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Pierfranco SpazianiKisenosato si mangia la dote

Brutto giovedì per Kisenosato, pessima prestazione e punteggio bloccato a 10-2. Lo inseguono Tochiozan e Kyokutenho sul 9-3 e la muta dei rikishi con 8-4, vale a dire Hakuho, Baruto, Kotoshogiku, Kakuryu, Okinoumi, Aoiyama, Shotenro, Tamawashi e Takarafuji. Sono 12 potenziali pretendenti alla vittoria finale, ma sappiamo che ne perderemo molti per strada, da qui al Senshuraku. Rimane, comunque, la suggestiva ipotesi di un kettei sen allargato a 5/6 rikishi, cosa innaturale tra i Makuuchi. Domani Hakuho e Kisenosato si sfideranno per reclamare la candidatura ufficiale allo yusho: Hakuho tenterà di rientrare clamorosamente in gioco, Kise spera di eliminarlo definitivamente dai giochi, ma entrambi dovranno leggere attentamente il torikumi della giornata ed individuare i pericoli successivi. Bisogna dire che dagli scontri al vertice saranno esclusi i Maegashira di bassa classifica e che le sorprese potrebbero giungere proprio da quel settore del banzuke, vista la ferrea previsione del calendario.

Come detto, Tochiozan cancella Kisenosato e lo incalza in classifica. Lo scontro  parte con un tachi-ai affrontato da entrambi al rallentatore, specialmente da Tochiozan, quasi a cercare di evitare errori o henka. Tochiozan prende l’iniziativa e porta Kise vicino al bordo, poi l’azione del Kid riporta temporaneamente le cosa in parità, ribaltando la situazione cardinale del match. Però Kise non è Asashoryu, purtroppo, e da quel momento torna a subire l’iniziativa dell’avversario, molto bravo a trovare la strada per piazzare lo yorikiri che decide il bout. Un Kid abulico ed incerto, brutta copia di quello vincente ieri, si pone troppo in anticipo allo shikiri, mentre Tochiozan lo guarda dall’alto e forse coglie qualche insicurezza nel puttino col mawashi amaranto. Ci vorrà ben altro, domani.

Hakuho domina Giku come già fatto con i precedenti Ozeki giunti al suo cospetto e lancia la sfida al leader. Non sembra proprio che il presunto infortunio del primo giorno ostacoli l’azione dello Yokozuna, che porta a termine anche la demolizione di Giku in pochi istanti. L’Ozeki non regge minimamente l’urto di King Kong- Hakuho e finisce a terra malamente. Yokozuna in k-k all’undicesima giornata, questa è la notizia.

Kotooshu batte Baruto in uno sprazzo di lucidità agonistica e fisica, piegando la resistenza dell’estone con molta cura e pazienza. L’amico Pippooshu lo vorrebbe sempre così!

Kakuryu ridicolizza un Harumafuji distratto e scoordinato con un okuridashi non proprio degno di un vincitore di due Coppe dell’Imperatore. Sarà fuori forma, ma 6-6 è davvero un disonore per il vice-Hakuho: Kakuryu ottiene il k-k e punta la vetta del Torneo, dato che le distanze sono del tutto relative, a questo punto. Basterebbe un’altra caduta del Kid a riaprire le sue speranze, visto che Hakuho l’ha già incontrato. Chissà…

Botte da saloon tra Goeido e Gagamaru a passo di quadriglia e senza risparmiarsi colpi di ogni tipo. Vince Lady Gaga con un hatakikomi piuttosto facile, alla fine.

Toyonoshima cede stranamente al dimesso Homasho per oshidashi, non trovando lo spunto per far valere la maggior classe, mentre Toyohibiki ed Aminishiki si affrontano con grande impeto e danno vita al miglior bout del giorno. Superbiki subisce l’attacco, lo rintuzza e lo risubisce, fino a restare sospeso a galleggiare sul tawara per un periodo davvero inusuale, come ad attendere il flash dei fotografi. Belushiki non lo sbatte fuori subito e i due si riafferrano e poi cadono simultaneamente, decretando il tori-naoshi ben prima del mono-ii ufficiale. Al repeat non c’è competizione e Belushiki applica un misto di okuridashi ed uwatedashinage, ma per il Kyokai prevale il secondo kimarite. Mah!

Siamo alla vigilia di una giornata che potrebbe decidere gran parte della sansho list, a mio parere, e devo confessarvi che non ho particolare previsioni da fare: Hakuho è tornato ad essere una macchina da guerra, ma non vorrei che questa sua irruenza nascondesse l’ansia di finire prima di essere colto in difficoltà fisica. Kisenosato ha sbandato senza preavviso e dovrà cancellare subito dalla mente la dodicesima giornata. Sarà un bel duello, ne sono certo.

 

 

Categoria: Tornei

Pierfranco SpazianiKisenosato reloaded

Sono trascosri 12 minuti dal termine del bout di Kisenosato e sono sempre più convinto di ciò che ho visto ed immediatamente annotato durante il mono ii: Kise aveva vinto il primo round. Se lo slow-motion mi darà torto, ma sarà questione di nanosecondi, smetterò di guardare il monitor senza occhiali… D’accordo, lo ammetto: avevo talmente tanta carta sulla scrivania, penne da cercare appunti da scrivere, impiegate che mi parlavano e telefoni che squillavano (maledetti!!!), che forse la mia visione dell’epilogo potrebbe essere stata distorta, ma credo che in diretta si potesse dire che Kakuryu avesse toccato appena prima del Kid. Comunque, per essere seri, roba quasi inavvertibile, ad occhio nudo e non assistito.
La mia sensazione istantanea non trova il conforto dei giudici e il tutto si decide al tori-naoshi. Resta il fatto che Kise aveva subìto Kakuryu in opposizione e presa doppia interna senza organizzare un valido riscontro, però allo showdown era riuscito a reggersi come una equilibrista sul tawara e spingere in basso il collega mongolo, il quale aveva dato l’impressione, appunto, di aver toccato con la spalla prima che Kise atterrasse, a sua volta, fuori col piede.
Tutto da rifare, comunque, e nuovo tachi-ai. Kise scatta meglio, stavolta, e non ammette interferenze alla sua autorevole gestione della schermaglia iniziale, con diversi tsuppari di contrasto, né accetta obiezioni al suo attacco in propulsione, portando decisamente Kakuryu in arretramento e forzandone lo sbilanciamento verso l’esterno del dohyo.
Credo che il replay del match sia servito a Kisenosato per rafforzare la sua convinzione di avere lo yusho a portata di mano, anziché distrarlo e farlo innervosire. Mi è piaciuto molto questo suo approccio mentale; è sul 10-1 e mancano solo 4 giorni. Domani vedrà Tochiozan.
Immediatamente dopo, Hakuho (7-4) parte, carica, afferra Kotooshu come farebbe un facchino del mercato delle erbe con le patate e lo scraventa a terra con un perentorio, ed umiliante, kirikaeshi. Facile, veloce ed inevitabile, per come è partito lo Yokozuna.
Torniamo indietro di qualche minuto e Toyonoshima batte in modo altrettanto netto, con un pregevole katasukashi, Tochiozan (8-3), regredito notevolmente nel confronto con il meglio del Sanyaku.
Baruto (8-3) fatica ad andare in grip per la velocità di Homasho. L’esito si concretizza con la doppia presa alta di Baruto, come le bretelle che usavano i nostri avi, e la conseguente ed inevitabile visita guidata dell’avversario al Museo del Sumo di Ryogoku.
Pessimo il tachi-ai di Harumafuji (6-5), il quale impatta Giku (8-3) col braccio destro che rimane bloccato in alto e senza possibilità di presa o spinta. Giku coglie il vantaggio al volo e spinge forte col bacino fino al logico yorikiri. Gli Ozeki si stanno eliminando a vicenda ed alternano perle pregiate a banale bigiotteria.

Tournament Leaders (Fonte Nihon Sumo Kyokai)

1L Kisenosato
3L Baruto, Kotoshogiku, Tochiozan, Aoiyama, Kyokutenho, Shotenro, Tamawashi, Takarafuji
4L Hakuho, Kakuryu, Okinoumi, Kaisei
Categoria: Tornei

Pierfranco SpazianiWhen the going gets tough…

Sono iniziati gli scontri tra lo Yokozuna e gli Ozeki, gli Ozeki s’incrociano tra loro e lo spettacolo diventa davvero entusiasmante. Questo Torneo sta coinvolgendo gli appassionati come non accadeva da molti anni. Ricordo un paio di finali con la lotta per lo yusho allargata a tre rikishi, ma per trovare tante variabili in gioco, e lo yokozuna in grave ritardo, bisogna risalire ai tempi di Amaterasu.
Kisenosato (9-1) conduce bene il suo bout e batte Kotooshu. Il Kid parte forte, arretra appena un poco per non offrire la presa migliore al bulgaro e poi evita di farsi caricare sul fianco, avanzando deciso per la spinta finale. Buon test con un Ozeki sempre molto pericoloso. Kisenosato appare molto determinato e concentrato.
Hakuho non lascia scampo a Kakuryu: parte con veemenza e porta il conterraneo oltre il tawara in un baleno, come a scacciare le paure legate alle precedenti esitazioni.
Ora non resta che vedere come si comporteranno Tochiozan, sconfitto dal veterano Kyokutenho, Tamawashi e Takarafuji in fondo al torikumi, dato che sono tutti a 8-2 e potrebbero inserirsi in un eventuale kettei sen, ma già hanno ottenuto una buona speranza di promozione.
Intanto, per la cronaca, Harumafuji batte il killer Goeido, mentre Baruto si comporta da “Strongest man” e solleva Kotoshogiku, che proprio una sogliola non è, con la naturalezza che gli è abituale nello tsuridashi.
Baruto, Giku, Kakuryu, Okinoumi, Kyokutenho, Aoiyama e Shotenro sono sul 7-3.
Nel Torneo delle sorprese, non vi sarà sfuggito un evento storico: siamo alla decima giornata e lo Yokozuna non intravede ancora il kachi-koshi!

Categoria: Tornei

Pierfranco SpazianiHakuho vince l’Aki Basho

Hakuho non trema di fronte all’antagonista più strenuo degli ultimi tempi, Harumafuji, e si aggiudica il Torneo.

Kotoshogiku si scioglie invece di fronte a Baruto e perde l’occasione per un kettei sen di rivincita.

Categoria: Tornei

Pierfranco SpazianiDecideranno gli Ozeki

L’Aki Basho ci offre un finale degno ed un sumo di buon livello; come tutti speravano, sarà il Senshuraku ad aggiudicare lo yusho di settembre. Hakuho e Kotoshogiku battono gli Ozeki e domani si scambieranno gli avversari, per un doppio confronto incrociato che deciderà se avremo un vincitore immediato oppure un kettei sen.

I due leaders arrivano appaiati ma con diversi andamenti dei rispettivi bouts. Giku batte facilmente e velocemente Haruma, tanto che il tachi ai sembra troppo frettoloso, mentre Hakuho fatica e rischia un paio di volte di subire la potenza di Baruto. Lo Yokozuna appare in difficoltà e Baruto lo tiene in tensione per un tempo lunghissimo, con tanto di spinte e sollevamenti. Alla fine Hakuho trova il punto debole dell’estone elo porta a collassare retrocedendo, però l’Ozeki dimostra grande maturità e concentrazione. Forse Hakuho accusa qualche acciacco e non porta un’offensiva diretta a baruto, accettando un match molto duro e sfibrante. Baruto si batte con tanta dedizione e sferra due attacchi poderosi, l’ultimo con un tentativo di tsuridashi che infiamma il pubblico. Hakuho è comunque bravo nel respingere gli sforzi del rikishi baltico e nel riposizionarsi immediatamente in equilibrio.

Domani potrebbe anche rientrare in gioco Kisenosato, per assurdo, e regalarci un vero finale d’altri tempi: è un’ipotesi remota, ma le sorprese di settembre potrebbero non essere finite.

Categoria: Tornei

Pierfranco SpazianiKisenosato e i raggi UWA-TENAGE

Nakabi era passato mantenendo salde intorno a Kisenosato le migliori prospettive da me indicate nei giorni scorsi, ma è bastato una prima prova di rilievo ed il nostro pretenzioso Brembo Kid, invece di compiere quella accelerazione che attendiamo da troppo tempo, come al solito frena decisamente e si pianta come quei cavalli che rifiutano l’ostacolo e disarcionano i fantini nei concorsi ippici. L’avversario, pur essendo un Ozeki,  non era irresistibile, visto che Baruto vive alterne fortune ed è sempre minato dalle sue ginocchia di cristallo. E poi, detto fuori dai denti, prima o poi il Kid dovrà decidersi ad essere forte con i forti. Eppure, quasi come se una forza repulsiva lo trattenesse dal chiudere un bout che aveva in pugno, Kisenosato si è sciolto di fronte ai raggi UWA-TENAGE sprigionati dal diligente Baruto. Questo sumo non può bastare, se si punta in alto.
 
Hakuho tiene il comando ancora imbattuto e regola Tochinoshin in pochi istanti. Non sono certo questi i rikishi che potrebbero portare un brivido in questo Aki Basho.
Kotoshogiku si batte con disciplina e resta ad una lunghezza insieme al Kid.
A questo punto, dopo la nona giornata, la speranza di un arrivo incerto sbiadisce decisamente, pur essendo ancora possibile un assalto dei due Sekiwake alla fortezza mobile mongola.  
Categoria: Aki Basho 2011

Pierfranco SpazianiKotooshu errante

Sarà per via del matrimonio e degli impegni coniugali che ne conseguono, sarà  perché si è infortunato, sarà perché nessuno lo ha avvisato che l’Aki Basho è iniziato e non si tratta più dei vari keiko pre-basho, sarà  tutto questo messo insieme ed altro ancora, con ulteriori motivazioni che lascio a voi documentare, ma Kotooshu sembra vagare sul dohyo come il pastore errante per l’Asia di leopardiana memoria.
Solo che in Giappone se ne accorgono tutti, mentre il pastore errava ed elevava il proprio canto notturno per un fatto privato e non agonistico.
 
Kotooshu è in confusione totale, tanto da non riconoscere neanche il confine della circonferenza entro cui dovrebbe dimostrare di meritare il rango, lo stipendio e l’affetto dei suoi fans. Lo sguardo è perso nel vuoto, l’atteggiamento tattico inesistente, forza e tecnica sono probabilmente rimaste in Bulgaria durante l’ultima visita alla famiglia, mentre la dignità risulta dispersa per i vicoli di Ryogoku.
 
Quel lampo di gloria e d’onore che ha illuminato l’Europa sembra definitivamente irripetibile, come quei primati ottenuti a Città del Messico da atleti quasi sconosciuti e ricordati solo negli annali ufficiali.
L’espressione di Kotooshu è sempre più triste e sconsolata, il suo sumo stancamente ripetitivo e prevedibile. Peccato: l’ho seguito, applaudito e celebrato nel trionfo del suo stupendo yusho, così come sarei disposto a sostenerlo di nuovo, però il trend sembra irrimediabilmente negativo.
 
Categoria: Aki Basho 2011

Pierfranco SpazianiAki pre-Basho

Dopo due anni di scandali, radiazioni, ritiri eccellenti, insomma di eventi legati al codice penale e poco edificanti, a Nagoya il sumo dell’era di Hakuho, unico ed eccellente dominatore di questi due anni, è tornato a farci respirare l’atmosfera della sfida serrata, quella che mancava ormai da troppo tempo. Gli attori sono sempre figli di quella Mongolia che sembra aver generato così tanti talenti da rendere vana ogni possibile rincorsa al vertice da parte di qualunque altra etnia, mortificando gli sforzi dei nipponici padroni di casa.
Di questo passo, ogni cinque-sei anni emergerà un giovane capace di allontanare ancora di più il Giappone dalla riconquista della tsuna.

Nagoya ci ha restituito la rivalità che cercavamo, quella che potrebbe rivitalizzare il sumo dei prossimi anni; Harumafuji ha controllato a suo piacimento il Torneo e battuto Hakuho in modo netto, candidandosi alla promozione che molti davano per impossibile, ma che in tanti speravamo potesse essere alla sua portata. L’Aki Basho potrebbe essere già la meta, ma non dimentichiamoci di quanto sia stato arduo ripetersi, Yokozuna a parte, negli ultimi anni. Come ho ricordato in coda alla chiusura di Nagoya, dal 2002 ad oggi solo Haruma-Ama ha saputo fare il bis contro gli Yokozuna dominanti, cosa davvero rimarchevole e che depone ancor più a favore della scuola mongola (strano che non ne abbiano aperta una a Ryogoku).

Le previsioni sono spesso smentite, perciò  potremmo usare la statistica ed inquadrare i due grandi avversari di Nagoya attraverso i loro principali kimarite di Nagoya. Harumafuji ha vinto con 6 yorikiri (1 vs Hakuho), 3 oshidashi e 2 uwatenage; Hakuho ha piazzato 4 yorikiri, 2 oshidashi, 2 uwatenage e 2 hatakikomi. Siamo nella media di quasi tutti i Tornei, ma gli scontri diretti hanno avuto spesso, anzi spessissimo, altri esiti: negli ultimi anni, lo yorikiri è risultato il kimarite meno usato nei bouts incrociati tra Asashoryu, Hakuho ed Ama-Haruma. L’Aki Basho confermerà questa tendenza? 

Devo dire che il banzuke non svolge più quel ruolo di selezione che dovrebbe essergli proprio ed assegna spesso ranghi non conformi alle reali qualità  dei rikishi, ma questo è il classico caso in cui causa ed effetto si rincorrono fino a confondersi tra loro. Già i Sanyaku inferiori faticano a trovare stabilità, figuiriamoci i Maegashira superiori; il vortice delle
promozioni-retrocessioni si fa sempre più veloce ed i pochi in grado di lottare per salire gradualmente vengono bruciati al primo impatto con le alte gerarchie dei Makuuchi. Qualcuno, come i salmoni più forti, sta cimentandosi in una dura battaglia controcorrente e spero, come voi, che riesca a trovare quel poco di stabilità  nella progressione.

Infine, ma solo per modestia di ruolo, permettetemi di esaltare il nuovo sito, frutto del costante impegno di Julien e della strenua  insistenza del sottoscritto, coadiuvati dai decisivi apporti di Marco Di Donfrancesco e Marco Miceli, veri propulsori del new look. Ma il nuovo progetto prevede anche tanta sostanza in più, con contributi che andremo a realizzare nel tempo e che riteniamo all’altezza delle vostre esigenze.

 

 

 

 

Categoria: Aki Basho 2011

Pierfranco SpazianiL’addio di Kaio

La gerarchie del sumo sono state di nuovo depredate dall’inesorabile scorrere del tempo: anche Kaio, il Decano, ha dovuto rassegnarsi ad un ritiro che rimandava da diversi Tornei, e finalmente ne sappiamo il motivo. Ciò che teneva in condizione l’Ozeki più amato del Giappone era la speranza di battere il record assoluto di vittorie di Chiyonofuji, primato che Kaio ha voluto strappargli per compensare la mancata promozione a Yokozuna. Kaio ha collezionato 1047 vittorie, due in più del Lupo, giungendo ad una pensione meritata e ricca di onori.
Abbiamo già dedicato una monografia a Kaio, ma le parole che voglio indirizzargli vanno oltre le gesta sportive. Credo che, in questi anni così controversi, il sumo abbia avuto ancora una grande presa sul pubblico grazie alla presenza di un rikishi come Kaio, serio fino all’austerità e legato alla più radicata tradizione nipponica. Kaio il Montagnoso, l’artista dell’uwatenage, l’ultimo legame tra Takanohana ed Hakuho, ha combattuto contro Akebono e Musashimaru, ha sostenuto l’urto di Asashoryu ed ha regalato ai Giapponesi 5 yusho di grande spessore tecnico ed agonistico.
Dopo l’uscita di scena di Musoyama, Tochiazuma e Ciyotaikai, anche l’ultimo dei Grandi Ozeki giapponesi abbandona il dohyo al termine di una carriera prestigiosa e che gli ha garantito l’affetto perenne dei suoi innumerevoli fans.

Categoria: Nagoya Basho 2011

Pierfranco SpazianiHarumagia

Non ci sarà bisogno di attendere il Senshuraku per conoscere il nome del vincitore del Nagoya Basho: Harumafuji ha sconfitto Hakuho e si è aggiudicato il suo secondo yusho. Questo successo consentirà all’Ozeki mongolo di battersi a settembre per la promozione a Yokozuna, un risultato che alcuni di noi avevano sognato e che all’Aki Basho potrebbe diventare realtà.
L’impresa di oggi assume un rilievo quasi storico se si pensa che da gennaio 2004 ad oggi, tolte le 21 vittorie di Asashoryu e le 19 di Hakuho, solo 4 rikishi sono riusciti a vincere lo yusho: Kaio, Tochiazuma, Kotooshu e, appunto, Harumafuji. Ma quest’ultimo è l’unico a ripetersi in questo lunghissimo lasso di tempo dominato dai due Yokozuna compatrioti.
Ora possiamo davvero esclamare che la magia evocata da Marco è tornata sul dohyo.

Categoria: Nagoya Basho 2011