni

In questi giorni sono stato abbastanza silenzioso in quanto a redazionali, ma a questo punto non posso tacere oltre.
Con Pierfranco ci siamo sbilanciati parecchio, nelle nostre telefonatine quotidiane, su pronostici e parvenze di stabilità psicologiche.
Credo che, di tutte le chiacchere inutili fatte, di quelle culturali e di quelle assolutamente goliardiche, alcune cose siano però rimaste ben salde nella nostra mente:

- Asashoryu è un campione a tutti gli effetti e lo ha dimostrato: quando il gioco si fà duro, i duri cominciano a giocare.
- Kotooshu è un grande lottatore e farà bene, ancora non era il suo momento e forse ha avuto un po’ troppo slancio
- Io ci ho beccato nel mio pronostico di 13-2 di Asashoryu, ma ho sbagliato su Kotooshu, pensavo sarebbe stato pi� umile e meno “lanciato”
- Questo playoff non ci ha per nulla galvanizzato
- da Tochiazuma ci aspettavamo pi� resistenza
- la giornata pi� emozionante � stata la 13esima: Asa Vs Koto

E ora, aspettiamo il commento del buon Pierfranco sulla 15esima giornata e, tra qualche giorno, a mente lucida, il commento post-basho.

Spero di potervi comunicare le emozioni di questo torneo nel commento dell’Aki Basho che inizier� il 24 Ottobre su Eurosport, non mancate!

Categoria: Aki Basho 2005

Pierfranco SpazianiQuattordicesima giornata

Questo Aki Basho ci sta regalando le più forti emozioni degli ultimi anni e sarà ricordato per il susseguirsi dei colpi di scena che lo stanno caratterizzando, come la sconfitta odierna di Kotooshu contro Kisenosato, giunta in modo quasi annunciato dopo la batosta di ieri, ad opera di Asashoryu.
Un facile resoconto di quello che si è visto oggi potrebbe raccontare dello smarrimento di Kotooshu di fronte ad un Maegashira 16, della vittoria agevole dello Yokozuna e delle probabilità che lo yusho venga assegnato con un play-off, ma c’è qualcosa di più, dietro ai fatti che tutti abbiamo sotto gli occhi, e la bella cronaca di Alessandro ne suggerisce la traccia, come del resto i commenti di sumotalk.com.

Kotooshu ha perso due incontri molto diversi tra loro, sia per l’avversario che aveva di fronte, sia per come si è comportato sul doyho. Non importa se domani vincerà il Torneo: tutto il patrimonio di certezze che aveva costruito in 12 giorni, accompagnato da consensi e polemiche, si è dissolto nel momento in cui Asashoryu lo ha riportato ad una dimensione reale, quella delle gerarchie, mentre Kisenosato ha potuto usufruire dell’insicurezza che si è impadronita del Sekiwake europeo a seguito della prima sconfitta.
Prendendo spunto dal calcio, potremmo parlare di “effetto Milan”( non me ne vogliano i tifosi rossoneri); Kotooshu ha perso di vista Asashoryu, ieri, nel momento in cui lo Yokozuna ha compiuto quel gioco di prestigio che tutti hanno rimarcato come una delle cose più straordinarie mai viste nel sumo, ma fino a quel momento stava avanzando ed aveva l’inerzia del match.
Oggi, viceversa, ha ripreso ad indietreggiare, anche a causa della determinazione di Kisenosato, e non ha mostrato la padronanza dei propri movimenti, dandomi l’impressione che non sapesse bene in quale zona del doyho si trovasse, quando ha messo il piede sinistro fuori dal cerchio di gara.

Paragonando le sue sconfitte a quelle di Asashoryu, ci accorgiamo che il loro peso risulta diametralmente opposto, in quanto Kotooshu non doveva concedere allo Yokozuna una risalita proprio nel momento in cui poteva “matarlo”, e forse ha creduto di aver compiuto il passo decisivo battendo Tochiazuma, tra l’altro combattendo bene, vale a dire prendendo l’iniziativa.
Subire una rimonta può demolire il morale e generare paura, limitando la lucidità delle proprie azioni, e domani Kotooshu non potrà fallire la prova; Chiyotaikai, a parte oggi, ha ripreso possesso dei suoi attributi di Ozeki e diventa un problema da risolvere con estrema attenzione.

Asashoryu, da parte sua, ha ripreso colore ed affronterà Tochiazuma per guadagnare almeno il play-off, obiettivo minimo da raggiungere, a questo punto. Oggi non ha titubato né sprecato energie, contro Chiyotaikai, tornando a quel sumo che nel 2005 gli è valso 4 yusho. La sua espressione di soddisfazione lascia intendere che non sia propenso a mollare, come del resto nessuno si aspetta, ma sappiamo che in ogni match con Tochiazuma è in palio l’onore e che l’Ozeki ha battuto Asashoryu più di qualsiasi altro rikishi in circolazione. Mi sbilancio nel dire che Asashoryu vincerà, come hanno detto in tanti.

Kisenosato potrebbe ancora dire la sua in un play-off a tre, pertanto deve solo vincere ed attendere circa due ore, il tempo che trascorrerà tra il suo match e la performance dello Yokozuna. Contro Kotooshu ha assaporato l’aria del Sanyaku e non ne è rimasto stordito: buona impresa, ma agevolata da ciò che ho detto qualche riga più sopra.
Per una valutazione complessiva del suo operato, ripassate domani.

Tralascio i kachi-koshi odierni e vi aspetto per la chiusura.

Categoria: Aki Basho 2005

Pierfranco SpazianiTombola!

Non ci posso credere, direbbe Aldo a Giovanni e Giacomo!
Kotooshu sta vivendo il suo peggior incubo e si arrende a Kisenosato, Asashoryu batte Chiyotaikai e lo agguanta in testa al torneo.
Saltano le ipotesi di un play-off a quattro, ma rimane in piedi la possibiltà dello spareggio a tre, ammesso che domani Chiyotaikai batta Kotooshu, Asashoryu perda e Kisenosato vinca. Solo l’ozeki è fuori dal giro, con 4 sconfitte.
Quale altro sport vi regala simili emozioni?

Categoria: Aki Basho 2005

Pierfranco SpazianiTredicesima giornata

Ieri sera, nella consueta chiacchierata telefonica sul sumo, Julien ed io abbiamo speculato su tutte le possibili soluzioni dell’Aki Basho, in vista del supermatch di oggi, e devo ammettere che la mia posizione non è stata ratificata dai fatti, poiché non avevo dato credito allo Yokozuna, mentre il mio caro amico ed anfitrione informatico aveva previsto il finale ad altissima tensione che si sta delineando.
Quello che non mi convinceva, in Asashoryu, erano le troppe esitazioni e la difficoltà nel vincere certi incontri di serie B, a causa del più volte citato nervosismo che aveva manifestato, mentre in Kotooshu leggevo il trend positivo del rikishi in via di piena maturazione, pur avendo visto pochi Sanyaku veri, se mi capite.
Quando stamattina ci siamo trovati di nuovo al telefono per assistere insieme al bout, abbiamo constatato l’avverarsi di quel processo di metamorfosi agonistica che ha portato Kotooshu a soccombere nettamente, in fin dei conti, ed Asashoryu a tornare in possesso delle proprie facoltà di Grande Campione.
E’ ancora il Sekiwake a condurre e mancano solo due giorni alla conclusione del Torneo, ma il segnale è stato forte, molto forte.

Ma procediamo con ordine.
La prima scossa mattutina ce l’ha data Kisenosato, incappato in un Kyokutenho in grado di esibire ancora pezzi di bravura che ricordano la sua esperienza di ex-Sekiwake.
Per un difficilissimo calcolo di probabilità, Kisenosato è ancora in corsa, ma l’imperativo categorico è battere Kotooshu, come del resto per tutti, Chiyotaikai compreso.
La giovane speranza giapponese ha già fatto un figurone e si è messo in condizione di dare concrete aspettative per il futuro, purché non torni a fare l’elastico tra i Maegashira.
Un paio di Tornei ancora ad alto livello e sarà dalle parti dei Sanyaku, ed allora il ricambio generazionale potrà avere ufficialmente inizio, per i Giapponesi.

Pochi minuti prima, il patriarca Kotonowaka aveva raggiunto il kachi-koshi, e diversi minuti dopo lo avevano imitato Hakuho e Kotomitsuki, ristrutturando il loro score inizialmente deficitario. Bravi tutti e tre.

Dopo la decima vittoria di Chiyotaikai, che ha messo l’Ozeki nel pazzo giro dei play-off che poi vi spiegherò, è arrivata l’ora della verità, che se in Spagna corrisponde alle 5 della sera, in Giappone è posticipata alle 6.
Primi piani sui protagonisti: Asashoryu cerca con lo sguardo Kotooshu, il bulgaro svia le indagini e si gira prima possibile verso il pubblico, la folla raggiunge il massimo grado di eccitazione sportiva ed il match, finalmente, comincia.

Asashoryu impatta in lievissimo ritardo, Kotooshu parte alto come sempre ed il tachi-ai vede il Sekiwake leggermente sbilanciato, ma poi si sposta verso est ed afferra il mawashi dello Yokozuna , con un movimento che lo porta di nuovo con il baricentro pericolosamente fuori equilibrio; malgrado ciò, Kotooshu trova una buona presa sul retro di Asashoryu e si rimette in piedi, riuscendo a far girare il mongolo di spalle, posizione molto vantaggiosa: a questo punto avviene lo scatto felino di Asashoryu, il quale si libera della presa e lascia Kotooshu barcollante a chiedersi dove sia finito quel demonio di un mongolo, ma non c’è più tempo per pensare a cosa inventarsi, perché Asashoryu è in presa e trascina il bulgaro a terra con un plastico kubihineri.
E’ fatta: il telecronista esclama:”Asashoryu takes his revenge!”, piovono cuscini, Kotooshu è sotto shock ed Asashoryu si pianta sulle gambe ed ammira la sua rivincita, tenendo la mani sui fianchi come il Colosso di Rodi.

Non potevo esimermi, per una volta, dal descrivere tutto lo svolgimento del match; è stato esaltante e ci ha restituito l’agonismo che mancava. Domani potrà accadere qualsiasi cosa, ma oggi Asashoryu ha dato lezione di sumo, non c’è che dire.

E veniamo alla folle teoria dei play-off, che cercherò di spiegarvi nel modo più semplice:

1) Kotooshu perde i prossimi due incontri;
2) Kisenosato vince i prossimi due incontri;
3) Asashoryu perde con Chiyotaikai e vince con Tochiazuma;
4) Chiyotaikai batte Asashoryu e Kotooshu;

Così sarebbero tutti alla pari sul 12-3, ma l’ipotesi è puramente cartacea. In realtà, Kotooshu dispone di 2 match-points, e le altre combinazioni non devono interessarlo, perché uno spareggio sarebbe già una mezza sconfitta, secondo me, e gli altri si possono eliminare a vicenda.

Andiamo a scoprire cosa accadrà, amici sumofanatici.

Categoria: Aki Basho 2005

Pierfranco SpazianiAsashoryu risorge e batte Kotooshu

Nel match più atteso dell’anno, Asashoryu ha sconfitto Kotooshu e tiene accesa la speranza di un play-off.
Si è trattato di uno scontro dominato dal nervosismo, con entrambi i rikishi in grande tensione agonistica, come ci aspettavamo. Kotooshu ha avuto la possibilità di vincere quando Asashoryu si è trovato di spalle al Sekiwake, ma lo Yokozuna ha reagito con un movimento fulmineo ed è sfuggito al pericolo, prendendo il comando del bout e forzando la resistenza del bulgaro con un’azione progressiva che ha fatto vacillare Kotooshu fino al momento del kubihineri definitivo.
Domani vedremo Kotooshu vs. Kisenosato e Asashoryu vs. Chiyotaikai.
Buon divertimento!

Categoria: Aki Basho 2005

Pierfranco SpazianiDodicesima giornata

Nel raccontarvi quotidianamente le mie piccole storie d’attualità sul sumo, mi accorgo spesso di non riuscire a trasmettervi il senso preciso delle sensazioni che le immagini mi ispirano, e ciò dipende principalmente dalla mia personalità complessa ed in fase di decadimento neuronico, data l’età.
Quello che cerco di dirvi è che vorrei ampliare il significato di tanti accenni, portarvi a dialogare sui fatti e le persone, ma il mezzo tecnologico non ci consente un tipo diverso d’incontro; potrei mettervi tutti in teleconferenza, che diventerebbe una teleassemblea, ma non sarebbe praticabile in ogni momento, dato che anch’io, di tanto in tanto, devo lavorare per guadagnarmi il caviale quotidiano, come diceva Woody Allen.

Tutto il pistolotto che precede, se l’avete letto senza accusare malori, conduce al resoconto di una giornata che definirei interlocutoria, al pari della decima, e che potrebbe essere interpretata come la (quasi) quiete prima della tempesta, che Leopardi mi perdoni.
Infatti, chi doveva vincere ha vinto, mi riferisco ai top-scorer, e tutte le attenzioni sono rivolte al momento in cui, domani, saliranno sul doyho Kotooshu ed Asashoryu, l’uno per chiudere i conti ed entrare nella storia, l’altro per mantenere accesa la speranza di un finale incerto e sperare in un play-off acciuffato per un lembo di mawashi. Non dimentichiamoci di Kisenosato, il quale pregherà per la vittoria dello Yokozuna e per restare, a sua volta, in gioco.
La cosa curiosa è che in tutti i Tornei in cui Asashoryu si è trovato 12-0, ed è successo spesso, nessuno ha avuto dubbi sulla destinazione dello yusho, mentre oggi siamo a rendere incerto l’esito del Torneo quando Kotooshu non dà cenni di squilibrio o d’impazienza, ma anzi di calma piatta e vincente, come ho scritto ieri.
Sarà che le nostre indubbie radici contadine ci suggeriscono di considerare con riguardo il vecchio adagio popolare che recita, con saggezza, che “le galline si contano la sera”, ma se intendiamo in senso metaforico la durata dell’Aki Basho, siamo già nel pomeriggio inoltrato, ed il buon Kotooshu è stato visto effettuare un pre-appello dei suoi volatili da cortile (chissà come si dice in bulgaro “fare i conti senza l’oste”…).
In buona sostanza, c’è di mezzo Asashoryu con la sua incontenibile rabbia e smania di vendetta (Kisenosato passa ingiustamente in secondo piano, ma è lì in agguato), e prendiamo tutte cautele del caso, prima di sentenziare la vittoria di Kotooshu, ma mi sembra molto difficile che le cose vadano diversamente.

Nel giorno in cui l’Est ha surclassato l’Ovest 15 – 5, Kotooshu ha battuto Hokutoriki in bello stile, studiando con pazienza il punto critico dell’avversario e decidendo il momento giusto per piazzare l’uwatenage che ha concluso la sua apparizione al Kokugikan, dovendosi accontentare di accennare la smorfia di soddisfazione, che ieri è stata immortalata dopo la sconfitta dello Yokozuna, all’interno dei locali riservati ai rikishi.
Kotooshu combatte a memoria e la sua azione sembra flemmatica, a volte, perché certi movimenti vengono effettuati con micidiale lentezza, come quelli dell’uomo bionico da 6 milioni di dollari. Sarà un tema di discussione che ci accompagnerà nei prossimi mesi, suppongo, ma l’efficacia del suo sumo si fonda, secondo me, sulla calibrata abilità di esaltare la sua atipica struttura fisica, con un rapporto peso-potenza veramente inconsueto.

Buona prova anche di Asashoryu, il quale ha quasi emulato il bulgaro nel kimarite, ed ha fatto il minimo che ci si possa aspettare da uno Yokozuna, pur ferito nell’orgoglio, contro un Maegashira 6 come Kotoshogiku: forse la prima parte di quel nome l’ ha influenzato ed ha ritrovato la grinta per vincere, ma domani lo shikona sarà quello giusto ed il sumo di Asashoryu dovrà ritrovare lo smalto dei giorni migliori, per riparare almeno il morale e sperare che Chiyotaikai faccia il resto.

Anche Kisenosato ha vinto convincendo ed ha impartito una lezione d’umiltà a Roho, costruendo il suo successo partendo dai momenti di difficoltà che ha accusato durante il match, a partire dal tachi-ai, quando il russo gli ha messo le mani sulla faccia e lo ha portato a bordo doyho. La giovane speranza nipponica ha reagito bene ed ha ribaltato l’azione offensiva, resistendo agli ultimi tsuppari di Roho e spingendolo fuori in modo autoritario. Se son rose, fioriranno, tanto per rimanere in tema di proverbi.

Ho poco altro da dire, se non registrare la vittoria di Chiyotaikai nel derby tra Ozeki, con spunti di quel bel sumo che lo ha portato in auge anni fa, ed il kachi-koshi di Tamanoshima e Kyokutenho, quest’ultimo ottenuto a spese di Hakuho e quindi di maggior spessore tecnico.

Dormite bene, amici-san, e domani godetevi lo show!

Categoria: Aki Basho 2005

Pierfranco SpazianiUndicesima giornata

Lo ammetto: non mi sarei mai aspettato questo straordinario epilogo di giornata!
Kotooshu ha preso il largo e dietro di sé lascia le macerie di Asashoryu e Tochiazuma, il primo vittima di un kinboshi firmato Aminishiki, e il secondo battuto dal Sekiwake senza discussioni.
La distanza di due sconfitte traccia un solco quasi abissale tra Kotooshu e lo Yokozuna, per tacer di Kisenosato, e le prossime giornate diventano quanto mai drammatiche ed avvincenti. Se desideravamo rivalità e nuove stelle da contemplare, siamo stati serviti a dovere dall’Aki Basho; ora si sprecano gli articoli sul bulgaro, i lanci d’agenzia sul sumo e le foto che mostrano Kotooshu vincente e raggiante. Aspettiamoci anche le visite guidate al luogo natio del nuovo fenomeno che sta conquistando gloria ed onori nella terra dei samurai.

Piccola parentesi polemica sulla stampa.
Anche la Gazzetta dello Sport, come abbiamo visto ieri, ha dato la notizia su internet, ma a cosa serve se non viene supportata da un minimo di contorno giornalistico esplicativo? Sono strasicuro che quei pochi i quali, come il sottoscritto, hanno
incrociato casualmente l’accenno al sumo, non abbiano idea di cosa stia avvenendo in Giappone, escluso il sottoscritto, ed abbiano confuso il sumo con il wrestling o il K1, dato che Akebono lo conoscono in tanti solo per le pagliacciate che si è messo a fare in quell’ambito. Nessuno pretende di rubare spazio agli sport nazionali e non, ma così non è stata data la possibilità a nessuno di comprendere la reale dimensione dei fatti, e magari a qualche lettore curioso sarebbe piaciuto saperne di più.
E’ palese che mi stia battendo “pro domo mea”, ma l’occasione andava colta al volo, visto che si è presentata.

Tornando al nostro intimo ed accogliente circolo ricreativo, verrebbe voglia di esclamare:habemus phaenomenum!
Stamattina Kotooshu ha dato prova di un livello di maturità veramente sbalorditivo, impattando Tochiazuma senza la minima esitazione ed impedendogli qualsiasi contromossa difensiva, mentre sappiamo bene che l’Ozeki ha come tratto distintivo la fermezza nel resistere sul doyho con tutte le sue forze, anche se talvolta si lascia prendere di sorpresa (quei casi ai quali mi riferivo tempo fa, ricordate?).
Già ieri avevo colto lo smaliziamento del Sekiwake nel tachi-ai, con finte ed esitazioni ad arte, e la controprova della sua escalation è giunta puntualmente con il successo di oggi. E’ vero che ha combattuto un pò troppo in difesa e che si è servito di tutte le astuzie possibili per eludere certi rikishi in avvio di bout, scatenando tutto il risentimento di cui vi ho dato conto nei giorni passati, ma per 11 volte è stato lui rimanere in piedi , e questo non va trascurato…
La vittoria su Tochiazuma non sarebbe neanche un fatto sconvolgente, presa nel suo singolo contenuto sportivo, ma la contestuale sconfitta di Asashoryu lancia Kotooshu in orbita e lo accredita allo yusho senza ulteriori discorsi.
Le prossime giornate saranno molto interessanti, se non eccitanti, perché non è detto che tutto sia deciso e che non si possa assistere a colpi di scena ancora più straordinari, ma Kotooshu sta recitando la sua parte con un portamento glaciale e non sembra aver sentito la pressione dell’avvenimento. E’ in questa diversa configurazione mentale che il bulgaro ha ottenuto il massimo della crescita, cogliendo il meglio dal ceppo etnico cui appartiene: non è un mistero che gli atleti dell’est europeo riescano ad avere una maggior tenacia nello sport e siano dotati di maggior freddezza caratteriale rispetto ad altri. Quando Kotooshu ha fallito il match di luglio contro Wakanosato, deve aver chiamato raccolta tutte le risorse psicologiche di cui dispone per metterle a disposizione dei mezzi tecnico-fisici che ha capito di possedere, gettando il cuore oltre l’ostacolo.
L’aver compiuto questo processo di arricchimento interiore in meno di due mesi, testimonia la ritrovata stabilità emotiva del bulgaro, al quale nessuno può togliere questo merito.

In casa Yokozuna le cose si sono messe male: non ho mai visto Asashoryu combattere così stupidamente e perdere in quel modo. E’ apparso molle, indeciso, mai in controllo e decisamente stressato.
Sapete che non sono abituato a giustificare le sciocchezze a le brutte prestazioni, quindi non vi scandalizzerete se mi sento di focalizzare tutte le negatività manifestate dallo Yokozuna. In realtà, lo avevo ventilato e ne ero abbastanza certo: Asashoryu ha preso una batosta davvero sonora da Futeno in avvio di Torneo e non si è mai tranquillizzato, prova ne è che oggi Aminishiki sembrava Takanohana, mentre Asashoryu ha ceduto come un principiante. Dove sono finiti il suo dinamismo asfissiante, la sua versatilità combattiva, la prontezza di reazione? Per un giorno, speriamo solo per un giorno, se li è dimenticati a casa, commettendo, secondo me, lo stesso errore di Kotooshu a Nagoya, vale a dire, in questo caso, pensare solo alla sfida diretta con il Sekiwake dallo score immacolato, quando sul dohyo c’era ben altro da fare.
Sarà un caso, ma a settembre lo Yokozuna proprio non rende, come già accaduto nel 2004, e se da un lato l’analisi ci conduce ad errori che non doveva commettere, dall’altro ci viene da pensare che la tenuta di Asashoryu sia meno stagna di quanto immaginavamo, sempre parlando a 4 giorni dalla fine del Torneo. Attendiamo la netta smentita dell’interessato.

Kisenosato ha perso, poco male in assoluto, molto male nel particolare contesto dell’Aki Basho, che lo vedeva nella triade dei conduttori. Tutto il Giappone lo considera un futuro Yokozuna, ma è meglio stare calmi e giudicare questo torneo in maniera obiettiva, visti i risultati discontinui del 2005. Se poi anche Kisenosato fosse esploso proprio ora, saremmo di fronte ad una polveriera innescata, ed allora chissà quante altre sorprese dinamitarde ci potrebbero attendere in futuro.
Oltre al kachi-koshi, Kisenosato ha in tasca i crediti per essere al centro delle attenzioni dei media giapponesi nel prossimo futuro, a patto che non si sgonfi subito. Ha combattuto contro rikishi del fondo classifica, come gli compete, ed il calendario lo dovrebbe mettere a confronto con i rikishi più quotati, d’ora in poi. Vedremo l’esito del salto di categoria.

Grazie per avermi seguito, come sempre.

Categoria: Aki Basho 2005

chiyokimiyamaKotooshu superstar!

Ricordiamoci questa data: oggi Kotooshu ha messo definitivamente le mani sulla Coppa dell’Imperatore e lo Yokozuna ha ufficialmente abdicato dall’Aki Basho.
Kotooshu non ha fatto fare un solo passo in avanti a Tochiazuma ed è rimasto seduto ad attendere il match di Asashoryu contro Aminishiki: secondo me aveva un presentimento favorevole ed è arrivato il kinboshi!
Ora la stampa non ha più alibi: spazio al sumo europeo e lodi al prossimo Yokozuna.

Categoria: Aki Basho 2005
Commenti recenti
Categorie
Dati e statistiche
Meta